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September , 2010
Thursday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare - RBE ‘78

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Archive for febbraio, 1971

LA RIVOLTA DE L’AQUILA

Posted by admin On febbraio - 26 - 1971 ADD COMMENTS
I quotidiani dell'epoca - da il Tempo
I quotidiani dell’epoca - da il Tempo

L’AQUILA - Il 26 febbraio 2005 è stato il 34/mo anniversario della rivolta per il capoluogo. Giorni di tensione e di rabbia, mestatori oscuri che sobillavano gli animi esacerbati, disordini, danni, feriti, arrestati. Sul piano giudiziario, poi furono tutti assolti. Per la giustizia, quei fatti non sono mai avvenuti… Per chi li ha vissuti, sì. Furono giorni disperati, folli, di testa persa e di equilibri dimenticati. Oggi fa impressione sentire qualcuno che non li ha vissuti parlarne con qualche pizzico di nostalgia. No, è sbagliato. Prima di tutto quella rivolta non portò nulla alla città. Sullo statuto era scritto (ma chi lo aveva letto?) che L’Aquila era il capoluogo di Regione, così come è scritto oggi nel nuovo statuto. Questa affermazione negli anni non ha significato quasi nulla. La politica bieca e insidiosa degli ultimi 10 - 12 anni ha spogliato L’Aquila ignorando lo statuto, ma senza violarlo. In realtà, la politica può fare ciò che vuole e trova sempre le strade per cavarsela. E’ il mestiere dei politici. La rivolta non servì a nulla e L’Aquila è stata ugualmente sminuita, ridotta all’angolo, ridimensionata. n secondo luogo, allora eravamo, e oggi siamo, troppo pochi numericamente per contare qualcosa senza allearci (e quindi condizionarci) con altri. Il consiglio regionale conta 40 esponenti, di aquilani ce ne saranno tre o quattro. Cosa volete che spuntino quando si vota? Con i numeri e le maggioranze bisogna fare i conti sempre. Non si scappa. La sola strada, oggi, è trovare politici capaci di alzare la voce quando necessita e stilare accordi e compromessi per perdere il meno possibile. Puntare sulla compattezza della Provincia intera, almeno quella. Pesare numericamente di più. Sognare secessioni e barricate è fuori dal tempo e dalla realtà. Inoltre, si rischia di prenderle perchè siamo pochi e non continamo su grandi simpatie e alleati affezionati. Tutt’altro. Dobbiamo costruirceli, gudagnarceli, cambiare atteggiamento, farci sentire ma senza un’arroganza che non possiamo permetterci. La rivolta di 34 anni fa è storia e basta. Neppure una bella storia, a pensarci bene. Ma come tale va considerata, conosciuta e studiata. Realismo, concretezza, iniziative, e cervello. Ecco cosa dobbiamo cercare.

I FATTI ORA PER ORA

Foto tratte da "il Messaggero"
Foto tratte da "il Tempo"
Quel 28 FEBBRAIO 1971- da “il Tempo
Ore 4 - I gruppi di contestatori si impadroniscono della città formando barricate in tutte le strade di accesso. Ai quattro cantoni si blocca con tralicci si innalzano falò: una nera e lugubre colonna di fumo sovrasta la città.
Ore 6 - Si sparge la voce dello sciopero generale ad oltranza per tutta la città. Suonano le campane di tutte le chiese. Auto a clacson spiegati percorrono in lungo e in largo la città
Ore 9 - La folla ripudia il patrocinio del comitato di agitazione per una manifestazione di protesta, decide di fare da sola e cominciano le devastazioni
Ore 9,15 - Assalto alla Federazione Provinciale del PSDI. Volano dalle finestre in piazza Duomo tutte le suppellettili, i carteggi e i documenti.
Ore 9,25 - Assalto alla sez. L’Aquila centro della DC e PLI in Via Marrelli- devastazioni e distruzioni ovunque
Ore 9.40 - Una marea umana si riversa a piazza Palazzo, comincia l’assedio al PCI
Ore 9.45 - Si chiedono le dimissioni delle Aministrazioni provinciali e comunali.
Ore 9.50 - Alcune centinai adi persone si staccano da piazza Palazzo, assale distrugge e devasta la sede privinciale della DC
Ore 10 - Il Sindaco De Rubeis annuncia le dimissione dell’amministrazione
Ore 10,10- Altre centinaia di persone assaltano la sede del PSI, si devasta e distrugge ogni cosa.
Ore 10,20 - E’ la volta del PSIUP, qui si incendia anche.
Ore 11.40 - Assalto alla Federazione del PCI dove i funzionari si sono barricati. Mentre si devasta un gruppo di persone aggredisce le trouppe TV costette a riparare ad Avezzano.
Ore 16 - Assalto all’abitazione del consigliere regionale Fabiani.
Ore 17,30 - Reparti della celere si posizionano in difesa della Prefettura e in protezione del sottosegretario del Ministero degli Interni Mariani. Esplodono bombe lacrimogene. La polizia carica e la situazione si infiamma e si inasprisce, molti i feriti. Ora la reazione è rabbiosa.
Ore 18,45 - La folla tenta un primo assalto alla Questura, respinto.
Ore 19,00 - Secondo assalto, i feriti non si contano.
Ore 19,30 - Intanto in piazza della Prefettura è guerriglia! Volano sanpietrini, bastoni, lacrimogeni e molotov.
Ore 20- Volano molotov sulle jeep della Polizia
Ore 20.15 - Incendio al posto di pronto intervento dei Carabinieri
Ore 20.30 - In fiamme due distributori di benzina.

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SFREGIO ALLA CITTÀ DELL'AQUILA: LA REGIONE CERCA UNA NUOVA SEDE A PESCARA


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