La sentenza di Ponzio Pilato, scoperta a L’Aquila

LA BASILICA SAN BERNARDINO
Secondo alcune leggende, pare che Ponzio Pilato sia nato ad Amiterno, antica e leggendaria città nelle vicinanze dell’Aquila, da cui, il capoluogo abruzzese, ebbe origine. Fu proprio nella città di L’Aquila che Ponzio Pilato decise di celare la sentenza di morte che fu inflitta a Gesù Cristo.
L’unico mistero che a tutt’oggi risulta essere ancora irrisolto riguarda come tale sentenza, o pergamena decretaria, sia arrivata all’interno della chiesa di San Bernardino da Siena, dove fu conservata, all’interno di due contenitori di pietra, fino al 1581. Sempre in questo luogo fu ritrovata, e sotto la dominazione spagnola trafugata e portata via.
E’ il capo d’accusa ed il motivo della condanna di Gesù. Appare sul cartello indicante le colpe di Cristo; l’uso di esporre il motivo della condanna per le persecuzioni pubbliche era diffuso nell’impero romano. Da notare che il termine ” Re dei Giudei ” poteva essere usato soltanto dai pagani, mentre un Ebreo avrebbe piuttosto usato il titolo ” Re d’ Israele “.
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AMITERNUM: LA PATRIA DI PONZIO PILATO

Il nome del luogo deriva dal fiume Aterno che attraversava l’insediamento e ne condizionava la vita. Antichissima città sabina la cui origine era anteriore a quella di Roma stessa, come attestato da Virgilio. Al tempo dei romani, la città si spostò ai piedi del colle di San Vittorino, appunto nella valle dell’Aterno, dove oggi si possono ammirare i resti dei monumenti più significativi. Amiternum entrò a far parte dell’ordinamento romano nel 290 a.C.; fu prefettura fino all’età augustea, in seguito probabilmente municipio, come sembrano confermare le fonti epigrafiche La città diede i natali al celebre storico latino Caio Sallustio Crispo (86-35 a.C.).
I ruderi del teatro, con un diametro di circa 80 metri, sono visibili all’altezza del km. 9 della S.S. 80. Le gradinata erano originariamente su due ordini e potevano ospitare 2000 spettatori circa. Della scena si conservano solo le strutture di base. Numerose iscrizioni ed abbondante materiale scultoreo e architettonico sono conservati nel museo Nazionale, ospitato all’interno del Castello Cinquecentesco dell’Aquila e nella Villa Dragonetti a Pizzoli , tra le quali spicca un’erma di Ercole di pregevole fattura, che doveva ornare la scena. L’anfiteatro, con un diametro di circa 68 m sull’asse maggiore e 53 su quello minore, si trova invece sulla sponda destra del fiume Aterno, ai margini della città antica.
La costruzione presenta un rivestimento in laterizio risalente al I secolo d.C.; esso mantiene quasi per intero il suo perimetro che era costituito da 48 arcate su due piani; mancano completamente le gradinate: l’edificio poteva accogliere circa 6000 spettatori e,sia come numero di spettatori che come importanza,in quel periodo veniva considerato come il secondo”stadio” di tutto l’Impero Romano. Secondo alcuni studiosi Amiternum diede i natali anche ad Appio Claudio, vissuto nel IV-III sec. a.C., che fece costruire la via Appia. Ed ancora avrebbe dato i natali perfino a Ponzio Pilato. Ad attestarlo ci sarebbe una pergamena rinvenuta sul finire del 1500 tra le macerie della necropoli o quando gli spagnoli iniziarono l’edificazione del Castello cinquecentesco, nel cui testo in ebraico è riportata la sentenza contro Gesù Cristo. Una Pompei ancora tutta da scoprire si cela ancora sotto terra.

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