Mistero dispersi. Codici ne trova 43 ma “Chi l’ha visto?” ne cerca oltre 100
L’Aquila, 30 Apr - Dal sito: www.primadanoi.it - Una sola domanda: dove sono? Missing, si direbbe negli Usa, cioè ricercati. In italiano se una persona è irreperibile nell’ambito di un evento tragico (incidenti, calamità…) si dice “disperso”. La questione ora però inizia a diventare seria e non più sottovalutabile.
Il 22 aprile scorso su sollecitazione di Codici pubblichiamo -con ritardo di un giorno- l’appello della associazione che ha approntato una sala operativa per aiutare chi avesse chiesto notizie di persone non rintracciabili.
Pubblichiamo in ritardo la lista di 50 nomi, eppure siamo i primi.
Dopo qualche giorno la notizia arriva a qualche quotidiano nazionale, poi a qualche televisione.
Una notizia che dovrebbe trovare immediatamente spazio sui giornali perché di servizio e perché potrebbe essere di aiuto ma che invece compare a macchia di leopardo.
Fatto sta che nel giro di una settimana su un elenco di 50 persone ne vengono rintracciate circa 43 tutte in buona salute, in tendopoli o negli alberghi. Insomma comparando la lista dei dispersi con quella della Protezione civile è stato possibile rintracciare le persone.
Ne rimangono fuori ancora 7 che non compaiono in quegli elenchi e che non sarebbero state censite.
Sono:
TANIA ZAVARELLI - L’AQUILA CENTRO
SERGIO PALELLA - L’AQUILA
BERNARDINO PEZZOPANE - ONNA
GIUSEPPE ORECCHIA
MANFREDO GALLIARDONE
ITALIA GALLIARDONE
GIANNI CARDILLI (gioielliere in centro a l’Aquila)
(per fare segnalazioni 085 77211, 340/8510449 h 24 segretario provinciale Domenico Pettinari; 320/3849364 fino alle ore 24 oppure scrivere a codici.abruzzo@codici.org)
NELLA LISTA DI CHI L’HA VISTO 100 NOMI
Ieri il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, su domanda diretta ha detto chiaramente che esiste la possibilità che vi siano ancora corpi sotto le macerie.
Ma come è possibile?
La cosa è semplice poiché in eventi disastrosi come il terremoto dell’Aquila, in caso di crollo, i soccorritori scavano tra le macerie su indicazioni di parenti o scampati che, recatisi sul luogo, riescono a dare indicazioni precise sulla ubicazione dell’appartamento e delle persone che vi abitano. E’, infatti, impossibile scavare ovunque nell’immediatezza della sciagura.
Cosa succede se nessuno indica ai vigili del fuoco di cercare una persona tra le macerie?
Probabilmente quella persona non sarà trovata.
Solo ora, a quasi trenta giorni dal sisma, inizia ad essere un fatto acclarato che tra le macerie possano esservi ancora persone.
Magari quelle che nessuno ha cercato nell’immediatezza oppure clandestini, cioè non registrati o magari stranieri (come le badanti, per esempio).
Forse non sapremo mai se effettivamente c’è ancora qualche corpo non recuperato ma la questione deve essere affrontata pubblicamente dalle istituzioni che, invece, smentiscono e glissano sull’argomento. Sembra incredibile che la protezione civile continui a smentire.
Ed il problema cresce perché alla trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?” si sono rivolti davvero in tanti per cercare persone al momento irrintracciabili e che vivevano all’Aquila e dintorni.
E sono un centinaio, un numero elevatissimo di persone che non possono essere sfuggite tutte ai controlli e ai censimenti della protezione civile e che pure non si trovano e sembra nessuno sappia dove possano essere.
Un elenco infinito.
E’ vero comunque che sarebbero oltre 5mila le persone che si sarebbero allontanate dalla zona del sisma e che dunque non sarebbero facilmente raggiungibili, sparpagliate un po’ ovunque.
Il prefetto nega ci sia qualcuno da trovare «a meno che non siano stranieri o clandestini» ma la lista dei dispersi è stata chiusa ormai settimane fa.
La burocrazia ora deve però fare i conti con il dolore di tutte queste persone che da quasi 30 giorni non hanno notizie.
Ed è tempo di risposte.
* LE PERSONE CHE CERCA “CHI L’HA VISTO?” (PAGINA 1)
* LE PERSONE CHE CERCA “CHI L’HA VISTO?” (PAGINA 2)
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Seppur contenti per la 


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L’Aquila, 21 Apr - The Italian Government has decided to move the G8 Summit venue from La Maddalena to L’Aquila, the city symbolising the earthquake that hit Abruzzo on 6 April.

I Red Blue Eagles L’Aquila 1978 Curva Sud comunicano che è stato aperto un conto corrente bancario presso la Banca di Credito Cooperativo di Roma agenzia di Sassa (L’Aquila) (Per coordinate bancarie ed intestazioni del c/c vedi sotto) per raccogliere fondi che serviranno per la ricostruzione di una scuola o di un asilo o di un monumento storico su cui, al termine della ricostruzione, sarà posta una targa ricordo con tutti i gruppi Ultras che hanno contribuito alla sua realizzazione.























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