«Stiamo compiendo un’operazione unica al mondo. Un censimento per assegnare gli alloggi»

Silvio Berlusconi e la bandiera italiana..
L’Aquila, 30 Lug – Il premier capocantiere. Nel corso del suo sopralluogo Berlusconi ha visitato due costruzioni liberando due bandiere sui tetti delle palazzine: una della protezione civile, l’altra italiana. Il premier ha indossato i panni del capocantiere e si è divertito a scoprire il funzionamento di un montacarichi idraulico nel cantiere di Bazzano, frazione alle porte dell’Aquila. Finita la visita ha fatto il punto della situazione: «Entro il 30 novembre, e se ci sarà ritardo, speriamo di no, entro il 30 dicembre, 30mila persone colpite dal terremoto avranno un tetto. Si tratta di una operazione mai accaduta al mondo dopo l’uragano Katrina ci sono ancora le baraccopoli, dopo i terremoti in Cina le persone non sono state ancora sistemate. È una cosa straordinaria ho visitato le case e sono molto accoglienti».
La gente da sistemare è tanta: «Abbiamo un numero impressionante di persone a cui dare un tetto» ha detto il premier commentando i dati. Sono 19.632 le persone che sono negli alberghi della costa, 9.636 quelle nelle case private. «Nelle 140 aree di ricovero – ha spiegato Berlusconi – ci sono 4.852 tende che ospitano complessivamente 20.348 persone». Il premier ha anche reso noto che sono già stati attivati 11 cantieri sui 19 previsti. Per «assegnare gli alloggi in costruzione» si farà un «censimento». Berlusconi ha sottolineato che «le schede» per il censimento sono «pronte e stampate» e «ciascuna famiglia» potrà fornire dettagli sul nucleo familiare e dare le proprie preferenze sul tipo di alloggio.
Reperti all’esame della Procura. Giornata in laboratorio, per l’esame dei reperti sequestrati nelle case crollate, per i consulenti nominati dalla Procura della Repubblica dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta sul sisma che il 6 aprile ha colpito il capoluogo abruzzese. Il pool di consulenti sta lavorando nei luoghi segreti o comunque molto controllati dove sono stati riposti i materiali prelevati subito dopo il terremoto. Si tratta di reperti ritenuti importanti per piegare se i crolli siano stati determinati dalla violenza del sisma oppure dal mancato rispetto delle norme sulla costruzione delle case. In particolare, i consulenti sono concentrati sull’esame dei reperti relativi alla Casa dello studente. Secondo fonti della Procura, oggi i consulenti esamineranno anche il materiale relativo agli altri casi più eclatanti legati ai crolli, come quello del palazzo in via XX Settembre 79, dove le vittime sono state nove.
Chiodi: sì alla requisizione di case. «Anche io sono per la requisizione delle case sfitte, ma bisogna fare i conti con problemi oggettivi». Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rispondendo alla domanda sulla possibilità di avere alloggi per settembre rivoltagli dagli esponenti di alcuni comitati di cittadini, riuniti davanti alla sede dell’Emiciclo in occasione della seduta del Consiglio all’Aquila. «Avevamo negoziato con l’Ance la isponibilità
per l’affitto di 3.000 appartamenti – ha spiegato Chiodi -, ma poi il processo si è arrestato: i prezzi sono saliti e le imprese hanno preferito mettere in vendita quegli stessi edifici. Stiamo ora puntando su un Fondo immobiliare con cui si potrà ovviare anche al problema del rimborso alla Cassa di risparmio».
Maggioranza coesa – «Non ho mai guidato una maggioranza così coesa». Parola di Silvio Berlusconi. Il premier, in visita a L’Aquila, prova così a sgombrare il campo dalle polemiche degli ultimi giorni. E lo fa sottolineando che
all’interno della coalizione non c’è «nessuna divisione» ed anzi c’è totale identità di vedute su temi come «scuola, Afghanistan e sicurezza» ed ha affermato che sono i giornali che per «riempire» le pagine trasformano «una battuta in provocazioni». Chiaro il messaggio del premier ai fautori del cosiddetto partito del Sud: «Non possiamo accettare qualcosa che anziché» andare verso l’aggregazione del centrodestra «prende alcune forze del Pdl e le porta fuori» ha detto Berlusconi, spiegando che uno scenario del genere è «esattamente il contrario di quello che ho sempre sognato di fare aggregando il centrodestra nel Pdl. È un controsenso ed è assolutamente impossibile».
«Posso permettermi di dire una frase che arriva dai miei otto anni dai salesiani? “Extra ecclesiam, nulla salus”». Così Berlusconi, citando il noto proverbio, ha spiegato che fuori dal Pdl il partito del Sud non ha futuro. «Questo non vale solo per la Chiesa – ha infatti aggiunto – ma anche per il Popolo della Libertà».
Fiom Cgil: 12mila fuori dal progetto Case. Gli alloggi del progetto C.A.S.E. previsti nei siti individuati sul territorio aquilano sono oggettivamente insufficienti: si stima che rimarranno esclusi dalle graduatorie di assegnazione circa 12 mila persone. A sostenerlo è la Fiom-Cgil provinciale dell’Aquila. «Numeri che fanno rabbrividire – si legge in una nota – dopo che gli sfollati sono stati illusi a suon di annunci in favore di telecamera privi di riscontro sulle carte ufficiali, le uniche che contano. È a causa di questi numeri, esigui per un verso ed esorbitanti dall’altro, che nascono la necessità e il compito meschino di stilare dei criteri di assegnazione per individuare, fra i 60 mila sfollati aquilani, coloro che hanno più diritto di altri di avere assegnato un alloggio». Secondo il sindacato
«uno dei criteri proposti da alcuni consiglieri comunali, definisce lo stato di aquilanità di ciascun cittadino in base all’anzianità della residenza nel Comune». Più precisamente, secondo questo criterio, la priorità nell’assegnazione di un alloggio andrebbe al terremotato che è residente nel Comune dell’Aquila da almeno dieci o 15 anni, a discapito
di chi lo è da minor tempo. «Sebbene ciò possa sembrare corretto in prima istanza, una riflessione più profonda porta presto a scoprire che in tal modo sono penalizzati coloro che più di recente hanno scelto di risiedere nel Comune dell’Aquila, che, per la maggior parte, sono lavoratori giovani, e con figli che frequentano le scuole aquilane».
CON BOSSI VERREMO UN’ALTRA VOLTA IN ABRUZZO – Nel sopralluogo di oggi nelle zone interessate dalla ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile era previsto che insieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi venissero anche il leader della Lega e ministro delle Riforme Umberto Bossi, oltre al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Durante la conferenza stampa a Coppito Berlusconi spiega: “abbiamo deciso di rinviare perche’ Bossi era stanco e sapendo del caldo di oggi gli ho proposto di fare la visita un’altra volta, magari di mattina presto”.
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