Esce il “72” sulla ruota dell’Aquila
Avevo dei numeri, delle date, degli eventi, dei personaggi, un fenomeno assiale ed una basilica, ma continuavo a brancolare nel buio più assoluto dei miei perché e soprattutto, il mio vivere quotidiano aveva subito un sostanziale contraccolpo, da ciò che ormai stava diventando una ragione di vita.

Fig. 7 – Il solstizio a Collemaggio - Cerchio di luce concentrica riflesso dal rosone centrale sul pavimento del labirinto
Il solstizio a Collemaggio Finalmente, dopo mesi di affannose letture, spesso senza un’apparente logica, mi resi conto di come quel rosone, avesse una ragione d’esistere, direttamente collegata al Sole. Il 21 Giugno, infatti, al Solstizio (Fig. 7) “esso” veniva riassunto e riflesso all’interno di una zona della basi- lica definita impropriamente “Labirinto”, presente fra la navata ed il transetto.
Pensai quindi che, forse, il senso della presenza precessionale nel rosone potes-
se essere compiutamente ”capito”, studiando ed interpretando in qualche modo quella zona in cui il suo riflesso veniva ospitato.
“Era giunto il momento di entrare nella casa di Celestino”.
Dovete sapere che da tempo possedevo una foto del Labirinto (Fig. 8), che osti- natamente avevo dimenticato in un cas- setto, ma trovarsi realmente di fronte a quei 6 “cerchi” intimamente uniti e bicolori, nell’assoluto ed assordante si- lenzio di Collemaggio vi assicuro è un’e- sperienza inattesa, intensa, quasi sof- ferta.
Quei quasi cinquanta metri qua- dri, contraddistinti solo da cerchi con- centrici, (almeno così mi apparivano in quel momento) sapevo che erano la Culla del mio rosone, ma non sapevo che tipo di significato potessero avere nell’economia conoscitiva dell’evento solstiziale. Dovetti quindi, anche questa volta, trattenermi a lungo sulle panche che occupavano quel luogo, prima di capire come e cosa avrei fatto per portare avanti i miei futuri studi, fino a quando, quasi disperato, decisi una “mossa”, anche per me, incomprensibile: volli a tutti i costi “misurare“ il Labirinto.
Ero conscio di fare qualcosa di assurdo, poiché, sicuramente, il sistema utilizzato per edificare la basilica non avrebbe potuto coincidere con il “metro”, la cui storia si era conclusa, come unità di misura universalmente condivisa, solo nel 1969, ma sentivo di non avere altre strade per giungere a qualsivoglia conclusione. Riuscii nell’impresa di spostare le sempiterne panche, grazie all’aiuto del direttore delle Belle Arti locali, il quale condivise le mie accurate misurazioni con lo sguardo accondiscendente di chi esaudisce l’ultimo desiderio di un “condannato” alla follia pura.
Come se avessi rubato alla storia stessa qualcosa di terribilmente importante, giunsi a casa trafelato e senza indugio cercai di dare logica alla mia azione, analizzando le misure prese con così tanta caparbietà. Il risultato mi lasciò a dir poco basito, poiché tutti e 6 i Cerchi presenti nel Labirinto, presentavano un diametro di 2 metri e 88 centimetri, mentre tutti gli spazi intermedi riportavano una misura di 1 metro e 44 centimetri.
Com’era possibile?
In quel momento la cosa mi sconvolse, ma, documentandomi, venni a sapere che molte sono le cose inspiegabili sulla Terra quando ad essere coinvolte sono le frazioni o i multipli del numero ”72.”
Per esempio: migliaia di anni prima che l’uomo “riscoprisse” la Longitudine, qualcuno aveva disposto su tutto il globo opere enigmatiche come Giza, Stonhenge, Angkor, ecc. ecc. secondo riferimenti longitudinali rappresentanti multipli o frazioni di 72. Come se non bastasse, sempre multipli o frazioni del valore in questione apparivano in tutti i testi sacri del mondo, mentre, come il professor Santillana aveva ipotizzato nel suo libro ”Il Mulino d’Amleto” (1969), gli stessi potevano essere “un modo” per ricordare terribili eventi occorsi alla terra ed al suo illustre ospite, nell’alternarsi delle ERE Precessionali. Se poi si aggiungeva il fatto che la fisiologia stessa dell’uomo è numericamente precessionale (26000 sono, in media, gli atti respiratori al giorno, sostituiamo il tessuto epiteliale intestinale in 72 giorni, nasciamo con un peso medio neonatale di 2 chili e 600 grammi, l’ampiezza massima di un gesto atletico non può superare il 72 gradi, ecc. ecc.) il quadro Solstiziale del mio rosone all’interno del Labirinto, poteva delinearsi in quel momento, semplicemente “CAOTICO”.
Oggi, quando ripenso alla bellezza scompaginata di quelle ricerche, mi rendo conto di quanto esse fossero felici e fortunate, soprat-tutto ora, che metri e metri di detriti occupano quel meraviglioso luogo, ricettacolo sferico di un sapere senza tempo (Fig. 9).
Lo so, sicuramente tutti questi numeri potranno procurarvi un malcelato disappunto, se non un chiaro malessere, ma vorrei sapeste che uno dei modi con cui i Crop ”parlano”, sono proprio i “Numeri,” spesso celati da meravigliose geometrie.
Fig. 10 Concedetemi un esempio, quello della foto numero 10.
Anche voi state osservando 18 cubi avvolti dalle spire concen-triche di 144 triangoli? Ebbene scomponete ancora questa imma-gine in lati: avrete 216 lati per i cubi e 432 lati per i triangoli. Nuovamente osservate i dati ottenuti: non vedete forse lo stesso processo numerico pari ad 1\3 e 2\3 applicato per il Rosone aquilano? Ebbene, in questo caso le Braccia ed i Mezzibusti, sono diventati palesi riferimenti temporali alle Ere Precessionali, con un frazionamento ben
preciso. Volete sapere perché? Per un semplicissimo motivo: nel “sapere” dei Crop nulla può esistere, compreso il TEMPO, senza una chiara suddivisione frazionaria di tipo maschile e femminile.
Lo so, le vedo le occhiate; avete quasi la tentazione di lanciare la “vostra” rivista il più lontano possibile da voi. Non fatelo, vi prego, perché tutto ciò che ora ostinatamente è numero, vedrete diventerà geometria, suono, luce, tempo, DNA, ma, soprattutto “sentire”, un sentire in grado di giustificare uno straordinario Universo ordinato, figlio di un DIO stupendamente androgino, capace di ospitare molte più intelligenze di quante siamo abituati solo ad immaginare.
Passato il fastidio numerico? Lo spero, perché la mia corsa conoscitiva avrà anche un’andatura sostenuta, ma del tutto simile a quella dei gamberi, in quanto la Lista dei RE ci sta ancora aspettando per aprirci le porte del mondo dei Crop.
LA GOCCIA del SAPERE
I dati in mio possesso cominciavano a diventare rilevanti. Fra questi mi colpiva il fatto che secoli prima di Einstein, qualcuno, e sappiamo chi, era stato in grado di unire il tempo Precessionale allo spazio costruttivo di un luogo sacro come il Labirinto. Restava, comunque, il problema di stabilire di cosa effettivamente mi stessi occupando con tanta frenesia indagante, poiché effettivamente in “mano” avevo solo una sequenza numerica. Questa volta venne in mio aiuto la Cimatica.
Come molti ormai sapranno, con questo nome viene designata un tipo di scienza semiufficiale, la quale, ormai da tempo, studia come il SUONO sia in grado di interagire con la Materia. Lo stesso Leonardo da Vinci, condusse esperimenti in merito, sottoponendo la sabbia a determinati suoni ed osservando come essa fosse in grado di disporsi, spesso interpretando un repertorio geometrico presente in molti simbolismi esoterici. Vero era che tali studi erano passati di mano in mano, perfezionandosi nei secoli, fino ad arrivare al 1969, anno in cui, Hans Jenny, riuscì ad ottenere dei risultati sperimentali estremamente significativi, tanto da costringere anche il mondo accademico a considerarli. In tale ambito, anche l’acqua fu sottoposta a determinate frequenze appartenenti a note musicali ben precise.
In quel contesto apparvero alcune foto riguardanti la reazione di “una“ goccia d’acqua esposta ai cicli di un DO (Fig. 11).

Fig. 11 – La goccia d’acqua Fig. 12 - Precessione degli Equinozi
Una di quelle foto mi colpì terribilmente, in quanto, nettamente, si poteva desumere che la conformazione assunta dall’acqua, in quell’occasione, rispettava fedelmente la struttura di un Rosone. Anzi, esattamente come il Rosone che avevo codificato, poteva essere scomposta, ottenendo gli stessi riferimenti numerico-temporali dell’Asse Terrestre. A quel punto dedussi che, molto probabilmente, non era la congiunta attrazione luni-solare a dettare l’ellisse assiale del nostro pianeta (Fig. 12), ma qualcosa di diverso, forse qualcosa di simile più ad un suono o più suoni, inoltre, era ormai chiaro che i Rosoni tutti e senza tema, oltre a parlare numericamente, potevano rappresentare con chiarezza, delle ”frequenze” sonore ben precise, in un momento del sapere umano, universalmente accreditato come uno dei più oscuri.
Chiaramente dentro di me si fece strada l’idea che la progressione numerica a cui tanta passione conoscitiva stavo dedicando, forse poteva indicare una sorta di scala vibrazionale in Hertz; forse tutti quei numeri non erano altro che dei “suoni”; forse il piccolo Eremita aveva nascosto nelle sue date qualcosa di estremamente importante per l’umanità.
DAL PIANOFORTE DI CELESTNO ALLE TRE OTTAVE DI PITAGORA
Per la prima volta potevo dirigere il mio intuito, come la mia ferrea volontà, verso un argomento ben preciso e non tardai a scoprire altri aspetti “musicali” degni di nota. Riuscii, infatti, ad entrare in possesso di uno studio vibrazionale capace di decifrare gli Hertz emessi da ogni tasto di un pianoforte classico.
Ancora una volta, una sola immagine mi chiarì mesi e mesi di letture ed elucubrazioni. Da essa infatti si evinceva come i 68 tasti appartenenti alle OTTAVE fra i Bassi e gli Acuti, avessero un livello in cicli ben preciso. Potete immaginare quale fu la mia meraviglia quando constatai che il RE della prima OTTAVA fra gli Acuti era in grado di palesarsi a 288 Hz ( Fig. 13), mentre un altro RE, nella seconda OTTAVA, fra i bassi,

Fig. 13 - Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti
Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti era in grado di vibrare a 72 Hz. Ora potevo avere le prove di come tutto ciò che Celestino V aveva fatto durante il suo Papato era stato dettato da un sapere strettamente collegato alla codifica di un “suono” dalle caratteristiche, come ap-purai, camaleontiche. Ma in questo conte-sto vibrazionale quale era l’effettivo peso conoscitivo del Labirinto? Cosa poteva rappresentare quella multipla simbologia sferica, visto che era stata scelta per ospitare un matrimonio solare d’eccezio-
ne? Non tardai, sincronicamente, ad esaminare vari testi dedicati alla figura, anche esoterica del grande Pitagora. Appresi quindi che centinaia di anni prima di Cristo il maestro si rivolgeva ai suoi adepti, i più stretti e leali, proponendo una “spiegazione” alla nascita dell’Universo e quindi della materia, che nulla aveva da invidiare alle più moderne teorie quantistiche, proponendo una vera e propria TEORIA del TUTTO fatta di vibrazioni o suoni ben precisi.
Egli infatti, in terra calabrese, in quel di Crotone, affermava che DIO aveva CREATO tutto ciò che vediamo, attraverso pochissimi intervalli musicali, esattamente “CINQUE” e tutti di QUINTA (Fig. 14).

Fig. 14 - L’intervallo di Quinta
Divorato dalla curiosità dovetti in fretta e furia documentarmi sul mondo del “suono” per poter capire cosa sia un intervallo di Quinta. Data una corda vibrante e divisa in TRE parti uguali, pari a 1\3, 2\3 e 3\3, l’intervallo in questione ne rappresenta esattamente i 2\3.
Se si applica tale intervallo ad un’OTTAVA, avremo un salto di QUINTA calcolando la distanza posta fra il DO e il SOL. Di conseguenza, CINQUE intervalli da 2\3 erano, secondo PITAGORA, la matrice creativa di tutto, un tutto che, sempre il mondo della musica, agevolmente sintetizza attraverso un numero di OTTAVE ben preciso, TRE, così graficamente riassunte: 888.
Volendo essere corretti, musicalmente parlando, CINQUE QUINTE non sono esattamente TRE OTTAVE, ma la simbologia utilizzata nella descrizione del sapere pitagorico, mi permise di vedere ciò che fino ad allora avevo solo “intuito”. Ore e ore trascorse spesso seduto sulle panche di quel Labirinto, non mi avevano dato la giusta visione d’insieme, che ora come un fulmine, attraversava la mia mente. Raggiunsi immediatamente Collemaggio, attraversai lentamente la navata centrale, fino a quando le RIVIDI, dopo averle guardate, ignaro, migliaia di volte, le rividi immobili, splendidamente silenziose, pronte a riparlare, dopo centinaia di anni, di una Scienza solo apparentemente dimentica dall’uomo.
Quei 6 CERCHI intimamente uniti non erano altro che TRE OTTO: TRE OTTAVE (Fig. 15) offese per secoli, da quegli ingombranti sedili. TRE OTTO rappresentanti la
Il Labirinto testimonianza, falsamente muta, di una scienza in grado di dare alla Creazione, una spiegazione praticamente sconosciuta al nostro sapere ufficiale. Pitagora, probabil-mente, doveva il suo sapere alla stessa radice conoscitiva che io stavo riscoprendo. Non che le cose a quel punto mi fossero più chiare, ma almeno, certe simbologie, come quelle dell’ OTTO avevano ora più senso, soprattutto ri-
pensando ai vescovi eletti da Celestino, o al cuore del Rosone centrale di Collemaggio. Era come se il piccolo Eremita avesse voluto sottilmente dire a tutti, che DIO era, probabilmente, un grande direttore d’orchestra capace di utilizzare un’OTTAVA fatta di note speciali, in grado di vibrare fino a TRE OTTAVE, per darci tutto ciò che vediamo. Sembrava essere una spiegazione “sonica” del creato, che comunque non mi soddisfaceva, volevo di più, intuivo che molto ancora mi era oscuro, mentre osservavo incantato le meravigliose geometrie del pavimento di Collemaggio.
Sapete cosa mi ha scosso di più nel momento in cui sono rientrato nella basilica di CelestinoV a poche ore dalla Grande Scossa?
La POLVERE, una polvere ottusa, pesante, ingombrante, inattesa, posatasi ovunque, e la LUCE, meravigliosa, abbagliante, quasi dimensionale, che oggi penetra direttamente da tutta la zona posta sul Transetto, crollata completamente sulle TRE OTTAVE.
Come se Inferno e Paradiso si fossero dati appuntamento in un unico luogo.
Scusatemi a volte quei momenti ritornano prepotenti nella mia memoria.
Ora ritorniamo a noi, al motivo per cui, giustamente, avete fatto il vostro acquisto, integrando quest’ultima parte descrittiva con un’operazione piuttosto pratica in grado di porre a disposizione quello che ora è anche il “vostro” sapere.
Osservate, quindi, la foto numero 16. E’ un Cerchio, apparso alcuni anni fa a Nuerstead in Inghilterra, tenendo sempre presente che i solchi paralleli che vedete attraversare lo stesso, sono quelli lasciati da un trattore, giusto per rendersi conto della sua grandezza e della stupidità di chi, per anni, ha detto e dice, che i Cerchi sono indubbiamente falsi, per i più svariati motivi. Fatto?
Benissimo, ora penso riusciate a vedere TRE OTTO congiunti, secondo DIREZIONI ben precise.
Fig. 16 Ora, nuovamente andate con la memoria al momento in cui il ROSONE centrale di Collemaggio si sposa, al Solstizio, con il Labirinto. Perfetto.
In quel momento le TRE OTTAVE potranno ospitare un SETTIMO CERCHIO.
Ora, osservate il Cerchio inglese, ha Sette Cerchi e quello centrale è caratterizzato da un Fiore particolare di cui parleremo più avanti.
Benissimo, da questo momento state osservando il Solsti-
zio di Collemaggio, consumato all’interno del Labirinto, riproposto in un prato inglese attraverso un Cerchio nel Grano definito ancora oggi un mistero.
State osservando la creatività delle TRE OTTAVE completata da un settimo cerchio, le cui caratteristiche sferiche ben si potrebbero riassumere attraverso sette semplici note: ”DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI”.
State osservando il sunto simbolico di una scienza in grado di descrivere la creazione in modi e sistemi completamente differenti dai “Nostri”. State osservando e di conseguenza, utilizzando, una parte del vostro cervello capace di apprendere “senza ufficialmente sapere”. Forse, vi state rendendo conto di come da più di Settecento anni da “noi” si facessero i Cerchi, non nel Grano, ma nella pietra solstiziale di un Labirinto, all’apparenza sonico.
Ora potete capire perché “probabilmente” un semplice aquilano potrà dire la sua sui Crop ed essere ascoltato, in un mondo di pseudo esperti, a volte piuttosto discutibili.
Volendo riassumere il tutto, storicamente potremmo dire che, se Carlo D’Angiò avesse proposto l’immagine di Nuerstead a Pietro da Morrone, lui forse avrebbe sorriso e con il cuore colmo di felicità avrebbe detto:
“Gioisci figlio mio, il sapere della CREAZIONE è di nuovo fra noi“
Beh, se non proprio così, qualcosa di simile.
Michele Proclamato
Tratto da: I misteri di Hera – Agosto 2009
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L’Aquila, 31 ago. – L’Aquila, 31 ago. – Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha varato il nuovo assetto della struttura organizzativa dell’ente comunale, attribuendo contestualmente l’attribuzione di specifiche funzioni a ciascun settore e servizio e rideterminando l’organigramma dirigenziale. Sono stati conferiti i seguenti incarichi ad interim di direttore di altrettante macro aree: Vittorio Fabrizi: area Emergenza sisma 2009; Quirino Cervellini: area Risorse; Fioravante Mancini: area Opere e servizi. Sono stati inoltre conferiti i seguenti incarichi (sempre ad interim) di direttore di servizio: Paola Giuliani: Servizio assistenza famiglie e politiche abitative; Mario Di Gregorio: Servizio emergenza e ricostruzione; Vittorio Fabrizi: Servizio ripianificazione politiche del territorio e ambientali; Cinzia Nolletti: Servizio amministrativo, economico, consulenza e controllo; Angela Spera: Servizio affari generali, istituzionali, demografici e contratti; Quirino Cervellini: Servizio economico finanziario, bilancio, patrimonio; Stefano Tinari: Servizio tributi, rapporti con l’Unione europea, programmazione e partecipate; Michelangelo Rocchio: servizio risorse umane, organizzazione e trattamento economico; Fioravante Mancini: Servizio politiche sociali e diritto allo studio; Carlo Maggitti: Servizio politiche culturali, sport, turismo; Renato Amorosi: Servizio opere pubbliche, edilizia scolastica e viabilita’; Paola D’Ascanio: Servizio energia, ecologia e patrimonio naturale; Lucio Nardis: Servizio Suap, tutela paesaggistica, commercio e indennizzi alle imprese; Domenico De Nardis: Avvocatura generale, Corpo polizia Municipale.
L’Aquila, 31 ago – In relazione a quanto apparso su un quotidiano locale in merito alle dichiarazioni del prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, sull’assegnazione delle cosiddette casette antisismiche, il Prefetto precisa che ”non ci sara’ alcun privilegio per chi vive nelle tendopoli. La preferenza, se di preferenza si puo’ parlare, attiene solo ai tempi di consegna e non alla precedenza nelle graduatorie o ad un eventuale titolo di priorita’ nell’assegnazione degli alloggi”.
L’Aquila, 31 ago. – Le aziende con dipendenti che operano nei comuni del “cratere”, che hanno sospeso o ridotto l’attivita’ a causa del sisma del 6 aprile e che non hanno ancora ripreso l’attivita’, possono usufruire della proroga della cassa integrazione guadagni in deroga fino al 31 dicembre prossimo. Lo ricorda l’Inps chiarendo che una decisione in tal senso e’ stata presa da Comitato di Intervento per le Crisi Aziendali e di Settore (Cicas). Per le richieste di proroga, le aziende dovranno presentare entro il 30 settembre 2009 l’apposita domanda sul modello approvato e disponibile presso gli sportelli Inps e sul sito internet della Regione Abruzzo (www.regione.abruzzo.it – Aree tematiche – Lavoro – C.I.C.A.S.
L’Aquila, 31 ago. – Sostenere la ripresa dell’agricoltura di qualita’ dell’Aquila e della sua provincia, gravemente danneggiata dal sisma del 6 Aprile. E’ quanto si prefigge l’assessorato all’Agricoltura, che al tempo stesso, coglie l’occasione per lanciare sul mercato nazionale e su quelli internazionali, l’unica immagine vincente possibile, quella dell’Abruzzo nel suo complesso. A tale scopo, l’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, con il sostegno dell’ARSSA, l’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo, sta concludendo una serie di accordi strategici con le piu’ importanti organizzazioni della Grande Distribuzione Organizzata. Dopodomani, mercoledi’ 2 settembre, alle ore 11, lo stesso assessore Febbo terra’ una conferenza stampa presso la sede Auchan di Casal Bertone, a Roma, per presentare i contenuti dell’accordo che verra’ sottoscritto con i vertici del gruppo Auchan e che interessera’ 48 punti vendita.












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