18
May , 2012
Friday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

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L'Aquila, 6 apr 2012  - Circa diecimila persone hanno preso parte alla fiaccolata commemorativa delle ...
Roma, 5 apr 2012 - ''Nel terzo anniversario del drammatico terremoto che il 6 aprile ...
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Archive for settembre, 2009

IBM FORNIRA’ TECNOLOGIE HI-TECH PER I BAMBINI DEGLI ASILI

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

phpthumb_generated_thumbnailL’Aquila, 30 Sett – KidSmart in Abruzzo: questo il nome del progetto hi-tech biennale che prende il via oggi a L’Aquila nell’ambito delle iniziative legate alla ricostruzione post-sisma.

Promosso dalla Fondazione Ibm Italia in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale locale, il progetto ha due principali obiettivi: contribuire alla costruzione di una infrastruttura tecnologica nelle scuole, favorendo l’integrazione del computer nella didattica in modo innovativo; fornire, attraverso un articolato corso di formazione per i docenti, gli strumenti e le risorse necessarie per l’elaborazione degli episodi traumatici e per la gestione delle situazioni di emergenza.

In dettaglio è prevista la donazione di 131 postazioni multimediali ad altrettante sezioni di 74 scuole situate nei 49 comuni compresi nel cratere del sisma, per un totale di oltre 2700 bambini coinvolti. “La postazione multimediale, donata nell’ambito del progetto, è stata appositamente progettata per essere utilizzata con facilità e sicurezza dai bambini fin dalla più tenera età. Si tratta di una struttura in plastica dai colori vivaci e dalle forme arrotondate che contiene un computer. – spiegano dalla Fondazione Ibm Italia -. E’ inoltre corredata da un seggiolino bi-posto che permette ai piccoli di sedersi in coppia davanti al computer e di utilizzarlo insieme, condividendo giochi e scoperte”.

Riguardo alla formazione dei docenti la Fondazione punta sul ruolo della tecnologia in qualità di “medium” utile per la ricostruzione di contatti e di reti comunitarie. “Gli strumenti tecnologici possono rappresentare una risorsa utile per la ri-costruzione e il consolidamento di reti relazionali stabili, durature nel tempo, estese e capillari, sostenute e supportate da esperti e specialisti- tra cui consulenti, psicologi, pedagogisti, operatori tecnici locali e di altre regioni”. Tre i team di formatori, costituiti da esperti di psicologia dell’emergenza e del trauma, psicopedagogisti con esperienza di formazione in contesti educativi arricchiti dalle tecnologie digitali ed esperti della Fondazione Ibm Italia.

“KidSmart in Abruzzo” fa capo all’iniziativa KidSmart, programma di Ibm volto ad avvicinare i bambini dai tre ai sei anni a una tecnologia facile da usare attraverso la donazione delle postazioni multimediali Early Learning Center alle scuole dell’infanzia e un percorso formativo dedicato agli insegnanti.

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INAUGURATI I NUOVI UFFICI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 1 COMMENT

agenzia-delle-entrate1-350x232L’Aquila, 30 Sett – A sei mesi dal sisma che ha colpito il capoluogo abruzzese, l’Agenzia delle Entrate ha inaugurato, questa mattina, la nuova sede dell’Ufficio dell’Aquila in localita’ Centi Colella, s.s. 17, zona L’Aquila Ovest.
Un evento, commenta una nota dell’Agenzia, di particolare significato per la citta’, celebrato alla presenza del direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, del direttore vicario, Marco di Capua, del direttore regionale, Giovanni Achille Sanzo’, e del direttore dell’Ufficio, Nicola Barbati. Presenti anche le autorita’ politiche, civili e militari, tra cui il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il Vice Presidente della Provincia, Oreste Cambise, il Comandante regionale della Guardia di Finanza, Angelo Quarato, il vice prefetto, Natalino Benedetti, e il questore dell’Aquila, Filippo Piritore.
Non sono mancati all’appuntamento anche i massimi rappresentanti locali di Equitalia e i presidenti degli ordini territoriali dei Dottori Commercialisti.
La nuova sede dell’Amministrazione finanziaria e’ stata realizzata con strutture prefabbricate assemblate per una superficie complessiva di oltre 1000 mq. Un plesso modulare idoneo ad ospitare i circa 100 lavoratori dell’Ufficio. Sara’ dotata di un’ampia area con front office, dedicata all’accoglienza del pubblico, e di un’area riservata all’attivita’ di controllo. All’esterno e’ stato attrezzato uno spazio adibito a parcheggio per l’utenza e per il personale. La nuova sede sara’ aperta al pubblico dal lunedi’ al venerdi’ e rispettera’ i seguenti orari: dal lunedi’ al venerdi’, mattina: ore 8.45 – 12.45; il martedi’ e il giovedi’, pomeriggio: ore 15.00 – 17.00.
A partire da domani, pertanto, le postazioni provvisorie presso la struttura commerciale dell’Aquilone saranno soppresse.

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INIZIATA LIVELLAZIONE DI ALTA PRECISIONE

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 30 set. – L’Istituto Geografico Militare – Servizio Geodetico di Firenze – ha iniziata, nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile scorso, l’attivita’ di livellazione di alta precisione. Nello specifico un team di esperti nel settore stanno accertando le quote altimetriche della zona per esaminare se a seguito del sisma ci sono stati mutamenti geologici.

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Le ricerche sul sisma aquilano fanno il giro del mondo. Ecco cosa ha visto l’esperimento UnderSeis.

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

Ecco cosa ha visto l’esperimento UnderSeis nel Gran Sasso. La crisi sismica non è finita: focus sulle faglie più pericolose vicine a quella di Paganica. Intervista esclusiva al professor Roberto Scarpa dell’Università di Salerno, responsabile del progetto scientifico UnderSeis sotto il Gran Sasso: “La mappa illustra la concentrazione spaziale dei terremoti registrati al sistema UnderSeis nel periodo 2006-2008. I dati sismologici di UnderSeis sono già utilizzabili ai fini di prevenzione per caratterizzare la sismicità del territorio”. Il prossimo mese di Novembre 2009 si terrà a Trieste una speciale sessione del Gruppo di Geofisica della Terra Solida, dedicata al terremoto di L’Aquila. L’antenna sismica sotterranea nei Laboratori nazionali del Gran Sasso, è in grado di monitorare la radiazione sismica con elevata sensibilità. Il progetto è svolto tra ricercatori dell’Università di Salerno, dell’Ingv-Osservatorio Vesuviano e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn. Il mondo scientifico non può dare semplici rassicurazioni o lanciare allarmi: non può fare previsioni né tocca agli scienziati dire cose che sono di esclusiva competenza delle autorità preposte. Cosa fare subito per la messa in sicurezza delle nostre città.

Crisi sismica vista da underseis sotto i laboratori del Gran Sasso

Crisi sismica vista da underseis sotto i laboratori del Gran Sasso

L’Aquila, 30 Sett – Di Nicola Facciolini – Gli scienziati per faglia del Gran Sasso intendono un sistema costituito da tante faglie espressione in superficie di una sola faglia sismogenetica da considerarsi attiva. Il professor Roberto Scarpa dell’Università di Salerno, responsabile dell’esperimento sismologico UnderSeis sotto il Gran Sasso, presenta in esclusiva le conclusioni del convegno dell’European Geophysical Union tenutosi a Vienna lo scorso aprile. In Abruzzo cosa ha visto UnderSeis prima del terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila? “La mappa illustra la concentrazione spaziale dei terremoti registrati al sistema UnderSeis nel periodo 2006-2008 – fa notare il professor Scarpa – e nella figura viene evidenziata la distribuzione di eventi sismici lungo la zona di frattura attivata il 6 aprile. Il massiccio del Gran Sasso costituisce uno dei sistemi sismogenetici a più elevato potenziale della regione. Da un punto di vista scientifico, l’energia sismica accumulata nella zona di L’Aquila non si è esaurita con l’evento del 6 aprile 2009, ma continua ad accumularsi nella crosta terrestre e nelle faglie adiacenti”. L’elaborazione di UnderSeis continua per la verifica sistematica di eventuali anomalie non solo della sismicità ma delle vibrazioni di fondo (ricerca di segnali coerenti nel tremore), per rilevare debolissimi segnali legati alla fratturazione sismica ed asismica. “Negli ultimi tre anni – rivela il prof. Scarpa – la sismicità si stava addensando intorno alla zona di frattura attivata il 6 aprile. Lo sciame sismico ha certamente aumentato lo stato degli sforzi nelle regioni adiacenti ma non è possibile fare ancora stime rigorose e quantitative dell’aumento di pericolosità in quanto non è noto lo stato degli sforzi in profondità. Andrebbe approfondita la ricerca scientifica su tale settore, cosa che comporta ulteriori sviluppi della ricerca sismologica da realizzare non solo a livello nazionale ma anche internazionale. La comunità sismologica italiana si è adeguata a quella internazionale e compete con pari dignità nella ricerca, ma a mio giudizio occorrerebbe procedere ad una svolta ancora più radicale”. L’elaborazione del sistema UnderSeis, non è ancora effettuabile in linea perché non legata ad un programma di monitoraggio di Protezione civile ma solo di ricerca di base. I dati sismologici, tuttavia, sono già utilizzabili ai fini di prevenzione. “Non tutte le ricerche di base – spiega il prof. Scarpa – hanno delle finalità immediatamente applicative e sono convertibili in protocolli da utilizzare a fini pratici. La sperimentazione in questo campo purtroppo può avere dei tempi molto lunghi”. Un evento come il terremoto di L’Aquila può essere conosciuto meglio, unendo il fenomeno naturale e l’evento sociale, facendone un unico oggetto di studio interdisciplinare. Settori tradizionalmente distanti possono dialogare su qualsiasi problema specifico, in primis su cosa provoca il disastro sismico nella lunga storia della regione Abruzzo (preistoria compresa). La prova è contenuta nel Catalogo sismico nazionale e mediterraneo.
24-settembreIl professor Roberto Scarpa sa molto bene che è possibile auscultare il cuore della Terra e la roccia viva su cui tutti noi viviamo, un’esile percentuale della crosta terrestre. Il laboratorio del Gran Sasso è un sito davvero speciale per questo genere di ricerche ad alta sensibilità in grado di rivelare le più piccole deformazioni. Il nostro pianeta è vivo, il suo cuore batte di energia nucleare (decadimento radioattivo) ed elettromagnetica. In Italia siamo letteralmente “strizzati” da placche tettoniche continentali e da faglie potenzialmente pericolose. L’Abruzzo è il “tetto” della dorsale appenninica in grado di liberare istantaneamente energie dell’ordine delle centinaia di megatoni, in terremoti neppure osservati e registrati dalla sismicità storica, capaci di provocare disastri paragonabili al futuro Big One californiano. Alla ricerca dell’onda perfetta, dello stile di rottura della faglia, del modello matematico più raffinato in grado di descrivere il fenomeno sismico e di fare la differenza rispetto alle nostre attuali conoscenze, in prima linea troviamo gli scienziati del laboratorio nazionale del Gran Sasso dell’Infn, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dell’Osservatorio vesuviano Ingv. Il progetto UnderSeis, attualmente gestito dal gruppo del professor Roberto Scarpa dell’Università di Salerno, è un sistema formato da 20 stazioni sismiche ad elevata sensibilità concepito per lo studio dei processi dinamici attivi nella regione appenninica. Una densa rete di sensori e sismografi disposti a raggiera tra le sale e le gallerie sotterranee del Gran Sasso, con un’apertura di circa 400 per 600 metri. Un’antenna sismica a piccola apertura angolare di grande precisione, installata nella regione più attiva nelle vicinanze di una serie di faglie vicine a quella protagonista del disastroso sisma di L’Aquila. La spaziatura media tra i sismometri è di 90 metri e permette di risolvere lunghezze d’onda nell’intervallo 180-500 metri, corrispondente ad onde a velocità di fase compresa tra 0.2 e 10 km/s. Qui non si fanno profezie, ma scienza galileiana. L’evento sismico di L’Aquila, oltre a produrre una letteratura scientifica senza precedenti al mondo, merita la giusta e costante attenzione di tutti. “Abbiamo le registrazioni giornaliere, a tutte le stazioni dell’antenna, nei giorni 5 e 6 aprile 2009. Si evidenziano – spiega il professor Roberto Scarpa – la relativa calma il giorno precedente, e la scossa principale seguita da numerose repliche. L’elaborazione continua per la verifica sistematica di eventuali anomalie non solo della sismicità ma delle vibrazioni di fondo (ricerca di segnali coerenti nel tremore), per rilevare debolissimi segnali legati sia alla fratturazione sismica ed asismica. L’elaborazione del sistema UnderSeis purtroppo non è effettuabile in linea perché non legata ad un programma di monitoraggio di Protezione civile ma solo di ricerca di base. D’altra parte i dati sismologici sono utilizzabili solo ai fini di prevenzione, per caratterizzare la sismicità di un territorio, e non per la previsione. Questa rimane ad oggi solo un obiettivo di ricerca coronato più da insuccessi che da successi. I media spesso, dopo il verificarsi di queste calamità, riportano casi di previsione, sempre risultati inefficaci dopo attenta verifica scientifica. Basti ricordare il metodo VAN, così pubblicizzato per anni ed anche ritenuto valido da personalità nel campo, che ha mostrato correlazioni inesistenti con i terremoti”.
L’esperimento UnderSeis aveva già monitorato quattro sciami sismici (agosto 1992, giugno 1994, ottobre 1996 e 13 gennaio 2004) con il più grande tra questi eventi avente magnitudo locale 4.2. “Questi sciami costituiscono gli eventi più intensi avvenuti dopo il 1985 nella stessa regione. L’array sismico a piccola apertura è un potente strumento ad alta sensibilità.: UnderSeis fornisce un unico sistema di monitoraggio per indagare sull’attività sismica dell’Appennino centrale ed in particolare del massiccio del Gran Sasso e dell’intera regione Abruzzo. La posizione dell’array all’interno dei laboratori del Gran Sasso, assicura un soglia di sensibilità molto importante (magnitudo=1.0) con un elevato rapporto segnale-rumore. Le analisi svolte confermano che la risoluzione di UnderSeis permette analisi in tempo reale della sismicità di bassa e media intensità. Queste capacità aprono nuovi scenari nella definizione delle strutture sismogenetiche, unitamente a studi dell’inomogeneità della crosta terrestre e dei processi sorgente”. La faglia che ha scatenato il terremoto a L’Aquila il 6-7-9 Aprile 2009 non sarebbe stata dunque quella tra le più pericolose presenti nella zona. Il sistema montuoso del Gran Sasso d’Italia è attraversato da una serie di grandi faglie, alcune note e più superficiali, altre definite “cieche”. In corrispondenza della faglia di Paganica gli studiosi avrebbero rilevato un affondamento del terreno di 25cm da un lato con un corrispondente innalzamento del terreno al lato opposto. “La faglia che ha attivato la sequenza sismica del 2009 rientra in un sistema di fratture che predomina nell’Appennino centrale e meridionale, che sono chiamate di tipo diretto o normale, capaci di generare movimenti verticali che producono un preponderante abbassamento del suolo fino a circa un metro. Tali faglie hanno una direzione che segue quella della catena montuosa e possono generare terremoti con estensione spaziale e abbassamenti anche maggiori di quelli riscontrati lo scorso mese di aprile. Il terremoto del Fucino del 1915 fu caratterizzato da un abbassamento superficiale fino a mezzo metro ed una lunghezza di circa 40 km della faglia responsabile di tale evento. I dati geodetici satellitari ed i rilievi geologici fatti dopo il terremoto principale di L’Aquila, indicano come attivata una di queste strutture, nota come faglia di Paganica, per una lunghezza di poco più di 10 km”. L’Abruzzo ha superato la crisi sismica? “Se si intende che il decorso della sismicità in seguito all’evento principale in prossimità della zona di frattura, segue un andamento tipico di decadimento, ciò corrisponde ai dati che abbiamo acquisito finora. Da un punto di vista scientifico ciò però non dimostra che l’energia sismica accumulata nella zona si sia esaurita con questa sequenza. I terremoti lenti riscontrati e gli altri episodi di rilascio asismico dell’energia meccanica rilevati negli impianti che gestiamo sotto i Laboratori del Gran Sasso, sembrano essere eventi rari e con una non semplice corrispondenza con la crisi in atto. Dal punto di vista dell’analisi dei precursori sismici, non abbiamo evidenze di una loro esistenza, pur avendo rilevato che negli ultimi tre anni la sismicità si stava addensando intorno alla zona di frattura attivata lo scorso 6 aprile”. Nota è la distribuzione delle repliche. “La distribuzione spaziale delle repliche si è mantenuta pressoché costante fin dai primi giorni con attivazione di alcune sequenze secondarie nei Monti della Laga e dei Reatini. Lo sciame sismico ha certamente aumentato lo stato degli sforzi nelle regioni adiacenti ma non è possibile fare ancora stime rigorose e quantitative dell’aumento di pericolosità in quanto non è noto lo stato degli sforzi in profondità. Andrebbe approfondita la ricerca scientifica su tale settore, cosa che comporta ulteriori sviluppi della ricerca sismologica da realizzare non solo a livello nazionale ma anche internazionale”. Convegni, congressi e pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali sono e saranno dedicati al terremoto di L’Aquila. “Il rapporto tra le faglie presenti e quelle attive da un punto di vista sismico, rimane ancora argomento di discussione scientifica. Il terremoto di L’Aquila è tra quelli meglio studiati ed oggetto di diversi convegni e pubblicazioni. Il prossimo mese di novembre 2009 si terrà a Trieste una speciale sessione del Gruppo di Geofisica della Terra Solida, dedicata a tale argomento. La previsione statistica a lungo termine di questo evento, è stata effettuata dalla comunità sismologica nazionale ed oggetto di pubblicazioni scientifiche. Le incertezze su tali modelli sono però tra gli elementi che non ne consentono ancora una pratica utilizzazione. I danni maggiori per questo tipo di terremoti sono purtroppo ancora conseguenze della scarsa attenzione che viene data nel nostro Paese alla cultura della prevenzione”. Nella storia abbiamo una ricorrenza di terremoti simili in queste aree. “La documentazione esistente sui terremoti storici rivela molte analogie con l’attuale sismicità ed ha portato a classificare la regione come tra quelle a rischio. Tutte le previsioni sulla sismicità futura si basano su modelli di tipo probabilistico e su stime della velocità di deformazione delle strutture interessate. In Italia questi studi sono resi ancora più complessi dalla presenza di numerose faglie e dalla loro, fortunatamente per noi, piccola dimensione”. Un sistema di faglie sismogenetiche attraversano l’Appennino abruzzese: la scienza oggi è in grado di calcolare, per ognuna di esse, la probabilità di produrre eventi sismici? “Esiste un sistema composto da almeno tre diramazioni principali che scorrono quasi parallelamente lungo l’Appennino abruzzese. La loro attività non è tale da permetterci di calcolare precisamente ed individualmente la probabilità di accadimento di terremoti per le varie classi di magnitudo. Per quanto riguarda la correlazione con il gas radon, la situazione è ancora più complessa e non sono il solo a ritenere che gli studi finora fatti, non solo nella regione, ma in tutto il mondo, non diano dei risultati univoci e significativi”. Luce anche sull’eventuale correzione-bussola per la declinazione magnetica dopo il terremoto di L’Aquila. “Le correzioni geomagnetiche, data l’entità del terremoto di L’Aquila del 6 aprile, sono del tutto trascurabili. Nell’area, tra l’altro, esiste une delle più antiche tradizioni di studi nel campo del Geomagnetismo, sia a cura dei colleghi dell’Università di L’Aquila sia dell’Ingv”. Un motivo in più per la società civile e la comunità scientifica italiana, per accrescere la cultura sui fenomeni fisici del terremoto, fin dalla scuola dell’infanzia. “Nel nostro Paese dovremmo innanzitutto trovare tutte le risorse per accrescere la cultura in generale e non tagliare i fondi destinati alla ricerca scientifica che sono ridotti a ben poca cosa relativamente ad altri Paesi. Per la cultura sul terremoto, dal sisma del 1980 sono stati fatti passi da gigante con la creazione dell’attuale Dipartimento della Protezione Civile. Dovremo ancora continuare e non rallentare tale andamento a tutti i livelli dell’istruzione. Constato purtroppo che molti testi scolastici riportano sul fenomeno terremoto delle nozioni completamente erronee. Ad esempio, leggo ancora dell’esistenza di terremoti di crollo e spesso riscontro ancora confusione tra causa ed effetti dei terremoti”.
Grazie agli studi dei nostri scienziati, sarà forse possibile un giorno predisporre tecnologie in grado di “prevedere” i terremoti in tempi e luoghi utili e certi, rivoluzionando così la cultura della “prevenzione” del rischio sismico in Italia, come hanno già capito in California e in Giappone. “L’Ingv e la comunità universitaria hanno fatto dei grossi passi in avanti in materia, specie se guardiamo alla situazione nel campo rispetto a qualche decina di anni or sono. La comunità sismologica italiana si è adeguata a quella internazionale e compete con pari dignità nella ricerca, ma a mio giudizio occorrerebbe procedere ad una svolta ancora più radicale cosa che è limitata dall’attuale congiuntura economica. Uno sforzo più radicale richiede maggiori investimenti nella ricerca scientifica e nell’Università”. L’antenna sismica sotterranea del Gran Sasso (UnderSeis) e l’interferometro laser GIGS, in grado di monitorare la radiazione sismica con elevata sensibilità, possono offrire un grande contributo a queste ricerche. “L’antenna sismica sotterranea di cui ho curato sviluppo e tuttora mi interesso, sta fornendo dei contributi scientifici di estrema rilevanza per la comprensione dei processi sismogenetici. Unitamente all’esperimento GIGS, il cui responsabile è il professor Crescentini, siamo in grado di studiare in questa parte dell’Appennino il rilascio dell’energia meccanica per i fenomeni sismici che producono vibrazioni a frequenze avvertibili dall’uomo, e per i fenomeni asismici, cioè a bassissime frequenze”. Dunque, l’Abruzzo deve far sua l’esperienza scientifica, didattica e culturale dei californiani e dei giapponesi che sanno convivere con il terremoto. “Come esperti della materia ci auguriamo sempre che aumenti il grado di sensibilizzazione su queste problematiche che oggi riguardano l’Abruzzo, ieri il Friuli e la Campania e Basilicata ed un domani molte altre regioni italiane che già sono individuate dalle numerose cartografie sismiche a disposizione e visibili anche in Internet”. Le relazioni dettagliate tra le deformazioni che “caricano” la catena sul margine adriatico e quelle dei “graben” appenninici che la “scaricano”, sono state studiate dai geologi, dai sismotettonici e dai sismologi italiani. Comprese le faglie sotto la città di Teramo. “La città e la provincia di Teramo possono risentire principalmente degli effetti di terremoti del massiccio del Gran Sasso, che costituisce il sistema sismogenetico a più elevato potenziale della regione. Le relazioni dettagliate tra il sistema adriatico e quello appenninico, sono oggetto di studio da vari anni dal gruppo dell’Università di Siena, unitamente al mio gruppo, e dal gruppo dell’Università di Bologna, con risultati che mostrano quantitativamente come varia il livello di pericolosità, anche in funzione del tempo”.

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IL CONI DI SASSARI PER LO SPORT AQUILANO

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 1 COMMENT

INSIEME PER RICOMINCIARE A GIOCARE

Lo sport per lo sport

sassari

Il CONI Comitato Provinciale di Sassari chiama a raccolta l’intero mondo dello sport della nostra provincia affinché si mobiliti a favore delle popolazioni colpite dal terribile sisma che ha interessato la regione Abruzzo ed in particolare la Provincia dell’Aquila.

In queste ore si moltiplicano le iniziative personali ed organizzate, e le energie umane ed economiche sono tutte tese ad alleviare sofferenze e disagi a cui sono sottoposte le migliaia di vittime del terremoto, dal primo soccorso ai feriti e all’organizzazione di un adeguato rifugio per gli sfollati.

Molte risorse vengono indirizzate verso cibo, medicine, abiti, ma sappiamo per esperienza che in questi casi l’offerta supera la domanda, creando accumuli di beni che purtroppo vengono accantonati e finiscono per andare a male.

Noi non vogliamo che la nostra generosità venga sprecata senza raggiungere chi volevamo aiutare.

Noi vogliamo invece che la solidarietà e l’amore di tutti gli sportivi del nostro territorio arrivino intatti agli sportivi dell’Aquila che oggi vivono questo dramma. Vogliamo che al più presto i bambini riprendano a giocare, vogliamo che già da domani tutti i ragazzini che non possono andare a scuola perché la scuola non c’è più, e perché magari non c’è più neanche la maestra, abbiano una palla, due porte, due canestri, una rete per poter reagire, per poter dimenticare, per poter ricominciare a giocare, per poter ricominciare a vivere e a sorridere.

L’iniziativa del nostro Comitato (primi in Italia a organizzare un intervento così strutturato e finalizzato) ha ricevuto l’apprezzamento ed il sostegno del CONI Nazionale, e nella giornata di ieri, durante la riunione nazionale delle strutture territoriali, i vertici del CONI hanno presentato la nostra iniziativa e hanno invitato tutti i Presidenti ad attivarsi nella medesima direzione.

MODALITA’ DI OFFERTA (ancora in fase di perfezionamento) :

Il CONI attiva un conto corrente vincolato e espressamente dedicato a interventi nell’ambito delle attività sportive nelle zone colpite dal terremoto sul quale si potranno effettuare direttamente versamenti e bonifici.

Si potranno inoltre versare le offerte:

  1. Presso la sede del CONI, in via Roma n° 15 a Sassari,

  2. Presso i banchetti che verranno attivati dal CONI durante le partite e le manifestazioni di maggior rilievo che si terranno nelle prossime settimane.

  3. Presso i banchetti che verranno attivati dal CONI durante le “Giornate Provinciali dello Sport” ed in tutte le altre manifestazioni organizzate da questo Comitato.

  4. Presso la sede di tutte le Società sportive che si attiveranno presso il CONI per avere le autorizzazioni necessarie alla raccolta delle offerte.

FINALITA’ E OBIETTIVI

Il CONI si propone di modulare gli interventi in due fasi:

  • La prima prevede l’acquisto di attrezzature trasportabili e facilmente montabili e smontabili per l’allestimento IMMEDIATO di campi di gioco nelle zone terremotate, accompagnate da personale da reperire in loco per l’avvio e lo sviluppo dell’attività sportiva.
  • La seconda avverrà di concerto con il CONI Provinciale dell’Aquila e con le amministrazioni locali e avrà la duplice funzione di riavviare l’attività sportiva strutturata delle Federazioni e degli Enti che puo’ contemplare anche eventuali aiuti veicolati direttamente alle Società Sportive più colpite, e di ripristinare strutture e/o attrezzature danneggiate dal sisma.

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NUOVA ACROPOLI: CONCLUSO IL CICLO DI INCONTRI

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 1 COMMENT

L’Aquila, 30 Sett – Si è concluso ieri sera, 29 settembre, con l’intervento del prof. Carlo De Matteis il ciclo “L’Aquila sulla Via della Storia” organizzato da Nuova Acropoli presso il Centro Kairos.

Il professore dell’Ateneo aquilano ha parlato della fondazione dell’Aquila e della sua prima costruzione narrate nella Cronica di Buccio di Ranallo, fonte eminente del primo secolo di vita della città e opera unica nel panorama medievale europeo.

Nelle precedenti settimane si sono avvicendati il prof. Fabio Redi in L’Aquila: da città di carta a città di pietra, che ha esposto le motivazioni che hanno dato vita al capoluogo abruzzese, l’arch. Marcello Pezzuti in L’Aquila nel corso della storia, che ne ha ricostruito lo sviluppo partendo dallo studio delle mappe storiche, e il prof. Elpidio Valeri, che ha fatto rivivere le vicende di Niccolò dell’Isola, condottiero, eroe ed esempio di giustizia.

Il grande successo di pubblico dell’intero ciclo è la dimostrazione che L’Aquila ha voglia di ricominciare e che in molti ritengono, come gli organizzatori, che è necessario ripartire dalle nostre radici. Studiare la nostra storia ci aiuta a ricordare chi siamo e a trovare la giusta spinta per sognare e costruire il futuro.

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Berlusconi festeja su 73º cumpleaños con afectados por sismo en L’Aquila

Posted by admin On settembre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

silvio73L’AQUILA, Italia — El jefe de gobierno italiano, Silvio Berlusconi, festejó el martes su 73º aniversario con los afectados por el sismo de L’Aquila, la ciudad en el centro del Italia en la que murieron unas 300 personas a principios de abril.

Acorralado en los últimos meses por varios escándalos que lo implican con jóvenes y bellas mujeres, Berlusconi decidió festejar sobriamente su aniversario, en forma contraria a lo ocurrido el año pasado.

Para sus 72 años, Berlusconi se había hecho fotografiar rodeado de toda su familia en una suntuosa residencia del norte de Italia.

En esta ocasión, el jefe de gobierno participó en un almuerzo en el cuartel de la policía financiera de L’Aquila en compañía de los responsables regionales. La comida concluyó con una torta en la que Berlusconi sopló las velitas y vino blanco espumante.

Luego, Berlusconi participó en una ceremonia durante la cual se entregaron 400 nuevos apartamentos para las personas afectadas por el sismo en esta región.

“Creo que hemos realizado un verdadero milagro. Esta es la verdadera Italia, la que querríamos ver siempre. Cuando pensamos en las leyes italianas, en la burocracia, creo que hemos hecho un verdadero milagro que debe continuar mientras el último de los siniestrados no tenga un techo sobre su cabeza”, declaró Silvio Berlusconi.

Unas 21.000 personas aún viven en tiendas de campaña y otras 30.000 en hoteles de la costa adriática.

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Gli sfollati: case bellissime, così si può ricostruire (VIDEO)

Posted by admin On settembre - 29 - 2009 1 COMMENT

“Sono accoglienti”, dice una delle prime famiglie a cui stamane sono state consegnate le chiavi delle nuove case in muratura ecompletamente antisische ricostruite dopo il sisma del sei aprile. A sostenerle, pilastri semimobili per attutire le scosse di eventuali terremoti. I materiali sono tuti nuova generazione, dai pannelli solari agli impianti termici a basso consumo.

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BERLUSCONI: ABBATTUTO OGNI RECORD MONDIALE. VIDEO

Posted by admin On settembre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 29 Sett – “Abbiamo abbattuto ogni record mondiale”. Così Silvio Berlusconi, consegnando agli sfollati dell’Aquila 400 nuovi alloggi, ha voluto celebrare la celerità dell’opera di ricostruzione in Abruzzo, definendola “un miracolo”. “Oggi è un giorno di festa – ha detto il premier -. Nei tempi che ci siamo dati riusciremo senza dubbio a consegnare anche le altre case. Una dimostrazione che lo Stato c’è ed è uno Stato amico. Posso solo dire di andare avanti così rinnovando il mio grazie forte e sentito a tutti”.

Vedi anche: Silvio Berlusconi nelle case consegnate agli sfollati

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DOPO 3 ANNI LE IMMAGINI NON INGIALLISCONO...



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