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February , 2012
Saturday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

L'Aquila, 27 gen 2012 - Serviranno oltre 5 miliardi per ricostruire L'Aquila e le sue ...
Roma, 25 gen 2012 - Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato un'ordinanza, pubblicata ...
L'Aquila, 24 gen 2012 - Guido Bertolaso è indagato per omicidio colposo plurimo e disastro ...
E’ stata firmata ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, l’ordinanza n. 3996 ...
Obbligo di superare l'emergenza e massimo sforzo per ricostruzione case E e centri storici. Roma, 28 ...
L'Aquila, 28 dic 2011 - ''Ripartiamo veramente dalla ricostruzione di uno dei palazzi simbolo della ...
L'Aquila, 19 dic 2011 - Si e' conclusa con l'esecuzione di quattro ordini di custodia ...
38 PANNELLI IN CENTRO STORICO ILLUSTRANO GLI INTERVENTI SUL CAPOLUOGO DI REGIONE Informare i cittadini, i ...
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha scritto al presidente del Consiglio Mario Monti in merito ...

Archive for ottobre, 2009

TERMINATE LE OPERAZIONI DI COPERTURA DELLA CHIESA DELLE ANIME SANTE

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 1 COMMENT

L’Aquila, 31 Ott 2009 – Volgono al termine le operazioni di copertura della Chiesa di S. Maria del Suffragio, più conosciuta come Chiesa delle “Anime Sante”, una delle icone più drammatiche e significative, ed emblema del tragico sisma abruzzese.
I Nuclei S.A.F. dei Vigili del fuoco, hanno terminato le opere provvisionali di messa in sicurezza dell’edificio della chiesa, completandone la copertura con un cupolino realizzato ad hoc, in policarbonato acciaio e ferro e dotato di un sistema di aereazione, che consente un’agevole circolazione dell’aria.
Sempre nei giorni scorsi, le squadre S.A.F hanno installato nell’edificio, in collaborazione con tecnici universitari, micro sensori wireless, tramite i quali, i ricercatori dell’Università di Architettura di Venezia potranno monitorare continuamente i movimenti dell’intera struttura.

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CROLLI CASA STUDENTE: BOTTA E NAVARRA RIGETTANO LE ACCUSE

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 31 Ott 2009 – Come ha fatto il legale di Claudio Botta, il primo indagato interrogato per il crollo della Casa dello Studente all’Aquila, anche la seconda persona finita sotto inchiesta, Walter Navarra, ingegnere incaricato dal consiglio di amministrazione dell’ex opera universitaria dell’Aquila, ha rigettato ogni rilievo contestatogli dalla Procura della Repubblica. E’ stato il suo legale, Vincenzo Colaiacovo, a respingere categoricamente ogni accusa, sottolineando anzi che “in alcuni locali, gli interventi del mio assistito hanno alleggerito la struttura”. “Ci aspettiamo – ha continuato il legale – che la posizione del mio assistito sia espunta dall’intera inchiesta, che comunque si è mossa a 360 gradi

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ALTRO ARRESTO PER SCIACALLAGGIO. FURTO CON SPARATORIA: SI E’ COSTITUITO IL SECONDO ROMENO

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 1 COMMENT

E’ un romeno accusato di aver rubato in palazzi incustoditi

Pettino, il palazzo sprofondato di un piano

Pettino, il palazzo sprofondato di un piano

L’Aquila, 31 Ott 2009 – La polizia ha arrestato uno sciacallo, accusato di avere rubato in palazzi incustoditi nel quartiere aquilano di Pettino. L’uomo, un romeno di 43 anni, deve rispondere di furto aggravato; nel suo domicilio, a Sassa (L’Aquila), sono stati trovati orologi e penne ritenuti provento dei furti. Le indagini sono state coordinate dalla Procura dell’Aquila e condotte per alcuni mesi dalla Squadra Mobile in collaborazione con la polizia scientifica.

Si e’ costituito in Caserma all’Aquila C. B., 24enne romeno, che da giorni era ricercato dai Carabinieri per aver messo a segno il furto di un’auto, insieme al connazionale raggiunto da due colpi di pistola dal 51enne proprietario aquilano dell’auto rubata dopo un inseguimento meta’ in auto meta’ a piedi. Nella deposizione, davanti al suo legale, il giovane ha ammesso di essere responsabile sia del furto d’auto commesso insieme al suo complice già arrestato, sia di un altro furtocompiuto sempre la stessa notte, di un’altra auto parcheggiata in Via Martin Luter King,da lui utilizzata per fuggire al termine del furibondo inseguimento e rivenuta abbandonata a Rieti. Il giovane è stato denunciato a piede libero per furto aggravato.

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DI PANGRAZIO: TRATTO AUTOSTRADALE L’AQUILA EST-L’AQUILA OVEST GRATUITO

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 ADD COMMENTS

di-pangrazioL’Aquila, 31 Ott 2009 -  “Concordo nel cercare nuove soluzioni per risolvere il problema viabilità ma perché non si utilizzano gli strumenti già disponibili?”. A domandarlo al Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e al Prefetto Franco Gabrielli è il Consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, che aggiunge una proposta: in attesa di rotatorie e metropolitana di superficie si potrebbe esentare la popolazione aquilana dal pagamento del pedaggio per il tratto autostradale L’Aquila Est-L’Aquila Ovest. “Ho constatato che – prosegue Di Pangrazio – a seguito del terremoto del 6 aprile, il traffico cittadino è purtroppo aumentato in maniera esponenziale creando notevoli disagi ai cittadini nelle tratte viarie interne. Camion in transito per lavoro e autovetture, per spostarsi da un capo ad un altro della città ci mettono ore. Allora perché non creare l’alternativa? Spero che da parte della Protezione Civile, ci sia tutta la volontà di risolvere il problema che consentirebbe di snellire notevolmente il traffico quotidiano e, renderebbe senz’altro più agevole il transito stradale.

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Maroni: “Mafia in appalti per la ricostruzione”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 1 COMMENT

“Infiltrazioni nella ricostruzione”

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni durante l'inaugurazione dei nuovi uffici della Prefettura de L'Aquila

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni durante l'inaugurazione dei nuovi uffici della Prefettura de L'Aquila

Capri, 30 Ottobre 2009 – “Nella ricostruzione de L’Aquila si sentono le infiltrazioni mafiose“. A lanciare l’allarme il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervenendo al Convegno dei giovani di Confindustria a Capri. Maroni ha sottolineato che per contrastare la criminalità organizzata “questo governo ha adottato un pacchetto di norme antimafia che non ha precedenti e abbiamo condotto azioni di contrasto che non hanno precedenti“.

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Terremoto: Ultime novità dalla rete Gps sugli Appennini

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 2 COMMENTS

Terremoti, tsunami, geologia e conoscenza del territorio. Immagini da satellite e i rilevamenti della fitta rete Gps sugli Appennini, possono farci vedere movimenti del suolo in tempo reale. I risultati Ingv sono disponibili. La misura dei tassi di deformazione viene usata anche per definire la mappa di pericolosità. Enzo Mantovani: “Queste informazioni non possono essere facilmente usate per fare previsioni sull’attività sismica futura”. La rete Gps ha messo in evidenza i movimenti crostali di origine non sismica, che avvengono a causa dei lenti movimenti delle placche terrestri. Warner Marzocchi (Ingv). “La novità è che siamo riusciti a misurarli su brevi intervalli di tempo”. Il geologo Antonio Moretti:“Come bagaglio culturale, capacità tecnica e preparazione dei ricercatori (in particolare l’Ingv) l’Italia non è inferiore a nessun’altra nazione, solo la complessità del nostro territorio è tale, almeno in relazione all’investimento economico disponibile ed al numero dei ricercatori, che non è fisicamente possibile coprire tutte le necessità”. Tre sono i concetti fondamentali per la diffusione in Italia di una corretta cultura del terremoto. L’Ingv scopre che il vulcano Panarea, classificato non attivo fino alla crisi sottomarina del Novembre 2002, si deforma. I nostri scienziati ritengono che la ricerca debba continuare a impegnarsi più a fondo propria sulla via della previsione e prevenzione dei terremoti. Ma occorre un chiaro ed inequivocabile indirizzo politico. Oggi in Italia il problema principale è che la gente non legge e non sa nulla.

Faglie attive sismogeniche illuminate dai recenti terremoti

L’Aquila, 30 Ott 2009 – Di Nicola Facciolini - I terremoti non sono ancora prevedibili in magnitudo, tempo e spazio ben definiti, pur tuttavia vale sempre la regola aurea, dedotta dall’esperienza di questi mesi:“dobbiamo aspettarci anche di peggio”. Sotto i nostri piedi, infatti, regnano le leggi della fisica. Dopo il terremoto di L’Aquila (Mw=6.3) del 6 aprile 2009, gli scienziati (www.emsc-csem.org) non possono escludere il rischio di nuovi eventi sismici disastrosi in Italia e nel mondo (terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche nel Mediterraneo, in primis) nonostante le previsioni siano impossibili. Dunque, anche un “Big One” mediterraneo, una tragedia gigantesca che potrebbe colpire prima o poi anche in Italia, come è accaduto in passato, conquistando per la prima volta le prime pagine “web” dei nostri giornali.

La necessità di evitare il panico, di scongiurare una fuga incontrollata di massa che possa provocare più vittime del sisma stesso, è l’altra regola aurea che dovrebbe “illuminare” tutti. Ma ai cittadini va sempre detta la verità. Tre sono i concetti fondamentali per la diffusione in Italia di una corretta cultura del terremoto: il difficile equilibrio tra messaggi di allarme e di rassicurazione; la necessità di discriminare fra terremoti di media intensità e terremoti distruttivi; e la consapevolezza che i terremoti non si possono ancora prevedere. Le relazioni scientifiche internazionali lo dichiarano espressamente. L’evacuazione preventiva nel timore di una possibile scossa distruttiva, in passato anche in Italia, è sempre stata fallimentare. Solo in due rarissimi casi al mondo (Cina e Turchia) fu possibile prevedere l’evento con grande precisione, ma fu un colpo di fortuna che in pochi ricordano come successo della scienza. Perché quando falliscono, gli scienziati sono sommersi per sempre dalle polemiche per il panico e i disagi creati alla popolazione. Se in Italia ci dobbiamo aspettare di peggio, i politici “liberi” dovrebbero sforzarsi di aiutare i cittadini a riflettere per salvare le proprie vite. Se anche da noi si verificherà un Big One, cosa faremo? Così in California indicano il ritorno di un sisma tanto distruttivo quanto quello di San Francisco del 1906. Sarà un evento peggiore di L’Aquila AD 2009, ossia simile a quello di Messina del 1908, con una magnitudo superiore a 7° della scala Richter, e cioè con un’intensità maggiore del decimo (X) grado Mercalli, presumibilmente con decine di migliaia di vittime. Sappiamo che colpirà in una delle tante zone a rischio nell’area mediterranea, ma purtroppo gli scienziati non sanno esattamente dove e quando. Sanno quali danni potrà provocare alle attuali costruzioni. Dopo un eccesso di ottimismo manifestato dalla scienza americana negli anni ‘70 e ’80 del XX Secolo, e dopo i tentativi falliti di prevedere l’arrivo del Big One californiano, oggi si è sfortunatamente caduti nell’eccesso opposto. La rivista “Science” ha pubblicato in passato articoli in cui si affermava che i terremoti non si possono prevedere. Ma i nostri scienziati non sono così pessimisti, ritengono che la ricerca debba continuare a impegnarsi più a fondo propria sulla via della previsione e prevenzione dei terremoti. Ma occorre un chiaro ed inequivocabile indirizzo politico. Esistono diversi fenomeni precursori, di natura geochimica, geofisica, elettromagnetica, il cui studio potrà portare, in futuro, a prevedere l’arrivo di un terremoto distruttivo, così come oggi fanno le previsioni meteo grazie ai satelliti. Non è più fantascienza. Ma oggi in Italia il problema principale è un altro: la gente non legge e non sa nulla. Il prof. Antonio Moretti, geologo dell’Università di L’Aquila, appena tornato da un’escursione in Sierra Nevada, fa notare che i primi dati italiani tra deformazioni del suolo e terremoti (cioè l’individuazione della traccia sul suolo del piano di faglia attivo) risalgono al 1908, “quando, subito dopo il terremoto di Reggio e Messina, fu rifatta la livellazione del piano ferroviario che circondava la penisola calabra, rilevando un abbassamento di circa un metro nel litorale reggino, mentre i settori settentrionali ed orientali corrispondenti risultavano rialzati di circa 60 cm”. Da allora, molti progetti di ricerca sono stati realizzati, con le tecniche disponibili all’epoca. “Per esempio, negli anni ‘80, la rete sismica regionale della Calabria, diretta dal prof. Ignazio Guerra, posizionò una serie di capisaldi altimetrici sui due margini dello stretto di Messina e della Stretta di Catanzaro, un’altra delle strutture tettoniche ritenute attive. Il lavoro richiese molti mesi di lavoro, con stadi, livelle e teodoliti laser, e notevolissimi investimenti finanziari”.

Poi venne l’epoca del Gps. “Gli stessi capisaldi (almeno quelli che erano sopravvissuti ai vandali) furono “ribattuti” con le nuove tecniche, che consistevano in sostanza nel posizionare uno strumento grande come una valigia ed un’antenna tipo televisione, nel montare una tenda vicino al caposaldo ed attendere 24 ore prima che la misura fosse completa”. Oggi le immagini interferometriche da satellite fornite dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) possono farci vedere movimenti di pochi centimetri praticamente in tempo reale, e lo studio delle deformazioni del suolo sono una delle tecniche di previsione più promettenti. “Come bagaglio culturale, capacità tecnica e preparazione dei ricercatori (in particolare l’Ingv) – afferma Moretti – l’Italia non è inferiore a nessun’altra nazione, solo la complessità del nostro territorio è tale, almeno in relazione all’investimento economico disponibile ed al numero dei ricercatori, che non è fisicamente possibile coprire tutte le necessità. Come se un ospedale avesse macchinari estremamente perfezionati per le analisi e la cura dei pazienti, ma un solo (anche se bravissimo) medico per usarli”.

Dunque, i sismologi possono solo studiare il fenomeno ed insegnare ai giovani la complessa natura del nostro territorio. Le sorprese sono all’ordine del giorno. Ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno scoperto che il vulcano Panarea, classificato non attivo fino alla crisi sottomarina del Novembre 2002, si deforma. “I dati mostrano che il vulcano, che include gli isolotti vicini, è sottoposto a deformazioni orizzontali e verticali”. Lo dice una nuova pubblicazione in stampa sul Bullettin of Volcanology, intitolata: Modeling ground deformations of Panarea volcano hydrothermal/geothermal system (Aeolian Islands, Italy) from GPS data, di A. Esposito, M. Anzidei, S. Atzori, R. Devoti, G. Giordano e G. Pietrantonio. Questi risultati, sono stati ottenuti con due stazioni GPS continue e una fitta rete GPS che viene periodicamente misurata dal 2002.

“I risultati ottenuti suggeriscono la presenza di due aree a comportamento distinto, quella di Panarea e quella degli isolotti, caratterizzate da deformazione orizzontale e verticale anche di alcuni mm all’anno. Le deformazioni stimate sono riconducibili alle variazioni geofisiche e geochimiche del sistema geotermico/idrotermale che caratterizza questo vulcano. Tali cambiamenti potrebbero essere influenzati da variazioni dello stress regionale, come nel 2002-2003, quando l’intero Tirreno meridionale è stato interessato da sismicità e attività eruttiva dei vulcani Etna e Stromboli”. Ricordate quelle spettacolari manifestazioni di ribollimento del mare accanto a Panarea? Per il geologo Marco Anzidei, autore della pubblicazione, “continuano anche oggi, ma con intensità minore rispetto al 2002-2003. Le deformazioni sono piccole e non destano preoccupazioni particolari per la sicurezza dell’isola. Tuttavia, come per tutte le aree vulcaniche attive, non si può escludere che si possano verificare deformazioni del suolo di maggiore entità nei periodi vicini ad aumenti dell’attività esalativa”.

Da milioni di anni l’Appennino si muove, si sposta, per effetto della cosiddetta “deriva dei continenti”. In particolare, secondo l’Ingv, l’Appennino centrale – nella zona compresa tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo – si sposta con un tasso medio di circa 1-3 mm l’anno con un movimento orientato Nord Est-Sud Ovest. I risultati relativi alla dinamica della crosta terrestre nell’Italia centrale, sono stati conseguiti grazie a una fitta rete Gps realizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, consistente in alcune stazioni in monitoraggio continuo, integrate da altre 125 stazioni discontinue, distanti tra loro dai 3 ai 5 chilometri. La rete geodetica è in grado di rilevare con precisioni millimetriche i movimenti della crosta terrestre sia durante la fase intersismica (cioè nell’intervallo di tempo tra il verificarsi di due terremoti) sia durante la fase cosismica (cioè durante il terremoto stesso). Poiché tra il 1999 e il 2003, non si sono avuti importanti fenomeni sismici sull’Appennino, la rete Gps ha però messo in evidenza i movimenti crostali di origine non sismica, che avvengono a causa dei lenti movimenti delle placche terrestri. “La novità è che siamo riusciti a misurarli su brevi intervalli di tempo – spiega Warner Marzocchi (Ingv) – ma che l’Appennino si muoveva era ampiamente risaputo. Di solito le misure venivano fatte “geologicamente”, quindi su scale temporali più grandi. Ora col Gps possiamo avere un dettaglio temporale maggiore, ma non ci sono novità da quanto osservato: cioè l’Appennino si sposta con velocità di alcuni mm all’anno. In altre zone del mondo, come Sumatra o l’anello circum-pacifico queste velocità sono 10 volte più grandi, cioè alcuni cm all’anno”. Secondo Gianluca Valensise (Ingv), “che l’Italia si deforma, che esiste la tettonica e che tutto il globo si deforma, lo sappiamo da molti decenni. Queste deformazioni non si traducono necessariamente in terremoti, e se lo fanno seguono un meccanismo non semplice”. L’Appennino si sposta ogni anno come tutti i margini di placca del pianeta. “Questo dovrebbe essere noto ai cittadini – fa notare Massimo Cocco (Ingv) – ed è stato chiarito che la Terra è un pianeta caratterizzato da un sua dinamica. Le placche si spostano a velocità che possono superare i 20 cm all’anno come nelle zone di subduzione (Samoa, Sumatra, la costa pacifica dell’America del sud)”. Questi spostamenti delle placche provocano deformazioni della crosta terrestre. “Le Ande ad esempio si sono formate dalla collisione di due placche. Fortunatamente la deformazione in Appennino è minore, dell’ordine di pochi millimetri l’anno, e quindi per misurarla occorrono reti di monitoraggio moderne e dense ed un intervallo di osservazione più lungo. Tali reti in Italia esistono ed i risultati sono disponibili. La misura dei tassi di deformazione viene usata anche per definire la mappa di pericolosità. Concordo che la disseminazione e l’informazione sono essenziali e purtroppo deboli nel nostro Paese, ma noi scienziati da soli possiamo fare poco”.

“Che la terra sia un sistema in continua evoluzione – fa notare il prof. Enzo Mantovani dell’Università di Siena – è noto da molto tempo (teoria della tettonica a placche). Ovviamente l’Appennino non può sfuggire a questo comportamento globale; studiando le deformazioni geologiche e geofisiche è possibile farsi un’idea di come il sistema che interessa sta muovendosi nel lungo termine (da decine a centinaia di migliaia di anni). Le caratteristiche della sismicità forniscono informazioni su come il sistema si è deformato e fratturato in tempi più ravvicinati (secoli)”. Le misure geodetiche permettono di stimare i movimenti attuali (ultimi anni). “Tutte queste informazioni suggeriscono che la catena appenninica è soggetta a movimenti orizzontali e verticali di pochi mm/anno (distribuiti non in modo omogeneo)”. E’ comunque opportuno considerare che queste informazioni non possono essere facilmente usate per fare previsioni sull’attività sismica futura, soprattutto per quanto riguarda il breve termine (anni). “Ritengo che  per il momento non ci siano possibilità concrete di fare tali previsioni né sulla base di misure geodetiche né sulla base di altri presunti precursori e tanto meno mediante analisi statistiche della storia sismica. Noi abbiamo fondate speranze di ottenere informazioni interessanti sulla distribuzione dei futuri terremoti forti in Italia utilizzando un’enorme quantità di informazioni (comprese quelle geodetiche) ma questa procedura non permetterà di fare previsioni a breve termine sul luogo e il tempo delle scosse attese. Non sono a conoscenza di metodi che sulla base di misure geodetiche permettano di capire quanto una o più faglie siano vicine alla rottura. Per tentare questo esercizio, sarebbe necessario avere tante altre informazioni sulle caratteristiche  della struttura in oggetto (reticolo di faglie presenti, in particolare), sul suo attuale caricamento e sul quadro dinamico che la sollecita”.

Uno studio dell’Ingv, pubblicato in un articolo del Corsera, Domenica 12 settembre 1999 (Corriere Scienza), presenta le quattro zone a più alto rischio sismico in Italia, proponendo l’unica arma di difesa oggi possibile: la prevenzione.

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ENTRO NATALE VERRANNO RIAPERTE 23 CHIESE. MARCHETTI: “IL TERREMOTO DE L’AQUILA PARAGONABILE SOLO A QUELLO DI MESSINA”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila 30 Ott 2009 – Sono 23 le chiese lievemente danneggiate dell’arcidiocesi di L’Aquila che verranno ristrutturate entro Natale nell’ambito dell’accordo siglato, alla fine di luglio, tra ministero dei Beni Culturali, Conferenza episcopale italiana e arcidiocesi con la collaborazione della Protezione Civile. Il numero degli interventi è stato anticipato al SIR da Luciano Marchetti, vicecommissario della Protezione Civile con delega ai Beni Culturali. “Per quanto riguarda 14 chiese – spiega Marchetti – è già stata indetta la gara d’appalto che si chiuderà tra una settimana così da permettere l’avvio dei lavori. Altre seguiranno nelle prossime settimane. In totale pensiamo di poter arrivare a 23 chiese riaperte entro Natale”. Gli edifici su cui saranno effettuati gli interventi appartengono quasi tutti a piccoli paesi e frazioni lontano dal centro storico del capoluogo. “La spesa complessiva per renderle agibili – continua il vicecommissario – è nell’ordine di 3 milioni di euro che saranno finanziati dallo Stato”. La ristrutturazione, precisa Marchetti, “dipende dalle ricorse disponibili che devono essere messe a disposizione dal commissario per la ricostruzione”. Per quanto riguarda il centro storico di L’Aquila, il vicecommissario ha confermato che saranno necessari “almeno 10 anni” per completare la ricostruzione “anche se nei piccoli borghi meno danneggiati i tempi potranno essere più rapidi”. Intanto nel capoluogo, come in molti borghi, a quasi 7 mesi dal terremoto, la zona rossa è ancora inaccessibile e nessun progetto di ricostruzione è ancora stato elaborato. 11 squadre dei Vigili del Fuoco sono ancora impegnate nel recupero delle opere d’arte e nei puntellamenti “per cui sono stati già stanziati 20 milioni di euro”. “Spetta ai comuni – ha spiegato Marchetti – perimetrare le aree di interesse architettonico ed elaborare i progetti di recupero da presentare alla Sovrintendenza”. Questa lentezza negli interventi, secondo Marchetti, è dovuta alla eccezionalità della situazione. “Per ritrovare una tragedia di questa portata – spiega Marchetti – bisogna tornare indietro al terremoto di Messina. Questo significa che vi sono una serie di procedure e normative per gli interventi che devono essere elaborate e su cui stiamo lavorando. Alcune linee guida sono già state redatte, ma è necessario tradurle nel concreto. Con tutta probabilità – conclude – credo che i primi interventi di ricostruzione possano partire in primavera ma molto dipenderà dalla velocità delle amministrazioni e dalle risorse disponibili”.

ONNA, NUOVA CHIESA PRONTA PER IL 3 DICEMBRE GRAZIE ALLA PROVINCIA DI TRENTO – “La prossima settimana inizieranno i lavori per la realizzazione della nuova chiesa di Onna che pensiamo di inaugurare il 3 dicembre”. Ad annunciarlo oggi pomeriggio nel piccolo borgo abruzzese è stata Lia Giovannazzi Beltrami, assessore alla solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento. “L’edificio – spiega l’assessore – è frutto di una donazione dei sindaci e delle associazioni della Val di Sole. Coprirà una superficie di 180 mq e sarà realizzato in legno richiamando nello stile alcuni elementi del rinascimento abruzzese”. Era stata proprio la Provincia autonoma di Trento a realizzare ad Onna, grazie al contributo della Croce Rossa, le 47 casette bifamiliari che ospitano la popolazione e la scuola materna che sorge nel centro. Maggiori risorse e tempi più lunghi saranno, invece, necessari per la ricostruzione della chiesa del paese, così come per il borgo storico. “Pochi giorni fa – racconta al SIR il parroco, don Cesare Cardozo – alcuni rappresentanti del paese sono andati a Roma per cercare di trovare i finanziamenti per la ricostruzione della chiesa del paese devastata dal terremoto”.

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RICOSTRUZIONE: BONUS ANCHE A CONDOMINI E COOPERATIVE EDILIZIE – SCARICA ALLEGATO

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

“Contributi provvisori” erogati secondo le modalità del credito d’imposta nella forma di finanziamento agevolato

abruzzo-terremoto-250-7Dal sito www.fiscooggi.it -Il credito d’imposta concesso ai cittadini residenti nei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile, per favorire un rapido ritorno alla normalità attraverso la ricostruzione delle abitazioni, in caso di opzione per il finanziamento agevolato, può essere utilizzato anche dai condomini e dalle cooperative edilizie a proprietà indivisa, in relazione alle unità immobiliari destinate ad abitazione principale dei soci assegnatari.

È una delle novità contenute nel provvedimento del direttore dell’Agenzia del 30 ottobre, in rete sul sito delle Entrate.
In particolare, per quanto riguarda i condomini, la richiesta di finanziamento agevolato deve essere a cura dell’amministratore e relativa alla ristrutturazione o al rifacimento delle parti comuni dello stabile danneggiato. Per le cooperative edilizie, la domanda va effettuata dal legale rappresentante.
Tra le altre, la possibilità per i comuni di erogare un contributo provvisorio per la riparazione degli edifici danneggiati (Opcm n. 3803 del 15 agosto 2009), che può essere concesso anche secondo le modalità del credito d’imposta nella forma di finanziamento agevolato. Si tratta di un anticipo che non deve superare il 25% dell’importo richiesto e, in ogni caso, fino a un massimo di 20mila euro.
La firma del provvedimento odierno arriva dopo i numerosi interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi mesi, tesi a perfezionare l’azione delle istituzioni pubbliche per accelerare le operazioni di riparazione e ricostruzione del patrimonio immobiliare abruzzese (cfr ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri nn. 3803, 3805, 3813, 3814 e 3817).
Nel dettaglio, il documento va a modificare alcuni punti dei precedenti provvedimenti, del 10 luglio e del 3 agosto, che hanno disciplinato l’utilizzo del credito d’imposta, nell’ipotesi di accesso al finanziamento agevolato (Opcm n. 3779 del 6 giugno): un credito commisurato alla somma di capitale e interessi

Le novità del documento firmato oggi hanno specifici riflessi sia nei modelli già predisposti per consentire ai comuni di inviare i dati relativi ai provvedimenti di accoglimento o revoca dei contributi, sia nei tracciati telematici di trasmissione dei dati da parte di banche e comuni. Pertanto, gli stessi sono sostituiti.

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STATI: “IL PROBLEMA NON SONO LE MACERIE MA LO STOCCAGGIO”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 1 COMMENT

Rimini, 30 Ott – Durante il convengo organizzato all’interno dell’area Abruzzo di Ecomondo, a Rimini, si e’ parlato anche di terremoto. E in particolare della rimozione e smaltimento delle macerie. ”Su questo tema – ha detto l’assessore all’Ambiente Daniela Stati- la Regione ha fatto la sua parte individuando gia’ da qualche settimana i siti certificati nei quali smaltire la macerie del terremoto gia’ trattate. I problemi, semmai, riguardano la rimozione delle macerie e l’individuazione delle aree di stoccaggio, dove peraltro la macerie stesse vengono trattate e suddivise tra quelle da riciclare e quelle da smaltire. La nostra competenza riguarda solo quest’ultima fase, alla quale abbiamo ottemperato con l’indicazione dei siti regionali certificati per lo smaltimento”.

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L'AQUILA 960 GIORNI DOPO
Video www.aquilatv.it

REPORT: FONDI PER LA RICOSTRUZIONE MAI ARRIVATI DAL GIOCO ONLINE

RICOSTRUZIONE: CIALENTE E CICCHETTI A UNO MATTINA



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6 Aprile 2009 3.33 Reset - Sito ad aggiornamento aperiodico ai sensi della Legge n. 62 del 07.03.2001 pertanto lo stesso non puo' considerarsi un prodotto editoriale ma un aggregatore di notizie su L'Aquila e sulla sua ricostruzione - Le fotografie firmate contenute nel sito sono di proprieta' degli autori, per il loro uso e la loro pubblicazione e' necessario chiederne espressa autorizzazione. Alcune delle foto presenti sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Email: info@laquilanuova.org

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