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September , 2010
Tuesday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare - RBE ‘78

L'Aquila, 6 set 2010 - Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha prorogato, con propria ordinanza, ...
IL PRESIDENTE BOSCHI: «I NOSTRI DATI UTILIZZATI PER ARRIVARE A CONCLUSIONI CHE NON STANNO NÉ ...
L'Aquila, 6 set 2010 - Il Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha disposto ...
L'Aquila, 6 set 2010 - ''Ci rivolgiamo a lei nella sua duplice qualita' di ...
IN ALCUNI ISTITUTI MONTATE TENDE NEI CORTILI [caption id="" align="alignleft" width="338" caption="Immagine d'archivio"][/caption] L'Aquila, 6 set 2010 ...
L'Aquila, 6 set 2010 - La “ricostruzione” del post terremoto è frenata dalle inchieste”, in ...
L'Aquila, 5 set 2010 - Una nuova scossa di terremoto è stata registrata dai sismografi ...
I Red Blue Eagles L’Aquila 1978 in merito alla decisione della Prefettura, che prevede la ...
"Non facciamo previsioni", dice l'Istituto Nazionale di Geofisica, ma sul piano teorico c'è un 2% ...
L'Aquila, 4 set 2010 - Una nuova scossa di terremoto è stata registrata dai sismografi ...
L'Aquila, 3 set 2010 - "Se il Commissario Chiodi non mettera' subito a disposizione del ...
[caption id="attachment_19526" align="alignleft" width="300" caption="La zona interessata allo sciame sismico"][/caption] L'Aquila, 3 set 2010 - Nella ...
L'Aquila, 3 set 2010 - Puo' chiedere il mantenimento del contributo di autonoma sistemazione (C.a.s.) ...
L'Aquila, 03 set 2010 - Sarà il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, ad aprire ...
L'Aquila, 03 set 2010 - S.M.T., di 50 anni dell’Aquila, è stato arrestato dai carabinieri ...
L'Aquila, 3 set 2010 - Trema ancora la terra nell'aquilano. Una scossa di magnitudo 3.3 ...
L'Aquila, 02 sett 2010 - Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha prorogato, con propria ordinanza, ...

Archive for ottobre, 2009

TERMINATE LE OPERAZIONI DI COPERTURA DELLA CHIESA DELLE ANIME SANTE

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 31 Ott 2009 - Volgono al termine le operazioni di copertura della Chiesa di S. Maria del Suffragio, più conosciuta come Chiesa delle “Anime Sante”, una delle icone più drammatiche e significative, ed emblema del tragico sisma abruzzese.
I Nuclei S.A.F. dei Vigili del fuoco, hanno terminato le opere provvisionali di messa in sicurezza dell’edificio della chiesa, completandone la copertura con un cupolino realizzato ad hoc, in policarbonato acciaio e ferro e dotato di un sistema di aereazione, che consente un’agevole circolazione dell’aria.
Sempre nei giorni scorsi, le squadre S.A.F hanno installato nell’edificio, in collaborazione con tecnici universitari, micro sensori wireless, tramite i quali, i ricercatori dell’Università di Architettura di Venezia potranno monitorare continuamente i movimenti dell’intera struttura.

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CROLLI CASA STUDENTE: BOTTA E NAVARRA RIGETTANO LE ACCUSE

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 31 Ott 2009 - Come ha fatto il legale di Claudio Botta, il primo indagato interrogato per il crollo della Casa dello Studente all’Aquila, anche la seconda persona finita sotto inchiesta, Walter Navarra, ingegnere incaricato dal consiglio di amministrazione dell’ex opera universitaria dell’Aquila, ha rigettato ogni rilievo contestatogli dalla Procura della Repubblica. E’ stato il suo legale, Vincenzo Colaiacovo, a respingere categoricamente ogni accusa, sottolineando anzi che “in alcuni locali, gli interventi del mio assistito hanno alleggerito la struttura”. “Ci aspettiamo - ha continuato il legale - che la posizione del mio assistito sia espunta dall’intera inchiesta, che comunque si è mossa a 360 gradi

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ALTRO ARRESTO PER SCIACALLAGGIO. FURTO CON SPARATORIA: SI E’ COSTITUITO IL SECONDO ROMENO

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 ADD COMMENTS

E’ un romeno accusato di aver rubato in palazzi incustoditi

Pettino, il palazzo sprofondato di un piano

Pettino, il palazzo sprofondato di un piano

L’Aquila, 31 Ott 2009 - La polizia ha arrestato uno sciacallo, accusato di avere rubato in palazzi incustoditi nel quartiere aquilano di Pettino. L’uomo, un romeno di 43 anni, deve rispondere di furto aggravato; nel suo domicilio, a Sassa (L’Aquila), sono stati trovati orologi e penne ritenuti provento dei furti. Le indagini sono state coordinate dalla Procura dell’Aquila e condotte per alcuni mesi dalla Squadra Mobile in collaborazione con la polizia scientifica.

Si e’ costituito in Caserma all’Aquila C. B., 24enne romeno, che da giorni era ricercato dai Carabinieri per aver messo a segno il furto di un’auto, insieme al connazionale raggiunto da due colpi di pistola dal 51enne proprietario aquilano dell’auto rubata dopo un inseguimento meta’ in auto meta’ a piedi. Nella deposizione, davanti al suo legale, il giovane ha ammesso di essere responsabile sia del furto d’auto commesso insieme al suo complice già arrestato, sia di un altro furtocompiuto sempre la stessa notte, di un’altra auto parcheggiata in Via Martin Luter King,da lui utilizzata per fuggire al termine del furibondo inseguimento e rivenuta abbandonata a Rieti. Il giovane è stato denunciato a piede libero per furto aggravato.

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DI PANGRAZIO: TRATTO AUTOSTRADALE L’AQUILA EST-L’AQUILA OVEST GRATUITO

Posted by admin On ottobre - 31 - 2009 ADD COMMENTS

di-pangrazioL’Aquila, 31 Ott 2009 -  “Concordo nel cercare nuove soluzioni per risolvere il problema viabilità ma perché non si utilizzano gli strumenti già disponibili?”. A domandarlo al Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e al Prefetto Franco Gabrielli è il Consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, che aggiunge una proposta: in attesa di rotatorie e metropolitana di superficie si potrebbe esentare la popolazione aquilana dal pagamento del pedaggio per il tratto autostradale L’Aquila Est-L’Aquila Ovest. “Ho constatato che – prosegue Di Pangrazio - a seguito del terremoto del 6 aprile, il traffico cittadino è purtroppo aumentato in maniera esponenziale creando notevoli disagi ai cittadini nelle tratte viarie interne. Camion in transito per lavoro e autovetture, per spostarsi da un capo ad un altro della città ci mettono ore. Allora perché non creare l’alternativa? Spero che da parte della Protezione Civile, ci sia tutta la volontà di risolvere il problema che consentirebbe di snellire notevolmente il traffico quotidiano e, renderebbe senz’altro più agevole il transito stradale.

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Maroni: “Mafia in appalti per la ricostruzione”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

“Infiltrazioni nella ricostruzione”

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni durante l'inaugurazione dei nuovi uffici della Prefettura de L'Aquila

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni durante l'inaugurazione dei nuovi uffici della Prefettura de L'Aquila

Capri, 30 Ottobre 2009 - “Nella ricostruzione de L’Aquila si sentono le infiltrazioni mafiose“. A lanciare l’allarme il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervenendo al Convegno dei giovani di Confindustria a Capri. Maroni ha sottolineato che per contrastare la criminalità organizzata “questo governo ha adottato un pacchetto di norme antimafia che non ha precedenti e abbiamo condotto azioni di contrasto che non hanno precedenti“.

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Terremoto: Ultime novità dalla rete Gps sugli Appennini

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

Terremoti, tsunami, geologia e conoscenza del territorio. Immagini da satellite e i rilevamenti della fitta rete Gps sugli Appennini, possono farci vedere movimenti del suolo in tempo reale. I risultati Ingv sono disponibili. La misura dei tassi di deformazione viene usata anche per definire la mappa di pericolosità. Enzo Mantovani: “Queste informazioni non possono essere facilmente usate per fare previsioni sull’attività sismica futura”. La rete Gps ha messo in evidenza i movimenti crostali di origine non sismica, che avvengono a causa dei lenti movimenti delle placche terrestri. Warner Marzocchi (Ingv). “La novità è che siamo riusciti a misurarli su brevi intervalli di tempo”. Il geologo Antonio Moretti:“Come bagaglio culturale, capacità tecnica e preparazione dei ricercatori (in particolare l’Ingv) l’Italia non è inferiore a nessun’altra nazione, solo la complessità del nostro territorio è tale, almeno in relazione all’investimento economico disponibile ed al numero dei ricercatori, che non è fisicamente possibile coprire tutte le necessità”. Tre sono i concetti fondamentali per la diffusione in Italia di una corretta cultura del terremoto. L’Ingv scopre che il vulcano Panarea, classificato non attivo fino alla crisi sottomarina del Novembre 2002, si deforma. I nostri scienziati ritengono che la ricerca debba continuare a impegnarsi più a fondo propria sulla via della previsione e prevenzione dei terremoti. Ma occorre un chiaro ed inequivocabile indirizzo politico. Oggi in Italia il problema principale è che la gente non legge e non sa nulla.

Faglie attive sismogeniche illuminate dai recenti terremoti

L’Aquila, 30 Ott 2009 - Di Nicola Facciolini - I terremoti non sono ancora prevedibili in magnitudo, tempo e spazio ben definiti, pur tuttavia vale sempre la regola aurea, dedotta dall’esperienza di questi mesi:“dobbiamo aspettarci anche di peggio”. Sotto i nostri piedi, infatti, regnano le leggi della fisica. Dopo il terremoto di L’Aquila (Mw=6.3) del 6 aprile 2009, gli scienziati (www.emsc-csem.org) non possono escludere il rischio di nuovi eventi sismici disastrosi in Italia e nel mondo (terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche nel Mediterraneo, in primis) nonostante le previsioni siano impossibili. Dunque, anche un “Big One” mediterraneo, una tragedia gigantesca che potrebbe colpire prima o poi anche in Italia, come è accaduto in passato, conquistando per la prima volta le prime pagine “web” dei nostri giornali.

La necessità di evitare il panico, di scongiurare una fuga incontrollata di massa che possa provocare più vittime del sisma stesso, è l’altra regola aurea che dovrebbe “illuminare” tutti. Ma ai cittadini va sempre detta la verità. Tre sono i concetti fondamentali per la diffusione in Italia di una corretta cultura del terremoto: il difficile equilibrio tra messaggi di allarme e di rassicurazione; la necessità di discriminare fra terremoti di media intensità e terremoti distruttivi; e la consapevolezza che i terremoti non si possono ancora prevedere. Le relazioni scientifiche internazionali lo dichiarano espressamente. L’evacuazione preventiva nel timore di una possibile scossa distruttiva, in passato anche in Italia, è sempre stata fallimentare. Solo in due rarissimi casi al mondo (Cina e Turchia) fu possibile prevedere l’evento con grande precisione, ma fu un colpo di fortuna che in pochi ricordano come successo della scienza. Perché quando falliscono, gli scienziati sono sommersi per sempre dalle polemiche per il panico e i disagi creati alla popolazione. Se in Italia ci dobbiamo aspettare di peggio, i politici “liberi” dovrebbero sforzarsi di aiutare i cittadini a riflettere per salvare le proprie vite. Se anche da noi si verificherà un Big One, cosa faremo? Così in California indicano il ritorno di un sisma tanto distruttivo quanto quello di San Francisco del 1906. Sarà un evento peggiore di L’Aquila AD 2009, ossia simile a quello di Messina del 1908, con una magnitudo superiore a 7° della scala Richter, e cioè con un’intensità maggiore del decimo (X) grado Mercalli, presumibilmente con decine di migliaia di vittime. Sappiamo che colpirà in una delle tante zone a rischio nell’area mediterranea, ma purtroppo gli scienziati non sanno esattamente dove e quando. Sanno quali danni potrà provocare alle attuali costruzioni. Dopo un eccesso di ottimismo manifestato dalla scienza americana negli anni ‘70 e ’80 del XX Secolo, e dopo i tentativi falliti di prevedere l’arrivo del Big One californiano, oggi si è sfortunatamente caduti nell’eccesso opposto. La rivista “Science” ha pubblicato in passato articoli in cui si affermava che i terremoti non si possono prevedere. Ma i nostri scienziati non sono così pessimisti, ritengono che la ricerca debba continuare a impegnarsi più a fondo propria sulla via della previsione e prevenzione dei terremoti. Ma occorre un chiaro ed inequivocabile indirizzo politico. Esistono diversi fenomeni precursori, di natura geochimica, geofisica, elettromagnetica, il cui studio potrà portare, in futuro, a prevedere l’arrivo di un terremoto distruttivo, così come oggi fanno le previsioni meteo grazie ai satelliti. Non è più fantascienza. Ma oggi in Italia il problema principale è un altro: la gente non legge e non sa nulla. Il prof. Antonio Moretti, geologo dell’Università di L’Aquila, appena tornato da un’escursione in Sierra Nevada, fa notare che i primi dati italiani tra deformazioni del suolo e terremoti (cioè l’individuazione della traccia sul suolo del piano di faglia attivo) risalgono al 1908, “quando, subito dopo il terremoto di Reggio e Messina, fu rifatta la livellazione del piano ferroviario che circondava la penisola calabra, rilevando un abbassamento di circa un metro nel litorale reggino, mentre i settori settentrionali ed orientali corrispondenti risultavano rialzati di circa 60 cm”. Da allora, molti progetti di ricerca sono stati realizzati, con le tecniche disponibili all’epoca. “Per esempio, negli anni ‘80, la rete sismica regionale della Calabria, diretta dal prof. Ignazio Guerra, posizionò una serie di capisaldi altimetrici sui due margini dello stretto di Messina e della Stretta di Catanzaro, un’altra delle strutture tettoniche ritenute attive. Il lavoro richiese molti mesi di lavoro, con stadi, livelle e teodoliti laser, e notevolissimi investimenti finanziari”.

Poi venne l’epoca del Gps. “Gli stessi capisaldi (almeno quelli che erano sopravvissuti ai vandali) furono “ribattuti” con le nuove tecniche, che consistevano in sostanza nel posizionare uno strumento grande come una valigia ed un’antenna tipo televisione, nel montare una tenda vicino al caposaldo ed attendere 24 ore prima che la misura fosse completa”. Oggi le immagini interferometriche da satellite fornite dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) possono farci vedere movimenti di pochi centimetri praticamente in tempo reale, e lo studio delle deformazioni del suolo sono una delle tecniche di previsione più promettenti. “Come bagaglio culturale, capacità tecnica e preparazione dei ricercatori (in particolare l’Ingv) – afferma Moretti – l’Italia non è inferiore a nessun’altra nazione, solo la complessità del nostro territorio è tale, almeno in relazione all’investimento economico disponibile ed al numero dei ricercatori, che non è fisicamente possibile coprire tutte le necessità. Come se un ospedale avesse macchinari estremamente perfezionati per le analisi e la cura dei pazienti, ma un solo (anche se bravissimo) medico per usarli”.

Dunque, i sismologi possono solo studiare il fenomeno ed insegnare ai giovani la complessa natura del nostro territorio. Le sorprese sono all’ordine del giorno. Ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno scoperto che il vulcano Panarea, classificato non attivo fino alla crisi sottomarina del Novembre 2002, si deforma. “I dati mostrano che il vulcano, che include gli isolotti vicini, è sottoposto a deformazioni orizzontali e verticali”. Lo dice una nuova pubblicazione in stampa sul Bullettin of Volcanology, intitolata: Modeling ground deformations of Panarea volcano hydrothermal/geothermal system (Aeolian Islands, Italy) from GPS data, di A. Esposito, M. Anzidei, S. Atzori, R. Devoti, G. Giordano e G. Pietrantonio. Questi risultati, sono stati ottenuti con due stazioni GPS continue e una fitta rete GPS che viene periodicamente misurata dal 2002.

“I risultati ottenuti suggeriscono la presenza di due aree a comportamento distinto, quella di Panarea e quella degli isolotti, caratterizzate da deformazione orizzontale e verticale anche di alcuni mm all’anno. Le deformazioni stimate sono riconducibili alle variazioni geofisiche e geochimiche del sistema geotermico/idrotermale che caratterizza questo vulcano. Tali cambiamenti potrebbero essere influenzati da variazioni dello stress regionale, come nel 2002-2003, quando l’intero Tirreno meridionale è stato interessato da sismicità e attività eruttiva dei vulcani Etna e Stromboli”. Ricordate quelle spettacolari manifestazioni di ribollimento del mare accanto a Panarea? Per il geologo Marco Anzidei, autore della pubblicazione, “continuano anche oggi, ma con intensità minore rispetto al 2002-2003. Le deformazioni sono piccole e non destano preoccupazioni particolari per la sicurezza dell’isola. Tuttavia, come per tutte le aree vulcaniche attive, non si può escludere che si possano verificare deformazioni del suolo di maggiore entità nei periodi vicini ad aumenti dell’attività esalativa”.

Da milioni di anni l’Appennino si muove, si sposta, per effetto della cosiddetta “deriva dei continenti”. In particolare, secondo l’Ingv, l’Appennino centrale - nella zona compresa tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo - si sposta con un tasso medio di circa 1-3 mm l’anno con un movimento orientato Nord Est-Sud Ovest. I risultati relativi alla dinamica della crosta terrestre nell’Italia centrale, sono stati conseguiti grazie a una fitta rete Gps realizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, consistente in alcune stazioni in monitoraggio continuo, integrate da altre 125 stazioni discontinue, distanti tra loro dai 3 ai 5 chilometri. La rete geodetica è in grado di rilevare con precisioni millimetriche i movimenti della crosta terrestre sia durante la fase intersismica (cioè nell’intervallo di tempo tra il verificarsi di due terremoti) sia durante la fase cosismica (cioè durante il terremoto stesso). Poiché tra il 1999 e il 2003, non si sono avuti importanti fenomeni sismici sull’Appennino, la rete Gps ha però messo in evidenza i movimenti crostali di origine non sismica, che avvengono a causa dei lenti movimenti delle placche terrestri. “La novità è che siamo riusciti a misurarli su brevi intervalli di tempo – spiega Warner Marzocchi (Ingv) – ma che l’Appennino si muoveva era ampiamente risaputo. Di solito le misure venivano fatte “geologicamente”, quindi su scale temporali più grandi. Ora col Gps possiamo avere un dettaglio temporale maggiore, ma non ci sono novità da quanto osservato: cioè l’Appennino si sposta con velocità di alcuni mm all’anno. In altre zone del mondo, come Sumatra o l’anello circum-pacifico queste velocità sono 10 volte più grandi, cioè alcuni cm all’anno”. Secondo Gianluca Valensise (Ingv), “che l’Italia si deforma, che esiste la tettonica e che tutto il globo si deforma, lo sappiamo da molti decenni. Queste deformazioni non si traducono necessariamente in terremoti, e se lo fanno seguono un meccanismo non semplice”. L’Appennino si sposta ogni anno come tutti i margini di placca del pianeta. “Questo dovrebbe essere noto ai cittadini – fa notare Massimo Cocco (Ingv) – ed è stato chiarito che la Terra è un pianeta caratterizzato da un sua dinamica. Le placche si spostano a velocità che possono superare i 20 cm all’anno come nelle zone di subduzione (Samoa, Sumatra, la costa pacifica dell’America del sud)”. Questi spostamenti delle placche provocano deformazioni della crosta terrestre. “Le Ande ad esempio si sono formate dalla collisione di due placche. Fortunatamente la deformazione in Appennino è minore, dell’ordine di pochi millimetri l’anno, e quindi per misurarla occorrono reti di monitoraggio moderne e dense ed un intervallo di osservazione più lungo. Tali reti in Italia esistono ed i risultati sono disponibili. La misura dei tassi di deformazione viene usata anche per definire la mappa di pericolosità. Concordo che la disseminazione e l’informazione sono essenziali e purtroppo deboli nel nostro Paese, ma noi scienziati da soli possiamo fare poco”.

“Che la terra sia un sistema in continua evoluzione – fa notare il prof. Enzo Mantovani dell’Università di Siena – è noto da molto tempo (teoria della tettonica a placche). Ovviamente l’Appennino non può sfuggire a questo comportamento globale; studiando le deformazioni geologiche e geofisiche è possibile farsi un’idea di come il sistema che interessa sta muovendosi nel lungo termine (da decine a centinaia di migliaia di anni). Le caratteristiche della sismicità forniscono informazioni su come il sistema si è deformato e fratturato in tempi più ravvicinati (secoli)”. Le misure geodetiche permettono di stimare i movimenti attuali (ultimi anni). “Tutte queste informazioni suggeriscono che la catena appenninica è soggetta a movimenti orizzontali e verticali di pochi mm/anno (distribuiti non in modo omogeneo)”. E’ comunque opportuno considerare che queste informazioni non possono essere facilmente usate per fare previsioni sull’attività sismica futura, soprattutto per quanto riguarda il breve termine (anni). “Ritengo che  per il momento non ci siano possibilità concrete di fare tali previsioni né sulla base di misure geodetiche né sulla base di altri presunti precursori e tanto meno mediante analisi statistiche della storia sismica. Noi abbiamo fondate speranze di ottenere informazioni interessanti sulla distribuzione dei futuri terremoti forti in Italia utilizzando un’enorme quantità di informazioni (comprese quelle geodetiche) ma questa procedura non permetterà di fare previsioni a breve termine sul luogo e il tempo delle scosse attese. Non sono a conoscenza di metodi che sulla base di misure geodetiche permettano di capire quanto una o più faglie siano vicine alla rottura. Per tentare questo esercizio, sarebbe necessario avere tante altre informazioni sulle caratteristiche  della struttura in oggetto (reticolo di faglie presenti, in particolare), sul suo attuale caricamento e sul quadro dinamico che la sollecita”.

Uno studio dell’Ingv, pubblicato in un articolo del Corsera, Domenica 12 settembre 1999 (Corriere Scienza), presenta le quattro zone a più alto rischio sismico in Italia, proponendo l’unica arma di difesa oggi possibile: la prevenzione.

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ENTRO NATALE VERRANNO RIAPERTE 23 CHIESE. MARCHETTI: “IL TERREMOTO DE L’AQUILA PARAGONABILE SOLO A QUELLO DI MESSINA”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila 30 Ott 2009 – Sono 23 le chiese lievemente danneggiate dell’arcidiocesi di L’Aquila che verranno ristrutturate entro Natale nell’ambito dell’accordo siglato, alla fine di luglio, tra ministero dei Beni Culturali, Conferenza episcopale italiana e arcidiocesi con la collaborazione della Protezione Civile. Il numero degli interventi è stato anticipato al SIR da Luciano Marchetti, vicecommissario della Protezione Civile con delega ai Beni Culturali. “Per quanto riguarda 14 chiese – spiega Marchetti – è già stata indetta la gara d’appalto che si chiuderà tra una settimana così da permettere l’avvio dei lavori. Altre seguiranno nelle prossime settimane. In totale pensiamo di poter arrivare a 23 chiese riaperte entro Natale”. Gli edifici su cui saranno effettuati gli interventi appartengono quasi tutti a piccoli paesi e frazioni lontano dal centro storico del capoluogo. “La spesa complessiva per renderle agibili – continua il vicecommissario – è nell’ordine di 3 milioni di euro che saranno finanziati dallo Stato”. La ristrutturazione, precisa Marchetti, “dipende dalle ricorse disponibili che devono essere messe a disposizione dal commissario per la ricostruzione”. Per quanto riguarda il centro storico di L’Aquila, il vicecommissario ha confermato che saranno necessari “almeno 10 anni” per completare la ricostruzione “anche se nei piccoli borghi meno danneggiati i tempi potranno essere più rapidi”. Intanto nel capoluogo, come in molti borghi, a quasi 7 mesi dal terremoto, la zona rossa è ancora inaccessibile e nessun progetto di ricostruzione è ancora stato elaborato. 11 squadre dei Vigili del Fuoco sono ancora impegnate nel recupero delle opere d’arte e nei puntellamenti “per cui sono stati già stanziati 20 milioni di euro”. “Spetta ai comuni – ha spiegato Marchetti – perimetrare le aree di interesse architettonico ed elaborare i progetti di recupero da presentare alla Sovrintendenza”. Questa lentezza negli interventi, secondo Marchetti, è dovuta alla eccezionalità della situazione. “Per ritrovare una tragedia di questa portata – spiega Marchetti – bisogna tornare indietro al terremoto di Messina. Questo significa che vi sono una serie di procedure e normative per gli interventi che devono essere elaborate e su cui stiamo lavorando. Alcune linee guida sono già state redatte, ma è necessario tradurle nel concreto. Con tutta probabilità – conclude – credo che i primi interventi di ricostruzione possano partire in primavera ma molto dipenderà dalla velocità delle amministrazioni e dalle risorse disponibili”.

ONNA, NUOVA CHIESA PRONTA PER IL 3 DICEMBRE GRAZIE ALLA PROVINCIA DI TRENTO – “La prossima settimana inizieranno i lavori per la realizzazione della nuova chiesa di Onna che pensiamo di inaugurare il 3 dicembre”. Ad annunciarlo oggi pomeriggio nel piccolo borgo abruzzese è stata Lia Giovannazzi Beltrami, assessore alla solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento. “L’edificio – spiega l’assessore – è frutto di una donazione dei sindaci e delle associazioni della Val di Sole. Coprirà una superficie di 180 mq e sarà realizzato in legno richiamando nello stile alcuni elementi del rinascimento abruzzese”. Era stata proprio la Provincia autonoma di Trento a realizzare ad Onna, grazie al contributo della Croce Rossa, le 47 casette bifamiliari che ospitano la popolazione e la scuola materna che sorge nel centro. Maggiori risorse e tempi più lunghi saranno, invece, necessari per la ricostruzione della chiesa del paese, così come per il borgo storico. “Pochi giorni fa – racconta al SIR il parroco, don Cesare Cardozo – alcuni rappresentanti del paese sono andati a Roma per cercare di trovare i finanziamenti per la ricostruzione della chiesa del paese devastata dal terremoto”.

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RICOSTRUZIONE: BONUS ANCHE A CONDOMINI E COOPERATIVE EDILIZIE - SCARICA ALLEGATO

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

“Contributi provvisori” erogati secondo le modalità del credito d’imposta nella forma di finanziamento agevolato

abruzzo-terremoto-250-7Dal sito www.fiscooggi.it -Il credito d’imposta concesso ai cittadini residenti nei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile, per favorire un rapido ritorno alla normalità attraverso la ricostruzione delle abitazioni, in caso di opzione per il finanziamento agevolato, può essere utilizzato anche dai condomini e dalle cooperative edilizie a proprietà indivisa, in relazione alle unità immobiliari destinate ad abitazione principale dei soci assegnatari.

È una delle novità contenute nel provvedimento del direttore dell’Agenzia del 30 ottobre, in rete sul sito delle Entrate.
In particolare, per quanto riguarda i condomini, la richiesta di finanziamento agevolato deve essere a cura dell’amministratore e relativa alla ristrutturazione o al rifacimento delle parti comuni dello stabile danneggiato. Per le cooperative edilizie, la domanda va effettuata dal legale rappresentante.
Tra le altre, la possibilità per i comuni di erogare un contributo provvisorio per la riparazione degli edifici danneggiati (Opcm n. 3803 del 15 agosto 2009), che può essere concesso anche secondo le modalità del credito d’imposta nella forma di finanziamento agevolato. Si tratta di un anticipo che non deve superare il 25% dell’importo richiesto e, in ogni caso, fino a un massimo di 20mila euro.
La firma del provvedimento odierno arriva dopo i numerosi interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi mesi, tesi a perfezionare l’azione delle istituzioni pubbliche per accelerare le operazioni di riparazione e ricostruzione del patrimonio immobiliare abruzzese (cfr ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri nn. 3803, 3805, 3813, 3814 e 3817).
Nel dettaglio, il documento va a modificare alcuni punti dei precedenti provvedimenti, del 10 luglio e del 3 agosto, che hanno disciplinato l’utilizzo del credito d’imposta, nell’ipotesi di accesso al finanziamento agevolato (Opcm n. 3779 del 6 giugno): un credito commisurato alla somma di capitale e interessi

Le novità del documento firmato oggi hanno specifici riflessi sia nei modelli già predisposti per consentire ai comuni di inviare i dati relativi ai provvedimenti di accoglimento o revoca dei contributi, sia nei tracciati telematici di trasmissione dei dati da parte di banche e comuni. Pertanto, gli stessi sono sostituiti.

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STATI: “IL PROBLEMA NON SONO LE MACERIE MA LO STOCCAGGIO”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

Rimini, 30 Ott - Durante il convengo organizzato all’interno dell’area Abruzzo di Ecomondo, a Rimini, si e’ parlato anche di terremoto. E in particolare della rimozione e smaltimento delle macerie. ”Su questo tema - ha detto l’assessore all’Ambiente Daniela Stati- la Regione ha fatto la sua parte individuando gia’ da qualche settimana i siti certificati nei quali smaltire la macerie del terremoto gia’ trattate. I problemi, semmai, riguardano la rimozione delle macerie e l’individuazione delle aree di stoccaggio, dove peraltro la macerie stesse vengono trattate e suddivise tra quelle da riciclare e quelle da smaltire. La nostra competenza riguarda solo quest’ultima fase, alla quale abbiamo ottemperato con l’indicazione dei siti regionali certificati per lo smaltimento”.

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INTERROGATO IL DIRIGENTE DEL CONVITTO: “CI DICEVANO DI STARE TRANQUILLI”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS
Il Convitto Nazionale dAbruzzo

Il Convitto Nazionale d'Abruzzo in cui sono morti 3 ragazzi

L’Aquila, 30 ott. - E’ durato circa due ore, l’interrogatorio di garanzia di Livio Bearzi, Dirigente scolastico pro tempore del Convitto nazionale, raggiunto nei giorni scorsi da un avviso di garanzia per omicidio colposo, in relazione al crollo dello stabile nel sisma del 6 aprile in cui morirono 3 ragazzi ed un quarto rimase gravemente ferito.
E’ stato precisato tutto al pm titolare dell’inchiesta“, ha detto l’avvocato Enrico Guidobaldi, legale di Bearzi.
Abbiamo chiarito l’intera posizione del direttore, ogni passaggio e’ stato eseguito rispettando puntualmente tutta la normativa. Siamo fiduciosi - ha proseguito il difensore - e depositeremo delle memorie. Alcune valutazioni - ha detto ancora - devono essere fatte sul momento. Con il senno di poi molte situazioni potevano essere risolte, il problema e’ che c’e’ stata un’altra situazione. In passato - ha proseguito il legale - e’ vero che ci sono state altre scosse ma i minori non possono essere lasciati in strada . Tutti gli organi istituzionali hanno rassicurato nei giorni precedenti il sisma del 6 aprile; gli organi di informazione hanno riportato fonti istituzionali che invitavano a non fare allarmismi“. Parlando infine del proprio assistito l’avvocato Guidobaldi lo definito “stremato”. “Quella notte - ha aggiunto - era presente nel Convitto nazionale insieme alla moglie e i figli piu’ piccoli, e’ rimasto bloccato nella struttura; ha dovuto sfondare una parete per uscire e poi e’ corso a dare soccorso ai minori “.
Con l’interrogatorio di Bearzi, si sono chiusi gli interrogatori sul crollo del Convitto nazionale. Nei giorni scorsi era stato ascoltato, Vincenzo Mazzotta, Dirigente del settore edilizia e pubblica istruzione della provincia dell’Aquila, anche egli indagato per omicidio colposo. Domani mattina, invece, cominceranno gli interrogatori di garanzia dei primi undici indagati per il crollo della Casa dello studente, altri due, sono stati fissati per il 5 novembre. La prossima settimana al via anche gli interrogatori per gli indagati del crollo della Facolta’ di ingegneria di Roio.

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REGIONE GARANTE PER 1.000 POSTI LETTO AD UNIVERSITA’

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS
Il Magnifico Rettore, Di Orio, e il Governatore d'Abruzzo, Gianni Chiodi, durante una riunione all'interno della Guardia di Finanza

Il Magnifico Rettore, Di Orio, e il Governatore d'Abruzzo, Gianni Chiodi, durante una riunione all'interno della Guardia di Finanza

L’Aquila, 30 ott - Questa mattina all’Aquila, nella sede della Regione Abruzzo, si e’ svolta una riunione tecnica fra il Presidente Gianni Chiodi, l’assessore al Diritto allo studio, Paolo Gatti, il Magnifico Rettore dell’Universita’ dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, il delegato della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, il delegato del sindaco Cialente, Maurizio Leopardi e il Provveditore aggiunto alle Opere pubbliche, ing. Santariga, per definire gli impegni in ordine agli alloggi per gli studenti e alle mense universitarie.

A fronte della richiesta di Di Orio di ulteriori mille posti letto in tempi brevi, oltre ai 200 previsti presso la Reiss Romoli e gia’ banditi, il tavolo ha stabilito di garantire, entro tre mesi, 450 posti letto presso la sede della Caserma Campomizzi e di destinare parte delle 500 case mobili, autorizzate con ordinanza del 16 ottobre al Comune dell’Aquila, per le esigenze degli universitari. ”La scommessa dell’Universita’ - ha commentato il Presidente Chiodi - e’ sostanzialmente vinta. Il 7 aprile nessuno avrebbe creduto nella ripresa veloce dell’ateneo aquilano.
Oggi, oltre alla permanenza di iscritti e docenti e alla disponibilita’ delle strutture didattiche, abbiamo definito un percorso chiaro e certo per dare garanzie agli studenti in ordine agli alloggi e ai servizi”.

Si tratta di una risposta che, qualora andasse in porto nei tempi previsti - ha replicato il Rettore - risulterebbe significativa per le esigenze degli studenti universitari.
Ritengo che la Regione Abruzzo debba essere garante di questo sforzo che le Istituzioni compiono al servizio della comunita’ universitaria’‘. ”Abbiamo svolto un ruolo di coordinamento fra i diversi soggetti istituzionali - ha spiegato Gatti - che e’ competenza della Regione. Ci sono impegni precisi della Protezione civile e del Comune di L’Aquila che, sommati a tutti gli interventi di questi mesi, delineano prospettive rasserenanti per il futuro dell’Universita’ cittadina”.

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DALLA PROSSIMA SETTIMANA LE DOMANDE PER RIPARAZIONI DI EDIFICI “A” ANDRANNO CONSEGNATE A COPPITO

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

coppito-sede-g8-2009L’Aquila, 30 Ott - A partire dalla prossima settimana anche le domande per il contributo per le riparazioni delle case classificate “A” dovranno essere presentate in uffici che saranno allestiti all’interno della scuola della guardia di finanza a Coppito.
Per migliorare l’organizzazione delle strutture comunali, infatti, verranno allestite delle postazioni all’interno della palazzina C2 – grazie all’interessamento del vice commissario della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis e alla disponibilità della Guardia di finanza – che fungeranno, tra l’altro, per la consegna delle domande per i lavori sulle “A”, che attualmente vengono depositate negli uffici di via Rocco Carabba.

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CARITAS SU SITUAZIONE L’AQUILA: “FASE ANCORA DIFFICILE”

Posted by admin On ottobre - 30 - 2009 ADD COMMENTS

caritasL’Aquila, 30 Ott - “La situazione a L’Aquila e nei Comuni colpiti dal sisma è ancora molto difficile e, spesso, lontano da qui si fatica a comprendere la portata di quanto successo. Una tragedia che per numero di sfollati e distruzione non può essere paragonata a nessuno dei terremoti degli ultimi anni. In Molise l’area colpita fu molto limitata e in Umbria al picco dell’emergenza ci furono 17 mila sfollati mentre qui ne abbiamo avuti oltre 70 mila. Per trovare un evento simile bisogna ritornare, forse, all’Irpinia, ma quella era un’altra epoca e un’altra Italia”. A parlare al SIR della situazione in Abruzzo è Danilo Feliciangeli, responsabile del Centro di coordinamento di Caritas italiana a L’Aquila. “È in questo contesto – continua il responsabile – con ancora oltre 2 mila persone che vivono nelle tendopoli e oltre 20 mila sfollati sparsi in alberghi e seconde case di Abruzzo, Marche e Lazio che come Caritas stiamo cercando di continuare ad accompagnare le comunità e i parroci, provando a leggere una realtà in costante trasformazione”. Un percorso che è reso possibile dalle presenza fissa sul territorio delle delegazioni regionali, con 28 operatori, e il lavoro congiunto con la Caritas diocesana. “Un contesto complesso – dice Feliciangeli – in cui i problemi e le sfide si accumulano rendendo ancora più difficile intervenire. Una situazione destinata a durare ancora alcuni mesi”. “In questo momento – afferma Feliciangeli – ci troviamo in una nuova fase dell’intervento Caritas in Abruzzo. Il numero dei volontari presenti è molto diminuito rispetto all’estate con una presenza, attualmente di circa 70 volontari a settimana. Una fase in cui puntiamo soprattutto a conoscere il territorio cercando d’incontrare le famiglie che si sono spostate e provando ad aiutare i parroci a ricostruire le comunità”. Il terremoto ha, infatti, cambiato il volto del territorio con quartieri nuovi, nati in pochi mesi, e altre zone che sono, invece, spopolate. È qui che la Caritas oltre alla promozione di strutture che possano essere al servizio delle comunità sta cercando di lavorare insieme alla Chiesa aquilana per favorire la nascita di punti d’incontro. “Una delle problematiche più sentite oggi a L’Aquila – continua l’operatore Caritas –è l’assenza di spazi per la socialità. Dai luoghi in cui gli anziani possono trovarsi per giocare a carte agli spazi per i giovani. È su questo che, come Caritas, stiamo cercando d’intervenire. Dall’altra parte, siamo però consapevoli del ruolo che devono avere i cittadini aquilani. Per questo, stiamo promuovendo con Caritas L’Aquila la nascita di centri di ascolto territoriali e la formazione di gruppi di volontari in diverse parrocchie”.
“La Caritas realizzerà a Paganica, frazione di L’Aquila, un centro socio-riabilitativo per persone con disabilità che sarà donato all’Aism (associazione italiana sclerosi multipla)”. Ad anticiparlo al SIR è Danilo Feliciangeli, responsabile del Centro di coordinamento di Caritas Italiana a L’Aquila. “La struttura – spiega Feliciangeli – sorgerà su un terreno dato all’Aism che gestirà la struttura mettendola a disposizione delle persone con disabilità presenti sul territorio. Oltre alla sede dell’associazione sorgerà anche un centro di ascolto”. Quello di Paganica è solo uno dei nuovi interventi che la Caritas realizzerà in Abruzzo grazie ai 31,5 milioni di euro raccolti: 26,5 provenienti dalla colletta nazionale nelle parrocchie e 5 milioni donati dalla Cei. I primi 22 interventi in programma, di cui molti già in fase di realizzazione, erano stati presentati in settembre durante la visita a L’Aquila del card. Angelo Bagnasco, presidente Cei. Tra le strutture in via di completamento vi sono 3 scuole, centri per la comunità ed edifici di edilizia sociale. “Altri 13 interventi – continua Feliciangeli – sono in fase di istruttoria. A breve dovrebbero partire i lavori per la costruzione di edifici di edilizia sociale, riservati ad anziani e studenti, a Roio Piano, Monticchio e San Marco di Preturo. È prevista, inoltre, la realizzazione di un magazzino destinato alla Caritas diocesana”.

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INCHIESTA CROLLI: GIA’ ASCOLTATO MAZZOTTA. DOMANI ALTRI INTERROGATORI. SOPRALLUOGHI IN VIA CAMPO DI FOSSA

Posted by admin On ottobre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 29 Ott - I magistrati della Procura della repubblica dell’Aquila, domani mattina, negli uffici del Tribunale, ascolteranno i primi due indagati per i crolli degli edifici nel terremoto del 6 aprile. Si tratta di Livio Bearzi e Vincenzo Mazzotta, rispettivamente dirigente scolastico del Convitto nazionale e Dirigente del Settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell’Aquila, ente proprietario del Convitto nazionale in cui a seguito del crollo del 6 aprile, morirono tre giovani, mentre un quarto rimase gravemente ferito. Il reato ipotizzato nei loro confronti e quello di omicidio colposo. Sabato invece sara’ la volta dei 15 indagati per il crollo della Casa dello studente in cui morirono otto universitari. Per tutti i reati contestati sono quelli di disastro, omicidio e lesioni colposi. Il 5 novembre verranno ascoltati infine Luca Valente e Luca D’Innocenzo, rispettivamente Direttore ed ex Presidente dell’Azienda per il diritto allo studio che aveva in carico la Casa dello studente di via XX Settembre. Intanto gli agenti della Squadra mobile della Questura, insieme ai periti nominati dalla Procura, hanno effettuato una serie di sopralluoghi per dare inizio ad accertamenti peritali piu’ approfonditi in via Campo di Fossa dove morirono numerose persone.

Il primo interrogatorio - Intanto è già stato ascoltato Vincenzo Mazzotta, Dirigente del Settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell’Aquila, dal pm Fabio Picuti titolare dell’inchiesta. E’ stato lo stesso indagato a chiedere ed ottenere di essere interrogato prima della convocazione ufficiale fissata per domani. Il dirigente si e’ presentato con carte alla mano che comprovano le opere eseguite negli anni passati dall’amministrazione provinciale, che sul Convitto nazionale aveva un ruolo di gestore e non di proprietario. Lavori di manutenzione, secondo il dirigente, che rientravano nella programmazione triennale della Provincia.

Consulenti al lavoro a via Campo di Fossa -I consulenti nominati dalla procura della Repubblica dell’Aquila hanno cominciato da stamani a fare sopralluoghi tra le macerie dello stabile di via Campo di Fossa, una traversa di via XX settembre, un palazzo letteralmente imploso in occasione della tragica scossa del 6 aprile scorso, nel quale sono morte oltre venti persone. I consulenti sono stati accompagnati dagli uomini dell’interforze della polizia giudiziaria e dai vigili del fuoco. Fino a ieri, i rilievi per stabilire le cause dei crolli sono stati effettuati nello stabile in via XX settembre 123, altro stabile imploso, dove ci sono state diverse vittime. La procura sta direzionando le attenzioni sui condomini crollati dove ci sono stati più morti; indagini che costituiranno i filoni di inchiesta che seguiranno il caso dell’ospedale San Salvatore. La procura ha inviato 26 avvisi di garanzia per i crolli della Casa dello studente, del Convitto nazionale e della sede di ingegneria dell’università dell’Aquila, a Roio.

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A L’Aquila, domani 30 ottobre, fa tappa il “Discovery Clinic”, il programma di aggiornamento sulle malattie cardiovascolari

Posted by admin On ottobre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

discoveryL’Aquila, 30 ottobre 2009 - Cardiologi, geriatri, internisti che operano in ospedale e sul territorio sono i protagonisti della terza edizione di Discovery Clinic, il programma di formazione itinerante che si svolge su un laboratorio multimediale viaggiante su ruote. Un progetto di formazione – unico nel suo genere - che coinvolge direttamente il medico raggiungendolo nella propria città. L’iniziativa fa tappa oggi a L’Aquila: il truck sosterà infatti in Viale Francesco Crispi, presso la Villa Comunale, dalle 9.00 alle 17.00. Il programma di formazione innovativo, che sfrutta le più moderne tecnologie didattiche presenti sul truck che si muove in tutta Italia, consente la massima interattività per tutti i partecipanti all’evento. Il progetto “Discovery Clinic” rappresenta un’ulteriore dimostrazione dell’impegno
di sanofi-aventis e Bristol-Myers Squibb nel miglioramento delle conoscenze mediche per una miglior cura del paziente con una Sindrome Coronarica Acuta.
Approfondimenti scientifici, coinvolgimento in sessioni di discussione e soluzione di casi clinici multimediali, condivisione delle più attuali questioni legate alla gestione delle Sindromi Coronariche Acute e particolare attenzione al paziente sia in fase di ricovero ospedaliero sia in fase domiciliare. Sono questi alcuni degli “strumenti” messi a disposizione da Discovery Clinic, un modo del tutto originale di “fare formazione”, che pone tutti i partecipanti in grado di interagire con i relatori usufruendo di tutte le tecnologie a bordo.
“Come è ben noto, l’aterosclerosi, cioè il deposito di grassi a livello della parete delle arterie con conseguente progressiva formazione di ‘placche’ che ostruiscono le arterie stesse, è la malattia killer più importante nei paesi economicamente avanzati. Con il termine sindrome coronarica acuta si definiscono diverse condizioni cliniche caratterizzate dalla rottura di una placca aterosclerotica a livello delle arterie coronariche, le arterie che irrorano il cuore, e dalla conseguente formazione di una trombosi che altera la normale circolazione sanguigna attraverso il vaso, provocando quindi carenza di sangue ed ossigeno nell’’area cardiaca dipendente dall’arteria ostruita – spiega il Prof. Claudio Ferri, Direttore della Divisione di Medicina Interna I e della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna dell’Università di L’Aquila. Il blocco della circolazione ed il conseguente danno per il cuore sono direttamente legati all’entità ed alla durata dell’occlusione, per cui il tempo che intercorre tra l’inizio dei sintomi e il trattamento della lesione è cruciale. Quanto prima si arriva in ospedale, tanto maggiori sono le possibilità di limitare i danni al cuore, migliorando quindi la prognosi del paziente nel lungo termine”.
Trattare correttamente questa patologia, che interessa centocinquantamila persone l’anno in Italia e purtroppo risulta mortale in circa cinque casi su cento, rappresenta oggi una sfida importante per la cardiologia. La sindrome coronarica acuta riconosce diversi fattori di rischio, come l’eccesso di colesterolo LDL detto “colesterolo cattivo”, l’ipertensione, il diabete, il sovrappeso ed il fumo ed è quindi sempre più alta l’attenzione degli esperti nel trasmettere al paziente la necessità di seguire un corretto stile di vita e una corretta terapia preventiva . Sotto questa luce ha dimostrato i suoi benefici la terapia antiaggregante, che mira a ridurre la tendenza delle piastrine a “legarsi” tra loro dando luogo ad un trombo all’interno del vaso.
“Un fenomeno così complesso e pericoloso può oggi essere combattuto efficacemente attraverso la cosiddetta ‘doppia antiaggregazione’, ovvero unendo l’acido acetilsalicilico (aspirina) ad un farmaco chiamato clopidogrel – fa sapere Ferri. Questo trattamento è oggi indicato nel trattamento immediato di numerose forme di sindrome coronarica acuta, per mantenere la pervietà del vaso e per prevenire un secondo infarto in chi ha già avuto un grave attacco di cuore”.
La prevenzione – anche di tipo farmacologico quando il medico lo consiglia - rappresenta quindi l’arma più efficace di cui disponiamo per giocare d’anticipo contro le malattie cardiovascolari. Oltre ai medicinali, comunque, rimane irrinunciabile uno stile di vita “salvacuore”: combattere il sovrappeso, fare una regolare attività fisica, dimenticare il fumo, controllare la pressione arteriosa, i valori di colesterolo nel sangue e l’eventuale diabete sono fondamentali per mantenere in salute le arterie coronarie, vere e proprie “autostrade” che portano sangue ed ossigeno al cuore.
L’iniziativa Discovery Clinic ha ricevuto, nel 2007, ben 4 premi BEA – European Best Event Award, tra cui quello della categoria Miglior Innovazione Tecnologica.

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CHIESA DI SAN MARCO IN SICUREZZA. GALAN: VENETO UNICA REGIONE AD ADOTTARE MONUMENTO

Posted by admin On ottobre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 29 ott. - Primo, importante risultato dell’impegno della Regione del Veneto per la ricostruzione in Abruzzo: la parte esterna della chiesa di San Marco, in pieno centro a L’Aquila, e’ stata messa in sicurezza. Il cantiere e’ stato visitato questo pomeriggio dal presidente della Regione del Veneto Giancarlo Galan e dall’assessore alla Protezione Civile Elena Donazzan. “Il Veneto - ha detto il presidente Giancarlo Galan - e’ l’unica Regione che si e’ addossata l’onere e l’onore di ricostruire e restaurare un monumento della storia e dell’architettura de L’Aquila. Una chiesa che grazie all’impegno dei nostri uomini e alla collaborazione tecnico-scientifica del Ministero per i Beni e le attivita’ culturali e della Protezione civile nazionale e’ stata messa in condizioni di sicurezza. Naturalmente ora ci aspetta la difficile opera del completo e accurato restauro‘. Nei prossimi mesi l’impegno del Veneto proseguira’ con la messa in sicurezza e il consolidamento dell’interno della chiesa, la ricostruzione delle parti crollate e il restauro delle opere d’arte. Alla ricostruzione della chiesa sono stati devoluti anche i 136.000 euro raccolti nel conto corrente di solidarieta’ per il terremoto de L’Aquila aperto dal Centro regionale veneto di Protezione civile. La chiesa di San Marco rischiava il crollo ed era stata inserita nella lista del ministero dei Beni Culturali ‘dei 44 monumenti gravemente danneggiati dal sisma che ha colpito l’Abruzzo da restaurare con la massima urgenza’.

LA RIMOZIONE DEI CAMPANILI

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DE CASTRO: L’UNIONE EUROPEA STA STUDIANDO ALTRE INIZIATIVE PRO-CRATERE

Posted by admin On ottobre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

Oltre al fondo di 500 milioni di euro approvato la settimana scorsa a Strasburgo l’Unione Europea “sta studiando anche altre strade per andare incontro alle zone abruzzesi terremotate”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, a margine di un incontro promosso in citta’ sui temi dell’agricoltua e dell’agroalimentare. Tra le ipotesi allo studio, ha spiegato, c’e’ “il recupero dei danni subiti a causa del terremoto dal punto di vista del mancato reddito”. Sara’ necessaria, pero’ una certificazione delle autorita’ regionali. Per De Castro “bisogna rimettere in moto l’economia”, nelle zone colpite dal sisma. “Il Governo - ha commentato - sta facendo dei passi importanti, l’Unione Europea pure, ma ora dobbiamo dare fiducia alle aziende che possono trasformare un evento cosi’ disastroso e drammatico in una opportunita’ per ripartire”. L’Abruzzo - ha fatto notare - “ha una qualita’ straordinaria nel patrimonio enogastronomico, ma si puo’ intervenire per una piu’ efficiente organizzazione commerciale” e si dovrebbe cercare di aiutare le imprese a “portare i loro prodotti sul mercato”. Parlando della filiera corta De Castro ha spiegato che “non puo’ risolvere il problema della commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare, ma rappresenta una fetta” e i farmer market, ad esempio, “sono formule di vendita interessanti. E’ importante, pero’, porre attenzione alla capacita’ organizzativa dell’agricoltura di portare i prodotti sugli scaffali della grande distribuzione e dobbiamo aiutare la parte debole della catena alimentare, cioè gli agricoltori, a essere piu’ forti, piu’ organizzati e piu’ capaci di vincere la sfida”. Quanto alla qualita’ dei prodotti, De Castro ha fatto notare che “l’Italia e’ al primo posto come numero di Dop Igp e come fatturato. Ma dobbiamo tutelare e difendere i sistemi di certificazione per fare in modo che questi prodotti non vengano copiati da altri Paesi che poi si prendono quelle quote di ricchezza e il valore aggiunto che spettano al nostro Paese. La semplice Dop, poi, non basta: e’ il primo passo ma poi il prodotto deve arrivare sugli scaffali, per essere consumato, deve arrivare di piu’ all’estero e per farlo bisogna essere piu’ organizzati”.

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SFREGIO ALLA CITTÀ DELL'AQUILA: LA REGIONE CERCA UNA NUOVA SEDE A PESCARA


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