L’Aquila, 29 mag 2010 – “La burocrazia non deve essere un alibi a non andare avanti; bisogna proseguire la ricostruzione se non con lo stesso passo nostro, comunque, con i tempi a cui hanno diritto gli aquilani”. Lo ha detto il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, all’Aquila, a margine all’inaugurazione della sede della Gran Sasso Acqua Spa, affrontando il problema della burocrazia che sta rallentando la ricostruzione. “Il passaggio di consegne purtroppo crea sempre un contraccolpo, noi siamo abituati a lavorare nel cosiddetto tempo reale quindi se qualcuno mi fa una domanda, io dopo pochi istanti gli dò una risposta. Ma questo è il nostro mestiere perché non possiamo perdere tempo, traccheggiare, fare conferenze di servizi, assemblee e quant’altro – ha spiegato -. E’ ovvio che passata la prima fase occorre maggiore condivisione, bisogna esaminare meglio le carte e per forza dare un po’ più di spazio alla burocrazia, ma da qui a bloccare tutto ovviamente ce ne vuole”.
“CITTADINANZA ONORARIA? MI BASTA L’AFFETTO DELLA GENTE”! – Il capo della Protezione Civile è intervenuto anche in merito alla cittadinanza onoraria negatagli dal comune de L’Aquila ma di fatto conferitagli in più occasioni (l’ultima al Tommaso Fattori) dalla gente. “Il Consiglio comunale è padrone delle decisioni e delle scelte che fa, poi però quando vado in giro per L’Aquila, vado allo stadio, vado a trovare amici cari che ho qui o vado a controllare alcune situazioni, trovo sempre una risposta davvero commovente. A me questo importa: l’affetto della gente; non mi importa quello che decide la politica – ha concluso – ma quello che vuole il cittadino”.
MASSIMA TRASPARENZA NELLA GESTIONE TERREMOTO – Il capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, ha rivendicato “l’assoluta trasparenza nella gestione dell’emergenza terremoto”. “Mi pare che siano le carte a dimostrarlo – ha commentato all’Ansa -. Di fatto abbiamo garantito appalti e lavori per un miliardo e 400 milioni di euro, abbiamo un paio di minimi rilievi della Corte dei Conti, e per quello che riguarda i controlli sulla legalità ed anche della trasparenza delle imprese coinvolte ci sono stati due, tre episodi che siamo stati noi, insieme al prefetto Gabrielli, a denunciare e sottolineare. Per tutto il resto, si è lavorato in un modo talmente trasparente che moltissimi industriali sono venuti a congratularsi a complimentarsi con noi per il metodo che abbiamo voluto realizzare che è sicuramente diverso da qualsiasi passato”.
Bertolaso ha poi rivendicato di aver sempre lavorato per risolvere la miriade di problemi: “Il segreto di qualsiasi successo, risultato positivo, è il gioco di squadra, noi l’abbiamo fatto nel corso di tutti questi anni, e dopo le 3 e 32 del 6 aprile del 2009″, ha spiegato Bertolaso il quale ha sentenziato che se si continua con “mal di pancia, dubbi e polemiche sia qui che a Roma, non si ricostruisce”. “Bisogna lavorare con lo spirito di squadra, se ci si divide, se si alimentano contrasti e differenze anziché trovare i punti di concordia e collaborazione è ovvio che tutto diventa molto più complicato e difficile”. La ricostruzione? “La strada è quella di tenere sempre la tensione molto alta, di controllare che i finanziamenti arrivino con gradualità ma con continuità, questo è previsto dalla legge, nessuna amministrazione a Roma si metterà di traverso per garantire il costante flusso di finanziamenti che però devono essere utilizzati – ha detto ancora Bertolaso -. Quindi bisogna lavorare, garantire i contributi a chi deve ricostruire o ristrutturare la casa, bisogna dare la
possibilità a commercianti ed aziende di poter ripristinare quelli che sono stati i danni e di ripartire con le proprie attività. Noi lo abbiamo dimostrato. Se sono tornati all’Aquila tutti gli studenti delle scuole, se si sono iscritti all’università oltre 20 mila studenti non aquilani significa che c’é voglia di credere ed investire in questo territorio”.
AVANTI CON GABRIELLI – “Adesso andiamo avanti con Franco Gabrielli, che è uno straordinario personaggio, quindi lavoreremo insieme per un certo periodo, vediamo poi cosa succede in giro per l’Italia”. Così il capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, ha risposto all’Ansa sulla previsione di rimanere in sella fino a fine anno. Bertolaso dal 15 maggio scorso è affiancato da un nuovo vice capo, Franco Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila.
BLOCCATO IN ASCENSORE – Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è rimasto bloccato per qualche minuto in un ascensore della nuova sede della Gran Sasso Acque, società che gestisce il ciclo idrico integrato nell’Aquilano. Bertolaso era intervenuto per l’inaugurazione della sede, il primo edificio pubblico realizzato dopo il terremoto anche se l’opera era stata programmata prima del sisma. Il problema si è creato – come ha sottolineato il presidente della Gran Sasso Acque – perchè sono saliti in troppi superando il peso massimo trasportabile. Il gruppo, tra cui la scorta del capo della protezione civile, è stato “liberato” dalla polizia.
“La polizia lavora per lo Stato, è intervenuta ed ha fatto un buon lavoro – ha scherzato Bertolaso, il quale sorridendo ha commentato con altrettanta ironia che se fosse stato un sabotaggio, allora lo avrebbero dovuto fare prima. In seguito, parlando della nuova sede, Bertolaso ha scherzato ancora sul fatto che per ottenere il sostegno di 5 milioni chiesto dalla Gran Sasso Acque per ripianare il bilancio alla luce dei mancati introiti dovuti al terremoto “mi dovevate minacciare, non aprire l’ascensore se non ci dai i soldi per risolvere la situazione”.
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