L’Aquila, 28 ago 2010 – La 716ma edizione della Perdonanza celestiniana, oltre ad essere la festa religiosa e spirituale più importante della città (qui ogni anno viene aperta la Porta santa, l’unica oltre quella di Roma, che però si apre ogni 25 anni), è stata l’occasione per sottolineare ancora una volta, davanti ai cittadini, ai turisti e ai tantissimi giornalisti che hanno seguito l’evento, la situazione in cui si trova il capoluogo dell’Abruzzo a sedici mesi dal sisma.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha invitato alla calma i manifestanti. ”Non roviniamo la Perdonanza. Questa giornata e’ particolare come il 6 aprile, ognuno si rapporta a giornate come questa in base alla propria sensibilita”’. Sono una cinquantina i manifestanti, poco distanti si trovano i cittadini con le carriole, intenzionati a chiedere notizie sulla ricostruzione post terremoto.
Secondo quanto annunciato, le carriole dovrebbero sfilare in coda al corteo, tra la gente, ”come si faceva una volta – spiegano – quando c’era da denunciare un problema all’attenzione della nazione”.

Celestino V starebbe con le cariole - Foto Pizzi
Sulle carriole ci sono libri, simboli delle precedenti iniziative degli aquilani terremotati, nomi delle vie inagibili e dei paesi dei dintorni colpiti dal sisma. A condurre le carriole anche una ragazza che indossa una maglietta con la scritta ”Celestino starebbe con le carriole”.
E ancora, cartelli che recitano ”Le carriole protagoniste della Rivoluzione Francese” e poi ”anche il popolo delle carriole aquilane sta ricostruendo barricate etiche e civili contro le fameliche cricche nazionali, regionali e locali”.
LETTA: L’AQUILA MERITA FUTURO PARI A SUA STORIA – ”L’Aquila merita un futuro pari alla sua tradizione e alla sua storia, un futuro che gli aquilani sapranno ritrovare, ricostruire e riconquistare”: cosi’ il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, arrivato in Piazza Duomo da un percorso alternativo, vista la ‘protesta delle carriole’ contro il governo, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano quale futuro si prospetti per il capoluogo abruzzese. Letta si accinge a unirsi al Corteo della Bolla della Perdonanza Celestiniana, che attraversera’ parte della ”zona rossa” per poi raggiungere la Basilica di Collemaggio.
PASSA LETTA,COMITATI GRIDANO ’3.32,IO NON RIDEVO’ – ”Alle 3e32 io non ridevo”: lo hanno gridato, al momento del passaggio del sottosegretario Gianni Letta su Corso Federico II all’ Aquila, gli animatori dei comitati cittadini, i quali, all’inizio della via principale della citta’, avevano esposto gli striscioni di contestazione. “Rispettiamo solo i pompieri” hanno anche gridato i contestatori, che poco dopo hanno intonato slogan contro i potenti del G8, contro le cricche e contro chi nel terremoto che ha distrutto L’Aquila ha trovato una grande fonte di speculazione e guadagno. Alla fine, però, la contestazione ha lasciato spazio allo spettacolo del corteo in costumi storici e ai tamburi degli sbandieratori. Il popolo delle carriole, ordinatamente, si è accodato ai figuranti, intonando a una sola voce ‘L’Aquila bella me’.
LETTA: “E’ IL GIORNO DEL PERDONO”! – “E’ il giorno della Perdonanza” . Cosi’ il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha risposto alla domanda dei giornalisti sulla protesta dei comitati cittadini dell’Aquila. Letta e’ giunto in Piazza Duomo all’Aquila attraverso un percorso secondario proprio per evitare il “popolo delle carriole”. Sul futuro dell’Aquila Letta ha detto: “Il futuro e’ pari alla sua tradizione e alla sua storia. Il futuro che merita e’ che gli aquilani sapranno ritrovare, ricostruire e riconquistare”. Sul ritorno di Berlusconi all’Aquila il sottosegretario ha detto: “Spero presto”.
CHIODI: “LA POLITICA NON HA NULLA DA FARSI PERDONARE” – “La politica non ha nulla da farsi perdonare in occasione del terremoto; la politica ha fatto cose, in occasione del sisma, mai viste prime”. Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, durante un’intervista televisiva. “L’unica cosa che deve farsi perdonare la politica -ha aggiunto Chiodi- e’ quella di aver permesso in passato di costruire dove non poteva essere fatto, e di aver costruito senza il rispetto delle norme urbanistiche e sismiche”.
Il Governatore si è anche detto “perplesso” per via delle contestazioni “Non so cosa dire perché è qualcosa a cui non ho assistito. Spero che non venga strumentalizzato”
DA STRAQUADANIO E TURCHI SOSTEGNO A LETTA – “E’ incredibile che una persona che piu’ di tutti si e’ spesa per ridare la vita ai suoi conterranei venga contestata da quattro professionisti dell’agitazione politica travestiti da terremotati”. Lo affermano, in una nota congiunta, Giorgio Stracquadanio e Franz Turchi, che aggiungono: “Diamo a Gianni Letta tutto il nostro sostegno, convinti che l’Abruzzo che ragiona e’ tutto con lui”.
APERTA LA PORTA SANTA - Dopo la lettura, da parte del sindaco Massimo Cialente, della Bolla del Perdono, con la quale Celestino V, nel 1294, concesse l’indulgenza plenaria agli aquilani, il Cardinale Walter Kasper (Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unita’ dei Cristiani) ha aperto la Porta Santa della basilica di Collemaggio. La Bolla e’ stata portata in corteo lungo il corso dell’Aquila, riaperto parzialmente dopo il terremoto dello scorso anno. Il corteo e’ stato preceduto dalla teca contenente i resti mortali di Celestino V, scortata dai Vigli del Fuoco.
La porta restera’ aperta dalle ore 19,30 di oggi fino alle ore 20 di domani. L’indulgenza della Perdonanza- che e’ stata confermata da diversi pontefici e da ultimo da papa Paolo VI nel 1967 – assicura l’assoluzione “dalla colpa e dalla pena conseguenti a tutti i peccati commessi fin dal battesimo a quanti, sinceramente pentiti e confessati, saranno entrati nella chiesa di Collemaggio, attraverso la Porta Santa, dai vespri della vigilia della festivita’ di san Giovanni Battista fino ai vespri immediatamente seguenti”. Nel corso della prossima notte si terra’ una veglia di preghiera.
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