22
February , 2012
Wednesday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

L'Aquila, 20 feb 2011 - E' arrivato stamane all'Aquila Fabrizio Barca, ministro per la Coesione ...
L'Aquila, 13 feb 2012 - Al via la progettazione definitiva di Palazzo Ardinghelli all’Aquila, che ...
L'Aquila, 7 feb 2012 - Oggi sono 21.976 i cittadini che vivono in alloggi a ...
L'Aquila, 27 gen 2012 - Serviranno oltre 5 miliardi per ricostruire L'Aquila e le sue ...
Roma, 25 gen 2012 - Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato un'ordinanza, pubblicata ...
L'Aquila, 24 gen 2012 - Guido Bertolaso è indagato per omicidio colposo plurimo e disastro ...
E’ stata firmata ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, l’ordinanza n. 3996 ...
Obbligo di superare l'emergenza e massimo sforzo per ricostruzione case E e centri storici. Roma, 28 ...
L'Aquila, 28 dic 2011 - ''Ripartiamo veramente dalla ricostruzione di uno dei palazzi simbolo della ...

Archive for gennaio, 2011

PIAZZA DELLA MEMORIA AL POSTO DELLA CASA DELLO STUDENTE

Posted by admin On gennaio - 30 - 2011 1 COMMENT

L’Aquila, 30 gen 2011 – Realizzare nello spazio dove c’era la casa dello studente, nel cui crollo sono morti otto giovani, una piazza come luogo della memoria per ricordare gli universitari scomparsi a causa del terribile sisma del 6 aprile 2009. La proposta è stata lanciata dal commissario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), Francesco D’Ascanio, il quale ne ha parlato con le istituzioni trovando “una condivisione sul progetto teso a ricordare le otto giovani vittime nella casa dello studente di via XX settembre”. “Nell’area della struttura crollata – spiega D’Ascanio – sarà realizzata una grande piazza intitolata alla memoria degli studenti universitari scomparsi a causa del terremoto. Su questo – aggiunge – mi sembra ci sia un’ampia condivisione”. Il progetto prevede anche che nella parte sottostante la piazza sia realizzato un parcheggio a due piani. Lo spazio dove sorgeva la casa dello studente, uno dei simboli del terremoto, dove ci sono le foto degli otto ragazzi scomparsi è dai giorni seguenti la tragedia meta di giovani e cittadini che si fermano a pregare e riflettere.

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PORTA A PORTA E MATRIX INSIEME PER L’AQUILA?

Posted by admin On gennaio - 28 - 2011 1 COMMENT

Bruno Vespa e Alessio Vinci, oggi per la prima volta fianco a fianco, come ospiti di ‘Verissimo’, potrebbero pensare a una collaborazione fra le loro trasmissioni in occasione del prossimo anniversario del terremoto in Abruzzo. I conduttori di ‘Porta a Porta’ e ‘Matrix’, programmi competitor della seconda serata Rai e Mediaset, si sono incontrati oggi a Canale5, ospiti di Silvia Toffanin nella puntata di ‘Verissimo’ che andrà in onda domani. Il faccia a faccia fra i due ‘rivali’ è sfociato, quasi inaspettatamente, in uno scambio di complimenti, in cui Vinci ha definito un “grandissimo onore” confrontarsi con l’esperienza giornalistica di Vespa, lodandone in particolare il servizio fatto dall’elicottero sul terremoto dell’Aquila. Cogliendo lo spunto lanciato dalla conduttrice, i due si sono detti disponibili a “fare qualcosa insieme” per il prossimo 6 aprile, anniversario particolarmente significativo per Vespa, che è originario proprio dell’Aquila.

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MONUMENTI AQUILANI PROTAGONISTI IN GIAPPONE

Posted by admin On gennaio - 26 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila protagonista a Tokyo: al “34 Symposium on the Conservation and Restoration of Cultural Property – reconstruction process and culturale heritage”, svoltosi nella capitale giapponese dal 19 al 21 gennaio scorsi, i monumenti aquilani danneggiati dal sisma del 2009 sono diventati protagonisti grazie all’intervento del vicecommissario per la tutela del patrimonio culturale, Luciano Marchetti. “E’ stata un’esperienza molto positiva – ha dichiarato – perché il seminario, organizzato dall’ufficio del governo giapponese che si occupa di cooperazione internazionale, è stato un momento di confronto con esperti di tutto il mondo su quale ricostruzione attuare per il patrimonio culturale; tra i due filoni di pensiero, quello di un ripristino tout court del manufatto come è avvenuto per esempio a Dresda oppure quello di un’integrazione che tenga conto di quanto resta, è prevalso il secondo tanto più valido per gli interventi sul patrimonio culturale abruzzese danneggiato dal sisma del 2009. Una ricostruzione di questo genere naturalmente deve prevedere interventi di messa in sicurezza come quelli che sono stati realizzati e si stanno realizzando a L’Aquila”. Il simposio si è chiuso con la promessa di un nuovo incontro con gli esperti giapponesi da tenersi proprio all’Aquila. Nel corso del suo intervento il vicecommissario, che ha portato all’attenzione di una così selezionata platea l’esperienza del terremoto dell’Abruzzo a confronto con quello dell’Umbria del 1997, ha riferito che “l’esperienza del sisma del 1997 in Umbria ha consentito di definire tipologie di opere provvisionali e criteri di progettazione delle stesse, che sono state poi utilizzate in altri terremoti e soprattutto all’Aquila”. “Obiettivo prioritario di queste opere è naturalmente la conservazione di quanto il terremoto ha risparmiato, ma è anche necessario che gli interventi non vadano a modificare il comportamento strutturale dell’edificio e che non siano d’ostacolo, anzi che, laddove possibile, diventino propedeutici agli interventi di recupero definitivo. L’intervento, che sia di messa in sicurezza o di recupero definitivo, nasce quindi dall’osservazione delle strutture e soprattutto del modo che hanno di danneggiarsi”. Nel territorio aquilano la messa in sicurezza delle strutture danneggiate è stata effettuata utilizzando le nuove tecnologie che la ricerca scientifica ha messo a disposizione degli operatori, quali sistemi laser-scanner, per i rilievi, o cavi in acciaio con anima sintetica e manufatti in fibre ad alta resistenza e basso peso specifico, per gli interventi. Il rilievo laser, vista l’affidabilità, ha permesso di progettare fuori opera le strutture di puntellamento da realizzare con criteri di “prefabbricazione” e da porre in opera successivamente, come nella chiesa di Santa Maria del Suffragio all’Aquila, in modo da limitare al massimo il rischio dell’operatore vista la difficoltà dell’intervento ed il perdurare degli eventi sismici. I cavi con anima sintetica come anche gli elementi in FRP (Fiber Reinforced Polymers) hanno il vantaggio di essere molto più maneggevoli e leggeri oltre che resistenti e removibili. “L’attenzione che ci è stata riservata in Giappone dimostra quanto la Ricostruzione dell’Aquila sia apprezzata a livello internazionale – è il commento del commissario, Gianni Chiodi – Il Simposio di Tokyo è stato l’ulteriore conferma di come l’Abruzzo sia considerato un esempio da seguire ed un modello da adottare in caso di simili calamità naturali”. Ecco perché Marchetti in Oriente ha raccontato anche che all’Aquila “si è deciso di agire con urgenza, mettendo in sicurezza in modo esteso e rapido gli edifici del centro storico, per ripristinare la viabilità e l’accesso ad alcune delle zone danneggiate, per rendere percorribili gli spazi della città e consentire, in questo modo, agli abitanti di mantenere comunque un legame con la loro realtà”.

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GLI ARCHITETTI CON CIALENTE: “CHI HA PROGETTI PRONTI PARTA CON LA RICOSTRUZIONE”

Posted by admin On gennaio - 25 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila, 25 gen 2011 – L’ordine degli architetti dell’Aquila condivide l’appello del sindaco, Massimo Cialente, e ribadisce: “Chi ha i progetti pronti parta con i lavori. La ricostruzione è nostra e la facciamo noi”. “L’appello del sindaco – si afferma in una nota del presidente, Gianlorenzo Conti – è condivisibile, ma per raggiungere l’obiettivo occorre: snellire la burocrazia; impedire a Fintecna (che si rifiuta di protocollare alcune pratiche), Cineas e Reluis di avere gli stessi atteggiamenti assunti per le istruttorie dei progetti ‘B’ e ‘C’; sollevare il Genio Civile delle incombenze relative alle pratiche sisma; attivare il ‘deposito strutturale’ presso il Comune; formalizzare l’impegno, di costituzione del “protocollo unico/conferenza di servizi”. L’Ordine conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, come fatto dal 7 aprile 2009, con l’unico obiettivo di “far rientrare la popolazione nelle proprie abitazioni nel più breve tempo possibile”.

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RICCIUTI: “BASTA DIVISIONI SU RICOSTRUZIONE”

Posted by admin On gennaio - 24 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila, 24 gen 2011 – “Mettere una volta per tutte fine alle polemiche inutili tra il Comune dell’Aquila e il Commissariato per la Ricostruzione, cosi’ da consentire finalmente l’avvio dei progetti, dando certezze alla popolazione sui tempi della ricostruzione stessa”. Lo ha affermato il Consigliere regionale Luca Ricciuti (PdL), intervenuto sui ritardi e sulla confusione intorno ai progetti di ricostruzione post sisma. “A mio parere – ha puntualizzato Ricciuti – uno dei gravi errori che ha segnato questa vicenda e’ stata la scelta di rinunciare all’apporto della struttura tecnica della Protezione Civile, che aveva gia’ predisposto un piano di interventi. Da allora, da quando le competenze sono passate agli enti locali, la ricostruzione non e’ mai partita. Questo ingenera insicurezza tra i proprietari degli immobili danneggiati, che non sanno quando potranno ristrutturare gli stabili. Risultato: molti decidono di vendere ai fondi immobiliari e abbandonare la citta’”. Secondo l’esponente del Pdl il Comune, cui spettano le scelte urbanistiche sulla ricostruzione, deve sedersi ad un tavolo di confronto con gli altri attori e definire il quadro all’interno del quale programmare gli interventi. “Noi – ha aggiunto – siamo pronti a collaborare, a patto che si operi nella massima trasparenza. Non consentiremo a nessuno di far finta di risolvere i problemi della nostra citta’ facendo affari e il riferimento e’ a certe operazioni dietro cui potrebbero nascondersi tentativi di speculazione”. Ricciuti e’ intervenuto anche sulla vicenda della privatizzazione del Centro Turistico Gran Sasso, criticando la scelta del Comune dell’Aquila di affidare la gestione alla Invitalia, cui spettera’ la valorizzazione della struttura. “Va comunque bandita – ha rimarcato – una gara pubblica ad evidenza europea, cosi’ come previsto dai provvedimenti gia’ approvati in precedenza. Che questa gara sia gestita dal Comune o da Invitalia (che e’ una struttura operativa dello Stato, ndr), a noi non interessa: l’importante e’ che eventuali imprenditori interessati possano avere la possibilita’ di investire sul Centro, finora finanziato con ingenti risorse pubbliche”.

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BENDANDI E IL TERREMOTO DI ROMA: QUANDO LA PAURAN FA 90…

Posted by admin On gennaio - 23 - 2011 2 COMMENTS

LA NOTIZIA CHE CIRCOLA IN RETE E SUI MEDIA SIN DAL 2009 E’ CHE L’11 MAGGIO 2011 UN DEVASTANTE TERREMOTO DISTRUGGERA’ ROMA

bendandiraffaele_1La notizia del terremoto dell’11 maggio 2011 circola già da un paio di anni sul web e fa riferimento alle teorie di Raffaele Bendandi, astronomo e sismologo autodidatta nato del 1883 e morto del 1979, che nella sua vita si interessò di terremoti, arrivando ad elaborare una sua teoria “cosmica” sulle cause degli eventi sismici. Come lui stesso spiegò, secondo i suoi dati “il sisma avviene quando nel giro mensile di una rivoluzione lunare l’azione del nostro satellite va a sommarsi a quella degli altri pianeti”. La teoria è quindi basata sull’idea che la Luna, i pianeti del sistema solare e lo stesso Sole siano la causa dei movimenti della crosta terrestre, che si deforma seguendo i ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti nel sistema solare.

Dopo aver involontariamente predetto il terremoto della Marsica del 1915 (l’anno precedente aveva lasciato un appunto), nel 1923 il sismologo fece registrare da un notaio una sua previsione relativa ad un sisma che si sarebbe verificato il 2 gennaio del 1924 nelle Marche. Anche se con due giorni di ritardo rispetto alla previsione, il terremoto effettivamente si verificò, facendo guadagnare a Bendandi il titolo di “Colui che prevede i terremoti” sul Corriere della Sera. Bendandi predisse anche il terremoto del Friuli del 1976, ma le autorità non gli credettero, ritenendolo un ciarlatano. Oltre a quello dell’11 maggio 2011 a Roma, Bendandi ha predetto anche una serie di terremoti che secondo lui colpiranno tutta la terra nell’aprile del 2012. Qualcuno potrebbe anche trovare un collegamento tra questa profezia e le catastrofiche previsioni dei Maya per il 2012, ma si tratta appunto di profezie. In realtà infatti “nei documenti relativi al 2011 non ci sono riferimenti a luoghi o date precise” – ha spiegato Paola Lagorio, presidente dell’Associazione ‘La Bendandiana’ dove sono custoditi i manoscritti di ‘colui che prevedeva i terremoti’ – “Le notizie su un presunto terremoto previsto per l’11 maggio 2011 a Roma sono destituite di ogni fondamento. E poi Bendandi non poteva fare previsioni così a lungo termine”.

Si tratta di profezie quindi, o è semplicemente il tentativo di qualcuno di far uscire tutti di casa per lasciare via libera ai ladri?

LA FALSA PROTEZIONE CIVILE – Nei giorni scorsi a Roma e a Ciampino sono apparsi dei volantini che annunciavano l’arrivo di un “terremoto di notevoli proporzioni” a Roma l’11 maggio 2011. Nei volantini, firmati dalla Protezione Civile, si raccomandava alla popolazione di dormire fuori dalle proprie case da 2 giorni prima fino a 2-3 giorni dopo la data prevista. Firma e notizia erano ovviamente false: sicuramente uno scherzo di pessimo gusto. Di fatto, la Protezione Civile si sta dando da fare per informare che quei volantini non sono a opera sua. “La Protezione Civile di Ciampino disconosce la suddetta segnalazione e invita la cittadinanza ad attenersi esclusivamente alle sole comunicazioni istituzionali. Nel rammentare che i fenomeni sismici non sono assolutamente prevedibili, la Protezione Civile comunica che questa notizia è totalmente falsa e fuorviante e che, creando confusione e panico del tutto ingiustificati, è pertanto punibile dalla Legge Italiana”, è quanto ha comunicato l’ente”. Dunque tutti a casa l’11 maggio.

LA BENDANDIANA SMENTISCE LA DATA… – Paola Lagorio è presidente dell’Associazione “La Bendandiana” che custodisce tutti i manoscritti di Bendandi. Alcuni dei documenti con le sue previsioni per il 2011 erano stati prima gettati nel fuoco e poi salvati. In quelle carte sono contenuti numeri e considerazioni che improvvisamente nel 2009 fanno gridare alla catastrofe. Avverrà a maggio del 2011, a Roma, un terremoto devastante. Persino Voyager se ne occupa sul finire del 2009 e Paola Lagorio viene intervistata in trasmissione sdrammatizzando: «Nei documenti relativi al 2011 non si trova nessun riferimento a luoghi o date precise, come quelle riportate su Internet. Le notizie su un presunto terremoto previsto per l’11 maggio 2011 a Roma sono destituite di ogni fondamento… e poi Bendandi non poteva fare previsioni a così lungo termine…”. Bene, tutti si tranquillizzano e non se ne parla più.

Fino ad oggi, fino a qualche giorno fa. Basta farsi un giro sul web per capire che qualcosa non va. Sta ritornando il panico. La notizia torna, si diffonde e accade anche di più. Nelle vie del centro di Ciampino vengono affissi alcuni volantini, a firma della Protezione Civile, che sostengono di prevedere un apocalittico terremoto per il giorno 11 maggio 2011. Si invita la cittadinanza a dormire due giorni prima e due, tre giorni dopo la data prevista all’esterno delle proprie abitazioni.
La protezione civile di Ciampino disconosce la segnalazione.

…MA SECONDO GIULIANI UN FORTE SISMA POTREBBE COLPIRE IL LAZIO – Il ricercatore aquilano studioso dei terremoti Giampaolo Giuliani nel suo nuovo libro ”La forza della memoria”, oltre a durissimi attacchi alla Commissione grandi Rischi, ad Enzo Boschi, alla Protezione Civile, dedica ampio spazio a Raffaele Bendandi, lo studioso di terremoti, morto nel 1979 e che avrebbe previsto numerosi terremoti, con tanto di previo deposito presso un notaio della previsione messa nero su bianco. O con la prova di comunicazioni ufficiali spesso inascoltate.

Una teoria previsionale la sua fondata sull’attrazione gravitazionale in particolare l’allienamento dei pianeti che causerebbe la deformazione della crosta terrestre e dunque lo strofinamento delle faglie.

A Bendandi è dedicato un intero capitolo del libro, avendo avuto Giuliani la possibilità di studiare una parte del carteggio di Bendandi e i suoi grafici originali, salvati dalle fiamme

E c’è come noto una sua previsione che desta crescente allarme: quella relativa ad un evento sismico significativo nel territorio laziale in data 11 maggio 2011.

Nell’intervista in esclusiva a abruzzo24ore.tv Giampaolo Giuliani, ritiene affidabile la teoria e la capacità previsionale di Bendandi, e dunque consiglia di non sottovalutare la previsione relativa all’imminente terremoto in Lazio. Nel libro Giuliani scrive che il limite della teoria di Bendandi era nella mancata determinazione dell’epicentro, con margini di errore anche di svariati chilometri. Ma sul ”quando” Bendandi era di un’incredibile precisione. Bendandi, ricorda Giuliani, aveva previsto il terremoto del 1915 della Marsica, il terremoto del 1924 nelle Marche quello del Friuli del 1976, quello recentissimo ad Haiti. Previsioni tutte documentabili. Altre previsioni però si dimostrarono errate. Ma su questo tema torneremo in un un prossimo articolo di approfondimento.

Comunque garantisce Giuliani e non bisogna sottovalutare il rischio. E annuncia: ”Nei prossimi mesi anche noi intensificheremo l’attenzione sul territorio laziale in quanto i nostri rilevatori sono ingrato di monitorare anche a quelle distanze il rilascio di radon per poter avvisare con 6- 12 ore di anticipo sulla possibilità di eventi sismici.”

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CIALENTE: “E’ ORA DI AGIRE. BASTA DIVISIONI”

Posted by admin On gennaio - 21 - 2011 2 COMMENTS

“Qualunque tentativo di minimizzare l’importanza o di sviare l’attenzione rispetto all’atto deliberativo votato lunedi’ in consiglio comunale e’ solo demagogico. Basta con la politica delle parole e delle polemiche, adesso e’ tempo di agire”. Il sindaco Massimo Cialente interviene sulla questione dell’individuazione di un’area a fattibilita’ immediata nel centro storico dell’Aquila, in corrispondenza con l’asse longitudinale nord – sud e quindi con corso Vittorio Emanuele II- corso Federico II – piazza Duomo – piazza Palazzo. “L’ipotesi di agenda a breve, trasmessa dalla Struttura tecnica di Missione – spiega Cialente – conteneva, tra varie indicazioni generiche, un’osservazione sul ruolo strategico costituito dall’asse del corso, per cui dunque potevano programmarsi interventi in via prioritaria. Niente di piu’, solo un’osservazione di poche parole in mezzo a tante altre. Ben diverso – precisa Cialente – lo scopo della mozione approvata dal consiglio, la cui peculiarita’ e’ quella di individuare un percorso, progettuale e normativo, di specificare quali sono i referenti e quali gli interlocutori di questo programma, quali i tempi, e quali, infine, le previsioni in ordine ai costi. Un atto concreto, dunque, non solo una dichiarazione di intenti rispetto a cosa si potrebbe fare in un futuro nebuloso”. Cialente risponde anche a chi parla di una supposta mancanza di informazione ai consiglieri. “La relazione – prosegue Cialente – e’ fin da allora consultabile sul sito del commissario per la ricostruzione, alla voce Atti e Documenti, insieme con tanti altri scritti che in quel periodo ci venivano prodotti, tra cui addirittura ipotesi di piani strategici per il nostro territorio. Dunque si tratta di una relazione visibile da tutti e di cui tutti i soggetti interessati, tra cui ovviamente ci sono i consiglieri comunali, potevano prendere atto e acquisire contezza, allo stesso modo di come acquisiscono contezza, alla pari del resto dell’amministrazione comunale, dei decreti commissariali che ormai ci piovono addosso e di cui nulla sappiamo prima della pubblicazione”. “Dico questo solo per fare chiarezza, – conclude il primo cittadino – non certo per entrare in polemiche di cui credo che questa citta’ davvero non abbia bisogno. Quello che serve e’ concretezza e condivisione. Solo cosi’ potremo vincere la sfida della ricostruzione, come ha dimostrato la mozione approvata dal consiglio e come dimostrano le decisioni assunte dal Comune, e gli atti conseguenti, per le aree di Santa Maria di Farfa – San Bernardino e Porta Napoli . Non vorrei che a qualcuno possa creare disagio l’impulso che il Comune sta cercando di imprimere per la ricostruzione che cozza, mi rendo conto, con lo stallo normativo e decisionale che ha caratterizzato l’ultimo anno. Mi rifiuto di pensare che le dichiarazioni del presidente Chiodi siano state suggerite dal desiderio di sconvolgere un rinnovato clima di leale collaborazione che il Comune dell’Aquila ha instaurato con il vice commissario Cicchetti e con tutti gli altri protagonisti a vario titolo coinvolti nella gestione dell’emergenza e nell’avvio della ricostruzione. Collaborazione che, proprio ieri, ha mostrato di essere il giusto metodo, cercato da tempo, per risolvere i problemi e ridare speranza a tutte le aquilane e a tutti gli aquilani. Sono certo, o almeno spero, che nessuno voglia disfare la tela che, con tanta fatica e generosita’, si sta cercando di iniziare a tessere. Per quanto mi riguarda, nell’esclusivo interesse della mia citta’, cerchero’ in tutti i modi di evitare polemiche e scontri, pur difendendo strenuamente le scelte dell’amministrazione e del consiglio comunale”.

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IL COMUNE DE L’AQUILA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE CONTRO I CROLLI

Posted by admin On gennaio - 20 - 2011 1 COMMENT

L’Aquila, 20 gen 2011 – Il Comune dell’Aquila, nella persona del sindaco Massimo Cialente, si costituira’ in giudizio in ordine ai processi penali relativi ai crolli degli edifici avvenuti in coincidenza del sisma del 6 aprile 2009, e per il giudizio a carico dei componenti della commissione Grandi Rischi. Lo ha stabilito oggi pomeriggio la giunta comunale, approvando una proposta deliberativa dell’assessore al Contenzioso Pierluigi Pezzopane . “In coincidenza del devastante sisma del 6 aprile 2009 – si legge nella delibera – tra i numerosi crolli che si sono verificati, ve ne sono stati diversi che appaiono correlati a gravi carenze costruttive e progettuali e che hanno causato la morte di numerose persone, come nel caso degli edifici di via Gabriele d’Annunzio, via Campo di Fossa, via don Luigi Sturzo, via generale Francesco Rossi, via XX Settembre, nonche’ per la Casa dello Studente, il Convitto Nazionale e l’Ospedale Regionale. Risulta inoltre avviato il giudizio – prosegue il documento – a carico dei componenti della commissione Grandi Rischi, ai quali si addebita di non aver svolto i loro compiti di informazione, consulenza e prevenzione, mettendo in tal modo in pericolo la vita di un numero rilevantissimo di persone. Il Comune dell’Aquila, in ordine alle condotte delittuose per le quali si procede, – rileva la giunta nel testo- si trova nel numero delle persone offese , atteso che e’ compito dell’amministrazione locale quello di proteggere la collettivita’ nei confronti di condotte illecite e antisociali che pongano in pericolo, come e’ avvenuto nella fattispecie, la vita e l’incolumita’ dei singoli. L’amministrazione si costituisce pertanto parte civile – prosegue la delibera – in tutti i giudizi relativi ai crolli, atteso l’enorme allarme sociale e la gravita’ delle conseguenze derivate dalla condotta ascritta a diversi imputati i quali, nella maggior parte dei casi, non hanno dato corso a quelle misure precauzionali che avrebbero, se attuate, impedito la morte di tante persone e la messa in pericolo di un numero indeterminato, ma elevatissimo, di soggetti, come – conclude la delibera – pure nel giudizio a carico della commissione Grandi Rischi, cui si addebita di aver posto a repentaglio la vita dei cittadini”. La relazione annessa alla delibera sottolinea inoltre il fine “eminentemente etico di dimostrare in sede processuale la prossimita’ che la comunita’ aquilana ha gia’ altre volte dimostrato alle vittime dei crolli e ai loro familiari”.

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CIALENTE: “ENTRO 5 ANNI CENTRO STORICO NUOVAMENTE ABITATO”. CHIODI: “I TEMPI INDICATI DAL COMUNE SONO ILLUSORI”

Posted by admin On gennaio - 19 - 2011 1 COMMENT

L’Aquila, 19 gen 2011  – “Cinque anni il tempo necessario per ricominciare ad abitare il centro storico de L’Aquila”. Lo afferma all’ADNKRONOS Massimo Cialente, sindaco del capoluogo abruzzese partecipando al convegno promosso dall’associazione Bianchi Bandinelli su ‘L’Italia non puo’ perdere L’Aquila’.

“Se mi lasciano fare – continua il sindaco – riusciremo ad ottenere buoni risultati”. Il riferimento e’ alla politica: “ce l’ho con la sinistra che mi attacca per essere troppo vicino al governo e con la destra che mi ritiene troppo di sinistra. La cosa che mi conforta e’ che i cittadini aquilani hanno capito. Sono sempre stato un uomo di sinistra ma la mia unica preoccupazione e’ quella di riportare L’Aquila la citta’ che era. Per questo – conclude – io vado avanti per la mia strada”. Sulle polemiche per la realizzazione delle new town che avrebbero snaturato la citta’, Cialente osserva: “L’Aquila era gia’ una citta’ diffusa. Le new town si sono realizzate sulle vecchie frazioni presenti intorno al centro storico. La scelta che si e’ riusciti a fare e’ quella di snaturare al minimo la citta’”. (Adnkronos)

CHIODI: “TEMPI INDICATI DAL COMUNE ILLUDONO I CITTADINI” – “Non c’é bisogno di un intervento normativo straordinario, così come viene chiesto dalla mozione del Consiglio comunale dell’Aquila, per la ricostruzione di una porzione del centro storico in 12 mesi. I tempi indicati dalla mozione mi sembrano illusori e non me la sento di illudere i cittadini”. Lo ha dichiarato il commissario straordinario per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, durante una conferenza stampa. “Il 5 agosto 2010 ho consegnato al sindaco dell’Aquila un’agenda di interventi di ricostruzione a breve termine, in cui é indicata anche la zona della quale si parla nella mozione del Consiglio comunale. Evidentemente i consiglieri comunali non sono stati informati su questa agenda”. “Dopo due anni – ha proseguito il presidente della Regione – si potrebbe anche passare da un modello risarcitorio a un modello appaltistico, ma non è necessario perché gli strumenti e i fondi ci sono già, anzi sollecito i cittadini a presentare i progetti per la ricostruzione”.

ANDARE AVANTI SENZA STRUTTURA TECNICA DI MISSIONE – Una mozione con la quale il consiglio comunale dell’Aquila si determini a non avvalersi della Struttura tecnica di Missione. Questa l’iniziativa illustrata quest’oggi, in conferenza stampa, dal consigliere comunale Enrico Verini (Fli), che ha presentato la proposta di deliberazione, sottoscritta anche dai consiglieri Angelo Mancini (Idv) ed Enrico Perilli (Prc), presenti alla conferenza, Fabio Ranieri (Pd), Gianni Padovani (Nuovo Psi) e Maurizio Leopardi (Udc). “L’attivita’ della Struttura tecnica di Missione – ha dichiarato Enrico Verini – si sarebbe dovuta svolgere in collaborazione con le istituzioni coinvolte nel processo di ricostruzione. L’incarico, sulla carta, era infatti quello di fornire un supporto tecnico e amministrativo e, in particolare, avrebbe dovuto garantire assistenza per la ricognizione delle risorse finanziarie e per l’istruttoria di atti di programmazione e di pianificazione degli interventi. Ricordo che, in base a quanto previsto dalle ordinanze, la struttura, diretta dell’architetto Gaetano Fontana, puo’, su loro richiesta, coadiuvare il Comune dell’Aquila e gli altri Comuni colpiti dal sisma nelle attivita’ di ripianificazione e ricostruzione. Ora, se guardiamo all’attivita’ svolta dalla Stm – ha proseguito Verini – vediamo come le linee guida elaborate nel marzo scorso appaiano ampiamente lacunose e ostative, di fatto, rispetto alla ricostruzione, che resta impantanata in un apparato abnorme improntato al principio della burocratizzazione piuttosto che a quello dell’efficienza”. “Vi e’ inoltre – ha spiegato ancora il consigliere di Fli – un’assoluta mancanza di dialogo costruttivo tra la struttura e il Comune dell’Aquila, mentre sono sotto gli occhi di tutti i deludenti risultati, come le norme, del tutto inadeguate e ostative, per gli immobili classificati E, l’inutile appesantimento burocratico derivante dalla coesistenza dei molteplici livelli decisionali e i conseguenti rallentamenti dei processi. Visto che – ha ricordato Verini – ad oggi, il Consiglio Comunale non ha mai espresso la volonta’ di avvalersi della Struttura tecnica di Missione, cosi’ come previsto dalla norma quale condizione basilare, e che e’ stato del tutto ignorato dal capo della struttura Fontana e dallo stesso commissario Chiodi l’ordine del giorno votato dal consiglio comunale, su proposta del consigliere Vincenzo Rivera, che ribadisce l’esclusiva competenza dell’organismo consiliare in materia di ricostruzione e di ripianificazione urbanistica, e’ arrivato il momento di dare una svolta. Pertanto – ha concluso Verini – abbiamo presentato una mozione perche’ il Comune dell’Aquila non si avvalga della Struttura Tecnica di Missione e si doti di una efficiente struttura, qualificata e in sintonia con le esigenze reali del territorio, affinche’ inizi la vera ricostruzione del centro storico, elaborando un nuovo modello di ‘governance’, che restituisca allo stesso Comune del capoluogo il primato e le responsabilita’ che gli competono”. “Quello che deve cambiare sono gli strumenti per programmare la ricostruzione – ha aggiunto il consigliere Angelo Mancini – che finora, con i loro apparati inutili e costosi, hanno solo creato ostacoli e lungaggini, come dimostra la vicenda dei piani di ricostruzione. Il centro storico puo’ partire con gli interventi. Se e’ stato possibile per le chiese – ha proseguito Mancini – puo’ esserlo anche per gli altri edifici. E’ ora quindi di dire basta a commissari e strutture calate dall’alto, riprendiamoci la facolta’ di decidere”.

PD: “L’AQUILA CONDANNATA A MORTE” – “L’Aquila si trova in una situazione disperante”. E’ quanto dichiara il senatore del Pd Mario Gasbarri, durante il convegno promosso dall’associazione Bianchi Bandinelli in corso a Roma, su ‘L’Italia non puo’ perdere L’Aquila’. “Credo che la situazione aquilana -continua il senatore- faccia impallidire quella del Belice con la quale ha molte somiglianze. Sono stato all’Aquila recentemente, le macerie sono ancora li, c’e’ ancora lo stesso perimetro della zona rossa nonostante la massiccia messa in sicurezza avvenuta in tutta la zona del centro storico”.

“E’ la prima volta -prosegue- che la ricostruzione viene fatta dal dipartimento di Protezione Civile e non dalla Regione. Quando le competenze sono passate al presidente Chiodi, infatti, erano gia’ stati messi gli opportuni paletti. E’ stato applicato un centralismo spaventoso in contraddizione con un governo che ogni giorno parla di federalismo”. Gasbarri sottolinea che “si sta condannando la citta’ alla morte civile” e rivela come “quest’anno ci sono stati 1700 alunni in meno alla scuola primaria. Gli aquilani -conclude- sono stati utilizzati per una propaganda politica”.

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L'AQUILA 960 GIORNI DOPO
Video www.aquilatv.it

REPORT: FONDI PER LA RICOSTRUZIONE MAI ARRIVATI DAL GIOCO ONLINE

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6 Aprile 2009 3.33 Reset - Sito ad aggiornamento aperiodico ai sensi della Legge n. 62 del 07.03.2001 pertanto lo stesso non puo' considerarsi un prodotto editoriale ma un aggregatore di notizie su L'Aquila e sulla sua ricostruzione - Le fotografie firmate contenute nel sito sono di proprieta' degli autori, per il loro uso e la loro pubblicazione e' necessario chiederne espressa autorizzazione. Alcune delle foto presenti sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Email: info@laquilanuova.org

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