RIPERIMETRATA ANCORA LA ZONA ROSSA DE L’AQUILA. AVVIATI SOPRALLUOGHI NELLE FRAZIONI
L’Aquila, 19 gen 2011 – Continuano a ridursi le zone rosse dell’Aquila e di alcune frazioni, le aree dei centri storici interamente chiuse dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Il sindaco Massimo Cialente ha infatti firmato le ordinanze che prevedono, nel capoluogo, l’esclusione dall’area interdetta di una parte di via Franchi (fino all’intersezione con via e arco Ardinghelli, zona Santa Maria Paganica) e di una parte di via Agnifili. Posti fuori dalla zona rossa anche alcuni aggregati edilizi all’angolo tra via XX settembre e via Sant’Andrea e lungo corso Vittorio Emanuele. Riperimetrate anche le zone rosse di Arischia (di nuovo fruibili piazza Duomo e via Collebrincioni) e Bazzano, dove sono state riaperte parzialmente via del Castello e via Santa Giusta. Ordinanze e piantine sono sulla pagina iniziale del sito internet www.comune.laquila.it, sezione “terremoto-aggiornamenti”.
AVVIATI SOPRALLUOGHI RICOGNITIVI NELLE FRAZIONI – Il consigliere comunale Adriano Durante, delegato dal sindaco ai rapporti con le circoscrizioni, insieme con l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Lisi, ha avviato una serie di sopralluoghi nelle frazioni del territorio comunale allo scopo, come ha spiegato lo stesso consigliere, di rilevare emergenze e criticità strutturali e di programmare i relativi interventi. “A seguito di richieste e segnalazioni dei cittadini – ha dichiarato Durante – ho avviato una serie di sopralluoghi volti a verificare quali interventi programmare in sede di stesura del bilancio di previsione al fine di adeguare viabilità e infrastrutture. Abbiamo iniziato con la frazione di Arischia dove, a seguito di una visita ricognitiva effettuata con il sindaco Cialente, con l’assessore Lisi, con il dirigente del settore Amorosi e con i tecnici comunali incaricati è emersa la necessità di effettuare una serie di lavori urgenti finalizzati alla messa in sicurezza e al parziale rifacimento della piazza principale, con particolare riferimento al muro di contenimento, oltre alla sistemazione della viabilità in contrada San Vincenzo, dove insiste il progetto Case, allo scopo di consentire l’accesso ai mezzi Ama. Il sopralluogo ha inoltre fatto emergere la necessità – ha proseguito Durante – di provvedere alla messa in sicurezza dello svincolo di accesso ai Map. Nell’ambito della stesura del bilancio di previsione per il prossimo esercizio finanziario, ho inoltre richiesto che venga ripristinato il finanziamento regionale per 360mila euro, erogato prima del sisma, che era stato inizialmente finalizzato alla messa in sicurezza della scuola elementare, poi abbattuta a seguito dei danni riportati a causa del terremoto, e per il quale la circoscrizione si pronuncerà rispetto alla futura destinazione. Ho infine sollecitato l’amministrazione comunale a rimuovere le macerie dalla zona rossa, per la quale bisogna programmare con urgenza interventi di recupero e riqualificazione. A breve chiederò invece un incontro con il presidente della Provincia Del Corvo per la messa in sicurezza del tratto di strada compreso tra il bivio per il Cermone e l’abitato di Arischia, che presenta situazioni di grave pericolosità per gli automobilisti. Per quanto riguarda le circoscrizioni – ha concluso Durante – ho rappresentato inoltre all’assessore Lisi e all’assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane la necessità di prevedere fondi per il ripristino dei centri sociali danneggiati dal sisma, alcuni dei quali presentano situazioni facilmente sanabili, da preferire decisamente alla realizzazione di nuove strutture, con conseguente inutile impiego di risorse che meglio potrebbero essere utilizzate ai fini della ricostruzione”.
GLI INGNEGNERI RIBADISCONO IL LORO RUOLO NELLA RICOSTRUZIONE – L’affidamento diretto alle Università dei piani di ricostruzione, anche come attività di supporto al Responsabile Unico del Procedimento, è ritenuto, come ben evidenziato nella diffida inoltrata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, oltre che illegittimo, un atto che non tiene in alcun conto la qualità e la speditezza dell’intero processo della redazione degli strumenti di pianificazione.
La diffida per l’affidamento diretto alle Università dei piani di ricostruzione, condivisa ed anche richiesta da questa Federazione regionale, è stata inoltrata dal C.N.I. ai Sindaci del Cratere come primi destinatari proprio quali soggetti che devono affidare gli incarichi per la redazione dei Piani di Ricostruzione, anche nella forma di attività di supporto al R.U.P.. La stessa diffida è stata indirizzata al Commissario per la ricostruzione ed al Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione quali estensori della bozza per l’affidamento dei relativi incarichi alle Università e/o a Enti pubblici di ricerca in genere.
Le attività previste nel capitolato generale e nella convenzione sono pienamente ricomprese nella norma che disciplina la scelta da parte delle Pubbliche Amministrazioni del contraente per l’affidamento dei servizi e pertanto, non possono essere sottratte alle prescritte procedure di selezione, come anche ribadito dalla determinazione n. 7 del 20 ottobre 2010 dell’Autorità Vigilanza Lavori Pubblici. È bene precisare che le prestazioni in oggetto sono di carattere pianificatorio – programmatico, ben diverse e distinte dalle prestazioni progettuali di tipo edilizio: entrambe le prestazioni sono comunque ricomprese e parimenti disciplinate per il loro affidamento nel codice contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.
Il D. Lgs. 163/2006 prevede anche le procedure da seguirsi per l’affidamento di attività di supporto al responsabile del procedimento: “nel caso in cui l’organico delle amministrazioni aggiudicatrici presenti carenze accertate o in esso non sia compreso nessun soggetto in possesso della specifica professionalità necessaria per lo svolgimento dei compiti propri del responsabile del procedimento, secondo quanto attestato dal dirigente competente, i compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento possono essere affidati, con le procedure previste dal presente codice per l’affidamento di incarichi di servizi, ai soggetti aventi le specifiche competenze di carattere tecnico, economico finanziario, amministrativo, organizzativo, e legale, che abbiano stipulato adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali.”.
Quello che continuiamo a chiedere è chiarezza e trasparenza, nel rispetto dei principi normativi richiamati, anche nella selezione dei soggetti a cui affidare la redazione dei piani di ricostruzione, ed è chiaro che su questa posizione non ci possano essere discordanze tra gli ingegneri e la struttura commissariale.
È inoltre vero, e non è stato oggetto di rilievo nell’impostazione, che in data 29 dicembre 2011 è stata inoltrata dal Coordinatore della S.T.M. ai Sindaci del cratere la “bozza di capitolato speciale per affidamento di incarico a soggetti privati dei servizi di consulenza, assistenza tecnica ed attività di supporto al Responsabile del Procedimento nello studio e nell’approfondimento delle azioni inerenti la ricostruzione e la ripianificazione delle aree e degli edifici colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.”. Va però rilevato che in questo caso è espressamente affermata la necessità di far riferimento ad un avviso pubblico per la selezione dell’affidatario, cosa non prevista nella bozza di convenzione predisposta in favore delle Università. Si rileva, nel merito, che la bozza di convenzione predisposta per l’affidamento dell’incarico a soggetti privati e quella avente per contraente le Università (e gli Enti di ricerca) differiscono per le modalità di selezione: la prima prevede appunto una procedura pubblica (gara) mentre nella seconda è previsto l’affidamento diretto, senza alcun tipo di concorrenza. È evidente che la strada da seguirsi debba essere la stessa in ottemperanza alle vigenti normative e non in base al soggetto che andrà fornire il servizio a favore delle Pubbliche Amministrazioni.
Dalla lettura dei due atti predisposti dalla Struttura Tecnica di Missione come bozze di convenzione di incarico, va inoltre osservato che le prestazioni richieste al soggetto privato sono più lunghe, onerose e complesse rispetto a quelle richieste alle Università. Basti leggere che ai primi è chiesto un rilievo metrico laser scanner ed un rilievo aerofotogrammetrico ad alta risoluzione e bassa quota secondo piani di volo prestabiliti e reimpostati mentre per i secondi ci si limita a richiedere rilievi svolti in maniera “sommaria e tradizionale” ritenendo gli altri metodi troppo dispendiosi e lasciando alle Amministrazioni locali il compito di “valutare il ricorso a tali strumenti e a motivare nel modo più adeguato il loro inserimento nel dispositivo tecnico amministrativo della Ricostruzione.”. Nella bozza di convenzione prevista per le Università non è mai contemplato l’utilizzo delle “più moderne tecniche e strumentazioni in possesso di pochi laboratori di ricerca”, come affermato dal Preside della Facoltà di Ingegneria di L’Aquila.
L’identificazione professionale del soggetto responsabile della prestazione intellettuale è, inoltre, uno dei presupposti imprescindibili in qualsivoglia affidamento di incarico. Il D. Lgs. 163/2006, oltre a promuovere la presenza di giovani professionisti nei gruppi concorrenti, prevede che “indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario dell’incarico lo stesso deve essere espletato da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati già in sede di presentazione dell’offerta, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. Deve inoltre essere indicata, sempre nell’offerta, la persona fisica incaricata dell’integrazione tra le varie prestazioni specialistiche.“.
La predisposizione dei piani di ricostruzione è stata ampiamente riconosciuta come una fase propedeutica per un corretto approccio al recupero del territorio duramente colpito dagli eventi sismici: la redazione di tutti gli atti connessi non può essere condizionata dalla natura del soggetto affidatario dell’incarico e non può essere svolta in maniera semplicistica come riportato nelle dichiarazioni rese dal primo cittadino del Comune di Rocca Mezzo.
La richiesta di aprire i bandi di gara per gli affidamenti degli incarichi, oltre che ricondurre al pieno rispetto della normativa vigente in materia, ha lo scopo di ricercare sul mercato nazionale ed internazionale le migliori professionalità che vogliano cimentarsi nello svolgimento della prestazione. Non si sta difendendo quindi un interesse locale o di categoria, si sta invece tentando di favorire l’ingresso, nel processo di ricostruzione, di tutti quei soggetti che possiedono il sapere e le conoscenze necessarie e che sappiano svolgere il proprio incarico proprio con quella speditezza e qualità spesso citate. Saranno pertanto gli esiti delle gare pubbliche che permetteranno l’individuazione corretta di quei soggetti da incaricare per la redazione dei piani di ricostruzione e non altre logiche completamente estranee alla categoria degli Ingegneri e non aderenti alle norme vigenti.
Il contributo che la nostra categoria continua ad offrire, e l’attenzione nonché gli approfondimenti sulle decisioni prese e che dovranno essere prese per l’emanazione di atti ed ordinanze di merito, tende sempre e comunque alla riduzione dei tempi di avvio dei lavori di ricostruzione ed a minimizzare le possibilità di contenzioso.
In riferimento tra l’altro a quanto affermato dal Commissario circa le attività di volontariato svolte ad oggi dall’Università a favore dei Comuni e del D.P.C., si rammenta quanto svolto dalla categoria, che mi onoro di rappresentare al livello regionale, sin dai primi giorni di emergenza con l’invio di più di 1.200 ingegneri volontari ed esperti nel settore, provenienti da ogni parte d’Italia, direttamente coordinati dal Consiglio Nazionale e dall’Ordine locale.
Nell’invitare le autorità preposte alla gestione della ricostruzione a rivedere quanto emanato nel merito dalla struttura commissariale, intervenendo su quanto si dovesse ritenere migliorabile, l’intera categoria, con lo spirito di collaborazione che la contraddistingue, resta a piena disposizione delle istituzioni al fine di superare definitivamente tutte quelle incomprensioni che in quest’ultimo periodo, nostro malgrado, ci mostrano su posizioni contrapposte su organi di stampa, condizione che certamente non giova alla rinascita del territorio.
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L’Aquila, 18 gen 2011 – Un’immagine satellitare che con un rapido zoom arriva fino al cuore dell’Aquila ferita, dei bambini che, con la scritta «L’Aquila» sulle maglie, giocano con una palla ovale bianca e verde, mentre una rivisitazione dell’Inno nazionale fa da sottofondo musicale.
Negli ultimi giorni si sta facendo largo un dubbio relativo al contributo di autonoma sistemazione e all’ospitalità alberghiera. Alcuni, infatti, si chiedono se, in base a quanto disposto dall’articolo 12 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3917, la proroga dei benefici fino al 31 dicembre spetti ai nuclei familiari che avevano dimora stabile in una casa classificata con esito di agibilità ‘E’, solo se tale immobile sia compreso in un aggregato edilizio, sia situato nei centri storici oppure se la pubblicazione dell’esito di agibilità sia successiva a quella dell’ordinanza in questione. Per eliminare ogni perplessità, la struttura per la gestione dell’emergenza precisa che le fattispecie indicate nell’ordinanza non sono limitative le une dell’altra. In poche parole, il contributo di autonoma sistemazione (sussistendo, ovviamente, i requisiti) spetta fino al 31 dicembre a tutte le famiglie che vivevano il 6 aprile in un’abitazione classificata ‘E’ e, oltre a queste, ai nuclei che abitavano in immobili che comunque fanno parte di aggregati edilizi, o sono situati all’interno della perimetrazione dei centri storici, oppure ancora il cui esito di agibilità sia stato pubblicato dopo la pubblicazione dell’ordinanza sulla Gazzetta Ufficiale.
Da Il Giornale – Il viaggio nel silenzio inizia oltre corso Federico II, al termine di una grata dove gli aquilani, da più di un anno, appendono i loro ricordi. E’ “l’angolo del poeta”, lo spazio dei sogni, delle poesie e delle foto. A questa grata venivano appese le chiavi nell’autunno delle proteste, più di un anno fa. Ora la bacheca dei poeti segna la frontiera tra il piccolo centro aperto ai cittadini e il luogo dove non può entrare nessuno. Il cigolio del varco di ferro che si apre è l’unico suono nell’Aquila abbandonata.
L’Aquila, 15 gen 2011 – Sei persone sono state indagate, dalla Procura della repubblica dell’Aquila, per il reato di frode nelle pubbliche forniture e turbativa d’asta, nell’ambito dell’inchiesta sugli isolatori sismici adottati per le abitazioni del progetto “Case”, realizzate dopo il terremoto. Sotto inchiesta ci sono due dirigenti della Protezione civile e i responsabili legali delle aziende fornitrici. Gli indagati sono Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento per il progetto Case presso il dipartimento della Protezione civile; Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto Case; Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio di amministrazione della Alga Spa una delle ditte fornitrici; Marioni Agostino, amministratore della stessa ditta; Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra ditta fornitrice di Padova; Mauro Scaramuzza, altro dirigente della medesima ditta veneta. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati alle parti ieri pomeriggio dopo l’accoglimento, da parte del gip, dell’incidente probatorio richiesto dal pm titolare dell’inchiesta, il sostituto Fabio Picuti per chiarire alcuni aspetti relativi al funzionamento del 4.896 isolatori sismici a pendolo. Secondo il pm tali isolatori sarebbero stati, al momento della fornitura e del montaggio, privi dei necessari certificati di omologazione e qualificazione del servizio da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Secondo il pubblico ministero, Calvi e Dolce pur consapevoli della mancanza delle certificazioni avrebbero accettato gli isolatori e avrebbero dato il via al montaggio venendo meno ai loro doveri di controllo. La perizia richiesta dal Pm Picuti e’ volta ad accertare l’esatta tipologia di isolatori che sono stati montati nelle 19 aree del progetto Case; il materiale utilizzato e se idonei per gli scopi per i quali sono stati sistemati. Nell’ambito del filone d’inchiesta la Procura della Repubblica dell’Aquila ha individuato nella presidenza del Consiglio dei ministri, Protezione civile, Regione e Comune dell’Aquila le parti lese. L’indagine fu avviata dopo una esposto di una ditta esclusa dalle forniture. Fino a due giorni fa il fascicolo era ancora a carico di ignoti, la svolta c’e’ stata nelle ultime ore quando la Procura ha definitivamente circoscritto e individuato gli indagati.
Avezzano (L’Aquila), 13 gen 2011 – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 e’ stata registrata nella Marsica alle 19:55 con epicentro a 8 chilometri di profondita’ tra Magliano dei Marsi ed Avezzano. Proprio oggi ricorrono 96 anni dal terremoto che il 13 gennaio del 1915 nella Marsica causo’ 30 mila vittime, delle quali 10 mila ad Avezzano.












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