22
February , 2012
Wednesday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

L'Aquila, 20 feb 2011 - E' arrivato stamane all'Aquila Fabrizio Barca, ministro per la Coesione ...
L'Aquila, 13 feb 2012 - Al via la progettazione definitiva di Palazzo Ardinghelli all’Aquila, che ...
L'Aquila, 7 feb 2012 - Oggi sono 21.976 i cittadini che vivono in alloggi a ...
L'Aquila, 27 gen 2012 - Serviranno oltre 5 miliardi per ricostruire L'Aquila e le sue ...
Roma, 25 gen 2012 - Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato un'ordinanza, pubblicata ...
L'Aquila, 24 gen 2012 - Guido Bertolaso è indagato per omicidio colposo plurimo e disastro ...
E’ stata firmata ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, l’ordinanza n. 3996 ...
Obbligo di superare l'emergenza e massimo sforzo per ricostruzione case E e centri storici. Roma, 28 ...
L'Aquila, 28 dic 2011 - ''Ripartiamo veramente dalla ricostruzione di uno dei palazzi simbolo della ...

Archive for marzo, 2011

CHIUSI PRIMI LAVORI A CHIESA SANTA MARIA AD CRYPTAS

Posted by admin On marzo - 31 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila, 31 mar 2011 – Grazie al contributo finanziario della Capgemini Italia si e’ chiusa la prima tranche di interventi per il consolidamento e il restauro di uno dei gioielli piu’ significativi della storia dell’arte locale, la chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa, periferia dell’Aquila. L’evento sara’ celebrato domani mattina (ore 11), al villaggio San Lorenzo, in una breve cerimonia con l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari. Straordinario esempio di architettura cistercense, sapientemente vocato all’incontro dei caratteri di un modus architettonico locale, il piccolo tempio dedicato alla Vergine si innalza sul primo colle dell’antica Aveja, oggi Fossa, distante dall’insediamento abitato circa un chilometro. Considerato dalla critica uno degli esempi maggiormente riusciti dell’incontro tra architettura e pittura, si caratterizza maggiormente per gli straordinari cicli di affreschi che animano la fodera interna dell’involucro. Le origini del corpo di fabbrica, in cui si ravvisano elementi tipici dell’educazione borgognona, in larga parte rifusi con quelli della tradizione abruzzese, si fanno risalire ai secoli IX e X d.C. allorche’ la presenza della singolare struttura ipogea della cripta trattiene in se’ l’evocativa matrice romano-bizantina di quel periodo.

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DA ABRUZZOWEB.IT: “L’AQUILA CHIAMA VASCO”

Posted by admin On marzo - 31 - 2011 2 COMMENTS

laquilachiamavasco1L’AQUILA – Serve una scossa che faccia bene. L’Aquila e gli aquilani ne hanno un gran bisogno, dopo quelle cattive, dopo quelle che hanno devastato un territorio. L’Aquila e gli aquilani hanno bisogno di Vasco Rossi.

Qualcuno in grado di accendere le luci di una città intera, uno che lascia il segno ovunque metta piede. Insomma, Vasco.

Per questo AbruzzoWeb ha deciso di lanciare una raccolta firme con con cui chiedere al più grande rocker italiano di tutti i tempi di passare in Abruzzo, all’Aquila, per vedere con i suoi occhi “cosa succede in città”.

L’Aquila come “Sally”, L’Aquila che, come la splendida protagonista di una delle tante perle del Signor Rossi, sembra non avere più voglia di fare la guerra. Punita per ogni sua distrazione o debolezza.

Per ogni candida carezza, svanita dal 6 aprile 2009.

“Dice”, all’Aquila serve altro. Come no. Ma all’Aquila serve anche questo.

Nessuna speculazione, Vasco. “Nessun pericolo per te”. Vorremmo soltanto regalare a questa signora ferita certe canzoni che conosciamo bene.

Le tue.

Raccoglieremo le adesioni in almeno tre modi differenti. Con una petizione online. Con una pagina sul re dei social network, Facebook. E poi in piazza.

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EMERGENZA CASE PROVISSORIE: IL PROVVISORIO RISCHIA DI DIVENTARE DEFINITIVO

Posted by admin On marzo - 30 - 2011 1 COMMENT

laquila_protesta_carriola_niente_soldi_case_vereL’Aquila, 30 mar 2011 – Sulla ricostruzione sta per calare una nuova emergenza, quelle dei manufatti provvisori della durata di tre anni, tra cui molte “casette” di legno, la cui costruzione è stata autorizzata dopo il sisma mediante una semplice comunicazione per far fronte all’emergenza abitativa. Secondo una stima, nei comuni del “cratere” sarebbero circa 4 mila, di cui 3 mila solo nel comune dell’Aquila, le strutture provvisorie fatte realizzare da cittadini, imprenditori e anche amministratori pubblici per trovare una soluzione all’inagibilità di migliaia di edifici, principalmente abitazioni, danneggiati a causa del tragico terremoto del 6 aprile 2009. A un anno dalla scadenza dei termini, ossia a un anno dall’obbligo di smantellare i manufatti, salvo deroghe, nessuna delle istituzioni che fanno parte della governance del terremoto ha esaminato il problema che presto diventerà un caso. Infatti, qualche cittadino si è già mosso, tanto che sui tavoli dei Comuni sono arrivate le primissime richieste di sanatoria per trasformare i manufatti temporanei in definitivi. I cittadini in questione rivendicano il fatto di aver sborsato soldi dopo il sisma e di non aver pesato sullo Stato avendo rinunciato alle soluzioni abitative fornite dallo Stato. Però il fenomeno è complesso ed ha molte letture e fattispecie tra cui il non trascurabile rischio della speculazione e dell’abusivismo. Per ora, alla scadenza dei tre anni, le proroghe sono previste solo per chi abita in una casa “E” non ancora agibile. Ma su questa operazione di conoscenza del fenomeno pesa un’altra stima, quella secondo cui solo la metà delle “casette”, quindi 2 mila realizzazioni, di cui 1.500 nel comune dell’Aquila, sarebbero “rintracciabili” perché note all’amministrazione in quanto gli uffici hanno ricevuto comunicazione. Gli altri 2 mila manufatti, di cui circa 1.500 nel capoluogo di regione, non sarebbero stati accompagnati dal modulo per la richiesta dell’installazione di manufatti temporanei e quindi non sono a conoscenza delle varie amministrazioni. Per ora non possono essere considerate abusive perché non sono scaduti i termini dei tre anni, anche se alcune inchieste attivate da esposti hanno portato la procura della Repubblica a chiedere e ottenere il sequestro di alcuni alloggi per irregolarità urbanistiche. Inoltre, sia il Comune dell’Aquila sia la stessa procura ha fatto ricorso a elicotteri e mezzi aerei per individuare i casi non segnalati, soprattutto su terreni che hanno una destinazione d’uso agricola. I manufatti sono stati realizzati anche su terreni edificabili e sulle cosiddette aree bianche, quelle, cioé, con vincoli decaduti originariamente previsti dal piano regolatore.

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RICOSTRUZIONE CASE E, FONTANA RISPONDE A 17 QUESITI DEGLI ORDINI PROFESSIONALI

Posted by admin On marzo - 30 - 2011 ADD COMMENTS

Il coordinatore della Struttura Tecnica di Missione, Gaetano Fontana, ha risposto in maniera puntuale alle criticità segnalate dalle parti economiche e dagli ordini professionali nel corso del tavolo tecnico che si è svolto oggi a palazzo Silone, presieduto dal Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi. Ecco la lista delle risposte ai 17 quesiti:

1. Condivisione di prezzi specifici per la ricostruzione

Si è preso atto delle carenze dell’attuale prezzario regionale e si è concordata la redazione da parte degli ordini professionali e dell’A.N.C.E. di uno schema contenente la descrizione dettagliata delle lavorazioni necessarie con relativo prezzo, la lavorazione più simile presente nell’attuale prezzario, l’elenco delle voci equivalenti alla lavorazione descritta da altri prezzari regionali con i relativi prezzi e l’eventuale nuova analisi dei prezzi. Qualora si dovesse rendere necessaria, in sede di progettazione, l’applicazione di prezzi non ricompresi nel prezzario regionale, i progettisti faranno riferimento ad apposite analisi per individuare il prezzo da applicare senza ulteriori indugi.

2. Determinazione degli oneri conseguenti alla rimozione delle opere provvisionali –puntellamenti ed i relativi oneri per la sicurezza, propedeutici alle lavorazioni di ristrutturazione, da computare in aggiunta al contributo concesso

Si condivide la possibile introduzione di nuovi prezzi, purché supportata  da una specifica analisi. I costi relativi alla rimozione delle opere provvisionali e di messa in sicurezza realizzate da soggetti pubblici appartiene ai Comuni ovvero alla Struttura del Commissario Delegato, devono essere ricompresi nei costi di demolizione per quanto riguarda la sostituzione edilizia o nel computo metrico nel caso di riparazione.

3. Risulta necessario l’inserimento delle superfici del vano scala su ogni livello dell’edificio e dei muri interni, per la determinazione delle superfici inerenti le abitazioni classificate con esito di agibilità “E” soggette al Decreto n.27 del 02 Dicembre 2010

La Delibera di Giunta 615 del 9 Agosto 2010 riporta il seguente titolo: “Aggiornamento dei limiti di costo per gli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata e agevolata ”, quindi non si applica solo a interventi di Edilizia Residenziale Pubblica, come riportato nella lettera, ma anche ad interventi di edilizia residenziale realizzati da privati. E’ possibile chiarire alcuni aspetti che riguardano la riparazione di elementi accessori al fabbricato, quali ad esempio i muri di sostegno, specificando che i costi relativi a tali interventi non sono ricompresi nella definizione del limite di convenienza, in quanto non direttamente riconducibili al fabbricato. Sempre nello spirito del Decreto n. 27 è possibile interpretare con una circolare, quindi senza modificare il decreto, la definizione della DGR 615 che riguarda le superfici occupate dal vano scala che devono essere calcolate in proiezione orizzontale una sola volta: “la superficie del vano scala di collegamento a più unità abitative, ivi compresi i pianerottoli”. E’ possibile specificare che la superficie da calcolare in proiezione orizzontale è quella delle rampe di scale e dei soli pianerottoli intermedi, escludendo i pianerottoli di piano, in considerazione che, al contrario di quanto in genere avviene con gli edifici realizzati con la DGR n. 615, gli edifici colpiti dal sisma possono avere configurazioni in pianta elaborate e quindi pianerottoli di piano di superficie non trascurabile; ciò rientra nello spirito del Decreto 27 che tende ad azzerare le differenze tra gli edifici colpiti dal sisma e quelli realizzabili con la DGR 615.

4. Il calcolo delle superfici dei sottotetti con H ≤ 2.40 adibite a pertinenza diretta o indiretta dell’abitazione o di parti condominiali, raggiungibili quindi da scala condominiale e/o da qualsiasi tipo di scala interna all’abitazione, già definito nel tavolo tecnico ed inserito nel foglio di calcolo pubblicato dalla STM, va ratificato con atto formale

Le soffitte sono locali di pertinenza degli alloggi o dell’organismo abitativo; i sottotetti, se di altezza inferiore a m 2.40 non sono considerati superfici non residenziali. Il foglio di calcolo realizzato a cura della STM, con i relativi esempi esplicativi, potrebbe essere formalizzato con atto del Commissario Delegato.

5. Il calcolo del contributo derivante dal decreto n. 27 risulta particolarmente penalizzante per determinate tipologie abitative: ville singole, ville bifamiliari e piccoli edifici

La delibera di giunta n. 615 del 9 Agosto 2010 contiene già dei coefficienti correttivi che tengono conto dei maggiori costi per le tipologie edilizie citate; in particolare è previsto un coefficiente correttivo, qualora il numero di piani sia inferiore o uguale a 4, che permette di incrementare il limite di contributo dell’8%. Il Decreto n. 27 ha eliminato i limiti complessivi di costo definiti nella citata DGR (rispettivamente pari a € 1020.00 e a € 1180.00) e quindi ha permesso di incrementare ancora il contributo disponibile. Si ritiene che il contributo definito per tali tipologie costruttive – ville singole, ville bifamiliari e piccoli edifici – sia quindi congruo e non siano necessari ulteriori modifiche oltre quelle già apportate e oltre quelle indicate al punto 3. Si segnala che tali tipologie costruttive presentano in genere ampie superfici non residenziali (magazzini, depositi) difficilmente riconducibili ad una valutazione di contributo ammissibile per l’uso abitativo.

6. E’ necessario specificare per le abitazioni diverse dalla principale quali sono i lavori riconosciuti in caso di ristrutturazione e di sostituzione edilizia

Il contributo concesso in caso di sostituzione edilizia, ai sensi del DCD n. 27/2010, è pari alle spese occorrenti per la ricostruzione anche nel caso di abitazioni diverse dall’abitazione principale: ciò in quanto il concetto di sostituzione edilizia, a differenza di quello di ristrutturazione, non è legato al danno subito, bensì alle superfici da ricostruire, che prescindono dai profili soggettivi della proprietà e dei diritti al contributo.

7. Specificare che la riparazione delle parti comuni di abitazioni principali di un unico proprietario è finanziabile

Le abitazioni principali sono finanziate integralmente, comprese tutte le parti legate alla fruibilità e al ripristino dell’agibilità dell’immobile. Si segnala che ad oggi non sono finanziabili le parti comuni di edifici costituiti da più unità immobiliari non adibite ad abitazione principale di proprietà di un unico soggetto, in quanto non previsto dalla legge n. 77/09.

8. E’ necessaria la rivisitazione del decreto n. 45/11 con riguardo agli elementi caratterizzanti gli edifici di pregio in relazione alla tipologia edilizia presente nei comuni del cratere. La richiesta di riconoscimento del pregio va definita prima della redazione del progetto

Si esprime parere positivo per una rivisitazione di specifici e ben definiti elementi caratterizzanti gli edifici di pregio in relazione alla tipologia edilizia presente nei comuni del cratere. Si ricorda che si sarebbe potuta effettuare nelle more della pubblicazione del DCD n. 45/2011, quando quest’ultimo era stato sottoposto alla attenzione degli ordini professionali, degli operatori economici e dei Comuni per la formulazione di osservazioni anche emendative. In merito alla richiesta che il riconoscimento del pregio venga definito prima della redazione del progetto, si precisa che il decreto risulta già formulato in tal senso.

9. Porre a chiarimento che il contributo per il risparmio energetico è attribuito anche agli edifici classificati E ricondotti a “super B” secondo l’OPCM 3779/09 con l’eventuale produzione di titolo abilitativo limitatamente alla sola parte energetica, e alla conseguente rimodulazione dei tempi della presentazione della domanda (60 gg.) previsti dal decreto n. 44/11

La normativa generale in materia di miglioramento energetico, dettata dal D.Lgs. 192/05, si applica in caso di “ristrutturazioni totali o parziali e manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio” (art. 3, comma 2, lett. C), punto 1); il DCD n. 44/2011 non può che avere il medesimo ambito di applicazione e, di conseguenza, si riferisce a tutti gli edifici con esito “E”, ivi comprese le c.d. “super B” per le quali siano necessari interventi di manutenzione straordinaria ai sensi degli artt. 3, lett. b), D.P.R. 380/01. Non appare condivisibile la richiesta di avallare la produzione di un titolo abilitativo parziale riferito alla sola parte energetica, attesa l’impossibilità di configurazione giuridica di un simile provvedimento.     Al contrario, si ritiene di poter aderire alla richiesta di rimodulazione dei tempi di presentazione della domanda di cui al DCD n. 44/2011, portando il termine di 60 giorni a 150 giorni.

10. Normare le situazioni di eccezionalità ed imprevedibilità che possono presentarsi durante la realizzazione dell’opera

Premesso che si sta già procedendo alla predisposizione di una norma che disciplini le modalità di risoluzione di situazioni di eccezionalità e imprevedibilità che possono presentarsi durante la realizzazione dell’opera (peraltro già contemplata per gli edifici con esito B e C), si evidenzia che l’assenza di simili previsioni normative comunque non pregiudica la possibilità di presentazione dei progetti.

11. Regolamentare le varianti in corso d’opera e/o di assestamento che non alterino l’importo contrattuale e la certificabilità complessiva dell’edificio

Sia la normativa vigente che il contratto tipo prevedono la possibilità per il progettista di apportare varianti senza aumento della spesa, qualora siano riconosciute indispensabili dal direttore dei lavori.

12. Previsione di uno specifico contributo per l’adeguamento degli edifici alla vigente normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche

Si concorda sulla richiesta, fermo restando che pare necessario approfondire la normativa speciale in materia di barriere architettoniche, comunque non direttamente correlata ai danni subiti dagli edifici a causa del sisma.

13. Attivazione dello sportello unico in tutti i comuni del cratere in forma singola o per area omogenea. All’atto della presentazione della pratica deve essere indicato il responsabile del procedimento

Si ritiene condivisibile tale proposta, ferma restando la competenza comunale per l’attivazione dello sportello unico. Si chiarisce nuovamente che ogni pratica contiene già l’indicazione del nominativo del responsabile del procedimento.

14. Modifica del decreto n. 3 per l’estensione agli immobili classificati E ricadenti nei centri storici, aventi caratteristiche e possibilità di interventi immediati di ricostruzione, di quanto previsto nello stesso decreto per gli edifici B e C

La disciplina degli edifici classificati “ E” ricadenti nei centri storici, perimetrati ai sensi degli artt. 2 e 8 co. 1 del Decreto n. 3/2010 del Commissario Delegato per la Ricostruzione, è contenuta rispettivamente negli artt. 7 co.  4  e 8 co. 2 dello stesso decreto.  L’art 7 co. 4 dispone che i piani di ricostruzione possono individuare edifici o loro aggregati classificati “E” sui quali è possibile intervenire ai sensi dell’OPCM n. 3790/2009 e ss. mm. ii. L’individuazione di tali edifici è demandata ai piani di ricostruzione, in ragione della complessità dei danni e delle attività da porre in essere sugli edifici “E”. Valutate le proposte progettuali e nonché le caratteristiche del contesto è possibile avviare le procedure di attuazione del piano individuando le aree e/o gli edifici sui quali è possibile intervenire velocemente anche in riferimento alla localizzazione rispetto a percorsi sicuri, alla disponibilità dei servizi a rete, al livello di interferenza con altre attività nello stesso ambito di intervento, ecc… A tal proposito si ricorda che nell’ambito della stessa perimetrazione è possibile predisporre più piani di ricostruzione.

15. Ai fini dell’adeguamento sismico degli edifici è opportuna l’eliminazione delle soglie massime di euro 400 ed euro 600 al metro quadrato, per garantire un miglior livello di sicurezza degli edifici, pur rimanendo all’interno del limite di costo

Il livello di sicurezza da garantire con l’intervento di riparazione e miglioramento sismico è indicato nell’art. 1 dell’OPCM 3790, che specifica che si può raggiungere l’80% dell’adeguamento sismico. Gli “Indirizzi per l’esecuzione degli interventi di cui all’Ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri n.3790 del 17.7.2009” indicano in 400 €/mq  e 600 €/mq i tetti di spesa per garantire un livello di sicurezza compreso tra il 60% e l’80% dell’adeguamento sismico. Per gli edifici ordinari tali valori del tetto di spesa sono riferiti ai soli interventi strutturali, esclusi gli interventi di ripristino che sono computati a parte, e sono più che sufficienti a raggiungere le percentuali di sicurezza sopra indicate.  E’ allo studio un atto del Commissario Delegato che disciplini la possibilità di superamento di tali limiti per gli edifici di pregio e per gli edifici vincolati, qualora siano opportunamente documentati interventi di miglioramento sismico più costosi rispetto ai valori definiti in via ordinaria.

16. Inserimento tra le somme a disposizione nel quadro economico degli eventuali oneri per l’occupazione del suolo pubblico, dei diritti di segreteria, e per la rimozione delle reti pubbliche presenti sulle facciate degli edifici

Si deve affrontare la problematica derivante dalla sostituzione, da parte di alcuni comuni, della TOSAP (Tributo per l’Occupazione di Suolo Pubblico) con il COSAP (Canone per l’Occupazione di Suolo Pubblico): il pagamento del COSAP è dovuto solo nei comuni in cui i relativi regolamenti hanno disposto la disapplicazione della TOSAP. E’ in corso di preparazione una circolare che  consenta l’inserimento, tra le somme a disposizione nel quadro economico, degli oneri per l’occupazione di suolo pubblico.  Non appare condivisibile la richiesta di esenzione dai diritti di segreteria in quanto non rientrante nelle previsioni della legge 77/2009. In merito agli oneri per la rimozione delle reti pubbliche presenti sulle facciate degli edifici, con riserva di ulteriori approfondimenti, si ritiene non necessario includere tale voce nel quadro economico, in quanto i suddetti oneri sono a carico del gestore del servizio.

17. Individuazione di un congruo compenso per la cernita del materiale e del trasporto presso gli appositi cassoni (OPCM 3923/11), da escludere dal calcolo del limite di convenienza

La questione della cernita è valutata in relazione alle modalità di coinvolgimento delle imprese di costruzione nel processo di demolizione selettiva e del relativo trasporto. Si tratta di questioni affrontabili nell’ambito del redigendo piano di gestione delle macerie da predisporre a cura del soggetto attuatore di cui all’OPCM 3923/2011.

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LA BUFERA SU FORUM CONTINUA, PARLA IL “FINTO MARITO”: “DIETRO DI NOI SUGGERITORI”

Posted by admin On marzo - 30 - 2011 ADD COMMENTS

Gualtiero Bianchini: “Io recitavo, ha fatto tutto la redazione. Non credo di poter dire di più sul programma, ho firmato delle carte. Ora temo di perdere il lavoro”

Una scena della puntata di Forum in cui si è parlato dell'Aquila

Una scena della puntata di Forum in cui si è parlato dell'Aquila

CANOSA SANNITA (CHIETI) – Di GIUSEPPE CAPORALE, da repubblica.it -
A Forum, dietro i finti terremotati aquilani c’erano due suggeritori nascosti, pagati da Canale 5. Erano posizionati dietro le balaustre, proprio alle spalle dei due protagonisti della puntata dedicata alla ricostruzione “felice” dell’Aquila, andata in onda sulla rete Mediaset e condotta da Rita Dalla Chiesa. Lo rivela Gualtiero Bianchini, 52 anni, residente a Canosa Sannita, in provincia di Chieti. Nella vita fa il portantino ma è anche un attore: cabarettista per passione. “Avrei preferito andare alla Corrida” rivela adesso. È lui l’uomo che nella trasmissione incriminata recitava il ruolo del marito di Marina Villa, la donna abruzzese finita nella bufera quando si è scoperto che non era né aquilana né terremotata. Il copione prevedeva una lite tra i due finti coniugi aquilani per un negozio distrutto dal sisma che occorreva rilanciare ora che “L’Aquila è ricostruita”, “la vita è ricominciata”; “ci sono case con giardini e garage”. Tutte cose per le quali bisogna “ringraziare il Presidente…”. Uno spot a favore del governo a pochi giorni dall’entrata in vigore della par condicio.

Gualtiero, che cosa è successo in quella puntata di Forum?
“Lasciatemi perdere, io ho paura di perdere il lavoro…”.

Cosa teme?
“Ho firmato dei documenti. Non credo di poter parlare del programma. Ho firmato sì, ma poi non mi hanno dato nemmeno una copia
di queste carte”.

Ma perché in quella puntata è stato deciso di affrontare il tema del terremoto?
“Non lo so… Guardi, ha fatto tutto la redazione, io e questa signora Marina Villa dovevamo fare solo gli attori. Lo volete capire che c’era un copione?”.

Lei ne ha una copia?
“No, non ce l’hanno dato. Il copione lo tenevano in mano i due suggeritori che durante il programma erano nascosti dietro di noi. Ci suggerivano tutto. Sia a me che a Marina. Ma poi Marina ha esagerato”.

In che senso?
“Ad un certo punto è andata a ruota libera. Così si è messa a dire quelle cose sugli aquilani. Se non si fosse lasciata andare a quegli apprezzamenti sui terremotati negli alberghi, quando ha detto che mangiano, bevono e dormono gratis… nessuno si sarebbe accorto di nulla. O no?”.

Marina Villa poi però ha chiesto scusa.
“E ci credo, ha rischiato grosso. Come si possono dire certe cose? La gente si arrabbia. Quelli suonavano come insulti, e non facevano parte del copione”.

Però gli elogi a L’Aquila ricostruita sì. E poi i ringraziamenti al Presidente…
“Non lo so, quella non era la parte del copione che riguardava me”.

Perché ha partecipato a Forum?
“Ho fatto il provino e mi hanno chiamato. Io vorrei entrare a far parte del mondo dello spettacolo”.

Lei si ritiene un artista?
“Sì, un cabarettista. Un imitatore”.

Si è già esibito?
“Solo nei locali della zona”.

Perché ha finto di essere dell’Aquila?
“Perché me l’ha chiesto la redazione. Che volete da me? Adesso la state buttando in politica”.

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CHIODI CHIARISCE DUBBI TECNICI. PRONTI CANTIERI ‘E’. CIALENTE: “VIA ALLA RICOSTRUZIONE PESANTE”

Posted by admin On marzo - 29 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila, 29 mar – Avviare immediatamente i lavori sugli edifici classificati E (i piu’ danneggiati dal sisma di due anni fa) e favorire un sollecito rientro dei cittadini nelle loro case. Sono questi gli obiettivi fissati oggi dal tavolo tecnico sulla ricostruzione pesante, presieduto dal Commissario delegato, e governatore d’Abruzzo, Gianni Chiodi, e coordinato dal responsabile della Struttura tecnica di Missione, Gaetano Fontana. Il confronto si e’ svolto all’insegna della condivisione, della lealta’ e della reciproca collaborazione.

Istituzioni, responsabili della governance e tecnici, si sono ritrovati in primis per chiarire alcuni dubbi interpretativi che ordini professionali e rappresentanti del mondo delle imprese avevano sollevato sui contenuti degli ultimi provvedimenti normativi del Commissario. ”Diverse perplessita’ dei professionisti sulla legislazione vigente sono state risolte – ha riferito il Commissario Chiodi – Altre tematiche marginali saranno affrontate in seguito, ma, appunto per la loro natura, esse non sono ostative all’avvio del processo di ricostruzione.

Finalmente si e’ raggiunto un punto di equilibrio”. Il Commissario ha ribadito che ”la scelta del sistema dell’indennizzo, invece del contributo, ha messo la ricostruzione in mano ai cittadini e alle imprese aquilane”.

”Oggi – ha aggiunto – sia l’Ordine degli ingegneri, che l’Ordine degli architetti, ma soprattutto l’Ance, hanno dimostrato di essere pronti a partire con i lavori sulle case E”. Presenti al tavolo anche il vicecommissario, Antonio Cicchetti, i presidenti degli ordini professionali di ingegneri, architetti, geometri e periti industriali della Provincia dell’Aquila, i rappresentanti di Confindustria, Apindustria-Confapiedil, Ance L’Aquila, Fintecna, Cineas e Reluis, e i tecnici dei Comuni delle 9 aree omogenee, tra cui il Comune dell’Aquila.

CIALENTE: “TAVOLO CON CHIODI DA’ IL VIA RICOSTRUZIONE” – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha espresso ”soddisfazione per il risultato positivo della riunione, da me ripetutamente richiesta, l’ultima volta un mese fa, tra Commissario alla Ricostruzione, vicecommissario, Struttura tecnica di Missione, progettisti e imprese edili, rappresentanti delle aree omogenee”. ”Finalmente – ha proseguito Cialente, sempre riferendosi al tavolo tecnico di stamattina – si e’ raggiunto un accordo sulle procedure e sui prezzi, per cui, da questo momento, non ci sono piu’ equivoci che possano bloccare la presentazione dei progetti, soprattutto delle abitazioni di periferia e delle aree a breve”. Ha auspicato, Cialente che ”inizino finalmente a pervenire le proposte di intervento e ribadisco che, personalmente, sono contrario ad una proroga per la presentazione dei progetti relativi alle aree poste al di fuori delle zone perimetrale dei centri storici, inizialmente fissata al 31 dicembre 2010 e gia’ procrastinata al 30 giugno 2011”. ”Adesso – ha osservato – si tratta anche di intervenire, come si fece per le pratiche relative alle abitazioni in categoria B e C, per rendere fluido il percorso della filiera Fintecna, Cineas, Reluiss, Comune, attraverso la collaborazione di tutti, in particolare dei progettisti. Non voglio fare polemiche – ha concluso il Sindaco – per cui mi limito a rimarcare che, se si decide di lavorare tutti insieme, con umilta’, e se coloro cui spetta il compito di prendere le decisioni fissano tempi e obiettivi precisi e non travalicabili, si riescono a raggiungere i risultati. Spero, insomma, che si sia finalmente intrapreso il cammino della ricostruzione”.

LA SODDISFAZIONE DELL’ANCE – E’ stato fruttuoso l’incontro tenutosi oggi fra il commissario per la ricostruzione post sisma, Gianni Chiodi, e i rappresentanti di ordini professionali e categorie, presenti anche il capo della Struttura Tecnica di Missione, Gaetano Fontana, il vice Commissario, Antonio Cicchetti, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. E’ quanto si legge in una nota dell’Ance L’Aquila, Associazione nazionale costruttori edili. “In un clima finalmente pacato – recita la nota – sono stati definiti tutti quei punti che avevano necessità di ratifica, per procedere senza incertezze alla presentazione dei progetti per la ricostruzione pesante”. Soddisfatto il presidente degli imprenditori, Gianni Frattale: “Questo consentirà di velocizzare l’iter per l’apertura dei cantieri. Sappiamo bene che la voglia di cominciare a lavorare dei costruttori è la stessa dei cittadini e anche di quei lavoratori del settore edile che si ritrovano oggi assurdamente in cassa integrazione. Ci siamo sempre posti in maniera propositiva e responsabile verso le nostre imprese e verso la città – conclude Frattale -. Andremo avanti su questa strada. Le polemiche non ci appassionano”.

REPORT SGE, 37.733 PERSONE ANCORA ASSISTITE – Sono 37.733 le persone che ancora usufruiscono di un qualche aiuto, dopo il terremoto dell’Aquila di due anni fa. Il dato emerge dal report odierno diffuso dalla Struttura per la gestione dell’emergenza.

Risultano cosi’ ripartite: 22.989 sono alloggiate in soluzioni a carico dello Stato (CASE, Moduli abitativi provvisori, affitti del Fondo immobiliare, affitti concordati col Dipartimento di Protezione civile, altre strutture comunali); 13.416 beneficiano del contributo di autonoma sistemazione (10.814 afferenti al Comune dell’Aquila e 2.602 negli altri Comuni del cratere sismico); 1.328, infine, sono assistite in strutture ricettive (1.077) e in strutture di permanenza temporanea (251 tra la caserma della Guardia di finanza e la caserma Campomizzi).

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IL TRIBUNALE CONFERMA: L’AEROPORTO E’ DEL COMUNE

Posted by admin On marzo - 29 - 2011 1 COMMENT

L’Aquila, 29 mar 2011 – “Il Comune dell’Aquila ha ottenuto, da parte del tribunale civile, l’ennesimo pronunciamento favorevole per comprovare il possesso da parte dell’ente del sedime aeroportuale”. Lo rende noto il vice sindaco a assessore allo sviluppo dell’area aeroportuale Giampaolo Arduini. “Il pronunciamento, che segue ad altri analoghi da parte del tribunale amministrativo, – ha proseguito Arduini – testimonia la validita’ dell’operato, nel tempo, dell’amministrazione comunale e, soprattutto, garantisce a quanti parteciperanno al prossimo bando per la gestione dell’Aeroporto di poter avere la piena titolarita’. Purtroppo e’ chiaro, a questo punto, a chi sono da attribuire i ritardi nella definizione dello sviluppo del sistema aeroportuale dell’Aquila, cioe’ a coloro che si ostinano in maniera pervicace e con motivazioni di cui e’ dimostrata l’insussistenza a ostacolarne con ogni mezzo lo sviluppo. Queste persone, lontane dalla citta’ fisicamente e moralmente, – ha concluso Arduini – stanno creando problemi innumerevoli di cui certamente non abbiamo bisogno”.

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SECONDO LA SGE UNA LEGGE SULLA RICOSTRUZIONE SAREBBE DANNOSA

Posted by admin On marzo - 29 - 2011 ADD COMMENTS

citta-fantasmaL’Aquila, 29 mar 2011 – La commissione Ambiente della Camera dei deputati ha ascoltato in audizione l’avvocato Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, per il lavori sulle proposte di legge che riguardano la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Morgante ha ricordato l’esistenza del “decreto Abruzzo” come legge di riferimento evidenziando che le tre proposte di legge in discussione, che vedono come primi firmatari rispettivamente gli onorevoli Libé, Zamparutti e Lolli, pur positive, se sovrapposte potrebbero portare più danni che benefici. In ogni caso, la struttura commissariale ha tutta l’intenzione di valutare ed eventualmente accogliere le proposte positive che verranno fuori da quei testi. “Le proposte – ha spiegato Morgante – sono in termini assoluti sicuramente valide e non vi è dubbio che le stesse possano potenzialmente governare il complesso processo della ricostruzione dell’Aquila. Bisogna però ricordare che una legge sulla emergenza e sulla ricostruzione già esiste ed è il cosiddetto ‘decreto Abruzzo’ convertito nella legge numero 77/2009″. Secondo Morgante, “cambiare le regole mentre si gioca potrebbe essere davvero dannoso!”. Il ‘decreto Abruzzo’ ha innescato un processo efficiente di normazione che, gradualmente, sta producendo effetti sempre più tangibili nel complesso scenario dell’Abruzzo post-sisma. “Sulla base del ‘decreto Abruzzo’ – ha sottolineato Morgante – è partita la ricostruzione privata, si sono avviate le procedure per la pianificazione della ricostruzione dei centri storici, le misure di sostegno all’economia e la ricostruzione del patrimonio immobiliare pubblico compresi i beni culturali”. Secondo il rappresentante di Chiodi, “discutere oggi delle regole di base che riguardano la governance, la dotazione finanziaria e le procedure vorrebbe dire ricominciare daccapo e questo potrebbe costituire il colpo di grazia per L’Aquila e gli altri comuni d’Abruzzo colpiti dal terremoto”.

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CIALENTE AL CONSIGLIO COMUNALE : “ECCO PERCHE’ HO RITIRATO LE DIMISSIONI”

Posted by admin On marzo - 28 - 2011 1 COMMENT

L’Aquila, 28 mar – ”La mattina del 7 marzo non ho commesso un atto improvvisato e dettato dall’impulso. Erano circa 3 settimane che avevo la sensazione che la situazione all’Aquila fosse ferma e non si vedesse via d’uscita”. Con queste parole il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ieri ha ufficializzato il ritiro delle dimissioni presentate venti giorni fa, ha aperto i lavori del Consiglio comunale odierno.

”Con le ultime ordinanze c’erano stati problemi seri – ha ricordato all’Assisise civica – Inoltre, era diventato difficile, a differenza dei mesi precedenti, trovare un interlocutore. La ricostruzione era bloccata e le domande per le riparazioni delle abitazioni in categoria E erano pochissime rispetto a quelle che ci aspettavamo”. ”L’Sge sembrava ormai piu’ orientata a forme di repressione piuttosto che di comprensione rispetto ai cittadini aquilani – ha aggiunto Cialente, delineando il quadro che lo aveva spinto a lasciare – C’era poi il problema dei 25 milioni necessari a quadrare il bilancio comunale. Avevo la sensazione che stessimo scivolando verso una forma esasperata di commissariamento che finiva per bloccare tutto. A questa sensazione se ne aggiungeva un’altra – ancora parole del Primo cittadino – Quella di uno sfilacciamento progressivo del Consiglio comunale e di un modo di affrontare i problemi molto diversa dalla mia idea di amministrazione. C’era stata anche la vicenda dei precari della Asl, che avevo risolto gia’ dal venerdi’ precedente, chiamando il ministro Brunetta, ma che aveva costituito il chiaro segnale di come l’attenzione sulla citta’ fosse cosi’ marginalizzata che nessuno si era preoccupato del fatto che l’ospedale dell’Aquila potesse chiudere”. ”Non era piu’ possibile andare avanti cosi’ – ha fatto notare – Mi sono dimesso pensando, poiche’ avevo avuto notizie imprecise, che si potesse andare al voto anticipato. Il pomeriggio del 7 pero’ mi ha chiamato il ministro Maroni chiarendo che non era possibile indire elezioni anticipate”.

Per il Sindaco ”occorreva uno scossone definitivo perche’ la citta’ si interrogasse su quale strada volesse prendere”.

”Devo ringraziare tutti – e’ andato avanti nella sua disamina – perche’ ho ricevuto innumerevoli attestazioni di stima e di affetto. Anche in virtu’ di cio’, pur in giorni difficilissimi in politica estera e non solo, il Governo italiano ha dedicato alla vicenda terremoto oltre tre ore. Un momento necessario ed utile di confronto, anche in vista dell’approdo in parlamento della legge sul terremoto”. ”Vi era un problema di metodo – ha riconosciuto Cialente – D’ora in avanti il tavolo tecnico sara’ invece il luogo dove tutti ascolteranno le ragioni di tutti. In questa situazione, invidio chi ritiene di avere la soluzione in tasca, ma la realta’ e’ che con questa presunzione non ha funzionato e non sta funzionando nulla”. ”La risposta al mare enorme dei problemi che ci sono va invece costruita giorno per giorno – ha suggerito – Ora, con un rilancio forte di tutte le decisioni su quel tavolo, il metodo di lavoro cambiera’.

Nelle prossime settimane potremo certamente constatare che un cammino si puo’ finalmente intraprendere. Lo stesso sottosegretario Letta ha assicurato la sua presenza al tavolo”. Il sindaco ha poi affrontato la questione relativa alla: ”Ammetto le mie responsabilita’ in alcuni attriti, legate forse alla spigolosita’ del mio carattere, causata dal fatto che su alcune cose sono particolarmente esigente con me stesso”. ”Da parte mia, in questo momento, sento pero’ il dovere di dover preservare quest’Aula dalle tensioni della campagna elettorale – ha sottolineato – Vorrei un Consiglio piu’ operativo, in questo senso le Commissioni dovranno divenire piu’ partecipate e proficue”. Infine un accenno al bilancio: ”Non e’ un commissariamento e le nostre ragioni verranno semplicemente confrontate tra settori dello Stato; quindi, se dovremo votare uno strumento finanziario ‘doloroso’ per i cittadini, le responsabilita’ saranno anche del Governo e del Ministero”.

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L'AQUILA 960 GIORNI DOPO
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REPORT: FONDI PER LA RICOSTRUZIONE MAI ARRIVATI DAL GIOCO ONLINE

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