L’Aquila, 25 mar 2011 – Per porre fine all’infinita polemica tra Comune dell’Aquila e Dipartimento per le politiche della famiglia, il sottosegretario Carlo Giovanardi e’ arrivato di persona all’Aquila, dove ha incontrato il sindaco Massimo Cialente prima, il presidente delle Regione Abruzzo, e Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, poi.
La querelle e’ quella relativa ai 12 milioni di euro messi a disposizione dal Dipartimento subito sopo il terremoto di due anni fa per progetti sociali volti soprattutto alle famiglie.
Somma spesa solo in parte, 3 milioni e 100 mila euro, per interventi nella sede della Casa per anziani ex Onpi dell’Aquila, danneggiata dal sisma. Il senatore Giovanardi ha ripercorso l’iter di quello stanziamento che, nella fase dell’emergenza ”sarebbe stato possibile utilizzare celermente con atto della Protezione civile”, ma che ”a distanza di due anni deve far ricorso ad un bando pubblico”.
Il Comune dell’Aquila, nei giorni scorsi, aveva sottolineato di aver prodotto diversi progetti, finanziabili con gli 8,9 milioni di euro restanti, ma Giovanardi aveva eccepito che si trattava solo di ”indicazioni, suggerimenti, non di proposte fattibili”.
”Trascorsi due anni – ha spiegato il Sottosegretario in conferenza stampa – si e’ reso necessario il ricorso al bando al quale potranno partecipare tutti i Comuni del territorio colpito, presentando progetti in sintonia con quanto prescrive la legge e col nostro intento originario di aiuto e sostegno alle famiglie”. Anche sul bando, il Comune dell’Aquila aveva avuto da ridire, soprattutto sulla tempistica: le schede-progetto vanno presentate entro il 15 aprile prossimo. La Municipalita’ aveva, quindi, invitato il Dipartimento a sospendere il bando. Ma Giovanardi, oggi, ha confermato tutto, altrimenti da questo imbuco non se ne esce ed i 9 milioni circa rischiano di perdersi. Il Sottosegretario non ha usato toni aspri su questo scontro a distanza. Si e’ limitato a dire che certe ”forzature polemiche da parte delle amministrazioni locali potevano essere evitate”. A fianco a lui, il Presidente/Commissario Chiodi che, firmando il decreto n. 50, ha istituito una Commissione tecnica cui spettera’ la selezione dei progetti, ed i criteri di valutazione a punti. ”Tutto – ha chiarito – per il massimo della regola e della trasparenza nell’assegnazione di fondi pubblici importanti”. Quanto al bando, Chiodi ha aggiunto che si e’ reso necessario ”per evitare il sospetto che alcuni privati o associazioni o comuni sapessero ed altri no”. ”L’iter andra’ avanti, quindi, con estrema chiarezza e correttezza – ha stigmatizzato – fugando quelle ombre sollevate in altre sedi”. La Commissione esaminatrice sara’ composta da tre figure tecniche, una designata da Giovanardi, una da Chiodi e l’ultima dal direttore dell’Ufficio del Bilancio e per il riscontro di regolarita’ amministrativo contabile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tra i requisiti preferenziali dei progetti: la celerita’ di attivazione dei servizi; la capacita’ di servire le popolazioni sfollate nei nuovi insediamenti; l’assenza di strutture analoghe in prossimita’; il numero dei fruitori ed il minor rapporto costo/fruitori stessi; il cofinanziamento da parte dei Comuni proponenti (”basta con la sindrome di Pantalone” ha avvertito Chiodi); la qualita’ degli elementi strutturali e l’adeguatezza degli spazi. Il Commissario Chiodi ha ringraziato pubblicamente il Senatore per due ragioni: la pazienza portata in questi due anni e la determinazione ad andare avanti, pur avendo la possibilita’, e forse anche l’istinto, a ritirare quei fondi. Riferendo, infine, del faccia a faccia avuto col sindaco Cialente, Giovanardi ha detto che ”si e’ trattato di un incontro franco, dove e’ stata fatta la cronistoria delle risorse stanziate, e dove ho spiegato che il bando e’ in assoluta trasparenza, avendo come volonta’ di fondo rispondere alle esigenze vere della popolazione abruzzese”.
CIALENTE: “CON IL SOTTOSEGRETARIO TUTTO CHIARITO” – ”Il problema fondamentale e’ relativo al fatto che, nel bando, sembrano essere escluse proposte progettuali che sono in realta’ fondamentali per il nostro territorio, poiche’ afferiscono a settori cruciali della ricostruzione sociale. Mi riferisco, in particolare, alla realizzazione di centri polifunzionali a servizio delle aree del progetto CASE, che sono tagliati fuori, cosi’ come si configura l’esclusione di progetti specifici in favore dei disabili, come quello legato all’iniziativa ‘Dopo di noi’, in parte gia’ finanziato, rivolto a persone diversamente abili che, dopo la scomparsa dei familiari, da cui spesso ricevono assistenza, si trovano in una situazione di drammatica solitudine”. Questa la preoccupazione che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha espresso al sottosegretario Carlo Giovanardi, oggi in citta’ per chiarire la vicenda dei 12 milioni destinati al territorio terremotato dal Dipartimento per le Politiche della famiglia ed utilizzati sono in parte. Cialente ha ringraziato Giovanardi per l’attenzione ed ha riferito: ”In un quarto d’ora abbiamo chiarito le rispettive posizioni, dimostrando che le questioni si risolvono sedendosi attorno a un tavolo e non con le polemiche a distanza”. Presente all’incontro anche l’assessore Stefania Pezzopane che ha spiegato: ”L’emergenza sociale all’Aquila e nei Comuni del comprensorio e’ gravissima. I bisogni sociali, pero’, sono mutati rispetto a due anni fa. Come abbiamo detto al sottosegretario Giovanardi, ora servono i servizi alle famiglie e alle persone piuttosto che la costruzione di nuove residenze”. La Pezzopane ha riconosciuto che ”Giovanardi ha mostrato di comprendere il problema e di essere disponibile a individuare una soluzione”.
”Per questo – ha proseguito – abbiamo proposto di pubblicare delle linee guida che consentano un’interpretazione estensiva del bando. Abbiamo ribadito altresi’ che non abbiamo nulla contro questa procedura, anzi riteniamo che debba essere utilizzata anche per le donazioni. Abbiamo tuttavia delle perplessita’, peraltro condivise dai soggetti coinvolti nel tavolo tecnico per il sociale, cui afferiscono le realta’ piu’ rappresentative del settore”.
Cialente e la Pezzopane hanno consegnato a Giovanardi un richiesta scritta di modifiche e integrazioni al decreto commissariale n. 50 del 2011, relativo ai fondi per il sociale.
Il documento e’ stato elaborato dal tavolo tecnico costituito nel 2010 per la nuova pianificazione sociale, composto dalle realta’ piu’ rappresentative del territorio, come enti e associazioni di volontariato e di cooperazione sociale e rappresentanze dei sindacati di categoria. La proposta, in particolare, si sofferma sull’esigenza legata al ripristino della rete territoriale di infrastrutture sociali, alla luce della quale si formalizza la richiesta di prorogare i termini di scadenza del bando, fissati al 15 aprile, per consentire ai Comuni di attivare le procedure, anche in forma associativa, su progetti sociali di larga scala, e il ripristino, nel decreto attuativo, del ”punto D”, articolo 8, in modo da consentire – recita il documento – non solo la progettazione di servizi sociali standard, ma soprattutto di quelli rispondenti agli attuali bisogni della popolazione.
IL BANDO PER I PROGETTI NON VERRA’ RITIRATO – Il bando pubblico sui progetti a sostegno delle famiglie non verrà ritirato. Lo hanno annunciato il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il sottosegretario alle Politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, nel corso di una conferenza stampa rispondendo in questo modo alle richieste di revocare il bando del 14 marzo contenuto nel decreto 50 e far ripartire daccapo tutta la procedura. Il sottosegretario Giovanardi ha spiegato che “i progetti pervenuti prima dell’emanazione del bando del 14 marzo, non verranno tenuti in considerazione anche se potranno essere ripresentati nell’ambito dello stesso bando. Così come – ha aggiunto Giovanardi – non verrà azzerata alcuna procedura; i soldi ci sono, sono immediatamente spendibili e dunque bisogna far al più presto per far partire i progetti che potranno essere presentati, come dice il decreto 50, entro il 15 aprile”. Il Sottosegretario ha confermato che nel bando sono a disposizione circa 9 milioni di euro, “che rappresentano la disponibilità residua dei 12 milioni di euro stanziati nell’immediatezza del terremoto del 6 aprile. Da questa cifra è stata decurtata sola la parte relativi ai lavori dell’ex Onpi, il cui progetto è arrivato a compimento. Poi silenzio assoluto per due anni; da qui la decisione di fare un bando pubblico che vaglierà i progetti secondo criteri pubblici, noti e definiti”. Sulla stessa frequenza d’onda il Commissario delegato alla ricostruzione: “Un mese è ampiamente sufficiente per presentare schede progettuali da parte dei comuni del cratere – ha detto Gianni Chiodi -. Questa struttura commissariale ha scelto ancora una volta la strada della trasparenza e della chiarezza, essendo in gioco soldi pubblici. Del resto quale garanzia migliore è la certezza di regole codificate per tutti coloro che partecipano ad un bando pubblico. E il decreto 50 risponde a queste esigenze: informazione e coinvolgimento di tutti i comuni”. Il commissario Chiodi, poi, non ha mancato di ringraziare il Sottosegretario “per aver mantenuto intatta la disponibilità finanziaria dei 12 milioni stanziati dopo il terremoto nonostante siano passati due anni. Giovanardi ha mostrato grande senso di responsabilità non cedendo alle polemiche e mostrando invece di andare avanti sulla strada di incentivazione alle politiche della famiglia”. In chiusura, il Commissario per la ricostruzione ha precisato che “tutte le esigenze che non trovano risposte o accoglimento nel bando pubblico del decreto 50, potranno essere prese in considerazione facendo riferimento al fondo generale delle donazioni legate al terremoto”.
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