Per una presunta truffa allo Stato con il fine di distrarre somme previste dai ‘fondi Giovanardi’ per la popolazione del cratere sismico, i carabinieri del Noe di Pescara hanno arrestato due persone. Si tratta di Fabrizio Traversi, 62 anni, romano, direttore del sistema qualita’ di montagna del disciolto ente italiano della montagna, e Gianfranco Cavaliere, 36 anni, medico aquilano. L’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari e’ stato firmato dal gip dell’Aquila, Marco Billi su richiesta del pm Antonietta Picardi. I fondi, pari a 12 milioni di euro, servivano per interventi urgenti di carattere sociale. La presunta truffa e’ stata scoperta dopo laboriose indagini avviate nel maggio del 2010. Per la realizzazione di tale progetto criminale – ha spiegato il procuratore capo Alfredo Rossini, si e’ visto il coinvolgimento di numerosi soggetti istituzionali ingannati o inconsapevolmente strumentalizzati da Traversi e Cavaliere. I due avevano costituto una serie di onlus collegate tra loro, con la costituzione di una fondazione denominata “Abruzzo solidarieta’ e sviluppo” finalizzata all’acquisizione di fondi idonei alla realizzazione di progetti per i Comuni del cratere. Le indagini – fanno sapere gli inquirenti – proseguiranno per l’accertamento dei fatti contestati e sull’esistenza di altre ipotesi di reato. L’operazione e’ stata convenzionalmente denominata “Attenti a quei due” dalle stesse intercettazioni telefoniche dove gli indagati si definiscono come i due attori del noto serial televisivo. Nell’inchiesta ci sono anche cinque indagati, accusati dello stesso reato. L’ordinanza di custodia cautelare e’ composta da 150 pagine gran parte delle quali dedicate alle intercettazioni telefoniche. Attualmente sono in corso perquisizioni a Roma e nel Comune di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila).
ANCHE LA CURIA NELLA FONDAZIONE – Nell’inchiesta sul tentativo di truffa di 12 milioni di euro su fondi per il sociale compare la Fondazione “Abruzzo solidarietà e sviluppo” nella quale i due arrestati, il medico aquilano Gianfranco Cavaliere (36 anni) e dell’ex direttore del sistema qualità montagna del disciolto ente italiano della montagna, Fabrizio Traversi 62 anni di Roma, dipendente della Presidenza del Consiglio dei ministri, entrambi ai domiciliari, fino a poche settimane fa erano, rispettivamente, vice presidente e segretario generale. I due si sono dimessi nella scorsa estate. Traversi si è dimesso il 30 agosto scorso con una lettera, Cavaliere subito dopo. Tra i due i rapporti si era fatti tesi. Nei primi giorni di agosto si erano già dimessi dalla carica di presidente l’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, e come vicario il vescovo ausiliare dell’arcidiocesi del capoluogo, monsignor Giovanni D’Ercole. Secondo l’accusa, i due arrestati hanno attivato una serie di onlus collegate tra loro con la costituzione di una fondazione, appunto “Abruzzo solidarietà e sviluppo”, allo scopo di acquisire fondi idonei alla realizzazione di progetti nel sociale nei comuni del cratere.
PEZZOPANE: “LA QUESTIONE PUZZAVA SIN DALL’INIZIO” – “Sui fondi Giovanardi la nostra richiesta e’ sempre la stessa. Chiarezza, chiarezza e ancora chiarezza. Lo chiediamo da tempi non sospetti”. Lo dichiara l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane, alla luce delle notizie di due arresti, su una presunta truffa allo Stato. “Il sindaco Cialente, subito dopo la pubblicazione della graduatoria dei fondi, ha firmato una richiesta di accesso agli atti. Avevamo chiesto al Commissario Chiodi – ricorda l’assessore – di rendere noti i verbali delle Commissione, di far luce sui criteri in base ai quali erano stati assegnati i punteggi a ciascun Comune. Richieste su cui non c’e’ giunta mai alcuna risposta. La vicenda dei fondi Giovanardi ‘puzzava’ sin dall’inizio. Il Comune dell’Aquila presentava progetti seri, come i centri sociali a Bazzano ed Arischia, centri polifunzionali nei progetti CASE, i centri di prossimita’ e centri per disabili. Ma nessun andava mai bene. Oggi i cittadini di quelle zone, che si sono visti negare i progetti, capiscono come vanno le cose. Alla Fondazione Abruzzo Solidarieta’ e Sviluppo il Comune dell’Aquila non ha mai aderito. Dopo i primi contatti ed incontri con i vertici della Fondazione, il Comune – prosegue Pezzopane – decise di non voler essere della partita. La vicenda non ci piaceva. Non riuscivamo a comprendere perche’ ci dovesse essere un organismo che facesse da intermediario, da filtro, tra i Comuni del cratere e i fondi statali. Ancora un volta il Comune dell’Aquila ci ha visto lungo ed oggi in molti gli danno ragione. La nostra mancata adesione allora, invece, provoco’ qualche mal di pancia. Fioccarono critiche da alcuni amministratori e dai vertici della Fondazione. Nei mesi scorsi, mentre i nostri uffici amministrativi erano al lavoro per presentare i progetti da inserire in graduatoria, apprendevamo della costituzione di cooperative sociali formate ad hoc per gestire le strutture finanziate con i fondi Giovanardi. Eravamo sempre piu’ preoccupati che attorno alla gestione dei fondi ci fossero parecchie ombre. Alla luce delle ultime vicende e considerato che la Fondazione, attraverso i suoi vertici, in piu’ occasioni ha palesato il suo collegamento con il Dicastero di Giovanardi e che lo stesso Traversi, come l’attuale presidente della Fondazione, dott. Pollini, si rappresentavano come collaboratori del Sottosegretario, chiediamo al Presidente Chiodi per una volta tanto un gesto di coraggio. Blocchi la graduatoria dei fondi, su cui gia’ in tempi non sospetti abbiamo avanzato forti dubbi. Ne ha potere, visto che il bando e la costituzione della Commissione portano la sua firma. Per fare chiarezza – conclude l’assessore – non vorremmo essere costretti a chiedere di sostituire il Commissario Chiodi con il Commissario Montalbano”.
GIOVANARDI BLOCCA I FONDI – Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi ha bloccato l’erogazione dei 12 milioni dei fondi per il sociale dopo l’apertura di un’inchiesta della procura dell’Aquila che ieri ha portato agli arresti domiciliari Fabrizio Traversi, 62 anni, di Roma, dipendente della Presidenza del Consiglio Fabrizio Traversi, direttore del sistema qualità montagna del disciolto ente italiano della montagna, e il medico aquilano Gianfranco Cavaliere (36). Era stato proprio Giovanardi ad annunciare dopo il sisma l’invio del contributo. “Neppure un euro dei 12 milioni stanziati due anni e mezzo fa dal Dipartimento Famiglia della Presidenza del Consiglio per la ricostruzione dei territori terremotati è stato ancora speso in attesa di risposte dal territorio: naturalmente adesso siamo costretti a bloccare tutte le erogazioni sino che non si sia fatta chiarezza nell’indagine giudiziaria in corso – ha spiegato in una nota -. Rimango però allibito, come riporta la stampa di oggi, che il Procuratore della Repubblica de l’Aquila dichiara che una Onlus presieduta dai due vescovi de l’Aquila era nata per ingannare le istituzioni, e ancora, che i due arrestati sono accusati tra l’altro di “aver rappresentato (a Giovanardi) un quadro distorto della situazione politica aquilana”. Giovanardi attacca l’assessore al sociale del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane: “Non lo so se le informazioni politiche corrette su l’Aquila vengano fornite dall’assessore Pezzopane, ma certamente il Dipartimento per le politiche della famiglia, che sarebbe parte lesa del tentativo di truffa, non si é fatto imbrogliare – conclude – né si e fatto prendere in giro da nessuno”.
CONVALIDATI I SEQUESTRI – Il Gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi ha convalidato stamane il sequestro di tutto il materiale sequestrato entrato nell’inchiesta “Attenti a quei due”, ovvero su un tentativo di truffa relativo ai 12 milioni di euro messi a disposizione dal Dipartimento delle politiche della famiglia per le aree del “cratere” del terremoto, i cosiddetti “fondi Giovanardi”. Una vicenda giudiziaria nata nel maggio del 2010 che ruota attorno a Fabrizio Traversi di 62 anni di Roma, e Gianfranco Cavaliere di 36 anni dell’Aquila, entrambi agli arresti domiciliari. Con “artifici e raggiri” (si legge nell’ordinanza) gli arrestati Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere hanno cercato di “ottenere inizialmente la somma di 12 milioni di euro” dei fondi Giovanardi, poi ridotta di 3,1 milioni, “raggirando innumerevoli soggetti privati e istituzionali” attraverso “mendaci informazioni sulle finalita’ della Fondazione Abruzzo solidarieta’ e sviluppo onlus” e di “ulteriori altre associazioni e fondazioni”. L’accusa e’ di concorso in tentata truffa aggravata continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo operativo ed ecologico (Noe) di Pescara, sono stati effettuati dei sequestri nelle abitazioni dei due arrestati e presso il Comune di San Demetrio nei Vestini (L’Aquila), Comune “capofila” nel progetto “L’Aquila Citta’ Territorio”. Si tratta di documentazione cartacea relativa ad atti e delibere ma anche di personal computer e varia corrispondenza anche con la Curia arcivescovile. Secondo gli investigatori, il giochetto e’ stato tentato con il concorso di due altri indagati:Silvano Cappelli, quale “capofila di altri sindaci” e “soggetto proponente il progetto denominato ‘L’Aquila Citta’ Territorio’ depositato in data 6 agosto 2010″, e Nicola Ferrigni, presidente di Eurispes Abruzzo che, secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di reperire stagiste che avrebbero lavorato gratuitamente mentre il loro compenso finiva nelle tasche degli indagati. Il tentativo di truffa, sempre secondo l’ordinanza, non e’ riuscito per “ragioni estranee alla loro volonta’”: “reazione del Comune dell’Aquila, diffidenza dei componenti regionali e altre motivazioni oggettive”. Risulta infine indagato anche Mimmo Srour, ex assessore regionale e provinciale, per una serie di vizi procedurali sull’ingresso della Provincia dell’Aquila nella Fondazione.
IL MEA CULPA DELLA CHIESA – “Semplici come le colombe e prudenti come i serpenti”. Con questa espressione del Vangelo, l’arcivescovo dell’Aquila mons. Giuseppe Molinari ha dichiarato tutta la sua amarezza per la vicenda legata alla ‘Fondazione Abruzzo Solidarieta’ Sviluppo’. E con la trasparenza che lo contraddistingue ha detto: “Mi sono fidato di quella gente, anche dei miei collaboratori piu’ stretti, pensavo solo di fare qualcosa di buono per la gente, ma da questa esperienza dovremo imparare a stare piu’ attenti”! Ha fatto eco a queste parole mons. D’Ercole che ha riconosciuto anch’egli l’errore. Lo scrive don Claudio Tracanna, in un suo editoriale sul quindicinale dell’Arcidiocesi “Vola” di cui e’ direttore. “Dunque – aggiunge – l’arcivescovo ha gia’ dettato la linea che si dovra’ seguire a partire da subito: attenzione, prudenza, trasparenza. Linea che poi e’ quella di tutta la Chiesa”. La vicenda nella quale la Chiesa fa il “mea culpa” e’ quella relativa ai cosiddetti fondi Giovanardi, 12 milioni di euro stanziati per il sociale a causa del sisma del 6 aprile 2009 e che invece stavano per essere dirottati verso interessi di parte. Per questo sono finite ai domiciliari due persone accusate di tentata truffa. La Chiesa, al momento, e’ parte lesa. “Come non pensare – aggiunge don Claudio – al cardinale Bagnasco che parla di aria pulita per la politica, per il nostro Paese e dunque anche per la Chiesa? E, ancor prima, come non pensare a papa Benedetto XVI che in Germania, parlando di fatti ben piu’ gravi di quello aquilano, ha ricordato il compito primario della Chiesa? ‘Si crea una situazione pericolosa – quando questi scandali prendono il posto dello skandalon primario della Croce e cosi’ lo rendono inaccessibile, nascondendo la vera esigenza cristiana’. ‘Una Chiesa alleggerita degli elementi mondani e’ capace di comunicare agli uomini – ai sofferenti come a coloro che li aiutano – proprio anche nell’ambito sociale-caritativo, la particolare forza vitale della fede cristiana’, ha sottolineato il Santo Padre. Certamente, ‘anche le opere caritative della Chiesa devono continuamente prestare attenzione all’esigenza di un adeguato distacco dal mondo per evitare che, di fronte ad un crescente allontanamento dalla Chiesa, le loro radici si secchino’. Non esultino, pero’ – osserva il direttore di ‘Vola’ – i cari amici laicisti che pensano che la Chiesa debba rimanere chiusa nelle chiese e non occuparsi della ricostruzione. Innanzitutto perche’ la diocesi e’ proprietaria (intendo per proprietario chi custodisce e tutela un bene che appartiene a tutti) di molti immobili del centro storico e poi perche’ la nostra fede parla di carne, parla di opere, parla di frutti e non puo’ risolversi in un separazione carne-spirito che non appartiene affatto al cristianesimo. Non ci rimane che andare avanti allora – come afferma l’arcivescovo – imparando da questa vicenda. Si tratta, dunque, di lavorare per ricostruire, tra le tante cose, anche un rapporto di fiducia con la citta’. ‘Non si tratta qui di trovare una nuova tattica per rilanciare la Chiesa’, si tratta piuttosto – ha detto Benedetto XVI a Berlino – di ‘cercare la piena sincerita’, che non trascura ne’ reprime alcunche’ della verita’ del nostro oggi, ma realizza la fede pienamente nell’oggi vivendola, appunto, totalmente nella sobrieta’ dell’oggi, portandola alla sua piena identita’, togliendo da essa cio’ che solo apparentemente e’ fede, ma in verita’ sono convenzioni ed abitudini’ e, mi permetto di aggiungere, affari e politica. Infine (scusate l’eccesso di citazioni papaline) possiamo dire un grazie ai Magistrati, ai Carabinieri e anche ai media: “…Sin tanto che si tratta di portare alla luce la verita’ – conclude l’editoriale – dobbiamo essere riconoscenti (ai media n.d.r.). “La verita’ unita all’amore, e’ il valore numero uno”. (Benedetto XVI, Luce del mondo, Libreria Editrice Vaticana 2010).
LE INTERCETTAZIONI TRA D’ERCOLE E GIOVANARDI PER ESTROMETTERE IL COMUNE- Da Repubblica.it -Il primo luglio 2010, in occasione della partecipazione del senatore Giovanardi ad un evento a Campobasso, Traversi chiede al Cavaliere di recarsi nel capoluogo molisano per avvicinare il sottosegretario in relazione ai progetti della Fondazione. Il Cavaliere, pertanto, avvicina il sottosegretario e lo mette in contatto, utilizzando il proprio telefono cellulare, con Mons. D’Ercole. Si registra la seguente conversazione:
Senatore Carlo GIOVANARDI : “Come va?”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE : “Mah, abbastanza bene.. a L’Aquila, come tu sai, la situazione è sempre più difficile .. più complessa, veramente complicata, diventa anche difficile lavorarci”.
Sen Carlo GIOVANARDI: “Io ho avuto ieri una telefonata di Mantini (onorevole del Pd, ndr)”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “eh..”
Sen Carlo GIOVANARDI: “L’onorevole… e mi ha detto “guarda, benissimo, quel progetto di D’ERCOLE è la cosa..” dice lui, eh io.. quindi.. “più bella che è stata fatta la più intelligente” e dico “bhè, sono contento che tu condivida..”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Si, ma guarda: io voglio dirti solo questo. Noi abbiamo creato questo qui per fare in modo che si faccia qualcosa perché sennò non si fa nulla. Abbiamo messo in rete tutte le strutture possibili tutti i comuni, tutte le associazioni”.
Sen Carlo GIOVANARDI: “Ma dopo l’incontro di Palazzo Chigi, lo avete già fatto quest’incontro tecnico?
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “L’incontro tecnico sono andati a farlo oggi, stamattina. E io parto per l’Africa domani mattina. Volevo soltanto dirti questo: siccome è ovvio che con questo nostro progetto probabilmente daremo fastidio a qualcuno, faranno un po’ di questioni. Mi raccomando: tieni la barra ferma“.
Sen Carlo GIOVANARDI: “Ma ti immagini! Ma io ho solo bisogno che voi.. cioè, che chi mi può dare il disco verde che è il commissario di governo mi dica “spendi” e io vengo lì con i soldi cash..”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Il commissario di governo troverà tutti i cavilli”.
Sen Carlo GIOVANARDI: “E bhè, ho capito, e se trova tutti i cavilli io che posso fare, cioè…”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Vabbè, ma intanto dovrai dimostare..”
Sen Carlo GIOVANARDI: “Ma il commissario o il vice commissario?”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “No, ma tutti e due a questo punto sono un po’ .. sono un pochettino così, perché evidentemente la ragione di fondo è che siccome vedono che quello che dovevano fare loro non lo hanno fatto..”
Sen Carlo GIOVANARDI: “Ma guarda..”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “.. e lo fanno altri …”
Sen Carlo GIOVANARDI: “Guarda, io ti dico: come sono venuto giù sei mesi fa a fare una conferenza stampa, io porto pazienza ancora un pò, poi torno a L’Aquila, chiamo tutti i giornalisti e dico “scusate, sono 13 mesi…”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Esatto..”
Sen Carlo GIOVANARDI: “.. vabbè, 14.. che cerco di spendere 12 milioni in contanti per L’Aquila e mi dovete ancora dire dove li posso spendere”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Noi.. noi in settimana ti diamo tutti i progetti nostri, pronti”
Sen Carlo GIOVANARDI: “E certo.. bravo..”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Tutto quanto.. dopo di che..”
Sen Carlo GIOVANARDI: “Altro che carriole o non carriole.. scusami, altro che popolo delle carriole. Ce lo hi qua i soldi .. che alla fine.. veramente una cosa incredibile. Comunque, io aspetto ancora un pò, poi risollecito il commissario, se magari tramite CAVALIERE che è qua e poi dico “amico, io ho polemizzato con il sindaco, ma a me non mi fa mica (..) lo schieramento politico, eh! Se devo polemizzare con uno del PDL ci penso due secondi, ma proprio non me ne può fregare di meno”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Ecco, io ti dico soltanto questo: noi stiamo lavorando seriamente l’unico obiettivo è quello di fare in modo che tutto il territorio si metta in moto, perché altrimenti non…”
Sen Carlo GIOVANARDI: “E che si facciano le cose soprattutto”
Monsignor Giovanni D’ERCOLE: “Ma noi siamo pronti. Il progetto è operativo, in settimana tu avrai tutti i nostri progetti”.
Sen Carlo GIOVANARDI: “Perfetto. Ok”.
Si salutano.
Popularity: 1% [?]