L’Aquila, 18 ott 2011 – ”Tra i mille problemi e le infinite questioni da risolvere, tocca trovare anche la pazienza per perdonare e comprendere un Commissario che non ha colpa per le enormita’ che dice, dal momento che non sa neanche di cosa stiamo parlando”. Torna a replicare il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, al Commissario per la Ricostruzione, presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che ieri aveva accusato il ”suo” Comune di non avere strategie ed una chiara visione per il recupero del capoluogo. ”Leggendo le dichiarazioni di Chiodi, si comprende bene cosa voglio dire quando sostengo che la mia e’ una lotta contro i mulini a vento e che troppo spesso mi sento solo – aggiunge il Primo Cittadino – Continuo a sollevare questioni specifiche, di merito, argomentate carte alla mano, su problemi concreti, oggettivi. Lo faccio perche’ la confusione delle ordinanze, il delirio della governance, l’isteria paradossale delle disposizioni stanno bloccando la ricostruzione, stanno negando il futuro ai miei cittadini, ai giovani, agli imprenditori, ai lavoratori, alle istituzioni culturali”. ”Rispetto a tutto questo, il Commissario – lamenta Cialente – che dovrebbe essere il mio principale interlocutore, quello che ha lo scettro e anche la borsa, quello che decide e che si fa ponte con il Governo, se ne esce con affermazioni generiche, propagandistiche, vuote di senso, lontanissime dal merito e anche dal metodo”. ”Lo perdono perche’ non sa quello che dice – ribadisce in conclusione – ma ribadisco la mia amarezza rispetto al fatto che si continuano a cercare polemiche anziche’ dare risposte alle questioni e ai problemi concreti che sollevo quotidianamente. Le affermazioni del Commissario fanno peraltro il paio con quanto dichiaro’ lo scorso anno, sempre in mia assenza, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi. Affermazioni – stigmatizza – per le quali, forse Chiodi non lo sa, ho avuto le scuse del Governo”.
DI STEFANO: “ULTIMA ORDINANZA BLOCCHERA’ RICOSTRUZIONE” – ”I contenuti dell’ultima bozza di ordinanza relativa alla ricostruzione contengono passaggi che rischiano di paralizzare l’intero processo”. Lo sostiene l’assessore del Comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano, sul provvedimento che riguarda la ricostruzione pesante fuori dai centri storici. ”Nel testo, contrariamente alle rassicurazioni che ci erano state fornite – sottolinea Di Stefano – e’ ancora contenuta la norma che prevede la possibilita’, per i cittadini, di ottenere i contributi per le singole unita’ immobiliari, attraverso il meccanismo della garanzia personale. Si tratta, tuttavia – osserva – di una facolta’ di scelta che e’ tale solo in teoria, dal momento che i buoni contributo collegati ai progetti di quanti decideranno di avvalersi di questa possibilita’ avranno un iter veloce, seguendo una sorta di ‘canale privilegiato’, mentre per gli altri non vi sono garanzie di nessun tipo rispetto ai tempi”. L’Assessore ipotizza ”una vera e propria paralisi del processo di ricostruzione” perche’ in piu’ ”si stabilisce come prioritaria la verifica dei progetti riguardanti le parti comuni e gli interventi strutturali, lasciando a data da destinarsi l’esame di quelli riguardanti le parti private”. Per Di Stefano ”tutto questo e’ una follia: abbiamo sempre sostenuto che i progetti dei condomini vanno esaminati nella loro interezza, poiche’ si devono evitare discrasie nel processo di ricostruzione”.
L’Assessore solleva anche un altro problema, rappresentato dal sistema dei controlli ”a valle”. ”Data la percentuale, non irrilevante, di pratiche in cui non viene riconosciuta l’intera somma richiesta dal progettista, nei casi in cui venisse accertata la mancanza di una congruita’ finanziaria ai fini del contributo, chi andrebbe a pagare, i cittadini’?” chiede, dandosi comunque una risposta: ”Da come stanno le cose, ovvero da quanto si legge nella bozza del testo dell’ordinanza, e’ proprio cosi’; saranno i cittadini a dover corrispondere la differenza”. ”E’ chiaro dunque – fa notare Di Stefano – che i contenuti dell’ordinanza, che non recepisce alcune nostre indicazioni fondamentali, costituirebbero, qualora non venissero modificati, un pericoloso vulnus all’intero processo di ricostruzione e pertanto – conclude – auspichiamo un ragionevole e doveroso ripensamento e, magari, un preventivo confronto, allargato a tutti gli attori della ricostruzione, allo scopo di fornire uno strumento normativo che agevoli, e non ostacoli, il processo di ricostruzione”.
CHIODI: “MENO CHIACCHIERE” – ‘Non e’ opportuno discutere dei problemi che potrebbero derivare da una bozza di ordinanza con dichiarazioni a mezzo stampa, soprattutto quando intorno agli stessi problemi si e’ instaurato un sano confronto tra tutti i soggetti coinvolti, Comune dell’Aquila compreso”.
Cosi’ il Commissario delegato per la Ricostruzione, presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in replica all’assessore comunale Pietro Di Stefano che aveva paventato la ”paralisi” se confermato il contenuto del provvedimento riguardante gli immobili E fuori centri storici. ”Ho avuto modo di leggere le dichiarazioni allarmanti dell’assessore Di Stefano, proprio quando ero intento a discutere dei problemi dallo stesso sollevati col sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – precisa Chiodi – . Quindi, mentre il Sindaco si confrontava costruttivamente con il Commissario, l’assessore riferiva i suoi timori alla stampa”. ”Nel colloquio con Cialente – riferisce il Commissario – si sono condivise alcune perplessita’ che abbiamo deciso di riportare puntualmente all’ufficio legislativo della Protezione civile nazionale, affinche’ la bozza di ordinanza possa essere opportunamente emendata”. ”Cio’ che e’ accaduto oggi e’ la riprova di quanto ho affermato qualche giorno fa – chiosa infine – ossia chiacchierare meno e produrre, insieme, di piu”’.
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