FONDI GIOVANARDI: INDAGATO IL VESCOVO D’ERCOLE
L’Aquila, 9 nov 2011 – Il vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, e’ indagato dalla Procura aquilana per i reati di false dichiarazioni e favoreggiamento.
L’inchiesta che coinvolge il presule e’ quella relativa alla tentata truffa messa in atto dalla Fondazione Abruzzo Solidarieta’ e Sviluppo i cui organizzatori, il professore romano Fabrizio Traversi e il medico aquilano Gianfranco Cavaliere, avrebbero cercato di appropiarsi di 12 milioni di euro provenienti dai cosiddetti ‘fondi Giovanardi’ destinati ad attivita’ sociali per il post terremoto. Monsignor D’Ercole che inizialmente era tra i vertici della Fondazione, e’ accusato dal pm Antonietta Picardi, titolare dell’inchiesta, di aver rilasciato false dichiarazioni nel corso di un interrogatorio e di favoreggiamento per avere messo al corrente il professor Traversi, finito ai domiciliari qualche giorno dopo, che c’era un’inchiesta sulla Fondazione. Oltre a Traversi e Cavaliere, ed ora anche a monsignor D’Ercole, sono indagati l’ex assessore provinciale e regionale Mimmo Srour, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), Silvano Cappelli, e il presidente di Eurispes Abruzzo, Nicola Ferrigni. D’Ercole era stato vice presidente della Fondazione Abruzzo Solidarieta’ e Sviluppo presieduta dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila Giuseppe Molinari. Entrambi hanno poi lasciato i loro rispettivi incarichi dimettendosi tra le fine di agosto e gli inizi del settembre scorso. Ai due principali indagati, Traversi e Cavaliere, il pm contesta il reato di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato.
CHIARIRO’ TUTTO – ”Con dispiacere, ho ricevuto ieri un avviso di garanzia nel quale mi si accusa di non aver detto la verita’ al giudice quando sono stato ascoltato come persona informata e di aver comunicato notizie riservate a persona indagata”. Cosi’, in una nota, il vescovo ausiliare dell’Aquila, Giovanni D’Ercole, in riferimento all’inchiesta sulla presunta truffa ai fondi Giovanardi per il sociale.
”Posso solo ribadire la mia sincerita’ – aggiunge il presule – confermare che ho piena fiducia nella Magistratura e che, pertanto, quando saro’ ascoltato nuovamente avro’ modo di chiarire tutto e di dimostrare la mia perfetta buona fede”.
D’Ercole si dice infine grato a tutti coloro che in questo momento gli sono vicino.
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