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February , 2012
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L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

Fini: «L’Aquila capitale del dolore »

Posted by admin On maggio - 18 - 2009

fini8Anche in futuro sarà «dovere di tutti, senza eccezione alcuna, stare vicini a chi è rimasto senza casa», ha detto Fini. E il presidente del Senato, Schifani, annuncia: «miglioreremo il decreto».

Lo ha detto il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, che è intervenuto questa mattina alla seduta solenne del Consiglio regionale abruzzese ad un mese dal sisma.
L’aula dove si è riunita l’assemblea regionale è stata intitolata, proprio oggi, a un dipendente del consiglio regionale vittima del terremoto: Sandro Spagnoli, membro di un’associazione di volontariato.
«Era una persona – ha ricordato il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano – che amava la vita e a cui ero molto affezionato. Per noi – ha concluso – si tratta di un simbolo e di un esempio da seguire».
Il presidente Fini ha scoperto la targa e ancora prima di entrare nella sala ha salutato Alice, un bimba nata il 10 aprile scorso, a quattro giorni dal sisma, e indirizzandosi ai giovani genitori ha detto loro «questo è il simbolo della speranza del futuro».

MANTENERE UNITA’ ITALIANI ANCHE DOPO SISMA

«L’Italia politica- ha detto ancora Fini durante la mattinata – si è ritrovata unita e solidale nella drammatica situazione abruzzese. Credo sia un dovere non solo del Presidente della Camera ma di tutti coloro che hanno una investitura politica a fare tutto quello che è in loro potere per mantenere integro questo spirito evitando ogni polemica e ogni divisione. Il mio auspicio», ha detto ancora, « è che i prossimi mesi siano quelli della rinascita e di un durevole impegno all’insegna dell’efficienza e della rapidità realizzativa».
Fini ha parlato anche delle risorse necessarie alla ricostruzione: «dovranno essere congrue alla necessità delle case distrutte, di recupero di quelle danneggiate e di messa in sicurezza degli edifici a rischio».
«Non è compito – ha proseguito – del presidente della Camera indicare le modalità di impiego dei fondi già disponibili o di quelli che lo saranno nei prossimi mesi, né allo stesso modo è mio compito individuare i modi per reperire gli altri fondi che saranno necessari per la completa rinascita dell’Aquila e degli altri centri».
Fini ha poi sottolineato che «L’Aquila è la capitale dell’orgoglio per la forza morale e la dignità dimostrata: l’Italia intera si è riconosciuta nella forza d’animo e nel controllo degli aquilani. L’Aquila è una delle città più belle d’Italia, sfregiata e deturpata dal terremoto ».

PEZZOPANE: «NO A TERREMOTI DI SERIE A E SERIE B

«Bisogna evitare che ci possano essere terremotati di serie A e di serie B», ha detto invece la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane.
Il suo discorso è stato intervallato spesso dalle lacrime e ha chiesto una ricostruzione «con copertura al 100%. Il decreto – ha detto – va cambiato e migliorato, serve la copertura totale e un ruolo diverso per gli enti locali ».
Parlando davanti al presidente della Camera Gianfranco Fini, di cui ha apprezzato «la sobrietà della presenza dopo il terremoto»”, Pezzopane ha ricordato che «i venti secondi di tragedia hanno fatto diventare incertezze le nostre sicurezze. Questa incertezza dev’essere risolta con tempi chiari e con le risorse. Solo così si potrà innescare un’ulteriore energia e dare un’ulteriore speranza a tutti i cittadini delle tendopoli e riparati sulla costa».

CIALENTE: «NO ALLA DEPORTAZIONE DEGLI AQUILANI»


«La scorsa notte ho avuto la sensazione di un altro terremoto: la deportazione degli aquilani», ha detto invece il sindaco della città, Massimo Cialente in riferimento a una decisione regionale di trasferire in altre città abruzzesi gli uffici pubblici, la Asl e le agenzie nazionali e regionali con il relativo personale. Una decisione questa che durante la scorsa notte e’ stata bloccata.
«Questa decisione – ha proseguito Cialente – avrebbe segnato la fine di questa città, annullato tutti gli sforzi compiuti fino a questo momento per farla rinascere. Dobbiamo rimanere tutti in questa città’ e credo che sia stato un errore, lo posso dire anche a nome dei nostri morti, pensare che si potesse deportare una parte della città. Una delle prime cose che faremo – ha sottolineato Cialente – e’ la ricostruzione di due strade de L’Aquila, via delle Bone Novelle e via Fortebraccio due strade che celebrano due grandi battaglie del passato che vedevano gli aquilani perdenti sulla carta ma che hanno vinto in maniera gloriosa. Noi – ha concluso – queste battaglie le stiamo rifacendo e le vinceremo di nuovo».


Il presidente del Consiglio Nazario Pagano ha ricordato, invece, i tanti gesti di eroismo «da parte di chi pur preposto a questo compito e’ andato ampiamente al di la’ dei propri doveri, cosi’ come da parte di semplici cittadini. Non sarebbe stato possibile individuarli ed invitarli tutti, mi sia allora consentito abbracciarli idealmente uno per uno, salutando uno di loro che oggi e’ qui con noi, l’Ispettore Capo della Polizia di Stato Antonio Zoccheddu, autore del salvataggio di due persone rimaste sepolte sotto le macerie».

TERREMOTO: COSTANTINI, RICOSTRUIRE IN 24 MESI E NON 24 ANNI

«La ricostruzione deve essere fatta in 24 mesi e non in 24 anni», ha detto invece Carlo Costantini. «Bisogna commemorare le vittime – ha affermato – rispettando i diritti dei vivi, servono soldi veri e subito, quindi non crediti d’imposta o altri strumenti. Gli abruzzesi meritano rispetto, e realtà e certezza nei tempi e nelle modalità della ricostruzione».

SCHIFANI, PARLAMENTO ESAMINERA’ E MIGLIORERA’ TESTO

«Il Parlamento esaminerà, come sempre ha fatto con la massima oculatezza il decreto, la proposta del Governo ed auspica di poter svolgere il proprio ruolo di contributo a migliorare l’eventuale testo del decreto», ha detto questa mattina il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine della commemorazione a Gemona (Udine) del 33esimo anniversario del terremoto in Friuli.

Dedicata a Sandro Spagnoli Aula Consiglio Regionale

Sarà dedicata a Sandro Spagnoli, dipendente del Consiglio regionale morto lo scorso 6 aprile a seguito del sisma che ha colpito la città dell’Aquila, l’Aula di Palazzo dell’Emiciclo de L’Aquila riservata alle sedute dell’Assemblea regionale. Lo ha deciso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio con apposto provvedimento nel quale si è ’’valutato che lo stesso Sandro Spagnoli, nelle vesti di responsabile locale dell’Associazione Nuova Acropoli, partecipava – sin dal 1977 – di concerto con la Protezione civile, a missioni umanitarie in soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali, in Italia come all’estero, tra le quali la “Missione Arcobaleno” in Albania e la spedizione in Indonesia colpita dallo tsunami nel 2004;considerato che tale meritoria attività – nella quale aveva coinvolto anche altri colleghi – in molte occasioni è stata svolta con il sostegno e il patrocinio di questo Consiglio regionale, che grazie quindi a Sandro Spagnoli risulta tra le Istituzioni che hanno contribuito al soccorso delle popolazioni sofferenti in varie parti del mondo;all’unanimità, per tutto quanto sopra espresso delibera di intitolare alla memoria di Sandro Spagnoli l’Aula nella quale il Consiglio regionale tiene attualmente le proprie sedute’’.Prima della seduta solenne nel giardino antistante l’Aula è stata scopèerta una lapide.

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Fini a L'Aquilavisita le macerie della Casa dello studente Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, all'Aquila per presenziare alla cerimonia solenne del consiglio regionale d'Abruzzo per la commemorazione delle vittime del terremoto, durante una passeggiata lungo il centro storico de L'Aquila si è fermato, in via XX settembre, dinanzi alle macerie della casa dello studente. Fini era accompagnato dal presidente del consiglio regionale d'Abruzzo, Nazzario Pagano e dal presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi. Fini ha anche scoperto la targa in memoria di Sandro Spagnoli, il dipendente morto il 6 aprile a cui è stata intitolata l'aula del Consiglio egionale nel Palazzo dell'Emiciclo

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La targa in memoria di Sandro Spagnoli e i volontari della Nuova Acropoli

La targa in memoria di Sandro Spagnoli e i volontari della Nuova Acropoli

 

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