18
May , 2012
Friday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

L'Aquila, 6 apr 2011 - Oltre 10mila persone hanno partecipato questa notte alla fiaccolata lungo ...
L'Aquila, 6 apr 2012  - Circa diecimila persone hanno preso parte alla fiaccolata commemorativa delle ...
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L'Aquila, 6 apr 2012 - “A tre anni dal terribile terremoto che devasto’ l’Abruzzo, nella ...
L'Aquila, 27 mar 2012 - ''Apprendo con soddisfazione che l'ultima ordinanza firmata dal Presidente del ...
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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN VISITA NELLA CITTÀ COLPITA DAL TERREMOTO: "BISOGNA COMPLETARE GLI INTERVENTI ...
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6 aprile 3 anni dopo: in 10.000 alla fiaccolata

Posted by admin On aprile - 6 - 2012 ADD COMMENTS

L’Aquila, 6 apr 2012  – Circa diecimila persone hanno preso parte alla fiaccolata commemorativa delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009, numero dimezzato secondo la Questura, rispetto allo scorso anno. La pioggia, che ha smesso di cadere solo a tarda serata, e il freddo non hanno fermato le fiaccole della speranza. Tra gli aquilani i massimi vertici della governance della ricostruzione: il ministro per la Coesione territoriale e “inviato speciale” del governo Fabrizio Barca, il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.
Presente anche il Prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato. Il corteo che ha avuto una lunghezza di 3,5 chilometri, e’ partito intorno alle 0.30 da piazza Battaglione degli Alpini (Fontana Luminosa), i primi ad incontrarsi, i familiari e gli amici delle 309 vittime del terremoto con cartelloni con le immagini dei loro cari sorridenti. Nel ricordo del terzo anniversario sono “entrate” anche Mariagrazia Rotili e Pamela Mattei, due giovani di Scoppito (L’Aquila) morte lo scorso anno in un incidente stradale avvenuto a pochi chilometri dalle proprie abitazioni, nello stesso giorno della ricorrenza. Le due giovani tornavano a casa dopo aver partecipato alla fiaccolata del 6 aprile 2011. L’itinerario del corteo e’ stato: corso Vittorio Emanuele, via Castello, via Tagliacozzo, via Strinella, via Caldora, viale di Collemaggio, viale Crispi, corso Federico II, piazza Duomo, con alcune soste nei luoghi in cui il terremoto ha mietuto piu’ morti per i crolli .
Il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, presente alla Fontana Luminosa gia’ intorno alla mezzanotte, ha motivato la sua presenza all’Aquila, anche per ragioni personali, oltre che in rappresentanza del Governo e per gli impegni da lui assunti con la citta’: “Una tragedia – ha detto – che mi ha avvicinato all’Aquila tre anni fa; una causa ‘sposata’ allora, anche per questo sono qui”. Il ministro ha ricevuto dalle mani del sindaco una fiaccola. Ad aprire il corteo i familiari delle vittime ed i gonfaloni del Comune, Provincia e Regione. Arrivato in Piazza Duomo, gli aquilani si sono riuniti nella chiesa puntellata delle Anime Sante, in cui l’arcivescovo Giuseppe Molinari, ripetendo il gesto di Cristo, si e’ inginocchiato per lavare i piedi di 12 familiari delle vittime.
Presente alla messa anche l’ex sottosegretario, Gianni Letta.
Alle 3.32 c’e’ stata la lettura dei nomi delle 309 vittime assieme a quelli delle due ragazze che persero la vita l’anno scorso al termine della seconda ricorrenza, mentre altrettanti rintocchi sono stati suonati dalle campane della chiesa. Al termine la gente e’ andata via in silenzio sulle note dei cori.

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Il Premier Monti a L’Aquila: “Non me l’aspettavo così. Primo passo tornare nelle case”

Posted by admin On marzo - 17 - 2012 ADD COMMENTS

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN VISITA NELLA CITTÀ COLPITA DAL TERREMOTO: “BISOGNA COMPLETARE GLI INTERVENTI STRUTTURALI ANCHE SUGLI IMMOBILI PRIVATI ENTRO POCHI MESE”. E ASSICURA TRASPARENZA NELLA GESTIONE DEGLI APPALTI
L’Aquila simbolo dell’emergenza ma anche della “voglia di rinascita e del riscatto”. Il premier Mario Monti si reca per la prima volta in visita a L’Aquila e dopo un giro della città partecipa al Forum Ocse-Groningen sulle strategie di sviluppo nei territori terremotati nell’ambito del progetto ‘Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila’, ad Assergi presso i Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso. Tre anni dopo il terremoto, il premier dice che L’Aquila “condensa la tragedia, la sofferenza e nessun punto come la casa dello studente ne è il simbolo”.

Ma Monti vuole lanciare un messaggio di ottimismo: “Sono passati 35 mesi dal terremoto e L’Aquila ha mostrato capacità di coesione molto forte e l’orgoglio di rimettersi in piedi e intraprendere un percorso di ricostruzione e sviluppo. So bene – ha sostenuto – che ci possono essere stati momenti di tensione tra le persone e le istituzioni, ma qui serve una capacità di visione collettiva: oggi è l’imperativo per la rinascita”. “Le grandi catastrofi naturali – ha proseguito Monti – spesso hanno incoraggiato a guardare avanti. Qui la sfida è molto impegnativa, collettiva e coinvolte tutti, amministrazioni locali, regionali e nazionale. Sta al Governo accompagnare questo processo, ristabilendo la fiducia”.

Secondo il premier, “il ritorno allo sviluppo è fondamentale, non può esserci sviluppo senza un’efficace ricostruzione”; e dice che “il primo passo è ritornare nelle proprie case. Il mondo ci guarda, l’Europa ci chiede di fare presto ma è importante rispondere ai cittadini che chiedono quanto tempo ci vuole per tornare nelle proprie case”. Cita il caso del terremoto in Friuli, tra gli altri, sottolineando che “anche lì il pieno ritorno avvenne in molti anni. Ma è importante avere delle certezze. Vi sono i presupposti affiché con un impegno importante anche gli immobili privati che hanno bisogno di interventi strutturali siano completati in pochi mesi. Per il centro storico dell’Aquila – ha continuato – si tratta anche di completare la predisposizione dei piani di ricostruzione”. “Il nostro Paese – ha osservato – deve dimostrare non solo nelle emergenze ma anche nella progettazione lucida e ottimista del futuro” di essere capace “e a questo dobbiamo tendere. E’ necessario ricongiungere la gestione dell’emergenza con la ricostruzione del futuro”.

Rispondendo poi a una domanda sul rischio di infiltrazioni mafiose, Monti spiega che “la trasparenza e la pubblicità degli appalti non è garanzia al 100% ma è un grosso fattore di riduzione di comportamenti impropri”. E aggiunge poi: “Non ho condotto approfondite ricerche di storia sismica e conseguenze economico-finanziarie posso solo dire a livello più modesto che il tema dello svolgimento di una corretta attività economica, in tempi normali e calamitosi, sia aspetto centrale per la crescita e il risanamento avere un sistema economico basato sulla trasparenza”.

NON ME L’ASPETTAVO COSI’ – La pur breve visita al centro storico dell’Aquila procura al presidente del Consiglio, Mario Monti, una “forte emozione. La visita che ho fatto condensa la tragedia e la sofferenza che la Casa dello studente ben immortala, con la grande voglia di futuro, di ricostruire”.
“L’impressione e’ di una straordinaria bellezza anche cosi’. Avendo visto allora le scene in televisione, uno puo’ immaginare cosa e’ stato in passato ma mi sembra ci sia voglia di fare, di ricostruire e l’entusiasmo e’ palpabile”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Mario Monti, in visita a L’Aquila, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un’impressione della citta’ tre anni dopo il sisma. “Se l’aspettava cosi’?”, hanno domandato i cronisti. “No, devo dire di no”, ha replicato il premier. Monti, accompagnato dalla moglie e dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, si e’ fermato davanti alla Casa dello studente (nella foto) dove morirono otto giovani nel corso del terremoto di tre anni fa.

CANCELLIERI, L’AQUILA FERITA APERTA - “A L’Aquila c’e una ferita aperta. E’ drammatico vedere quello che e’ accaduto. Pero’, insomma, si ricomincia” ha detto il ministro dell’Interno, nel corso di una breve visita fatta nel centro storico de L’Aquila, dove ha potuto vedere anche lo scempio della Casa dello studente, nel cui crollo morirono nove universitari. Per il lavoro del post-terremoto a L’Aquila e nel cratere sismico, “stiamo lavorando molto bene per cui non ci sono infiltrazioni mafiose” ha detto il ministro, lasciando il cantiere che ospitera’ la nuova prefettura del capoluogo.
Presente anche il premier Mario Monti, il ministro ha tenuto a sottolineare, inoltre, che “c’e’ un’intensa attivita’ perche’ cio’ non avvenga e i controlli sono serrati e mirati”. Il titolare del dicastero dell’Interno partecipera’, ad Assergi, insieme con il presidente Monti, alla chiusura del forum Ocse-Groningen sulle strategie di sviluppo nei territori terremotati.

CHIODI: “LA RICOSTRUZIONE RIENTRA NELL’AGENDA DI GOVERNO” – “Esprimo tutto il mio ringraziamento per l’impegno e la vicinanza che questo governo sta mostrando nei confronti della nostra regione e in particolare del cratere sismico. Un impegno di concretezza che ci vedrà impegnati nel medio e lungo termine. Molto è stato già fatto grazie al sostegno del precedente governo nazionale e molto resta da fare. Le grandi idee e le relative scelte hanno bisogno della massima condivisione e di gambe per camminare”. Lo ha detto il presidente della Regione Gianni Chiodi al termine del Forum Ocse ai laboratori dl Gran Sasso, rivolgendosi al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti e al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

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Il Ministro Barca a L’Aquila: “Rigore e fine commissariamento”. Per ricostruire messi in campo 10,6 miliardi di euro

Posted by admin On marzo - 16 - 2012 ADD COMMENTS

L’Aquila, 16 mar 2012 – Il ministro Fabrizio Barca, oggi all’Aquila per un summit con tutti i soggetti della Ricostruzione post terremoto, nel corso della conferenza stampa/consuntivo ha fornito due importanti notizie: la soppressione della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) ed il rinnovo del mandato alla filiera Fintecna, Reluis, Cineas, per istruire le pratiche. ”C’e’ una valutazione della Struttura tecnica di missione con questo forte rafforzamento – ha chiarito Barca – Si puo’ arrivare entro il 31 agosto al totale esaurimento di tutte le pratiche della periferia, anche di quelle presentate dai cittadini dopo il 31 di agosto 2011, e anche di avviare, non appena ce ne saranno le condizioni, le pratiche relative ai centri storici”. ”Quindi, – ne ha concluso – questo riaffidamento alla filiera e’ un elemento di certezza che puo’ contribuire, insieme agli altri, all’accelerazione della ricostruzione”.

STATO DI EMERGENZA PER TUTTO IL 2012 – Lo stato di emergenza nei comuni terremotati dell’Aquilano sara’ prorogato sino alla fine del 2012. La misura sara’ contenuta in un provvedimento che verra’ emanato dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, nel giro di una settimana. Ne ha dato notizia lo stesso incaricato di Monti, oggi in citta’ per un vertice con la governance della Ricostruzione, prima tappa di una due-giorni tutta abruzzese. Il Ministro ha assicurato che il contributo di autonoma sistemazione, una delle forme di sostegno economico ai cittadini, sara’ garantito per tutto l’anno in corso, senza alcuna decurtazione. La proroga dell’emergenza non produrra’ tagli di personale al servizio assistenza alla popolazione, affidata ora al Comune dell’Aquila, dopo il passaggio di consegne dalla Struttura per la gestione dell’emergenza ”cassata” dal nuovo piano Barca.

Il ministro Fabrizio Barca, incaricato di seguire le iniziative per la ricostruzione dell’Aquila, in questa sua visita in citta’, come gia’ nella precedente del 20 febbraio, ha insistito molto sull’utilita’ di una corretta comunicazione. ”Qualunque cittadino puo’ entrare sul mio sito internet e scaricare la relazione – ha fatto sapere – con i dati e gli elementi gia’ da adesso; e’ gia’ un segno”.

Ha ribadito altresi’ la necessita’ di ”assicurare un flusso di informazioni anche con modalita’ moderne, in modo tale che non siano tabelle come si faceva 20 anni fa, ma scaricabili”.

”Sull’esempio delle primissima fase dell’emergenza – ha suggerito – si potrebbe istituire un punto di contatto, un Urp del cratere che assicuri ai cittadini una interlocuzione diretta con le amministrazioni”.

CIALENTE ESULTA: “100 GIORNI ALLA FINE DEL COMMISSARIAMENTO” – Anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a conclusione del vertice col ministro Fabrizio Barca, nella sede della Regione Abruzzo, si e’ mostrato alquanto soddisfatto. ”Adesso – ha commentato – si pone il problema su come organizzare. Sparisce la Sge, finiscono i vice commissariamenti. E finisce quella confusione nella quale, a volte, mi sono perso anch’io”. ”I fondi per l’emergenza arrivano – si e’ detto fiducioso – si va verso la normalita’, al massimo entro 100 giorni, con la fine del Commissariamento. Il problema – ha pero’ rilevato Cialente – e’ come si approva il Piano delle ricostruzione; li’ si e’ creato un quadro che va verso un chiarimento.

Adesso si sa chi fa che cosa.

Personalmente – ha concluso – mi sono stancato per tre anni di aver risposto di cose non fatte o fatte male da altri”.

10,6 MILIARDI PER LA RICOSTRUZIONE – Finora per il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 sono stati investiti circa 10,6 miliardi di euro (di cui 10,5 di fonte pubblica). Di questi, 2,9 miliardi sono stati erogati per gli interventi di emergenza. Dei 7,7 mld per la ricostruzione (edifici privati e pubblici, reti e azioni per lo sviluppo) ne risultano erogati e/o trasferiti almeno 2, mentre restano da utilizzare 5,7 miliardi.
Il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, al termine della lunga riunione con i vertici politici abruzzesi, dal presidente della regione Gianni Chiodi ai sindaci del sisma dell’Aquila, traccia un bilancio degli interventi fatti e di quelli che andranno eseguiti. “Ora dobbiamo fare in modo che questi soldi siano spesi bene e che i cittadini abbiano certezze e garanzie sui lavori”, afferma il ministro che ha presentato anche la relazione “La ricostruzione dei Comuni del cratere aquilano” (GUARDA IL DOCUMENTO IN PDF).
Le 43 pagine del dossier si aprono premettendo che “due sono le urgenze: accelerare la ricostruzione e avviare lo sviluppo”.

Il 50% degli sfollati non è ancora rientrato a casa – Alla data del 6 marzo 2012, la popolazione che non era ancora rientrata nelle proprie abitazioni ammontava a circa 33.700 persone, circa il 50% dei 67.459 senza tetto alla data del giorno del sisma. Tra gli assistiti, 21.807 si trovano in soluzioni alloggiative a carico dello Stato, per un totale di 17.030 persone all’Aquila e 4.777 in altri Comuni del Cratere, così ripartiti: 12.969 presso gli alloggi del Progetto C.A.S.E.; 7.202 presso i Moduli Abitativi Provvisori (MAP); 692 con Affitti fondo immobiliare AQ (+ accordo quadro con comune di Barete); 885 con Affitti concordati con la Protezione Civile; 59 in altre strutture comunali. Altri 11.482 assistiti ricevono invece un contributo di autonoma sistemazione; i restanti 383 si trovano in strutture ricettive e di permanenza temporanea.

Albo delle ditte edili contro le infiltrazioni mafiose – Il ministro Barca ha confermato che sulla relazione che ha stilato sono indicate alcune linee guida per il futuro della ricostruzione dell’Aquila, specie per quello che riguarda la correttezza dei lavori da eseguire, i tempi e la trasparenza: “Per prima cosa bisogna creare un albo delle ditte edili presso la prefettura perché non ci siano da un lato infiltrazioni mafiose e dall’altro la garanzia della qualità dei lavori”. “È inoltre opportuno – ha aggiunto – che tra i soggetti che attueranno i progetti ci possa essere una reale concorrenza, e per ultimo garantire che i lavori siano eseguiti in tempi giusti e quindi fare in modo che ci siano sanzioni per gli eventuali ritardi. Abbiamo stabilito che entro il 31 agosto prossimo tutte le pratiche della ricostruzione delle unità abitative siano portate a termine e da quella data si possa avviare la ricostruzione anche dei centri storici”

Cinque linee d’azione per accelerare la ricostruzione – La relazione, primo frutto della rafforzata cooperazione tra Governo nazionale, Commissario designato e Autorità locali, descrive cinque linee d’azione volte ad accelerare la ricostruzione e avviare lo sviluppo: informazione, comunicazione, programmazione, semplificazione e rigore.
L’attuazione di queste cinque linee d’azione consentirà di procedere verso due obiettivi distinti: l’emanazione di un’ordinanza che assicuri fino a tutto il 2012 sia i contributi per l’autonoma sistemazione dei cittadini senza un’abitazione e gli altri oneri connessi al prolungamento dell’emergenza e alle spese ordinarie dei Comuni, sia l’impegno e l’efficacia della filiera istituzionale che oggi esamina e valida le richieste di ricostruzione degli edifici privati; e che contestualmente introduca semplificazione nella gestione straordinaria corrente e ne rafforzi ulteriormente il rigore; il lavoro su un provvedimento per uscire dalla fase straordinaria e per avviare l’amministrazione ordinaria della ricostruzione.

Fondamentale il controllo sull’uso delle risorse – Requisito primario per accelerare la ricostruzione è un monitoraggio adeguato dello stato di attuazione, distinto tra erogazioni e trasferimenti ai capitoli di contabilità speciale. Lo schema informativo sulle fonti, la destinazione e lo stato di attuazione delle risorse finanziarie presentato nella Relazione – suscettibile di miglioramenti e integrazioni – mostra che le risorse destinate agli interventi per l’emergenza (2,9 mld di euro) risultano quasi integralmente erogate e hanno riguardato principalmente le seguenti linee di intervento: spese per la prima emergenza per complessivi 680 milioni; progetto Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili (CASE): circa 4.500 appartamenti in grado di ospitare più di 15.000 persone. Le risorse utilizzate per questo progetto sono state pari a circa 833 milioni; progetto Moduli Abitativi Provvisori (MAP): circa 3.500 moduli in grado di alloggiare oltre 7.000 persone. Le risorse utilizzate per questo progetto sono state pari a circa 284 milioni. Progetto Moduli a Uso Scolastico Provvisorio (MUSP): 32 scuole prefabbricate in grado di ospitare più di 6.000 studenti.

Come saranno ripartiti i soldi pubblici – Le risorse destinate agli interventi per la ricostruzione devono seguire principalmente le seguenti linee: ricostruzione di edifici privati (concessione di contributi ai soggetti privati e orientativamente quantificabili in circa 6 mld di euro); ricostruzione di edifici pubblici (interventi approvati dal CIPE riguardanti opere pubbliche per circa 408 milioni); messa in sicurezza degli edifici scolastici (interventi approvati dal CIPE per complessivi 226 milioni); reti stradali e ferroviarie: riguardano interventi per complessivi 300 milioni. Tra le risorse rilevate nella ricognizione sono ricomprese le donazioni effettuate da privati e da Stati esteri che ammonterebbero complessivamente a circa 87 milioni di euro. Sono tuttora in corso approfondimenti con gli uffici della Protezione civile per la predisposizione di una ricognizione finale dell’articolazione di questi interventi.

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RICOSTRUZIONE: IL MINISTRO BARCA A L’AQUILA. “I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA”

Posted by admin On febbraio - 20 - 2012 ADD COMMENTS

L’Aquila, 20 feb 2011 – E’ arrivato stamane all’Aquila Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale che Monti ha investito del ruolo di “inviato speciale” nella ricostruzione post-terremoto dell’Aquila. Ad accogliere Barca, fuori Palazzo Silone, il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi (commissario ad acta per la ricostruzione) ed il Prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato. Barca non ha rilasciato dichiarazioni, riservandosi di rispondere alle domande dei giornalisti nella tarda mattinata, nel corso di una conferenza stampa.  Al vertice partecipano anche il capo gabinetto del ministro, Alfonso Celotto, i rappresentanti del ministero dell’Economia e delle finanze, del dipartimento della protezione civile nazionale, della struttura commissariale.

MOLTE COSE NASCOSTE DIETRO LE CARTE – “Il Governo vuole essere certo dei ritardi, se ci sono stati. Oggi la macchina la vediamo in movimento. Io ho sempre pensato una cosa che per prendere una decisione bisogna sapere, in questo momento noi stiamo acquisendo informazioni. Siamo d’accordo nel migliorare la qualita’ delle informazioni, ci sono molte cose nascoste sotto le carte, che non sono arrivate ai cittadini”. Lo ha detto il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, all’Aquila incaricato dal presidente del Consiglio, Mario Monti, di seguire la ricostruzione post terremoto. “Perche’ i cittadini si formino un convincimento – ha poi osservato il ministro – devono sapere e perche’ sappiano devono avere una buona comunicazione. Stiamo facendo un impegno collegiale per migliorare il quadro del sistema informativo sia per quanto riguarda i dati finanziari per per quanto riguarda i dati procedurali, sapere in altre parole quante pratiche – parlando di cose concrete – dell’Aquila e della sua periferia sono gia state istruite e quante lo saranno”. Per Barca ocorre “fare delle previsioni ragionevoli che consentano ai cittadini di sapere quanto altro tempo dovranno rimanere fuori le abitazioni”. Il ministro e’ ora impegnato in una riunione con i sindaci delle aree omogenee colpite dal terremoto del 6 aprile del 2009.

I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA – Dal ministro Fabrizio Barca, gli aquilani hanno ricevuto la stessa rassicurazione di sovente sulla bocca del Commissario/Governatore, Gianni Chiodi: ”Non esiste assolutamente un problema di risorse finanziarie; il problema e’ che ce ne sono molte ma la macchina non le utilizza ancora completamente”. Per il Ministro ”non ci sono assolutamente rischi che esse scarseggino (anche se la preoccupazione e’ sacrosanta!) ma bisogna utilizzarle bene e con rigore”. ”Il Paese ha messo a disposizione delle risorse per la ricostruzione – ha sottolineato – e si aspetta informazioni che essa sia fatta nel modo migliore ma anche a costi contenuti e limitati”. Quanto alla legge ad hoc sul terremoto, Barca ha assicurato che e’ uno strumento che il Governo si riserva di valutare.

I COMITATI E LA RICOSTRUZIONE – I Comitati, la Citta’ dell’Aquila, vogliono essere parte attiva della Ricostruzione. Il Governo intende assecondarli? La risposta al ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, incaricato delle ”cose” del terremoto, oggi all’Aquila per una serie di incontri istituzionali. ”Non appena la qualita’ delle informazioni rilasciate all’esterno sara’ migliorata, i cittadini potranno formarsi su questi dati. I rapporti con le istituzioni, cosi’, avverranno meno sulla base di timori e di una sfiducia che, assicuro, non vedo all’Aquila peggiore che nel resto del Paese”. Il Ministro ha puntualizzato che ”uno dei dati della crisi italiana e’ il non rapporto fiduciario tra cittadini e Stato, all’interno dello Stato tra diversi livelli di governo, e a volte anche tra i cittadini stessi”.
”Io che avevo incontrato pezzi della classe dirigente aquilana qualche settimana dopo il terremoto – ha aggiunto – l’avevo vista attiva, visionaria, determinata. Ma dopo due anni c’e’ stato un allentamento”. ”Col rafforzamento della qualita’ dell’informazione – ha rimarcato piu’ volte – consentiremo ai cittadini di arrabbiarsi per cose giuste.

L’informazione e’ la base fondamentale per sapere cosa stanno facendo i governanti e chiedere i propri diritti. Se non ho informazioni – ne ha dedotto – non so cosa chiedere e mi lamento”.
”Il rilancio economico del territorio aquilano e’ legato a due ‘carte’: l’innovazione e la ricerca per la presenza dell’Universita’, di imprese tecnologicamente avanzate, di piccole e medie aziende interessanti, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso; il patrimonio stesso della ricostruzione che ha visto in campo squadre di tecnici per la messa in sicurezza.

Queste due forze oggi non sono mobilitate. Bisogna farlo per rilanciare il ‘progetto L’Aquila”’. E’ una delle analisi del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, oggi all’Aquila per un primo contatto ”sul campo” della realta’ del terremoto che dovra’ seguire, per incarico del premier Monti, magari riuscendo a sbloccare una ricostruzione ingessata. ”Nei prossimi 60 giorni – ha auspicato il Ministro – vorrei ritrovare quell’entusiamo che a volte e’ stato ripiegamento all’individualismo di ognuno di noi piu’ che ai bisogni ed alla visione di una comunita’, di una citta”’.

CHIODI: “PROPORRO’ POTERI COMMISSARIALI AI SINDACI”

Al Presidente della Regione poteri di indirizzo e programmazione economico-finanziaria.

Il Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha annunciato nel corso del vertice con il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che è sua intenzione proporre al Presidente del Consiglio l’adozione di una Opcm che definisca i seguenti punti:

1- che dopo le prossime elezioni amministrative i poteri commissariali vengano trasferiti dal Commissario/Presidente ai Sindaci che saranno dotati, a seguito di una previsione dei costi della ricostruzione, di un adeguato budget finanziario;

2- permanenza in capo al Presidente della Regione dei poteri di indirizzo, coordinamento e programmazione economico-finanziaria con relativo compito di riparto delle risorse finanziarie tra i comuni, di monitoraggio della spesa e di alta sorveglianza;

3- costituzione di un ufficio di supporto al Presidente della Regione per l’espletamento dei compiti e delle funzioni allo stesso assegnati, la cui durata cessi al termine del mandato affidato al Presidente della Regione;

4-costituzione, a supporto del Presidente, di un comitato di pilotaggio costituito da tre/cinque componenti di alta professionalità

LA SCHEDA DEGLI INTERVENTI PRESENTATA DA CHIODI 
Erogati 2,325 miliardi, 33.476 persone rientrate a casa, in un mese rimosse 20mila t di macerie

Gli strumenti messi in campo per la ricostruzione e le misure per il rilancio economico del territorio colpito dal sisma del 6 aprile 2009. Questi i temi predominanti dell’incontro che si tiene oggi all’Aquila tra il Presidente della Regione Abruzzo e Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi e il ministro per la Coesione territoriale,  Fabrizio Barca. Questi i dati ufficiali illustrati dal commissario Chiodi, che ha fornito al Ministro tutti i dettagli delle risorse spese fino ad oggi, con un quadro minuzioso e documentato delle attività svolte e dei processi in evoluzione.

In sintesi:

SOMME SPESE E RESIDUE .  1 miliardo e 379 milioni di euro disponibili in cassa su 3 miliardi e 704 milioni stanziati a febbraio 2010. Già erogati, dunque, 2 miliardi e 325 milioni. Per l’emergenza sono stati erogati 751,355 milioni, mentre per la ricostruzione pubblica e privata sono stati spesi 527,14 milioni. Dei 2 miliardi stanziati dalla Cassa Depositi e Prestiti è stata impegnata una somma pari a 1,046 miliardi, quindi il plafond disponibile è di 953,250 milioni.

POPOLAZIONE DOPO IL SISMA . Ad aprile del 2009 le persone rimaste senza casa erano 67.459; oggi 33.476 persone sono rientrate nelle proprie abitazioni, mentre 21.941 hanno un alloggio a carico dello Stato (Progetto Case, Map, affitti concordati e fondo immobiliare). I beneficiari del contributo di autonoma sistemazione (Cas) sono complessivamente 11.609, con una diminuzione del 58,2% rispetto a 3 anni fa. Le persone alloggiate negli alberghi (-95,2%) e presso la caserma della Guardia di Finanza dell’Aquila (- 87,5%) sono ormai 433.

RIMOZIONE MACERIE.  Sul tavolo anche la questione della rimozione delle macerie  derivanti dai crolli e dalle demolizioni di edifici pubblici e privati. Solo nel mese di gennaio sono state rimosse oltre 20 mila tonnellate di macerie. Negli ultimi 4 mesi sono state trasportate 59 mila tonnellate. La media dei primi nove mesi del 2011 è di circa 6 mila tonnellate di macerie trasportate ogni mese, mentre negli ultimi quattro mesi la media è stata di circa 14 mila tonnellate, con un incremento del 139%.  Si tratta di un risultato importante che incoraggia verso l’obiettivo del soggetto attuatore, Giuseppe Romano, che è quello di arrivare a trasportare 2 mila tonnellate di macerie al giorno.

PIANI DI RICOSTRUZIONE:  è stata espressa soddisfazione dal Commissario Chiodi per la consegna ufficiale da parte dei Comuni dei primi 24 piani di ricostruzione, che definiscono le modalità di intervento sui centri storici. Altri 35 Comuni presenteranno i piani nel corso del 2012. Secondo una stima della Struttura Tecnica di Missione, quelli già presentati costeranno 6,688 miliardi. I Comuni che hanno consegnato i piani alla Struttura commissariale sono: L’Aquila e le sue frazioni, Onna, frazione dell’Aquila, Bussi sul Tirino (Pe), Popoli, Barete (Aq), Cugnoli (Pe), Brittoli (Pe), Civitella Casanova (Pe), Barisciano (Aq), Rocca di Mezzo (Aq), Rocca di Cambio (Aq), Ofena (Aq), Ovindoli (Aq), Montebello di Bertona (Pe), Goriano Sicoli (Aq), Castel del Monte (Aq), Castelvecchio Calvisio (Aq), Santo Stefano di Sessanio (Aq), Villa Santa Lucia (Aq), Lucoli (Aq), Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere (Aq), San Nicola, frazione di Cocullo (Aq), Villa Sant’Angelo (Aq), Sant’Eusanio Forconese (Aq).

RICOSTRUZIONE PRIVATA L’AQUILA : l’Amministrazione comunale ha rilasciato in totale 11.428 contributi definitivi per il ripristino di edifici classificati “B”, “C” ed “E”. Reluis, dopo l’istruttoria tecnica delle domande, ha valutato positivamente 15.398 pratiche su 16.678 presentate, mentre l’istruttoria economica di Cineas si è conclusa con esito positivo per 13.358 domande su 16.467 presentate.

RICOSTRUZIONE PUBBLICA.  Illustrati i principali interventi di ricostruzione del capoluogo abruzzese: 314 milioni di euro stanziati per 38 cantieri: dal palazzo del Governo alla basilica di San Bernardino, dal palazzo di Giustizia di via XX settembre al Forte Spagnolo, da palazzo Madama alla Procura Generale (uno dei primi interventi conclusi insieme alla Fontana delle 99 cannelle) e molti altri. Per quanto riguarda l’attività svolta dal Provveditorato alle Opere Pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, sono stati già affidati progetti per 244 milioni di euro, mentre i lavori per i quali è stata indetta una gara d’appalto pubblica ammontano a 60 milioni e gli interventi già eseguiti hanno comportato una spesa di 150 milioni.

“Una chiesa per Natale”:   grazie al progetto previsto dall’ordinanza n. 3820 della Presidenza del Consiglio dei Ministri e portato avanti dal vice commissario per la Tutela dei Beni culturali, Luciano Marchetti, sono state riaperte al culto 116 chiese in Abruzzo, ristrutturate con un finanziamento complessivo di oltre 14 milioni di euro.  Significative infine le donazioni destinate ai monumenti danneggiati dal sisma, per una cifra complessiva pari a circa 38,2 milioni di euro. Qualche esempio: il Governo francese ha finanziato il recupero della Chiesa di Santa Maria del Suffragio con 3,2 milioni di euro, il Governo russo ha donato 4,8 milioni per la ricostruzione di Palazzo Ardinghelli e 2,4 per la chiesa di San Gregorio Magno; la Regione Liguria ha finanziato con 1,5 milioni il recupero della chiesa di Santa Maria della Croce di Roio e il Governo tedesco ha donato 3,5 milioni per la chiesa di San Pietro Apostolo.

“Scuole d’Abruzzo” :  la più grande operazione in Europa di messa in sicurezza delle scuole con un investimento pari a 226 milioni di euro per 269 interventi nelle quattro province abruzzesi, di cui 166 nelle scuole della provincia dell’Aquila.

CIALENTE SODDISFATTO PER LA FINE DEL COMMISSARIAMENTO – “Esprimo soddisfazione per la fine del regime di commissariamento che arrivera’ dopo le elezioni amministrative, come chiesto da Chiodi al Governo. Finalmente il completo controllo della ricostruzione verra’ trasferito ai Comuni ed ai Sindaci”. Lo afferma il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, che aggiunge: “Ho chiesto ed ottenuto che entro il 15 marzo venga rinnovato il finanziamento per tutto l’anno per la gestione dell’emergenza, compresa la riconferma dei precari, un’ accelerazione della filiera. Ho proposto – ha proseguito il sindaco – di assicurare la possibilita’ ai cittadini, a partire dalla stessa data, di poter presentare i progetti che entrano nello stralcio previsto nell’ordinanza 3996 e che verranno esaminati, eventualmente, da un’apposita struttura che verra’ istituita dal Comune dell’Aquila e dagli altri comuni che organizzeranno analoghi uffici. Ho anche posto, inoltre, la questione centrale del rilancio economico e produttivo, problematica per la quale abbiamo concordato di avviare un’attenta valutazione, spero entro un mese, delle somme disponibili per i primi finanziamenti Su un argomento, poi, mi sono particolarmente impuntato, di giungere al piu’ presto all’intesa per l’approvazione dei piani di ricostruzione. A tal proposito, vista la grande confusione, persino sulla definizione di questi, ho chiesto, offrendo anche la mia collaborazione, se sara’ richiesta, di delineare entro 10 giorni una griglia per gli esami degli stessi, poiche’ ritengo di essere nelle condizioni di poter ottenere l’intesa entro massimo la prima meta’ del mese di aprile”. Cialente non ritiene “vi sia alcun motivo per rinviare ulteriormente; inoltre – ha spiegato – con la griglia d’esame, mi sento garantito, rispetto a strane interpretazioni od osservazioni che mi sono pervenute come a proposito del piano di ricostruzione di Onna, depositato da oltre 40 giorni, addirittura sul senso di marcia dei camion nei cantieri. Mantengo, comunque, alcune perplessita’ sui tempi e sulla filiera per i quali come richiesto dal ministro, inviero’ ulteriori proposte per una sua migliore organizzazione, che la contraddistinse quando era guidata dal Comune dell’Aquila. Parte importante della mia soddisfazione – ha messa in rilievo infine il sindaco Cialente – e’ che le odierne decisioni del Governo rispetto alla struttura commissariale, ai grandi ritardi da me piu’ volte denunciati, rende giustizia delle accuse che mi sono state spesso rivolte, di cercare inutilmente lo scontro istituzionale e di voler litigare. La decisioni assunte oggi dal Ministro Barca per conto del Governo confermano che avevo ragione io”.

BARCA: “FATTO UN BEL PASSO” – “E’ stato un incontro molto, molto intenso, ricco. La riunione e’ cominciata con una ricognizione di molte informazioni, altre ne sono emerse durante la riunione, ovviamente ci sono state opinioni diverse ma come dico io le innovazioni ed il progresso si fanno mettendo sul tavolo con convincimento e senso di missione pubblica. Oggi abbiamo sentito opinioni diverse, abbiamo fatto un bel passo. Io sono molto soddisfatto di questo incontro, perche’ si e’ preso atto del fatto che la ricostruzione, seppur da accelerare, abbia prodotto gia’ importanti risultati, che tanto si potra’ fare ancora, naturalmente perfezionando anche i sistemi di Governo, perfezionando delle fasi procedurali e su questo con il Governo si sta lavorando con grande intensita’ ed attenzione assieme ai sindaci. Naturalmente quello che ritengo opportuno dire e’ che rimane sempre il fatto che la ricostruzione e’ un fatto complesso”, non e’ una cosa “che si fa dalla sera alla mattina, ci vorranno degli anni ma con la determinazione e la volonta’ di tutti di fare il meglio possibile”.

RECUPERARE FIDUCIA NELLO STATO – “Il messaggio agli aquilani e’ di poter recuperare il piu’ presto possibile quella straordinaria fiducia e il rapporto fiduciario tra loro e tra loro e lo Stato che ho visto molto forte nei mesi successivi e che poi ho visto spegnersi”.
In riferimento alla domanda dei cronisti sulla necessita’ da parte dei terremotati a basare la propria speranza di futuro sui tempi certi della ricostruzione, il ministro ha sottolineato che “soltanto quando si capisce quello che si e’ fatto e la rapidita’ con cui si e’ fatto, si e’ in grado di sapere dove arriva una citta’. Noi, nel rendere piu’ forte la nostra informazione e dare il senso dei progressi – ha continuato Barca – siamo in grado di fare delle proiezioni, quindi come negli ultimi tre mesi abbiamo fatto questo e quest’altro, nei prossimi tre faremo questo e quest’altro. La programmazione – ha concluso – e’ sempre figlia dell’informazione”.

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Pronto il piano di ricostruzione: servono 5 miliardi

Posted by admin On gennaio - 28 - 2012 ADD COMMENTS

L’Aquila, 27 gen 2012 – Serviranno oltre 5 miliardi per ricostruire L’Aquila e le sue frazioni. Lo ha annunciato stamane il sindaco, Massimo Cialente, illustrando i contenuti del Piano di Ricostruzione, strumento tecnico e di programmazione per la rinascita del centro storico della Citta’ capoluogo, distrutto dal sisma del 2009. Strumento propedeutico a qualsiasi forma di intervento materiale e finanziario, che giunge dopo quasi tre anni dal tragico evento, accompagnato da tante aspettative e da altrettante polemiche. Il Commissario Gianni Chiodi e’ da tempo che sollecita la presentazione del documento. Di recente hanno invitato a stringere i tempi anche il ministero dell’Economia, la Protezione civile e persino il presidente del Consiglio, Mario Monti. Il programma di spesa approntato dal Comune dell’Aquila prevede la destinazione di 3,5 miliardi di euro per L’Aquila e di oltre 1,5 per le frazioni.

Il faldone consta di quattro linee di indirizzo strategico, dello stralcio per il capoluogo, di quello per le frazioni e di quello per i progetti futuri. La chiave sono gli interventi ”diretti”, quelli conformi all’attuale Piano regolatore del capoluogo, risalente al 1975, che, per l’amministrazione, potrebbero partire subito, anche se oggi e’ stato lanciato l’allarme sui tempi della filiera tecnica.

Accanto al Sindaco, oggi in conferenza stampa, l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, ed il responsabile della redazione del Piano, architetto Daniele Iacovone.

I RIFERIMENTI NORMATIVI DEL PIANO
- Legge 77/2009 (art 14 c. 5 bis). Definisce gli obiettivi del Piano di Ricostruzione prevedendo una generica intesa con il Commissario e il Presidente della Provincia, per le materie di sua competenza. Il Piano deve assicurare la ripresa socio-economica, la riqualificazione dell’abitato e facilitare il rientro delle popolazioni sfollate nelle abitazioni danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009.
- Decreto del Commissario delegato per la Ricostruzione n. 3/2010. L’art. 5 del Decreto ribadisce gli obiettivi del Piano di Ricostruzione indicati dalla legge (comma 1) e ne definisce i contenuti (comma 2): analisi dello stato dei luoghi, riferimenti alla microzonazione sismica, individuazione degli interventi e dei soggetti interessati, messa in sicurezza degli ambiti di ricostruzione, stima economica e cronoprogramma degli interventi. All’art 6 ne definisce il procedimento di formazione.
- OPCM 3996 del 17 gennaio 2012. Prevede che il Piano di Ricostruzione possa essere predisposto per Piani Stralcio e debba essere accompagnato da un Documento Pianificatorio Unitario e da una stima di massima dei costi riguardante l’intero centro storico.
A questi riferimenti normativi si aggiungono le disposizioni dell’OPCM n. 3820/2010 per l’identificazione degli aggregati e del DCR n. 12/2010 per la costituzione dei consorzi obbligatori.

DATI GENERALI
Il Piano di Ricostruzione riguarda l’insieme dei centri storici, sia quello del capoluogo (168 ettari), sia quelli delle 49 frazioni (235 ettari), che si estendono per una superficie di 403 ettari.
La priorità dell’emergenza aquilana è avvalorata dai dati sulla popolazione: gli abitanti dell’intero cratere, alloggiati fuori dalle proprie abitazioni, sono 34.670, di cui oltre l’80% – circa 28.533 – risiedono nel Comune dell’Aquila (10.000 risiedevano nel centro storico del capoluogo).
L’Aquila nel 2009 aveva una popolazione pari a 72.988 abitanti. Le persone alloggiate fuori dalle proprie abitazioni sono, ad oggi, il 40% circa.

IL PIANO
Il Piano di Ricostruzione sarà adottato dal Consiglio Comunale e pubblicato, per le fasi di informazione, consultazione e di partecipazione, per 15 giorni. Altri 15 giorni saranno necessari per la presentazione di eventuali osservazioni. Prima dell’approvazione in Consiglio, dovrà essere raggiunta l’intesa con il Commissario delegato e il Presidente della Provincia.
La legge individua il Piano di Ricostruzione come uno strumento programmatico ed economico, che può consentire al Governo la previsione di spesa per la ricostruzione dei centri storici.
Il PdR adottato dal Comune dell’Aquila è uno strumento aperto e flessibile, con l’obiettivo di accelerare il processo di ricostruzione e favorire l’obiettivo primario: il rientro della popolazione nelle abitazioni originarie.
Per tali ragioni il modello per la ricostruzione attivato dal Comune dell’Aquila per il centro storico e le 49 frazioni si basa, pur nel rispetto della L. 77/2009 e del DCR n.3/2010, su un approccio che privilegia, quando possibile, il PRG vigente, evitando il ricorso esclusivo a una pianificazione separata.
Da dicembre 2010 ad agosto 2011, durante la fase di predisposizione del Piano, il Comune ha anticipato, con l’emanazione di 10 provvedimenti del Sindaco, l’attuazione degli interventi conformi al PRG, che potevano essere avviati subito (circa il 70%), in quanto non contrastavano con gli obiettivi e le finalità del Piano stesso. Questo ci da’ ragione rispetto a quanto riportato nell’ultima OPCM 3996/2010.

L’ARCHITETTURA DEL PIANO
Il Piano di ricostruzione comprende quattro sezioni:

1.Linee di indirizzo strategico,
Parte I: Aspetti generali
Parte II: Le attività preliminari
Parte III: Contenuti del PdR (con la stima di massima dei costi degli interventi)
Parte IV: Applicazione delle disposizioni urbanistiche vigenti ed indirizzi per la redazione di piani e di programmi per il recupero edilizio urbano in variante al PRG.

2.Stralcio interventi edilizi diretti del capoluogo

3. Stralcio interventi edilizi diretti delle frazioni,

4.Stralcio progetti strategici.

IL CONTESTO SOCIO ECONOMICO
Partendo da un’analisi delle trasformazioni della società e del territorio dopo il sisma, il Piano ha individuano le criticità e i punti di forza del tessuto urbano e socio economico della città.
Le linee di intervento sono quattro:
1 il centro storico torna ad essere il cuore della vita sociale (azioni: attivare subito gli interventi privati, innalzare il livello di sicurezza antisismica, riqualificare le aree verdi, riqualificare i servizi, rilanciare il tessuto socio economico, rivitalizzare il tessuto produttivo)
2 garantire qualità urbana e sociale alla città estesa (riorganizzare la mobilità, creare nuovi poli urbani nelle frazioni, attivare politiche di inclusione sociale, riconnettere la città territorio)
3 il rilancio economico: vocazioni profonde e nuove (Università e formazione, industria hi-tech e innovazione- cfr Distretto della Ricostruzione- turismo e cultura)
4 Ampliare e migliorare i servizi delle strutture comunali preposti alla ricostruzione

I CONTENUTI DEL PIANO

Tra i contenuti del Piano ci sono gli adempimenti preliminari, previsti dal Decreto 3/2010, come la perimetrazione, la definizione degli ambiti di ricostruzione, l’emanazione degli avvisi pubblici per la presentazione delle proposte di intervento, la verifica preliminare delle proposte di intervento e l’identificazione degli aggregati edilizi (2.000 aggregati). Il tutto per un territorio di oltre 400 ettari.
Gli interventi previsti dal Piano nei centri storici sono riconducibili a tre tipologie:
1 Interventi edilizi diretti, da attuarsi immediatamente in conformità al PRG vigente (75%),
2 Interventi Unitari, di iniziativa pubblica o privata, da attuarsi utilizzando gli strumenti previsti da leggi statali e regionali: Programmi Integrati, Piani di Recupero, Programmi di Recupero Urbano (10%).
3 Interventi pubblici per la cui attuazione si ricorre a quanto previsto dall’art.7 del T.U. per l’edilizia (15%).
I piani di ricostruzione delle frazioni sono di norma d’iniziativa pubblica e possono riguardare l’intero perimetro dei centri storici delle frazioni e la totalità degli edifici singoli ed aggregati, per i quali è necessario intervenire con provvedimenti in variante al PRG. Il Comune dell’Aquila ha già avviato le procedure di approvazione di proposte di ricostruzione di interi ambiti territoriali tra cui:
1.il Piano per la Ricostruzione di Onna (Ambasciata di Germania)
2.il Piano per la Ricostruzione di Tempera (Università degli studi di Camerino)
oltre la fase di studio finale per la
3.il Piano di Ricostruzione di Bagno (I.U.A.V Università di Venezia, avvalendosi della collaborazione gratuita delle menzionate Università e Ambasciata di Germania)
Il Piano prevede anche le proposte per l’elaborazione di progetti strategici di iniziativa pubblica e privata.
In tali aree l’Amministrazione favorisce interventi e programmi unitari, per raggiungere obiettivi di riqualificazione urbana, anche utilizzando alcuni elementi di innovazione normativa.

I progetti strategici di iniziativa privata al momento sono:
Banca D’Italia – Via XX Settembre
Santa Croce
Lauretana
Valle Pretara
Porta Leone
Borgo Rivera
S. Andrea Campo di Fossa

I progetti strategica di iniziativa pubblica sono:
Polo universitario ex San Salvatore
Polo culturale
Complesso scolastico polifunzionale Caserma Rossi
Ex ospedale di Collemaggio
Sede unica uffici comunali
Viale della Croce Rossa
Polo del Welfare
Spazi pubblici
Progetto Mura
Parchi urbani
Piazza d’Armi (
Sistema dell’accessibilità e della sosta

I progetti strategici per le frazioni:TTI STRATEGICI FRAZIONI
Polo archeologico (Teatro e anfiteatro Amiternum)
La valle del Gran Sasso (Paganica, Camarda, Pescomaggiore, Filetto, Assergi)
Il Gran Sasso e San Pietro della Ienca
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Arischia)
Il Parco delle Sorgenti del Vera (Tempera)
La valle di S. Giuliano e Madonna Fore
Il fiume Aterno ed ex ferrovia L’Aquila Capitignano: piste e sentieri ciclabili
Centro fieristico Paganica.

Nel Piano di Ricostruzione, lo Stralcio per gli interventi edilizi diretti nella perimetrazione del capoluogo, condensa i 10 provvedimenti già emanati dal Sindaco dell’Aquila da dicembre 2010 ad agosto 2011, per un totale di circa 800 proposte di intervento approvate.
Allo stesso modo, lo Stralcio per gli interventi edilizi diretti nella perimetrazione delle frazioni, consente l’attuazione di interventi diretti sugli edifici compresi nella perimetrazione, definita ai sensi del Decreto.
Il piano è stato redatto con la partecipazione attiva dei cittadini, invitati a presentare proposte di intervento edilizio e di aggregato strutturale.
Per le frazioni sono 1.004 le schede proposte di intervento.
Sono stati identificati circa 2.000 aggregati, di cui 340 nel capoluogo, 1.156 nelle frazioni; i restanti fuori perimetrazione.

STIMA DEI COSTI DEGLI INTERVENTI NEL PIANO DI RICOSTRUZIONE
La stima di massima dei costi, (edilizia privata, pubblica, di culto, spazi pubblici, rete e supporto attività di costruzione) è pari a :
€ 3.407.153.466,30 per il Capoluogo
€ 1.752.669.838,67 per le frazioni

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Guido Bertolaso indagato per omidio colposo

Posted by admin On gennaio - 24 - 2012 ADD COMMENTS

L’Aquila, 24 gen 2012 – Guido Bertolaso è indagato per omicidio colposo plurimo e disastro colposo in relazione al terremoto dell’Aquila. I pm del capoluogo abruzzese l’hanno messo sotto inchiesta per un’intercettazione, mai trascritta ma pubblicata da Repubblica.it: in quella telefonata l’ex capo della Protezione civile diceva che gli scienziati inviati dal suo dipartimento sei giorni prima della devastante scossa furono spediti nella città in preda allo sciame sismico non per valutare il rischio concreto di un forte terremoto ma solo per compiere un’operazione mediatica, e per tranquillizzare la gente.

Nell’intercettazione mai trascritta dai carabinieri del Ros di Firenze Bertolaso al telefono con l’assessore regionale alla Protezione Civile della Regione Abruzzo Daniela Stati, la sera del 30 marzo 2009, annuncia la visita della commissione Grandi Rischi della Protezione Civile definendola una “operazione mediatica” per “tranquillizzare la gente”.

Domani mattina si svolgerà un’udienza del processo che vede indagati con l’accusa di omicidio colposo plurimo i sette componenti di quella commissione che secondo l’accusa non valutarono correttamente il rischio di un terremoto ma diedero solo informazioni superficiali e fuorvianti, invitando la popolazione a restare in casa. Poi ci fu la devastazione.

Il processo alla commissione Grandi Rischi della Protezione Civile (arrivato alla dodicesima udienza) è iniziato il 20 settembre scroso e all’udienza successiva (prevista per febbraio) toccherà proprio a Bertolaso salire sul banco dei testimoni. I componenti della commissione (Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi; Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione Civile; Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C. a. s. e.; Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova; Mauro Dolce, direttore dell’Ufficio rischio sismico di Protezione civile) che si riunì in città – in via straordinaria – il 31 marzo del 2009 sono accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Gli stessi reati ora ipotizzati nei confronti dell’ex numero uno della Protezione civile.

 

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DE MATTEIS E CHIODI SU ZONA FRANCA: “ECCO LE CARTE”. MA GIULIANTE E LIRIS SMENTISCONO: “NON CE LA DARANNO MAI”

Posted by admin On dicembre - 2 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila, 2 dic 2011 – Nessun ritardo, né tantomeno negligenza, da parte della Regione nella vicenda dell’istituzione della Zona Franca Urbana dell’Aquila. Lo hanno ribadito questa mattina, a Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, il Vice Presidente vicario Giorgio De Matteis e il Presidente della Giunta Gianni Chiodi (in qualità anche di Commissario alla Ricostruzione), che hanno fatto chiarezza – documenti e date alla mano – su quello che è stato l’iter finora portato avanti in tutte le sedi istituzionali, dal Parlamento italiano all’Unione europea. “La polemica scatenata dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – ha puntualizzato De Matteis – che, nella trasferta del Consiglio comunale a Bruxelles, ha annunciato di aver scoperto che la documentazione sulla Zona Franca era arrivata all’Europa solo lo scorso gennaio, pone un interrogativo inquietante: o il primo cittadino è in malafede, oppure di questa vicenda non sa assolutamente nulla. Il 12 gennaio scorso, quando la Zona Franca è stata notificata all’Unione europea, il Presidente Chiodi, nella sua qualità di Commissario alla Ricostruzione, ha comunicato ufficialmente il deposito dell’istanza a tutti, tanto che la stampa ha dato ampio risalto alla notizia. Cialente dov’era? Successivamente, a marzo, i Senatori Marini e Legnini, entrambi del partito del sindaco, hanno anche presentato un’interrogazione parlamentare per sapere a che punto era l’iter. Cialente non ne sapeva nulla? Ma la cosa più grave è che il 27 ottobre scorso, nella riunione con i Capigruppo del Comune a cui il primo cittadino ha partecipato, ho illustrato personalmente, come risulta dai verbali della seduta che ho consegnato in copia alla stampa, lo stato di avanzamento della procedura. Dunque, cosa è andato a fare a Bruxelles il sindaco, se già era stato messo a conoscenza di ogni cosa? E’ ora di finirla con questi giochetti – ha attaccato ancora De Matteis – sulla Zona Franca non c’è alcun mistero: l’iter sta procedendo in maniera molto più spedita rispetto alle Zfu individuate dal Governo Prodi, che dopo un procedimento durato quasi 5 anni, sono state declassate a Zone a Burocrazia Zero. Ed è altrettanto grave cercare di confondere le acque, parlando del regime de minimis, che è già ricompreso nella stessa Zona Franca, alimentando disorientamento tra cittadini e imprese, che invece hanno il diritto a essere informati correttamente, perché qui è in gioco il futuro della nostra città”. De Matteis e Chiodi hanno puntualmente elencato tutti i passaggi della Zona Franca Urbana: date, provvedimenti e nomi e cognomi delle personalità italiane ed europee coinvolte. “Ogni traguardo raggiunto – ha sottolineato Chiodi – è frutto di un duro lavoro: dobbiamo smetterla di pensare che qualunque cosa sia dovuta, o raggiungibile alzando semplicemente la voce e sbattendo i piedi, anche perché la difficile congiuntura economica generale, impone l’appoggio solo a iniziative valide e adeguatamente supportate da motivazioni fondate. Sulla Zona Franca abbiamo fatto, e stiamo facendo, tutto quello che ci è stato richiesto dai vari organismi. Pur comprendendo che per il sindaco Cialente l’imminente scadenza elettorale rappresenta un momento delicato per la sua carriera, non possiamo tollerare le continue denigrazioni dell’operato altrui”.(us/ff)

ZONA FRANCA URBANA: RIPERCORRIAMO LE DATE DELL’ITER

- Giugno 2009: l’articolo 10 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77, recante “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”, dispone che il CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e sentita la Regione Abruzzo, provveda all’individuazione ed alla perimetrazione di zone franche urbane ai sensi dell’articolo 1, commi da 340 a 343, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007);

- Il 13 maggio 2010 il CIPE individua e perimetra la Zona franca urbana ammessa al beneficio finanziario di cui alla legge n. 296 del 2006, “corrispondente all’intero perimetro territoriale del comune de l’Aquila”.

- l’articolo 39, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, incrementa il fondo di dotazione della Zfu da 45 a 90 milioni di euro;

- a novembre 2010 si riunisce il Comitato Attività Produttive per lo sviluppo e l’occupazione nell’area del sisma, che elabora una serie di proposte, confermando la volontà di mantenere la Zona Franca Urbana al posto della Zona a Burocrazia zero.****

- Contestualmente la Corte dei Conti registra il provvedimento del Cipe, che viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 novembre 2010.

- Il 12 gennaio 2011 la Zfu dell’Aquila viene notificata all’Unione Europea;

- A giugno 2011 l’Ue chiede integrazioni della documentazione presentata, che vengono inviate il successivo mese di luglio (così come prescritto dalla stessa Commissione Europea);

- Il 12 settembre 2011 viene richiesta un’ulteriore integrazione della documentazione, da presentare entro il 7 novembre.

- Il 22 settembre e il 4 ottobre 2011 una delegazione della Regione (guidata dal Vice Presidente vicario De Matteis) incontra a Bruxelles i rappresentanti della Direzione Aiuti di Stato della Commissione Europea. Nell’occasione il termine per la presentazione dei nuovi documenti viene rinviato al 25 novembre. Nel frattempo il 27 ottobre c’è un incontro tra la Regione e i capigruppo al Comune dell’Aquila, mentre il 18 novembre si tiene il vertice con le parti sociali.

- Il 23 novembre 2011 tutta la documentazione richiesta viene inviata a Bruxelles.

****LE PROPOSTE DEL COMITATO:

Misure per la salvaguardia ed il sostegno del sistema produttivo e della competitività : Zona Franca Urbana. Accelerazione della procedura di autorizzazione della ZFU presso gli organismi nazionali e comunitari competenti. Adozione del maggiorato regime previsto per gli importi di valore limitato e compatibile (de minimis), pari ad € 500 mila, per le attività economiche avviate nella ZFU in data precedente al 6 aprile 2009; Tremonti ter. Proroga al 31 dicembre 2011 per i soli comuni ricadenti nel cratere delle misure di agevolazione previste dal decreto legge 78/2009 (Tremonti ter) che prevede la detassazione al 50% degli investimenti in macchinari; confidi di Stato; introduzione di misure per la concessione gratuita di garanzie su finanziamenti bancari per le Pmi; credito d’imposta; rimodulazione della normativa in materia di credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali; consolidamento delle passività; potenziamento degli strumenti regionali di supporto ad operazioni di consolidamento delle passività a breve termine in accordo con Unicredit, Mediocredito Centrale ed Associazione Bancaria Italiana e delle passività a medio termine; accelerazione interventi per le attività agricole ed accelerazione dell’iter amministrativo per l’attivazione delle misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013.

Misure per la salvaguardia del potere d’acquisto e della capacità di spesa delle famiglie e delle imprese: regime di tassazione agevolato per imprese e famiglie; regime agevolato in materia previdenziale; sospensione tributi Equitalia, incentivi ai consumi di famiglie e imprese

Misure per l’occupazione: Proroga degli ammortizzatori sociali in deroga, rafforzamento Cigo, incentivi alle nuove assunzioni, politiche attive.

Monitoraggio e pianificazione di medio-lungo periodo degli interventi

PEZZOPANE, CHIODI EXTRATERRESTRE. SI SVEGLI – ”Sulla Zona franca non esistono due verita’. Ne’ tantomeno chi amministra questo Comune ha voglia e tempo di fare polemiche o risse. Tuttavia reagiamo quando ci rendiamo conto che qualcuno pensa di poter mortificare ancora questa citta’ e di ingannare i suoi cittadini”. L’infinita telenovela della Zfu all’Aquila.

Parola all’assessore del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, anche responsabile nazionale PD per la Ricostruzione. ”I tecnici della Commissione europea, che abbiamo incontrato a Bruxelles, non parteggiano certo per nessuno, ma si sono limitati a tratteggiare un quadro oggettivo.

La richiesta della Zona franca, per il rilancio economico di una citta’ martoriata anche da disoccupazione e cassa integrazione, e’ arrivata sul tavolo della Commissione europea solo a gennaio 2011, con estremo ritardo e con errori gravissimi”. La Pezzopane precisa, quindi che ”ora si e’ costretti a correre ai ripari, per rimodulare la proposta e recuperare il tempo che la Regione, il Commissario e il Governo ci hanno fatto perdere”.

Tre gli obiettivi da perseguire. 1) ”De minimis”. Il riconoscimento spetta al Governo, sentita la Commissione europea. Governo e Regione devono stanziare subito le risorse necessarie a copertura. Si tratta di uno strumento che serve soprattutto per le piccole imprese gia’ esistenti che potrebbero beneficiare di sgravi fiscali fino a 200 mila euro, in tre anni.

Il ‘de minimis’ andava chiesto subito dopo il sisma. Le nostre imprese locali non hanno beneficiato praticamente di nulla, mentre continuano a pagare tasse e contributi, comprese quelle che ancora non hanno potuto riaprire. 2) Zona franca. Questo strumento non va abbandonato, ma deve viaggiare parallelamente al ‘de minimis’. Sono strumenti diversi che rispondono a due esigenze diverse. In questo caso gli sgravi fiscali e contributivi servono soprattutto per le medie e grandi imprese, che si insedieranno ex novo. Dunque la Zona franca servira’ ad attrarre nuovi investimenti, mentre il ‘de minimis’ servira’ per le nostre imprese aquilane. 3) Fondo strutturale. Va riprogrammato dalla Regione Abruzzo il Fondo strutturale, che scade nel 2013. Per l’indennizzo delle attivita’ produttive sono stati stanziati solo 37 milioni dei circa 600 del Fondo strutturale. Ben poco, quindi. Inoltre, nella futura programmazione del nuovo Fondo strutturale va prevista, cosi’ come si e’ cominciato a fare con i parlamentari europei e con i funzionati dell’Ue a Bruxelles, uno specifico intervento, modello Urban, diretto al Comune dell’Aquila. La Pezzopane suggerisce, altresi’, leggi e provvedimenti regionali ad hoc, come quelli messe in campo dalla Regione Umbria e dal Friuli, subito dopo il sisma per l’economia. ”Chiodi farebbe bene a prendere esempio dall’Umbria, visto che di leggi simili in Abruzzo non se ne vede neanche l’ombra – sollecita – Quanto al fatto che siamo stati trattati meglio di Umbria e Marche, al Presidente della Regione e Commissario, che si comporta come un extraterrestre che ogni tanto atterra sul pianeta L’Aquila, evidentemente sfugge che gli aquilani le tasse le stanno gia’ pagando da luglio 2010 e che da gennaio cominceremo a restituire, mentre in Umbria e nelle Marche sono tornate a restituirle dopo 12 anni, al 40%. Come noi”. ”Adesso si capisce il perche’ di tanta irritazione nei confronti della delegazione del Consiglio a Bruxelles – osserva l’esponente PD – che ha visto la presenza anche di un assessore regionale e di un assessore provinciale, nonche’ di rappresentanti di categorie produttive”. Per lei ”e’ chiaro che Chiodi e De Matteis non volevano che scoprissimo le carte, per non far render conto alla citta’ dei ritardi e degli errori commessi”. ”Quanto al continuo sottolineare le assenze a Bruxelles – conclude la Pezzopane – mi sembra una pessima citazione del celebre film di Moretti ‘Ecce bombo’, quando il protagonista, invitato a partecipare ad un evento, si chiedeva se si sarebbe notato di piu andando o meno. Evidentemente – chiosa – qualcuno alla ricerca di visibilita’ elettorale, ha pensato che non partecipando si sarebbe notato di piu”’.

GIULIANTE E L’OPERAZIONE VERITA’: “VOLEVANO FAR PASSARE IL DE MINIMIS E SPACCIARLO PER ZONA FRANCA” – “Ritarare immediatamente la macchina per recuperare il tempo perso”. Lo ha detto oggi l’assessore regionale Gianfranco Giuliante in quella da lui chiamata “Operazione verita’” parlando della Zona franca urbana.

Carte alla mano, Giuliante ha dato notizia di una lettera del Mise (Ministero per lo sviluppo economico) alla Commissione europea in cui si dice che in caso di mancata concessione della zona franca le autorita’ Italiane si impegnano ad attuare il regime “de minimis” da subito, denominandolo “zona franca L’Aquila”.

L’assessore non ha risparmiato bordate nei confronti del sindaco del capoluogo: “Cialente non ha onesta’ intellettuale. Ha ammesso che non sapeva nulla della zfu, poteva evitare di confermarlo il giorno dopo parlando dei 300 milioni. Siamo noi stessi – ha detto ancora Giuliante – che abbiamo affinato le loro tesi, (il riferimento e’ alla Comunita’ europea ndr) avendo noi delle realta’ economiche piccole.

Il de minimis serve proprio a questo, visto che la Zona franca urbana come e’ stata applicata alle periferie di Parigi non si puo’ apllicare al caso aquilano per gli eventi eccezionali derivanti dal terremoto e per la vastita’ del territorio interessato.

Il de minimis – ha spiegato sempre Giuliante – offre benefici ai liberi professionisti, alle imprese pre-esistenti, a quelle piccole di nuovo insediamento, a quelle di maggiori dimensioni. A Bruxelles – ha concluso Giuliante – ci siamo sentiti dire come mai da un anno non abbiamo mai applicato questo regime”.

LIRIS SMENTISCE IL COMMISSARIO E DE MATTEIS – Dall’Assessore provinciale Guido Liris, anch’egli presente a Bruxelles, arrivano le ultime conferme, negative, su una possibile Zona Franca Urbana per L’Aquila: “I tecnici dell’UE ci hanno spiegato che la Zona Franca non ce la daranno mai e adesso c’è chi si ostina a voler chiamare zona franca un qualcosa che zona franca non è”!

DI STEFANO, BASTA IMBROGLI SU ZFU E ‘DE MINIMIS’ – Per l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano, ”gli assessori Gianfranco Giuliante per la Regione Abruzzo e Guido Liris per la Provincia dell’Aquila hanno ulteriormente rivelato il trucco che, per l’ennesima volta, il Commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi e il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis preparavano per gli ignari aquilani”. Vale a dire ”chiamare ‘zona franca’ una procedura ordinaria detta ‘de minimis’, che avrebbe potuto essere applicata da subito, senza alcun pronunciamento da parte dell’Unione europea”. Di Stefano chiarisce che ”la Zona franca urbana e lo strumento del ‘de minimis’ non sono la stessa cosa ma la concessione dell’uno non esclude l’istituzione dell’altra”. ”Tuttavia, in questi mesi – puntualizza – sia ai cittadini aquilani che ai consiglieri comunali, che li rappresentano, in sede di Conferenza dei capigruppo, e’ stata detta una cosa ben diversa, anzi, l’esatto opposto”. Quindi ”chiamare il regime del ‘de minimis’ con il nome di ‘zona franca per L’Aquila’ e’ dunque un palese imbroglio e coloro che imbrogliano si chiamano imbroglioni. E ora qualcuno pretenderebbe anche i ringraziamenti da parte degli aquilani!”.

Annuncia l’Assessore che ora il Comune dell’Aquila andra’ fino in fondo, presso l’Unione europea, con la pratica per la zona franca urbana ma, al contempo, ”chiediamo che, da subito, recuperando il tempo perduto sino ad oggi, ci vengano date le risorse per ottenere il ‘de minimis’, uno strumento fondamentale per aiutare la ripresa di tutto il sistema economico e produttivo aquilano, messo letteralmente in ginocchio dal sisma”. ”Per il resto – conclude – basta con i trucchi e basta con i temporeggiamenti”.

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RICOSTRUZIONE, CHIODI: “PER AIUTI MAI NESSUNO AL MONDO COME L’AQUILA”

Posted by admin On dicembre - 1 - 2011 ADD COMMENTS

IL COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LA RICOSTRUZIONE FA IL PUNTO: 3 MILIARDI DI EURO A IMPRESE E CITTADINI
L’Aquila, 1 dic 2011 – ”Mai sostegni all’economia, per entita’ e tempestivita’, come quelli assicurati all’Aquila post terremoto”. Aiuti straordinari per oltre 3 miliardi di euro che si riflettono su un sistema economico provato dal terremoto e dalla crisi internazionale. Mai, come all’Aquila, sostegni all’economia di tale portata e in tempi così rapidi. Fa il punto della situazione il Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi nel corso di una conferenza stampa ed elenca, cifre alla mano, tutte le misure a sostegno del tessuto economico e produttivo: dalla riduzione delle tasse sospese al sostegno diretto alle imprese, fino agli investimenti per le infrastrutture. Presenti anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis e rappresentanti di Confindustria e Camera di commercio dell’Aquila.

Nel dettaglio: 600 milioni di euro dalla decurtazione delle tasse, due miliardi di investimenti nell’edilizia, 83 milioni di euro di fondi Fesr, messi a disposizione dalla Regione Abruzzo, per

danni alle imprese (35 milioni), attrattivita’ di nuovi insediamenti (11), e valorizzazione turistica (7 milioni), 61 milioni già erogati dalla Sge per il ristoro dei danni alle imprese, 200 milioni all’Anas per la viabilità e, infine, 100 milioni destinati alla rete ferroviaria. E tutto questo, senza contare le risorse per le scuole e per l’Universita’.

Chiodi ha iniziato proprio dall’ultimo, importante, risultato: la riduzione delle tasse.

“Non è vero che L’Aquila non ha ricevuto alcun sostegno economico – ha commentato – Ben 600 milioni di euro, ossia 1200 milioni delle vecchie lire, sono rimasti nelle tasche degli aquilani grazie alla decurtazione del 60% delle tasse sospese: come se lo Stato avesse staccato un assegno in favore di imprese, cittadini e professionisti. Per le attività produttive si concretizza in un sostanzioso utile di bilancio mentre per i cittadini rappresenta una maggiore disponibilità finanziaria in un momento di grande crisi. ”E basta con le osservazioni che non abbiamo ricevuto le stesse attenzioni di Marche ed Umbria. Lì la sospensione non è mai stata di tale portata: all’Aquila è stata concessa a tutti gli imprenditori e ai dipendenti pubblici e privati mentre nelle altre realtà il provvedimento ha riguardato solo aziende che avevano subito danni a causa del sisma. Cittadini di Marche ed Umbria non seppero della decurtazione se non dopo dieci anni. Noi, dopo appena due anni e mezzo, possiamo capitalizzare quel risparmio. Inoltre la legge ha assunto per noi una formulazione letterale così ampia da includere anche Iva e ritenute che verranno restituite solo nella misura del 40 per cento. Un’operazione straordinaria – ha proseguito Chiodi – messa in atto grazie all’intercessione di Gianni Letta e del governo Berlusconi. Un risultato epocale mai raggiunto nella storia dei disastri naturali che all’Aquila, a causa di sterili ed inutili polemiche, è stato sottovalutato. Eppure abbiamo portato avanti un estenuante lavoro di contatti, pressioni e relazioni che hanno permesso di raggiungere l’epilogo auspicato. La comunità aquilana ha bisogno oggi di serenità, di un’informazione corretta e puntuale. Per questo non bisogna alimentare la disperazione ma la fiducia che per gli economisti rappresenta il combustibile vero per processi reali di sviluppo”. Il Commissario si è detto ottimista anche sull’attuazione della zona franca urbana in via di approvazione da parte della Comunità europea.

Aiuti straordinari per oltre 3 miliardi di euro che si riflettono su un sistema economico provato dal terremoto e dalla crisi internazionale. Mai, come all’Aquila, sostegni all’economia di tale portata e in tempi così rapidi. Fa il punto della situazione il Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi nel corso di una conferenza stampa ed elenca, cifre alla mano, tutte le misure a sostegno del tessuto economico e produttivo: dalla riduzione delle tasse sospese al sostegno diretto alle imprese, fino agli investimenti per le infrastrutture. Presenti anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis e rappresentanti di Confindustria e Camera di commercio dell’Aquila.

Nel dettaglio: 600 milioni di euro dalla decurtazione delle tasse, due miliardi di investimenti nell’edilizia, 83 milioni di euro di fondi Fesr, messi a disposizione dalla Regione Abruzzo, per

danni alle imprese (35 milioni), attrattivita’ di nuovi insediamenti (11), e valorizzazione turistica (7 milioni), 61 milioni già erogati dalla Sge per il ristoro dei danni alle imprese, 200 milioni all’Anas per la viabilità e, infine, 100 milioni destinati alla rete ferroviaria. E tutto questo, senza contare le risorse per le scuole e per l’Universita’.

Chiodi ha iniziato proprio dall’ultimo, importante, risultato: la riduzione delle tasse.

“Non è vero che L’Aquila non ha ricevuto alcun sostegno economico – ha commentato – Ben 600 milioni di euro, ossia 1200 milioni delle vecchie lire, sono rimasti nelle tasche degli aquilani grazie alla decurtazione del 60% delle tasse sospese: come se lo Stato avesse staccato un assegno in favore di imprese, cittadini e professionisti. Per le attività produttive si concretizza in un sostanzioso utile di bilancio mentre per i cittadini rappresenta una maggiore disponibilità finanziaria in un momento di grande crisi. ”E basta con le osservazioni che non abbiamo ricevuto le stesse attenzioni di Marche ed Umbria. Lì la sospensione non è mai stata di tale portata: all’Aquila è stata concessa a tutti gli imprenditori e ai dipendenti pubblici e privati mentre nelle altre realtà il provvedimento ha riguardato solo aziende che avevano subito danni a causa del sisma. Cittadini di Marche ed Umbria non seppero della decurtazione se non dopo dieci anni. Noi, dopo appena due anni e mezzo, possiamo capitalizzare quel risparmio. Inoltre la legge ha assunto per noi una formulazione letterale così ampia da includere anche Iva e ritenute che verranno restituite solo nella misura del 40 per cento. Un’operazione straordinaria – ha proseguito Chiodi – messa in atto grazie all’intercessione di Gianni Letta e del governo Berlusconi. Un risultato epocale mai raggiunto nella storia dei disastri naturali che all’Aquila, a causa di sterili ed inutili polemiche, è stato sottovalutato. Eppure abbiamo portato avanti un estenuante lavoro di contatti, pressioni e relazioni che hanno permesso di raggiungere l’epilogo auspicato. La comunità aquilana ha bisogno oggi di serenità, di un’informazione corretta e puntuale. Per questo non bisogna alimentare la disperazione ma la fiducia che per gli economisti rappresenta il combustibile vero per processi reali di sviluppo”. Il Commissario si è detto ottimista anche sull’attuazione della zona franca urbana in via di approvazione da parte della Comunità europea.

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ZONA FRANCA, CONSIGLIO COMUNALE A BRUXELLES. CIALENTE: “SIAMO STATI PRESI IN GIRO”

Posted by admin On novembre - 29 - 2011 ADD COMMENTS

L’Aquila, 29 nov 2011 – ”Siamo stati presi in giro.
Sulla Zona franca ci si e’ mossi tardi, lentamente e senza motivazioni. Questa trasferta e’ servita a capire che solo dal primo gennaio 2011 e’ stato avviato l’iter e le integrazioni richieste dall’Ue sono arrivate solo qualche giorno fa. L’ennesima beffa ai danni degli aquilani, di cui stavolta faranno le spese migliaia di imprenditori, commercianti e lavoratori”. Ha esordito cosi’ il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, incontrando a Bruxelles una delegazione di parlamentari europei, guidata da David Sassoli. Presenti Andrea Cozzolino, vicecapodelegazione del PD; Rosario Crocetta, Sergio Cofferati, Mario Pirillo, Silvia Costa, Patrizia Toia, Vittorio Prodi e Rita Borsellino, del Partito Democratico; Barbara Matera, Gabriele Albertini, Erminia Mazzone, del PdL; Giuseppe Gargani, dell’Udc; Salvatore Tatarella di Fli; e Mara Bizzotto della Lega.

”La burocrazia che sta bloccando la ricostruzione, e che ha provocato un blocco totale nel 2010, facendo perdere un anno prezioso – ha proseguito Cialente nella sala conferenze del Parlamento europeo – ha prodotto anche questo incommensurabile danno all’economia e all’occupazione della citta’ dell’Aquila. La Commissione per la concorrenza dell’Ue, che deve deliberare in merito alla Zona franca, aveva espresso delle riserve e prospettato lo strumento del ‘de minimis’ quale alternativa in grado di dare respiro alle attivita’ produttive. Perche’ non e’ stato fatto nulla’? – ha chiesto – Non si voleva raccogliere il suggerimento, peraltro immediatamente attuabile poiche’ di competenza delle autorita’ italiane’?”. ”Evidentemente – ne ha dedotto – lo si voleva tirar fuori dal cilindro in un secondo momento per poi spacciarlo per Zona franca”. ”A questo punto – ancora Cialente – dobbiamo certamente portare avanti il discorso della Zona franca, che pero’ prevede un iter complesso e lungo, e, nel contempo, intraprendere ogni azione per ottenere lo strumento del ‘de minimis”’. Cialente, a conclusione della giornata di Consiglio comunale straordinario nel cuore dell’Europa, ha detto di aver capito una cosa: ”Dobbiamo muoverci con le nostre forze, verificare tutto, perche’ in questo dramma troppe sono state le bugie e le omissioni ai danni e sulle spalle dei cittadini aquilani.

L’Europa – ha riconosciuto – ci e’ vicina, dobbiamo istituire, cosi’ come indicato dall’on. Sassoli, un tavolo permanente che ci consenta di esplorare tutte le possibilita’ offerte dalle politiche comunitarie per la ricostruzione, non solo quella delle case e dei monumenti”. Cozzolino ha assicurato che ”stiamo lavorando per far si’ che una quota parte dei fondi strutturali siano destinati alle comunita’, e non solo alle Regioni, cosi’ che anche la citta’ dell’Aquila possa avere piu’ risorse per programmare la ricostruzione”.

Solidarieta’ e’ stata espressa anche dalla Lega. ”Pronti a sostenervi e supportarvi, perche’ la tragedia dell’Aquila appartiene al Paese – ha detto Mara Bizzotto – Io provengo e rappresento un territorio come il Veneto, e pertanto conosco la devastazione di tragedie naturali e le conseguenze in termini economici sul territorio”.

”Dobbiamo aiutare L’Aquila uniti e senza distinzioni di casacca – Barbara Matera – per trovare gli strumenti giusti per ripartire”.

IL CONSIGLIO COMUNALE – Un Consiglio comunale straordinario a Bruxelles, nella sede del Comitato delle Regioni, per portare nel “cuore” dell’Europa le ragioni della richiesta legata all’istituzione della Zona franca urbana per la città dell’Aquila, a seguito del sisma del 6 aprile 2009.
Questa l’iniziativa, senza precedenti nella storia dell’Unione europea, intrapresa dal consiglio comunale dell’Aquila.
Con l’assemblea municipale, guidata dal presidente Carlo Benedetti, il sindaco Massimo Cialente, gli assessori Alfredo Moroni (Ambiente), Roberto Riga (Urbanistica), Silvana Giangiuliani (Finanze), Stefania Pezzopane (Cultura e Sociale), Pietro Di Stefano (Ricostruzione), Fabio Pelini (Assistenza alla Popolazione), Ermanno Lisi (Opere pubbliche) e l’onorevole Mercedes Bresso, presidente della Conferenza delle Regioni all’Eroparlamento. Alla trasferta nella capitale europea sono presenti anche l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, l’assessore provinciale Guido Liris e il consigliere provinciale Paolo Federico, ma anche le associazioni di categoria che hanno sostenuto l’iniziativa, quali l’Associazione nazionale costruttori edili, la Confederazione nazionale artigianato, Confartigianato, Confcommercio, Camera di Commercio e le rappresentanze sindacali cittadine.
“Un Consiglio straordinario in un luogo straordinario, nel cuore della civilissima Europa, per una situazione straordinariamente difficile. – ha dichiarato nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, che ha aperto la seduta – Siamo qui per rappresentare le ragioni, ma anche le speranze, di una città che ha perso tutto. Oggi approveremo, alla presenza della Provincia, della Regione e dei rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo del lavoro, un documento in cui cercheremo di rappresentare all’Europa le nostre richieste. Noi abbiamo il dovere, qui a Bruxelles, di raccontare al meglio il nostro dramma collettivo. Tutti insieme siamo una forza – ha proseguito Benedetti – e con questa forza, oggi, portiamo all’approvazione del Consiglio comunale un documento, frutto di un’elaborazione collettiva, che ha visto la partecipazione della società civile aquilana e del mondo produttivo. Un documento che si lega, come dicevo prima, ad una realtà straordinariamente difficile come quella dell’Aquila, che sta cercando faticosamente di uscire dal dramma di un terremoto epocale. Dell’iter procedurale e degli atti propedeutici alla richiesta della Zona franca urbana, per noi di vitale importanza, ci sono ignoti alcuni passaggi e pertanto vogliamo verificarli. Il nostro compito è quello di cercare di coniugare l’impianto normativo della zona franca con le particolari esigenze della nostra città, anche eventualmente ottenendo provvedimenti modificativi ad hoc. Io credo – ha proseguito ancora il presidente Benedetti – che chi vive l’economia in maniera diretta sa benissimo che senza questo strumento non ci sarà futuro nella nostra città né per l’artigianato, né per l’impresa, né per il lavoro autonomo. Oggi siamo qui – ha concluso Benedetti – per una causa di fondamentale importanza. Ringrazio per la loro significativa presenza la Provincia dell’Aquila, il cui presidente Antonio Del Corvo, che aveva aderito all’iniziativa più e meglio di altri, è stato trattenuto all’Aquila da compiti istituzionali, l’assessore provinciale Liris, l’assessore regionale Giuliante, sempre vicino agli aquilani, e le associazioni di categoria che ci hanno validamente sostenuto. Solo recuperando il senso di unità e di appartenenza, che è poi il senso di una marcia comune, ci riapproprieremo del nostro diritto a sopravvivere. L’approvazione di questo documento è il primo passo in questa direzione”.

GLI INTERVENTI DEGLI ONOREVOLI MERCEDES BRESSO E GIANNI PITTELLA

“Questa è la casa delle Regioni Europee – ha dichiarato l’onorevole Mercede sBresso, presidente della Conferenza delle Regioni al Parlamento europeo – e per noi è importante accogliere le collettività e aiutarle a inserirsi nelle politiche comunitarie. L’obiettivo è quello di far sì che le città e le regioni europee conoscano in maniera approfondita il funzionamento delle istituzioni europee per sfruttarne al meglio le potenzialità. In questo senso dovete sapere – ha concluso l’onorevole Bresso –che, qui in Europa, avete in me un’amica della città dell’Aquila, da sempre vicina al suo dramma, che è poi il dramma di una città tra le più suggestive e le più culturalmente vivaci in Italia. Assicuro pertanto il mio sostegno per quanto l’Europa possa fare per aiutare il capoluogo d’Abruzzo a risollevarsi”.
“Per me è un grande onore – ha dichiarato l’europarlamentare Gianni Pittella – poter portare il mio saluto al Consiglio comunale dell’Aquila, qui riunito in maniera solenne. È giusto che vi riferiate a noi, come Parlamento europeo, in maniera propositiva. Mi ritengo un vostro rappresentante e, come tale, ho cercato di portare avanti strumenti e risposte dell’Ue alla drammatica emergenza nella quale la vostra città e la vostra provincia sono cadute dopo il terremoto. L’Unione europea ha attivato il fondo di solidarietà, in maniera bipartisan, e, per quanto riguarda la zona franca, pur nel rispetto delle competenze, che sono del Governo e delle Regioni, abbiamo svolto un’azione politica di supporto all’iniziativa e di informazione e sensibilizzazione. Quando sono venuto al’Aquila con l’onorevole David Sassoli avrei voluto portare una buona notizia. La verità, tuttavia, è che c’è stato un lungo iter. La Commissione europea in un primo momento aveva giudicato lo strumento della zona franca urbana non adeguato e ne aveva suggeriti altri. Da Governo e Regione non ci sono state risposte a questa osservazione, se non la reiterazione della richiesta, con controdeduzioni da parte della stessa Regione, pervenute lo scorso 23 novembre. Questa è la situazione reale. Se qualcuno dice che la zona franca è stata approvata, dunque, dice una cosa non vera. Per quanto riguarda le nostre competenze – ha concluso l’onorevole Pittella – riteniamo un nostro dovere insistere per ottenere la zona franca urbana all’Aquila”.

LA DICHIARAZIONE DELL’EUROPARLAMENTARE DAVID SASSOLI

“Lo strumento della zona franca urbana è certamente importante per L’Aquila – ha dichiarato l’europarlamentare David Sassoli – e per questo, insieme con altri colleghi, assicuro il mio sostegno. Rispetto alla mia visita all’Aquila, vorrei chiarire che non sono venuto per fare polemica, ma per contribuire a un risultato. Per questo mi dispiace che un vice presidente del consiglio regionale abbia innescato lui delle polemiche. La zona franca è un aiuto fiscale ad imprese piccole e medie che vogliono investire e verso le quali si prevedono agevolazioni. Invece credo che nelle attese e nella polemica che si sono alimentate in questi anni, anche da parte dell’ex Governo, ci siano state informazioni poco chiare. Sono rimasto colpito quando i funzionari europei mi hanno chiesto come mai la città dell’Aquila chiedeva la zona franca quando vi è un provvedimento, come il “de minimis”, che può essere adottato dalle autorità italiane indipendentemente rispetto all’Europa. In quel momento ho compreso che c’era stato un grande equivoco. Se il Governo italiano avesse spiegato come stavano le cose è chiaro che le autorità locali si sarebbero attivate subito per ottenere questo provvedimento, che non esclude la promozione contemporanea dell’iter per la zona franca. Il “de minimis”, dunque, che è un beneficio importante, avrebbe dovuto essere introdotto da molto tempo, promuovendo al contempo la zona franca, con i tempi e l’iter che l’Europa richiede. Non capisco le polemiche. – ha proseguito l’onorevole Sassoli – Io ho semplicemente affermato che la richiesta di zona franca era stato presentata il giorno prima del mio intervento all’Aquila, e su questo non c’è da discutere perché è un dato di fatto. Lo dico ancora con chiarezza. Basta con le polemiche. Vediamo di lavorare in Europa per quello che l’Europa ci può dare ma cerchiamo di ottenere, nello stesso tempo, ciò è nelle competenze delle autorità italiane. Con il Governo attuale, che ha un profilo molto europeo e qualificate competenze in Europa, le istituzioni locali possono e devono dialogare. Propongo di istituire – ha concluso l’europarlamentare – l’istituzione, qui a Bruxelles, di un tavolo permanente, perché la città dell’Aquila avrà bisogno delle risorse europee ancora per molte tempo. Occorre dunque istituire qui un tavolo tecnico e politico che aiuti il lavoro che dovete portare avanti”.

APPROVATO DALL’AULA IL DOCUMENTO UNITARIO SULLA ZONA FRANCA URBANA

Il Consiglio comunale, riunito nella capitale europea, ha approvato un documento in sostegno all’istituzione della zona franca urbana per la città dell’Aquila. In particolare l’assemblea ha deliberato “di impegnare le istituzioni italiane a porre in essere tutte le azioni finalizzate al rapido perfezionamento dell’iter volto all’istituzione della zona franca urbana nell’ambito territoriale della città dell’Aquila, di provvedere – come recita ancora il documento – l’incremento delle risorse individuate, da coordinarsi con gli aiuti di Stato e con gli ulteriori strumenti di programmazione disponibili, di assicurare l’accesso ai benefici previsti anche alle imprese già operanti sul territorio, di annoverare tra i possibili destinatari anche i professionisti, sia in ragione degli effetti negativi della situazione emergenziale post sisma, sia ai fini di poter incrementare l’occupazione nelle attività intellettuali, tecniche e amministrative”. Il Consiglio ha deliberato inoltre “di impegnare il sindaco e la giunta comunale a sostenere con ferma decisione le attività volte a realizzare con ogni possibile urgenza le azioni finalizzate all’iniziativa consiliare”.
“Al fine di concorrere alla ripresa e allo sviluppo economico – recita il documento in premessa – è fondamentale incentivare gli investimenti produttivi, l’incremento occupazionale e contenere la spinta ai flussi migratori della città connessi alle disastrose conseguenze cagionate dal sisma. Con la legge cosiddetta sul Terremoto (2 giugno 2009, n. 77), per rafforzare e rivitalizzare il tessuto economico della città dell’Aquila, che manifesta preoccupanti fenomeni di degrado urbano e sociale, è stata prevista la possibilità di istituire una Zona franca urbana, quale fondamentale strumento di importanza strategica per fronteggiare la persistente situazione emergenziale e che le agevolazioni dovranno e interessare per quanto possibile anche le imprese già operanti sul territorio. Il Ministero dell’Economia e quello delle Politiche sociali hanno determinato le condizioni relative alla Zona franca urbana, che il Governo ha proposto alla Commissione europea. Il sistema della Zona franca – si legge ancora nel documento – nel grave contesto determinato dal sisma, andrebbe individuato, ove possibile, in deroga al parametro abitativo anche alla luce del nuovo assetto socio-demografico-territoriale venutosi a delineare e che debba ineludibilmente considerare anche le categorie non direttamente ricomprese tra i beneficiari, quali ad esempio i professionisti, che risentono degli effetti negativi della situazione post sisma senza, per contro, poter usufruire degli aiuti previsti in favore delle imprese”.
Il Consiglio ha recepito un emendamento proposto dall’europarlamentare David Sassoli, finalizzato alla costituzione di un tavolo tecnico e politico permanente a Bruxelles, per aiutare il lavoro che dovranno continuare a svolgere le istituzioni locali.

DE MATTEIS, ELETTORALE POLEMICA SASSOLI SU ZFU – “Dopo due anni di assenza e di disinteresse, l’on. David Sassoli scopre l’importanza della Zona franca urbana all’Aquila. E’ incredibile che tale parlamentare venga all’Aquila polemizzando su presunti ritardi e mancata informazione, facendo propaganda su argomenti importanti per la citta”’. La stoccata e’ del vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis, a poche ore dall’intervento di Sassoli al Consiglio comunale dell’Aquila, a Bruxelles, ed a pochi giorni dalla sua visita nel capologuo. Per De matteis ”e’ doverosa” la risposta ”alle sue polemiche inutili e elettoralistiche”, poiche’ ”le sue affermazioni sui ritardi e le modalita’ risultano false, alla luce degli atti e delle lettere intercorse tra il Ministero dello Sviluppo economico, la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles e la Direzione generale della Concorrenza della UE”.

”Documentazione questa che – fa notare – testimonia il rispetto dei tempi sul lungo iter, iniziato due anni fa su proposta delle autorita’ europee e che i parlamentari italiani del PD hanno condiviso, votandolo in Parlamento”.

Quanto al ‘de minimis’, ”ancora una volta – puntualizza – siamo costretti a invitare l’on. Sassoli a migliorare le sue informazioni, perche’ questo aspetto della Zona franca urbana e’ di fatto ricompresso all’interno della misura stessa”, mentre ”la quota da riservare alle nuove aziende entro i 200 mila euro, al fine di non creare concorrenza sleale con l’esistente e ampliare la platea degli utenti, e’ il frutto degli incontri tenutisi a Bruxelles tra il Ministero dello Sviluppo economico, la rappresentanza diplomatica italiana, la Direzione generale della Concorrenza, che fa capo al Commissario Almunia e la Regione Abruzzo”. ”Tutto cio’ e’ avvenuto nella totale assenza da parte di soggetti che oggi, improvvisamente, scoprono un nuovo interesse elettorale per il problema – ironizza in conclusione – E’, infatti, stupefacente che il Sen. Marini, i gruppi consiliari del PD al Comune dell’Aquila e in Regione, sia pure sollecitati, non abbiano mai avvertito la sensibilita’ e l’esigenza di chiamare in causa chi oggi, come Sassoli e altri, si fa paladino di una vicenda gia’ avviata a conclusione”.

CONFINDUSTRIA, ZFU FUORI PROPAGANDA ELETTORALE – ”Quanto appare in questi giorni sugli organi di informazione circa la concessione della Zona franca urbana ci trova perplessi e, soprattutto, preoccupati.

Crediamo che gli imprenditori, ma anche tutti i cittadini, non meritino tutto questo. Abbiamo bisogno di fatti ‘concreti’; non ci servono polemiche e beghe politiche a fini elettoralistici.

La vicenda ‘tasse e contributi’ insegna”. Lo sostiene Ezio Rainaldi, di Confindustria L’Aquila. ”Se verra’ confermato quanto si evince nell’emendamento di Gianni Letta – aggiunge – il territorio avra’ un ritorno economico immenso e insperato per le nostre aziende e per i cittadini. Cio’, pero’, va coniugato con le prospettive di sviluppo e la Zfu e’ una di queste.

Certamente non basta, e non dovra’ essere il solo aiuto, ma e’ pur sempre importante e, come Confindustria, ribadiamo che certi argomenti vanno tenuti fuori dalla propaganda elettorale”.

Confindustria, pur condividendo l’impegno di tutti gli stakeholders del territorio, ”vuole evitare ogni strumentalizzazione e non intende partecipare a discussioni di bottega”. ”Siamo stati invitati a partecipare ad un incontro istituzionale in Regione la scorsa settimana – riferisce Rainaldi – ed abbiamo condiviso un percorso insieme a Camera di commercio, organizzazioni sindacali e Assessorato alle Attivita’ produttive del Comune dell’Aquila. Tale percorso, che ha l’obiettivo di rimodulare – riconosce – proprio partendo dal ‘de minimis’, il concetto Zona franca, per non correre il rischio di perdere i 90 milioni di euro stanziati, non ci sembra (anche da quanto riportano le notizie arrivate da Bruxelles) si allontani molto da quanto e’ stato previsto”.

Confindustria ritiene ”necessario invitare le parti politiche a mettere da parte ogni tipo di strumentalizzazione e ad adoperarsi affinche’ si riesca, per il bene del nostro territorio, a raggiungere un’unita’ di intenti che, sola, puo’ farci tornare a discutere di fatti concreti, abbandonando le azioni di scontro a soli fini elettoralistici”.

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6 Aprile 2009 3.33 Reset - Sito ad aggiornamento aperiodico ai sensi della Legge n. 62 del 07.03.2001 pertanto lo stesso non puo' considerarsi un prodotto editoriale ma un aggregatore di notizie su L'Aquila e sulla sua ricostruzione - Le fotografie firmate contenute nel sito sono di proprieta' degli autori, per il loro uso e la loro pubblicazione e' necessario chiederne espressa autorizzazione. Alcune delle foto presenti sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Email: info@laquilanuova.org

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