L’Aquila, 29 nov 2011 – ”Siamo stati presi in giro.
Sulla Zona franca ci si e’ mossi tardi, lentamente e senza motivazioni. Questa trasferta e’ servita a capire che solo dal primo gennaio 2011 e’ stato avviato l’iter e le integrazioni richieste dall’Ue sono arrivate solo qualche giorno fa. L’ennesima beffa ai danni degli aquilani, di cui stavolta faranno le spese migliaia di imprenditori, commercianti e lavoratori”. Ha esordito cosi’ il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, incontrando a Bruxelles una delegazione di parlamentari europei, guidata da David Sassoli. Presenti Andrea Cozzolino, vicecapodelegazione del PD; Rosario Crocetta, Sergio Cofferati, Mario Pirillo, Silvia Costa, Patrizia Toia, Vittorio Prodi e Rita Borsellino, del Partito Democratico; Barbara Matera, Gabriele Albertini, Erminia Mazzone, del PdL; Giuseppe Gargani, dell’Udc; Salvatore Tatarella di Fli; e Mara Bizzotto della Lega.
”La burocrazia che sta bloccando la ricostruzione, e che ha provocato un blocco totale nel 2010, facendo perdere un anno prezioso – ha proseguito Cialente nella sala conferenze del Parlamento europeo – ha prodotto anche questo incommensurabile danno all’economia e all’occupazione della citta’ dell’Aquila. La Commissione per la concorrenza dell’Ue, che deve deliberare in merito alla Zona franca, aveva espresso delle riserve e prospettato lo strumento del ‘de minimis’ quale alternativa in grado di dare respiro alle attivita’ produttive. Perche’ non e’ stato fatto nulla’? – ha chiesto – Non si voleva raccogliere il suggerimento, peraltro immediatamente attuabile poiche’ di competenza delle autorita’ italiane’?”. ”Evidentemente – ne ha dedotto – lo si voleva tirar fuori dal cilindro in un secondo momento per poi spacciarlo per Zona franca”. ”A questo punto – ancora Cialente – dobbiamo certamente portare avanti il discorso della Zona franca, che pero’ prevede un iter complesso e lungo, e, nel contempo, intraprendere ogni azione per ottenere lo strumento del ‘de minimis”’. Cialente, a conclusione della giornata di Consiglio comunale straordinario nel cuore dell’Europa, ha detto di aver capito una cosa: ”Dobbiamo muoverci con le nostre forze, verificare tutto, perche’ in questo dramma troppe sono state le bugie e le omissioni ai danni e sulle spalle dei cittadini aquilani.
L’Europa – ha riconosciuto – ci e’ vicina, dobbiamo istituire, cosi’ come indicato dall’on. Sassoli, un tavolo permanente che ci consenta di esplorare tutte le possibilita’ offerte dalle politiche comunitarie per la ricostruzione, non solo quella delle case e dei monumenti”. Cozzolino ha assicurato che ”stiamo lavorando per far si’ che una quota parte dei fondi strutturali siano destinati alle comunita’, e non solo alle Regioni, cosi’ che anche la citta’ dell’Aquila possa avere piu’ risorse per programmare la ricostruzione”.
Solidarieta’ e’ stata espressa anche dalla Lega. ”Pronti a sostenervi e supportarvi, perche’ la tragedia dell’Aquila appartiene al Paese – ha detto Mara Bizzotto – Io provengo e rappresento un territorio come il Veneto, e pertanto conosco la devastazione di tragedie naturali e le conseguenze in termini economici sul territorio”.
”Dobbiamo aiutare L’Aquila uniti e senza distinzioni di casacca – Barbara Matera – per trovare gli strumenti giusti per ripartire”.
IL CONSIGLIO COMUNALE – Un Consiglio comunale straordinario a Bruxelles, nella sede del Comitato delle Regioni, per portare nel “cuore” dell’Europa le ragioni della richiesta legata all’istituzione della Zona franca urbana per la città dell’Aquila, a seguito del sisma del 6 aprile 2009.
Questa l’iniziativa, senza precedenti nella storia dell’Unione europea, intrapresa dal consiglio comunale dell’Aquila.
Con l’assemblea municipale, guidata dal presidente Carlo Benedetti, il sindaco Massimo Cialente, gli assessori Alfredo Moroni (Ambiente), Roberto Riga (Urbanistica), Silvana Giangiuliani (Finanze), Stefania Pezzopane (Cultura e Sociale), Pietro Di Stefano (Ricostruzione), Fabio Pelini (Assistenza alla Popolazione), Ermanno Lisi (Opere pubbliche) e l’onorevole Mercedes Bresso, presidente della Conferenza delle Regioni all’Eroparlamento. Alla trasferta nella capitale europea sono presenti anche l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, l’assessore provinciale Guido Liris e il consigliere provinciale Paolo Federico, ma anche le associazioni di categoria che hanno sostenuto l’iniziativa, quali l’Associazione nazionale costruttori edili, la Confederazione nazionale artigianato, Confartigianato, Confcommercio, Camera di Commercio e le rappresentanze sindacali cittadine.
“Un Consiglio straordinario in un luogo straordinario, nel cuore della civilissima Europa, per una situazione straordinariamente difficile. – ha dichiarato nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, che ha aperto la seduta – Siamo qui per rappresentare le ragioni, ma anche le speranze, di una città che ha perso tutto. Oggi approveremo, alla presenza della Provincia, della Regione e dei rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo del lavoro, un documento in cui cercheremo di rappresentare all’Europa le nostre richieste. Noi abbiamo il dovere, qui a Bruxelles, di raccontare al meglio il nostro dramma collettivo. Tutti insieme siamo una forza – ha proseguito Benedetti – e con questa forza, oggi, portiamo all’approvazione del Consiglio comunale un documento, frutto di un’elaborazione collettiva, che ha visto la partecipazione della società civile aquilana e del mondo produttivo. Un documento che si lega, come dicevo prima, ad una realtà straordinariamente difficile come quella dell’Aquila, che sta cercando faticosamente di uscire dal dramma di un terremoto epocale. Dell’iter procedurale e degli atti propedeutici alla richiesta della Zona franca urbana, per noi di vitale importanza, ci sono ignoti alcuni passaggi e pertanto vogliamo verificarli. Il nostro compito è quello di cercare di coniugare l’impianto normativo della zona franca con le particolari esigenze della nostra città, anche eventualmente ottenendo provvedimenti modificativi ad hoc. Io credo – ha proseguito ancora il presidente Benedetti – che chi vive l’economia in maniera diretta sa benissimo che senza questo strumento non ci sarà futuro nella nostra città né per l’artigianato, né per l’impresa, né per il lavoro autonomo. Oggi siamo qui – ha concluso Benedetti – per una causa di fondamentale importanza. Ringrazio per la loro significativa presenza la Provincia dell’Aquila, il cui presidente Antonio Del Corvo, che aveva aderito all’iniziativa più e meglio di altri, è stato trattenuto all’Aquila da compiti istituzionali, l’assessore provinciale Liris, l’assessore regionale Giuliante, sempre vicino agli aquilani, e le associazioni di categoria che ci hanno validamente sostenuto. Solo recuperando il senso di unità e di appartenenza, che è poi il senso di una marcia comune, ci riapproprieremo del nostro diritto a sopravvivere. L’approvazione di questo documento è il primo passo in questa direzione”.
GLI INTERVENTI DEGLI ONOREVOLI MERCEDES BRESSO E GIANNI PITTELLA
“Questa è la casa delle Regioni Europee – ha dichiarato l’onorevole Mercede sBresso, presidente della Conferenza delle Regioni al Parlamento europeo – e per noi è importante accogliere le collettività e aiutarle a inserirsi nelle politiche comunitarie. L’obiettivo è quello di far sì che le città e le regioni europee conoscano in maniera approfondita il funzionamento delle istituzioni europee per sfruttarne al meglio le potenzialità. In questo senso dovete sapere – ha concluso l’onorevole Bresso –che, qui in Europa, avete in me un’amica della città dell’Aquila, da sempre vicina al suo dramma, che è poi il dramma di una città tra le più suggestive e le più culturalmente vivaci in Italia. Assicuro pertanto il mio sostegno per quanto l’Europa possa fare per aiutare il capoluogo d’Abruzzo a risollevarsi”.
“Per me è un grande onore – ha dichiarato l’europarlamentare Gianni Pittella – poter portare il mio saluto al Consiglio comunale dell’Aquila, qui riunito in maniera solenne. È giusto che vi riferiate a noi, come Parlamento europeo, in maniera propositiva. Mi ritengo un vostro rappresentante e, come tale, ho cercato di portare avanti strumenti e risposte dell’Ue alla drammatica emergenza nella quale la vostra città e la vostra provincia sono cadute dopo il terremoto. L’Unione europea ha attivato il fondo di solidarietà, in maniera bipartisan, e, per quanto riguarda la zona franca, pur nel rispetto delle competenze, che sono del Governo e delle Regioni, abbiamo svolto un’azione politica di supporto all’iniziativa e di informazione e sensibilizzazione. Quando sono venuto al’Aquila con l’onorevole David Sassoli avrei voluto portare una buona notizia. La verità, tuttavia, è che c’è stato un lungo iter. La Commissione europea in un primo momento aveva giudicato lo strumento della zona franca urbana non adeguato e ne aveva suggeriti altri. Da Governo e Regione non ci sono state risposte a questa osservazione, se non la reiterazione della richiesta, con controdeduzioni da parte della stessa Regione, pervenute lo scorso 23 novembre. Questa è la situazione reale. Se qualcuno dice che la zona franca è stata approvata, dunque, dice una cosa non vera. Per quanto riguarda le nostre competenze – ha concluso l’onorevole Pittella – riteniamo un nostro dovere insistere per ottenere la zona franca urbana all’Aquila”.
LA DICHIARAZIONE DELL’EUROPARLAMENTARE DAVID SASSOLI
“Lo strumento della zona franca urbana è certamente importante per L’Aquila – ha dichiarato l’europarlamentare David Sassoli – e per questo, insieme con altri colleghi, assicuro il mio sostegno. Rispetto alla mia visita all’Aquila, vorrei chiarire che non sono venuto per fare polemica, ma per contribuire a un risultato. Per questo mi dispiace che un vice presidente del consiglio regionale abbia innescato lui delle polemiche. La zona franca è un aiuto fiscale ad imprese piccole e medie che vogliono investire e verso le quali si prevedono agevolazioni. Invece credo che nelle attese e nella polemica che si sono alimentate in questi anni, anche da parte dell’ex Governo, ci siano state informazioni poco chiare. Sono rimasto colpito quando i funzionari europei mi hanno chiesto come mai la città dell’Aquila chiedeva la zona franca quando vi è un provvedimento, come il “de minimis”, che può essere adottato dalle autorità italiane indipendentemente rispetto all’Europa. In quel momento ho compreso che c’era stato un grande equivoco. Se il Governo italiano avesse spiegato come stavano le cose è chiaro che le autorità locali si sarebbero attivate subito per ottenere questo provvedimento, che non esclude la promozione contemporanea dell’iter per la zona franca. Il “de minimis”, dunque, che è un beneficio importante, avrebbe dovuto essere introdotto da molto tempo, promuovendo al contempo la zona franca, con i tempi e l’iter che l’Europa richiede. Non capisco le polemiche. – ha proseguito l’onorevole Sassoli – Io ho semplicemente affermato che la richiesta di zona franca era stato presentata il giorno prima del mio intervento all’Aquila, e su questo non c’è da discutere perché è un dato di fatto. Lo dico ancora con chiarezza. Basta con le polemiche. Vediamo di lavorare in Europa per quello che l’Europa ci può dare ma cerchiamo di ottenere, nello stesso tempo, ciò è nelle competenze delle autorità italiane. Con il Governo attuale, che ha un profilo molto europeo e qualificate competenze in Europa, le istituzioni locali possono e devono dialogare. Propongo di istituire – ha concluso l’europarlamentare – l’istituzione, qui a Bruxelles, di un tavolo permanente, perché la città dell’Aquila avrà bisogno delle risorse europee ancora per molte tempo. Occorre dunque istituire qui un tavolo tecnico e politico che aiuti il lavoro che dovete portare avanti”.
APPROVATO DALL’AULA IL DOCUMENTO UNITARIO SULLA ZONA FRANCA URBANA
Il Consiglio comunale, riunito nella capitale europea, ha approvato un documento in sostegno all’istituzione della zona franca urbana per la città dell’Aquila. In particolare l’assemblea ha deliberato “di impegnare le istituzioni italiane a porre in essere tutte le azioni finalizzate al rapido perfezionamento dell’iter volto all’istituzione della zona franca urbana nell’ambito territoriale della città dell’Aquila, di provvedere – come recita ancora il documento – l’incremento delle risorse individuate, da coordinarsi con gli aiuti di Stato e con gli ulteriori strumenti di programmazione disponibili, di assicurare l’accesso ai benefici previsti anche alle imprese già operanti sul territorio, di annoverare tra i possibili destinatari anche i professionisti, sia in ragione degli effetti negativi della situazione emergenziale post sisma, sia ai fini di poter incrementare l’occupazione nelle attività intellettuali, tecniche e amministrative”. Il Consiglio ha deliberato inoltre “di impegnare il sindaco e la giunta comunale a sostenere con ferma decisione le attività volte a realizzare con ogni possibile urgenza le azioni finalizzate all’iniziativa consiliare”.
“Al fine di concorrere alla ripresa e allo sviluppo economico – recita il documento in premessa – è fondamentale incentivare gli investimenti produttivi, l’incremento occupazionale e contenere la spinta ai flussi migratori della città connessi alle disastrose conseguenze cagionate dal sisma. Con la legge cosiddetta sul Terremoto (2 giugno 2009, n. 77), per rafforzare e rivitalizzare il tessuto economico della città dell’Aquila, che manifesta preoccupanti fenomeni di degrado urbano e sociale, è stata prevista la possibilità di istituire una Zona franca urbana, quale fondamentale strumento di importanza strategica per fronteggiare la persistente situazione emergenziale e che le agevolazioni dovranno e interessare per quanto possibile anche le imprese già operanti sul territorio. Il Ministero dell’Economia e quello delle Politiche sociali hanno determinato le condizioni relative alla Zona franca urbana, che il Governo ha proposto alla Commissione europea. Il sistema della Zona franca – si legge ancora nel documento – nel grave contesto determinato dal sisma, andrebbe individuato, ove possibile, in deroga al parametro abitativo anche alla luce del nuovo assetto socio-demografico-territoriale venutosi a delineare e che debba ineludibilmente considerare anche le categorie non direttamente ricomprese tra i beneficiari, quali ad esempio i professionisti, che risentono degli effetti negativi della situazione post sisma senza, per contro, poter usufruire degli aiuti previsti in favore delle imprese”.
Il Consiglio ha recepito un emendamento proposto dall’europarlamentare David Sassoli, finalizzato alla costituzione di un tavolo tecnico e politico permanente a Bruxelles, per aiutare il lavoro che dovranno continuare a svolgere le istituzioni locali.
DE MATTEIS, ELETTORALE POLEMICA SASSOLI SU ZFU – “Dopo due anni di assenza e di disinteresse, l’on. David Sassoli scopre l’importanza della Zona franca urbana all’Aquila. E’ incredibile che tale parlamentare venga all’Aquila polemizzando su presunti ritardi e mancata informazione, facendo propaganda su argomenti importanti per la citta”’. La stoccata e’ del vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis, a poche ore dall’intervento di Sassoli al Consiglio comunale dell’Aquila, a Bruxelles, ed a pochi giorni dalla sua visita nel capologuo. Per De matteis ”e’ doverosa” la risposta ”alle sue polemiche inutili e elettoralistiche”, poiche’ ”le sue affermazioni sui ritardi e le modalita’ risultano false, alla luce degli atti e delle lettere intercorse tra il Ministero dello Sviluppo economico, la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles e la Direzione generale della Concorrenza della UE”.
”Documentazione questa che – fa notare – testimonia il rispetto dei tempi sul lungo iter, iniziato due anni fa su proposta delle autorita’ europee e che i parlamentari italiani del PD hanno condiviso, votandolo in Parlamento”.
Quanto al ‘de minimis’, ”ancora una volta – puntualizza – siamo costretti a invitare l’on. Sassoli a migliorare le sue informazioni, perche’ questo aspetto della Zona franca urbana e’ di fatto ricompresso all’interno della misura stessa”, mentre ”la quota da riservare alle nuove aziende entro i 200 mila euro, al fine di non creare concorrenza sleale con l’esistente e ampliare la platea degli utenti, e’ il frutto degli incontri tenutisi a Bruxelles tra il Ministero dello Sviluppo economico, la rappresentanza diplomatica italiana, la Direzione generale della Concorrenza, che fa capo al Commissario Almunia e la Regione Abruzzo”. ”Tutto cio’ e’ avvenuto nella totale assenza da parte di soggetti che oggi, improvvisamente, scoprono un nuovo interesse elettorale per il problema – ironizza in conclusione – E’, infatti, stupefacente che il Sen. Marini, i gruppi consiliari del PD al Comune dell’Aquila e in Regione, sia pure sollecitati, non abbiano mai avvertito la sensibilita’ e l’esigenza di chiamare in causa chi oggi, come Sassoli e altri, si fa paladino di una vicenda gia’ avviata a conclusione”.
CONFINDUSTRIA, ZFU FUORI PROPAGANDA ELETTORALE – ”Quanto appare in questi giorni sugli organi di informazione circa la concessione della Zona franca urbana ci trova perplessi e, soprattutto, preoccupati.
Crediamo che gli imprenditori, ma anche tutti i cittadini, non meritino tutto questo. Abbiamo bisogno di fatti ‘concreti’; non ci servono polemiche e beghe politiche a fini elettoralistici.
La vicenda ‘tasse e contributi’ insegna”. Lo sostiene Ezio Rainaldi, di Confindustria L’Aquila. ”Se verra’ confermato quanto si evince nell’emendamento di Gianni Letta – aggiunge – il territorio avra’ un ritorno economico immenso e insperato per le nostre aziende e per i cittadini. Cio’, pero’, va coniugato con le prospettive di sviluppo e la Zfu e’ una di queste.
Certamente non basta, e non dovra’ essere il solo aiuto, ma e’ pur sempre importante e, come Confindustria, ribadiamo che certi argomenti vanno tenuti fuori dalla propaganda elettorale”.
Confindustria, pur condividendo l’impegno di tutti gli stakeholders del territorio, ”vuole evitare ogni strumentalizzazione e non intende partecipare a discussioni di bottega”. ”Siamo stati invitati a partecipare ad un incontro istituzionale in Regione la scorsa settimana – riferisce Rainaldi – ed abbiamo condiviso un percorso insieme a Camera di commercio, organizzazioni sindacali e Assessorato alle Attivita’ produttive del Comune dell’Aquila. Tale percorso, che ha l’obiettivo di rimodulare – riconosce – proprio partendo dal ‘de minimis’, il concetto Zona franca, per non correre il rischio di perdere i 90 milioni di euro stanziati, non ci sembra (anche da quanto riportano le notizie arrivate da Bruxelles) si allontani molto da quanto e’ stato previsto”.
Confindustria ritiene ”necessario invitare le parti politiche a mettere da parte ogni tipo di strumentalizzazione e ad adoperarsi affinche’ si riesca, per il bene del nostro territorio, a raggiungere un’unita’ di intenti che, sola, puo’ farci tornare a discutere di fatti concreti, abbandonando le azioni di scontro a soli fini elettoralistici”.
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