18
May , 2012
Friday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

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Archive for the ‘Misteri’ Category

E’ UFFICIALE: I NEUTRINI SONO PIU’ VELOCI DELLA LUCE

Posted by admin On settembre - 23 - 2011 ADD COMMENTS

I NEUTRINI DAL CERN DI GINEVRA AL GRAN SASSO SONO PIU’ RAPIDI DI 60 NANOSECONDI
L’Aquila, 23 set 2011 – E’ arrivata la conferma ufficiale: la velocita’ della luce e’ stata superata. I dati, resi noti questa mattina, dimostrano che le i neutrini viaggiano ad una velocita’ di circa 60 nanosecondi superiore a quella della luce, il limite della velocità nel cosmo. Il risultato e’ stato ottenuto nell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso) e le anomalie sono state osservate dal rivelatore Opera, che ha analizzato il fascio di neutrini che dal Cern di Ginevra vengono lanciati verso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il risultato si basa sull’osservazione di oltre 15.000 neutrini tra quelli che, una volta prodotti dall’acceleratore del Cern Super Proton Synchrotron, percorrono i 730 chilometri che separano il Cern dal Gran Sasso e i dati del rivelatore Opera, che saranno presentati oggi a Ginevra, dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocita’ attesa. L’analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce. Il risultato e’ stato ottenuto con una serie di misure ad altissima precisione, fatte in collaborazione con gli esperti di metrologia del Cern e di altre istituzioni. La distanza tra l’origine del fascio di neutrini e il rivelatore Opera e’ stata misurata con un’incertezza di 20 centimetri sui 730 chilometri del percorso e il tempo di volo dei neutrini e’ stato determinato con una precisione di meno di 10 nanosecondi, utilizzando strumenti molto sofisticati, come sistemi Gps progettati appositamente per l’esperimento e orologi atomici.

‘’Abbiamo sincronizzato la misura dei tempi tra il Cern e il Gran Sasso con un’accuratezza al nanosecondo e abbiamo misurato la distanza tra i due siti con una precisione di 20 centimetri’’, ha detto Dario Autiero il ricercatore oggi pomeriggio presentera’ i dati al Cern. ‘’Nonostante le nostre misure abbiano una bassa incertezza sistematica e un’elevata accuratezza statistica – ha aggiunto – e la fiducia riposta nei nostri risultati sia alta, siamo in attesa di confrontarli con quelli provenienti da altri esperimenti”. Il Cern stesso rileva in una nota che ‘’considerando le straordinarie conseguenze di questi dati, si rendono necessarie misure indipendenti prima di poter respingere o accettare con certezza questo risultato. Per questo motivo la collaborazione Opera ha deciso di sottoporre i risultati a un esame piu’ ampio nella comunita’’’. I dati saranno quindi presentati oggi pomeriggio in un seminario nel Cern di Ginevra e lunedi’ in un seminario nei Laboratori del Gran Sasso.

“Quando un esperimento si imbatte in un risultato apparentemente incredibile e non riesce a individuare un errore sistematico che abbia prodotto quella misura, la procedura standard e’ sottoporlo a una piu’ ampia indagine’’, ha osservato il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci. “Se questa misura fosse confermata – ha aggiunto – potrebbe cambiare la nostra visione della fisica, ma dobbiamo essere sicuri che non esistano altre, più banali, spiegazioni. Cio’ richiederà misure indipendenti’.

SCONFESSATA LA TEORIA DI EINSTEIN? -  Esistono particelle più veloci della luce: sono i neutrini. Se i risultati saranno confermati si tratterebbe di una svolta epocale nella storia della fisica. Non solo Albert Einstein (il quale riteneva che nulla può viaggiare più veloce della luce) verrebbe messo in discussione, ma si aprirebbe la possibilità, perlomeno teorica, di ipotizzare traversate interstellari e viaggi nel tempo (anche se qualcun’altro non la pensa proprio così).

COSA VUOL DIRE PIU’ VELOCI? – In contraddizione con la regola aurea della fisica moderna, secondo cui nulla può viaggiare più velocemente di 299.792.458 metri al secondo, i neutrini hanno impiegato 60 nanosecondi (un nanosecondo equivale a un miliardesimo di secondo)  in meno dei fotoni per coprire i 730 chilometri di distanza che separano il Cern di Ginevra dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

COSA SONO I NEUTRINI – I neutrini sono particelle fondamentali elettricamente neutre dotate di una massa infinitamente piccola, e fino a oggi si riteneva impossibile che potessero davvero viaggiare più veloci dei fotoni, particelle senza massa in grado di raggiungere una velocità di circa un miliardo di chilometri l’ora. Nonostante siano fra le particelle più abbondanti in natura, fino a non moltissimi anni fa i neutrini erano ancora misteriosi. Sono continuamente prodotti nelle reazioni nucleari all’interno delle stelle e attraversano la materia senza interagire con essa: basti pensare che in un secondo ben 60 miliardi di neutrini attraversano la punta di un dito senza lasciare traccia del loro passaggio. Per questo, ben direzionato, il fascio di neutrini prodotto al Cern di Ginevra arriva esattamente a destinazione nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), nell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso). Se confermati, i dati di uno dei rivelatori, Opera, per la prima volta al mondo dimostreranno che è possibile battere la velocità della luce.

I neutrini sono particelle elettricamente neutre e appartengono a tre famiglie: elettronici, muonici e tauonici. I componenti di ogni famiglia possono trasformarsi in uno dei due altri tipi di neutrini, in un fenomeno chiamato “oscillazione” e confermato recentemente proprio dall’esperimento Cngs. Il fenomeno dell’oscillazione implica che i neutrini abbiano una massa e che le masse dei tre tipi siano differenti, in contraddizione con la teoria di riferimento della fisica moderna, chiamata Modello Standard, secondo cui i neutrini sono privi di massa.

In natura i neutrini sono prodotti da alcuni tipi di reazioni nucleari, come quelle che avvengono nel Sole. Si calcola che ogni secondo il corpo umano venga attraversato da 50.000 miliardi di neutrini provenienti dal Sole senza che questi lascino traccia. Queste particelle inafferrabili sono molto importanti in astrofisica, in cosmologia e in astronomia perchè possono essere considerate le uniche testimoni della nascita e dell’evoluzione delle stelle e di tutto l’ universo. Esistono cioè nel cosmo neutrini fossili, liberati al momento della grande esplosione dalla quale nacque l’universo, il Big Bang, e che ancora oggi conservano, nelle loro caratteristiche, il ricordo di quell’evento.

I risultati, ottenuti analizzando gli oltre 15 mila neutrini sinora prodotti dall’acceleratore del Cern Super Proton Synchrotron lungo il tragitto Cngs (Cern Neutrinos to Gran Sasso), sono noti ai ricercatori impegnati nell’esperimento da circa tre anni, ma solo oggi si e’deciso di presentarli al pubblico con un preprint pubblicato sul sito ArXiv.org e con un seminario programmato nel pomeriggio al Cern. 

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In edicola HERA del mese di Febbraio

Posted by admin On febbraio - 6 - 2010 1 COMMENT

heraStefano Mayorca intraprende uno straordinario viaggio nel mondo esoterico, affrontandone e discutendone le simbologie racchiuse nelle più importanti opere della letteratura fantastica. Da Roy Bradbury a Jules Verne per giungere a Louis Stevenson si apre uno scenario di incredibile fascino in grado di aprire la pesante porta che conduce al mondo iniziatico.
• Ludovico Polastri indaga la concezione dell’aldilà nel mondo antico.
• Lorenzo Rock ripercorre le tappe della sensazionale scoperta dell’Homo di Dmaisi, che potrebbe rivoluzionare le attuali conoscenze sull’evoluzione dell’ Uomo.
• Andrew Collins presenta le scoperte astronomiche relative a Cygnus X-3 in grado di riscrivere la storia delle religioni antiche.
• Matteo Agosti indaga i misteri dei Templari presentando le pionieristiche scoperte di Enrico Calzolari.
• Sante Ferulli indaga gli enigmi e le simbologie esoteriche della chiesa del Purgatorio di Carunchio.
• Michele Proclamato presenta qualche anticipazione dei suoi studi sull’Ottava raccolti nel nuovo libro di prossima pubblicazione.
• Giuseppe Acerbi discute la sfuggente figura del Re Pescatore tra mitologia dell’India e testimonianze occidentali.
• Giuseppe Ivan Lantos inaugura una nuova rubrica “I cavalieri, l’arme e l’amore”, dedicata al complesso periodo del Medioevo.
• Daniele Bonfanti inaugura la nuova rubrica “Libri e Mistero”, per approfondire i significati esoterici dei grandi
capolavori letterari.
• Lucia Zemiti indaga i segreti della Cappella di Rosslyn e del casato dei Sinclair.
• Rita Cugola in “Segno della Sfinge” presenta la figura della dea Maat.
• Domenico Raso in “Popoli del Mare” segue le tracce dell’esodo dei Pelasgi.
• Robert Schoch i “Enigmi” discute il rapporto tra il pensiero alternativo e il mondo accademico.
• Mariano Tomatis indaga i misteri di Rennes-Le_Chateau nella rubrica curata da Luca Andrea La Brocca.
• Alberto Cesare Ambesi in “Arca della Tradizione” conclude il suo studio sui segreti del castello di Gisors.
• Salvatore Spoto in “Italia Arcana” discute le radici indoeuropee di Roma.
• Alfredo Di Prinzio in “Giocando con la Tradizione” analizza l’inizio di un nuovo ciclo.
• Devana conclude la ricerca sulla carica di Hendair e … molto altro

Presentazione 19 marzo libro giuliani a Milano

Roberto la Paglia 29 gennaio

Buonasera cari amici…
dopo gli avvenimenti che hanno segnato tragicamente l’Aquila, molti sono stati i dibattiti e le prese di posizione. Area di Confine era presente con il proprio inviato, lo scrittore Michele Proclamato, ma era
soprattutto presente, come sempre, nella ricerca della verità, in quel cammino, spesso doloroso, che porta a scoprire gli errori per poi farne tesoro in futuro.
Oggi questo percorso si concretizza nell’evento del 19 Marzo presso la Libreria Esoterica in Galleria Unione 1 Piazza Missori, Milano. Inutile rammentarvi l’importanza dell’evento, inutile ricordarvi quante parole e quanti fiumi d’inchiostro sono stati versati su quanto si sarebbe potuto fare come prevenzione edilizia e sulle reali possibilità di prevenire i terremoti.
Acacia Edizioni, Area di Confine e il Gruppo Anima ci offrono un’occasione impedibile per entrare nel vivo di questi argomenti, per ascoltare dalla viva voce di Giampaolo Giuliani le sue ragioni, i suoi risultati e le sue proposte.
Il libro di Giuliani, “L’Aquila 2009, la mia verità sul terremoto”, edito da Castelvecchi, sarà lo sfondo entro il quale prenderanno forma e sostanza i dubbi e le aspettative espresse da tante persone; moderatore della serata sarà l’Ing. Ennio Piccaluga, direttore di Area di Confine; a coronamento del forte senso di professionalità e seria consapevolezza del bisogno di una informazione corretta, libera ed esaustiva, interverranno Carpeoro, direttore della rivista Hera, e lo scrittore Michele Proclamato.
Ancora una volta facciamo sul serio e intendiamo continuare a farlo, intendiamo continuare ad interrogarci, a cercare risposte e ad offrirvele nel migliore dei modi.
Grazie per la vostra affettuosa partecipazione.
Sulle pagine del gruppo, sulla mia home di Facebook e sulla pagina eventi del mio sito troverete la locandina. Sarà attivo anche un evento dedicato su Face al quale spero aderirete in tanti.

area di confine febbraio
Roberto la Paglia
…siete curiosi di dare un’occhiata al numero di Febbraio? Eccovi con inconsueto anticipo la copertina, l’editoriale e il sommario di Area di Confine, come sempre su www.elleepi.com/mars.
L’editoriale parte dal commento del colossal di Cameron “AVATAR”. Ci sono considerazioni importanti che ci riguardano tutti. Fatemi sapere se siete d’accordo con me e, magari, comunicatemi le vostre considerazioni.
La copertina centra invece il suo focus sull’antimateria. Proprio così, e non in chiave fantascientifica ma reale come non mai, con in primo piano gli esperimenti portati avanti in un laboratorio italiano …..vicinissimo ad Area di Confine. Fantascienza fatta in casa, con una sola differenza ….che di fantascienza non c’è proprio niente se non nella nostra mente, colta di sorpresa. E’ possibile estrarre energia dal vuoto? E i positroni come li creiamo? Ve lo svela il nostro ingegnere; ma seguite il tutto con calma, siamo al limite delle nostre conoscenze scientifiche.
L’avrete notato, la nostra rivista si porta sempre più nell’ambito scientifico di confine, un ambito poco frequentato dagli accademici ma ricco di aspettative e sorprese che saranno colte solo da chi avrà più coraggio, affrontando anche il rischio di commettere errori. Ma è questo l’unico modo per fare progressi,
non dimentichiamolo. E non accontentatevi di leggere solo l’editoriale ed i titoli della copertina. Siate all’avanguardia, fate da protagonisti, comprate la rivista perchè queste tematiche le troverete on-line solo fra qualche anno.
I nostri sogni valgono più dei pochi euro necessari per l’acquisto di Area di Confine.
Su www.elleepi.com/mars c’è anche la nuova locandina sulla prossima conferenza di Giampaolo Giuliani. Il precedente appuntamento del 22 Gennaio è stato spostato a Marzo per impegni televisivi del conferenziere. Ce ne scusiamo.
Area di Confine vi aspetta.
Buona lettura
Sulla mia bacheca, sul mio sito e nel gruppo l’anteprima della copertina e più tardi l’editoriale e il sommario

Roberto La Paglia

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IL ROSONE DI SANTA GIUSTA

Posted by admin On gennaio - 18 - 2010 1 COMMENT

f1La pimitiva chiesa di Santa Giusta è in massima parte ancora presente nonostante tre fortissimi terremoti e dopo quest’ultimo , ci auguriamo che il prossimo restauro sia un ripristno liberatorio delle sovrastrutture soffocanti in grado di seguire i dettami del grande architetto ,Gustavo Giovannoni. Questa chiesa, nel progetto Federiciano di una città costruita sulla pianta di gerusalemme, occupa il posto del Tempio di Salomone . Infatti è costruita come chiesa capoquarto. La parte più stupefacente è il meraviglioso rosone che è sicuramente opera degli stessi maestri che adornarono molte chiese aquilane nella metà del tredicesimo secolo. Vièppiù il dettaglio strabiliante di cui parleremo, dei Telamoni, nello stile artistico dimostrano essere opera della bottega di Benedetto Antelani. Considerando il rosone nella sua totalità, come organismo preso nel suo insieme , che ristabilisce un’equilibrio energetico, siamo davanti ad un arcobaleno di pietra , che indiscutibilmente arriva all’anima di ognin osservatore, cosciente che sia. Osservando i Telamoni, dodici, tutti in pose contempletive, sovviene l’idea dell’antica sapienza taumaturgica, delle miracolose guarigioni ottenute dall’imposizione delle mani su un corpo malato. Un potere che ebbe Gesù, i Santi, ma anche i grandi asceti delle altre religioni. Dai Telamoni partono dodici ramificazioni che convergono in un centro floreale, il punto da dove partono queste ramificazioni in stile gotico è interessantissimo, in sette di queste Figfure, sorge da sopra la testa, dal vertice della spiritualità, cioè aleggia dal punto che nella cultura orientale è tramandato come Chakra Corona. ” Come sotto così sopra” dicevano gli alchimisti, ed infatti i Cinque Telamoni superiori nello stesso concetto dei Chakra, cioè quello basale situato alla base della colonna vertebrale, hanno sorgente l’ennesima ramificazione verso il centro del rosone. Il significato di questo simbolismo è nel rapporto dell’umano col divino, a creare dentro di sè un vuoto puro distaccato dalla realtà terrena e dagli assilli quotidiani verso un risveglio delle capacità superiori che quasi sempre neppure sappiamo di avere. Dalla realizzazione di questo capolavoro scultoreo, sono passati otto secoli, e non ha perso il suo valore d’invito all’essenza spirituale tramite l’energia vitale. Bisogna rammentare che mentre oggi i vescovi fanno proclami contro il sincretismo; il Cristianesimo fu una sincretizzazione assoluta delle religioni comprese nel Regno Romano. Oggi la verità usa l’implacabile mezzo, che è internet, per imporsi ed è la penosa fine di chi atteggiandosi ad uomo di studio non è stato nè giusto nè obbiettivo.

Paolo Cautilli

IL ROSONE DI SANTA GIUSTA A L’AQUILA

La chiesa di Santa Giusta danneggiata dal terremoto

La chiesa di Santa Giusta danneggiata dal terremoto

Quando leggo di Rosoni devo dire che difficilmente riesco a stare in silenzio. Quando poi di Rosoni parla il sapiente Paolo è per me impossibile rinunciare ad un doveroso commento in questo caso sinteticamente più una postilla che un articolo per rispetto al succitato. Vedere in un Rosone “TUTTO” come successe a me cinque anni fa, ve lo assicuro è la cosa più semplice di questo mondo se, e ripeto se, la “nostra” anima ” non è completamente ottenebrata da un quotidiano, quello aquilano oggi ne è una quint’essenza, fatto solo di ” BIECO MATERIALISMO”. Eppure millenni fa, in ritardo già di millenni, vi erano maestri del pensiero, oggi non più nostri maestri, in grado di spiegare come proprio l’animo umano fosse capace, durante le sue trasmigrazioni, di avvicinarsi al quel “cielo” della perfezione, dove, tutto è immobile e uno, ma da cui tutto deriva infinitamente molteplice. Quell’Iperuranio di memoria Platonica è il vero responsabile di quell’afflato cosmico, posto giustamente in tutti noi da un DIO meravigliosamente immanente e panteista, che ci affascina attraverso un’ opera come il rosone di Santa Giusta. Un opera capace, come molti dei rosoni cittadini, di ricordarci come una Monade possa creare forme infinite, musicalmente definite da una docecafonia oggi Telamonica. E per quanto tutto ciò possa sembrare l’inutile retaggio di un sapere ormai altrettanto inutile, “vorrei informare”, voi, miei concittadini aquilani, che da alcuni anni ormai una “certa” scienza astronomica ( vedi Battaner) ha stabilito come la materia galattica si disponga rispettando geometrie specularmente simili a quelle di un semplice, dimenticato, ed inutile rosone.Vorrei dirvi che lo sviluppo spiralico del nostro DNA è perfettamente complementare al Chakra citato. Potrei aggiungere che lo stesso non è altro che una serie di frequenze in pietra ben precise provenienti proprio da quel “cielo” greco tanto perfetto e ignorato da essere oggi, guarda caso, ufficialmente spacciato come ” TEORIA delle STRINGHE”. Capisco che questo non sia esattamente il momento giusto, come il luogo più adeguato, ma continuo a domandarmi perchè un passato ricco di una scienza spiritualmente perfetta come quella dell’OTTAVA abbia donato tante ricchezze conoscitive ad un posto magico come l’Aquila costretto da molti , ma non tutti, a diventare oggi, dopo ciò che è successo,ancora luogo di indifferenza e superficialità.

Dalla città che custodisce il segreto della creazione, un novello “Dormitantium Animorum Excubitor” vi saluta.

Michele Proclamato


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IL CAPOLUOGO CONTINUA A SVELARE I SUOI MISTERI: ECCEZIONALE RITROVAMENTO A COPPITO

Posted by admin On dicembre - 7 - 2009 ADD COMMENTS
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L’Aquila, 07 Dic 2009 – Eccezionale ritrovamento di valenza storico culturale all’interno della chiesa di San Pietro a Coppito. Durante i lavori di restauro di una parete danneggiata, dovuti al sisma del 6 aprile, è venuto fuori uno splendido affresco risalente ai primi del 400 e, molto probabilmente, attribuibile a Saturnino Gatti. L’affresco di eccezionale fattura, anche se mancante di alcune parti, ritrae la natività. “Il nostro intento è quello di aprire la chiesa per Natale” – è quanto dichiara l’ingenier Luciano Marchetti commissario delegato alla tutela del patrimonio culturale -  Dopo di che dovrà essere fatta una variante al progetto – conclude Marchetti – per mettere in sicurezza e restaurare questa scoperta che è uscita fuori”.

MOLINARI UN REGALO NATALIZIO - “Prendiamo questo ritrovamento come un regalo natalizio. Mi auguro che si possa restaurare bene questo affresco e, da incompentente, mi domando se in questa chiesa e nelle altre chiese aquilane non si nascondano altre bellissime sorprese. Un pensiero forte, con l’avicinarsi del Natale, va appunto a tutte le nostre splendide chiese sperando che possano essere presto restituite agli aquilani ed al mondo“!

dscn1185IL TERREMOTO TOGLIE E RESTITUISCE – “Durante i lavori di sistemazione e restauro – spiega l’architetto della sovrintendeza Marcello Marchetti – abbiamo notato una serie di lesioni e nell’arco delle operazioni di rinforzo delle murature, con le classiche operazioni di cuci e scuci,  ci siamo accorti delle tracce di colore e abbiamo proceduto ai lavori necessari per riportare alla luce il ritrovamento. Molto probabilmente l’affresco era stato murato a seguito del terremoto del 1703 e il 6 aprile la tamponatura si è praticamente staccata. In poche parole quello che il terremoto ha tolto il terremoto ha restituito..”.

SATURNINO GATTI – La storica Bianca Maria Colasacco azzarda la datazione dell’affresco e addirittura la mano. “E’ databile tra l’ultimo decennio del 400 e l’ultimo decennio del 500. La qualità del frammento che ovviamente costitusce una parte dell’insieme, è talmente esplicativa che mi spinge ad azzardare che il tutto riconduca ad un Saturnino Gatti di alta qualità. Quel Saturnino Gatti che è stato il pittore più rappresentativo dell’arte rinascimentale a L’Aquila e in Abruzzo. Questa scoperta si colora di connotati particolari soprattutto se si pensa che le opere di Saturnino Gatti sono assai rare“.

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NUOVO RITROVAMENTO ARCHEOLOGICO TRA LE MACERIE

Posted by admin On novembre - 9 - 2009 1 COMMENT

L’Aquila, 09 Nov 2009 – Ancora un eccezionale ritrovamento di un reperto storico a L’Aquila a seguito del sisma del 6 aprile. L’occhio esperto e attento di Paolo Cautilli ha individuato una finestra (seminascosta dalle impalcature di sostegno), presumibilmente risalente alla prima metà del XIII secolo, vale a dire all’epoca della fondazione federiciana della città. L’arco acuto della finestra, dalle evidenti fatture cistercensi (riscontrabili ad esempio presso l’abbazia di S. Clemente a Casauria) è venuto alla luce dopo il distaccamento dell’intonaco che lo ricopriva, per singolare coincidenza in un palazzo di Corso Federico II.

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“L’ultimo G8 all’Aquila l’hanno voluto i Rosacroce. Non ci credete? E invece…”

Posted by admin On ottobre - 10 - 2009 ADD COMMENTS
Simbolismi massonici nel centro storico aquilano

Simbolismi massonici nel centro storico aquilano

L’Aquila batte Dan Brown? Così parrebbe secondo un articolo scritto da Sigismondo Panvini tratto da ItaliaInformazioni.com. L’ultimo libro dello scrittore statunitense, “Il simbolo perduto” (in uscita dal 23 ottobre) è incentrato infatti sulla massoneria. Il quinto lavoro di Dan Brown è ambientato a Washington, città pervasa di simboli massonici,  proprio come L’Aquila.  Perché mai – scrive Panvini –  il recente G8 è stato tenuto all’Aquila? Esistono della ragioni occulte dietro la scelta del capoluogo abruzzese quale sede del summit internazionale degli 8 grandi del mondo? L’area dell’Aquila era sacra, probabilmente fin dalla fine del Pleistocene. L’Aquila si trova intorno ai 42° di latitudine, proprio dove vi è uno dei più importanti nodi magnetici terrestri. Una delle linee che lo attraversa parte da Giza (Egitto) , passa per Castel del Monte in Puglia (dove Federico II – il fondatore di Aquila – ha edificato il suo castello ottagonale), attraversa il Gran Sasso (sede dell’Istiituto Nazionale di Fisica nucleare), prosegue per Chartres (grande cattedrale gotica) e Stonehenge fino ad arrivare a Terranova.

La zona fu abitata durante il Neolitico dalla tribù di Liburni una popolazione di ceppo Cro-Magnon originaria dell’area adriatica dell’Istria e della Dalmazia, che ha popolato anche la costa italiana fino alla Puglia prima di cedere il passo ad altri popoli di stirpe indoeuropea.

Le piante delle due città messe a confronto

Le piante delle due città messe a confronto

Il loro nome originario era Libui chiamati Libu dagli Egizi. Essi facevano parte dei cosìdetti popoli del mare una lega che invase l’Egitto intorno al 1750 Ac stabilendovisi e governando il basso Egitto da una città chiamata Avaris. Il fondatore della città dell’Aquila, come è noto fu Federico II re di Sicilia, ultimo re latino di Gerusalemme, imperatore del Sacro Romano Impero, nonché monaco cistercense. Federico II nel 1233 (9), decise di costruire l’Aquila ad immagine di Gerusalemme  “come simbolo del suo governo universale, ‘per regnare sul piano esoterico e temporale grazie alla realizzazione della Grande Opera’. Il simbolismo che ne è derivato, è confluito integralmente nell’Esoterismo e nella Massoneria.
La similitudine con Geusalemme risiede nell’orientamento dell’impianto urbanistico della città lungo una direttrice che ha origine sul Monte degli Ulivi, attraversa per lungo il tempio di Salomone , forma l’arteria principale di Gerusalemme e punta diritta verso Aquila (la “Nuova Gerusalemme” voluta da Federico II) per poi in appresso attraversare una località nei pressi di Toronto, dove nacque la massoneria del nuovo continente. ed una australiana denominate “King Stone” (Pietra del Re):
Si tratta del famoso asse messianico da cui il Messia secondo tradizione farà la sua attesa comparsa alla fine dei tempi ? Tale linea invisibile intende richiamare la “Strada della Vacca”, che il sacerdote percorreva per raggiungere il Monte degli Ulivi dove aveva luogo il sacrificio rituale della giovenca rossa.
0000009121Durante il rito Il sacerdote spargeva sette volte il sangue della giovenca dinanzi la tenda del convegno, che era allineata con la porta principale del Tempio di Salomone.
Secondo il giudaismo tradizionale,la purezza originaria poteva essere recuperata soltanto con il sacrificio di una giovenca rossa (“Dì ai figli d’Israele che ti menino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti, che non abbia mai portato il giogo”, Numeri 19:1-10). I profeti affermano che in corrispondenza dell’avvento della giovenca rossa, la Nuova Gerusalemme dell’Apocalisse di Giovanni aprirà le sue porte.
L’Aquila è il trionfo del numero 9, la città infatti per la tradizione fu creata dall’unione di 99 (18=9)villaggi e possiede 99 pozzi, 99 castelli, 99 piazze, 99 chiese (che a dire il vero sono una sessantina) che effettuano 99 rintocchi. Il cuore di tutto è rappresentato dalla Fontana delle 99 Cannelle, un incredibile piazza di forma trapezoidale in cui da 93 mascheroni e da sei bocche separate fuoriescono 99 getti d’acqua. Costruita nel 1272, la fontana ebbe inizialmente solo una trentina di bocche da cui scaturiva purissima acqua sorgiva. Nel 1580 furono aggiunte le altre sessanta bocchette, a cui alla fine dell’800 si aggiunsero le ultime sei cannelle senza mascherone per completare il numero sacro. Questo era il “Locus Accula”, il centro su cui sorse la città: ma la Fontana delle 99 Cannelle ha la sua peculiarità per essere la copia esatta di un’importantissima fonte gerosolimitana, la Piscina di Siloe situata ai piedi del Monte Ophel, citata tanto da Isaia nella Bibbia quanto presente nei Vangeli (Gesù vi curò un uomo cieco dalla nascita bagnando i suoi occhi con quell’acqua sacra). Straordinaria per questa fonte è la forma della vasca, trapezoidale, richiamando in tal modo un simbolismo antichissimo legato alla Madre Terra. I principali antichi monumenti aquilani riproducono, i luoghi santi e mitici di Gerusalemme , specchiati e capovolti.
L’Aquila fu edificata non solo secondo la pianta di Gerusalemme, ma con la disposizione dei principali monumenti sacri volti a ridisegnare in terra la costellazione della costellazione dell’Aquila. La corrispondenza è stupefacente, la costellazione si specchia sulla città, e le sei stelle principali combaciano perfettamente con le cinque chiese più importanti e la Fontana delle 99 cannelle.
Il filo invisibile che congiunge L’Aquila a Gerusalemme è legato al timone dalle otto braccia, significativo riferimento al numero che indusse Federico II di Svevia ad applicarlo nelle sue costruzioni. Al timone della barca c’è una giovenca rossa che la manovra attraverso una ruota con otto raggi verso un “nuovo mondo”, rigenerato su cui svetta radiosa, imperiale, Aquila; la costellazione Aquila, la stella e segna l’approdo della linea spirituale e messianica, un attracco catartico della giovane sacra vacca rossa.
Anche le misure architettoniche del Tempio di Salomone a Gerusalemme, erano ricavate da un codice cosmico trasformato in rapporti geometrici e proporzioni. Il tempio, quindi, era il compendio dell’edificio iniziatico, anzi era esso stesso una forma di iniziazione, grazie ai misteriosi contenuti simbolici, la valenza cosmica, l’espressione di potenza, l’aspirazione di rigenerazione e di salvezza. Il tempio era un libro di pietra, il luogo di conservazione dei codici di interpretazione biblica sigillati all’interno dell’arca, assolvendo allo stesso ruolo del complesso delle piramidi d’Egitto nonchè per la celebrazione di riti antichissimi di fertilità, e creazione dell’uomo. Esso era un ricevitore capace di captare la potenza e l’energia dell’universo. E non solo. L’edificio attraverso l’appropriato utilizzo dei materiali edilizi e la loro corretta disposizione, accostamento e decorazione, dalla pietra al mattone e al vetro, per mezzo di disegni evocatori con simboli magici, diventava capace di amplificare le reti fittissime di correnti energetiche che percorrono la Terra,trasferendole agli uomini.
Il Tempio di Salomone era la riproduzione di quello dedicato a Iside in Egitto, il quale a sua volta era la copia di quello consacrato a Ishtar e a Ur in Sumeria; ne aveva le stesse arcane funzioni e i medesimi significati simbolici. Il tempio, con i suoi misteriosi rituali, era stato eretto a culto della Madre Terra e del Tempo, la cui rappresentazione numerica è il NOVE.
Non casuale appare il nome dato al convegno delle superpotenze mondiali “Dalla Maddalenna all’Aquila” con un chiaro richiamo Leonardesco (il cenacolo) ed ad un epigono del genio proveniente da Vinci: l’inventore Nicola Tesla ,scopritore della possibilità di creare terremoti.
Il richiamo Leonardesco rimanda alla figura di Giovanni Evangelista che chiude il tempo, così come Giovanni il battezzatore l’aveva aperto. Ciò significa che l’intera impalcatura sociale il cui equilibrio era stato fondato sulla religione e sulla legge deve a questo punto vacillare.
Deve essere ridotto in modo considerevole il numero degli abitanti del pianeta. Questo presuppone una vasta ecatombe cui seguirà un nuovo inizio. Ecco il significato della scelta di Aquila terremotata e semideserta quale sede dell’importante incontro dei giorni scorsi. Ma c’è di più. Lo spaventoso cataclisma che ha interessato l’area potrebbe essere stato portato a termine proprio per lanciare tale messaggio, sia utilizzando una tecnologia segreta messa a punto da Tesla o quella dei laboratori di fisica nucleare più grandi al mondo ,come è noto situati nelle viscere della terra poco distante dai luoghi del sisma.
Non tutti poi sanno che è partito l’11 settembre 2006 (data simbolica) dall’acceleratore del Cern di Ginevra, il fascio di neutrini diretti verso i laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (http://www.lngs.infn.it/) del Gran Sasso d’Italia. Hanno impiegato 2,5 millisecondi, viaggiando nel tunnel sotterraneo scavato , in linea retta sotto la superfice tra la città elvetica ed i laboratori del Gran Sasso per raggiungere il gigantesco rilevatore Opera, distante ben 732 km.
I neutrini sono le particelle elementari più difficili da studiare, ma il loro ruolo è fondamentale per la comprensione della natura sia su scala microcosmica sia su scala cosmica. La teoria attuale delle particelle elementari è basata sull’ipotesi che tutti i neutrini abbiano massa nulla.
La ricerca sarebbe in grado di generare nuovi tipi umani grazie ad un trasferimento particolare di energia termica.
Un ultimo richiamo simbolico: Il G8 richiama alla mente i capi degli otto grandi ordini mondiali della cavalleria che in Pactio Secreta (Patto Segreto) una Tavola Rotonda della Cavalleria mondiale allora composta da Templari, Ospedalieri, Teutonici, Fàlas saraceni, Turchi, Batinyah (Assassini o Hassaniti), Rabiti di Spagna chiamarono nel 1228 a S. Giovanni d’Acri Federico II (ed i suoi discendenti) alla suprema carica di imperatore del mondo, di un mondo senza conflitti e senza gerarchie religiose.

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L’UOMO DEI TERREMOTI: NEL 2011 ATTESO UN VIOLENTO SISMA A ROMA

Posted by admin On settembre - 30 - 2009 2 COMMENTS

Bendandi avrebbe previsto un terremoto apocalittico nel 2012

bendandi-raffaeleSi possono prevedere i terremoti? Forse si.  Raffaele Bendandi, detto anche l’uomo dei terremoti, nacque a Faenza il 17 ottobre 1893.
Bendandi diceva di aver scoperto come si producono i terremoti e disse di saperli predire.
La sua teoria ha origine in una passeggiata lungo il bagnasciuga, mentre prestava servizio di guardia durante la guerra mondiale: lui nel 1919 intuisce che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazione della Luna. La sua teoria per la previsione dei terremoti (mai riconosciuta dalla comunità scientifica) era infatti basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti (insieme al Sole) sono la causa dei movimenti della crosta terrestre, che effettivamente rigonfia, deforma e fa pulsare la crosta terrestre, con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti. Andò avanti con i suoi studi anche sfruttando una sorta di mini laboratorio posto in una profonda grotta dell’Appennino tosco-romagnolo. Una sua prima involontaria previsione la fece per il terremoto della Marsica il 13 gennaio 1915, quando si accorse che il 27 ottobre dell’anno precedente aveva lasciato un appunto al riguardo.
Fino ad allora erano in pochi a credere alle sue teorie; il 23 novembre 1923 davanti al notaio di Faenza decise di far scrivere una sua previsione: il 2 gennaio 1924 si verificherà un terremoto nelle Marche. Il terremoto effettivamente si verificò, ma due giorni dopo. Ciononostante il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo “Colui che prevede i terremoti”; la sua fama così crebbe anche a livello internazionale. Nei suoi studi si occupò anche di astronomia, geofisica, magnetica, studi cosmici e atmosferici, e della radioattività atmosferica in relazione a scopi atomici. Oltre ai suoi personali, la sua principale attività era quella di falegname; grazie a questa attività costruì e riuscì a vendere alcuni suoi modelli di sismografi, anche in America. Riuscì nel suo piccolo a dotarsi anche di una piccola biblioteca scientifica.

Durante il periodo fascista, precisamente nel 1927 dapprima fu nominato da Mussolini Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, ma poi venne diffidato dal pubblicare ulteriori previsioni sui terremoti in Italia, pena l’esilio; in realtà egli continuò a farlo, ma su altri giornali americani.

Dopo averlo studiato a fondo, nel 1931 Bendandi affida all’Accademia Pontificia il metodo da lui scoperto per interpretare il ciclo undecennale del Sole, e nel seguito riesce autofinanziandosi a pubblicare “Un principio fondamentale dell’Universo”, dove descrive la sua precedente scoperta.

Durante la sua vita, precisamente nel 1959, Bendandi scoprì anche un nuovo pianeta all’interno del sistema solare tra Mercurio ed il Sole, cui diede il nome della sua città natale, Faenza.

Solo successivamente, nel 1972 l’astronomo americano Wood e nel 1976 l’astronomo inglese Smith portarono avanti il metodo elaborato dal Bendandi per la previsione dei movimenti tellurici, andando a migliorarne l’analisi ed i risultati.

Anche il terremoto del Friuli nel 1976 fu previsto dalla sua teoria; inutilmente lui cercò di avvisare le autorità competenti, le quali lo trattarono come un ciarlatano.

La sua teoria era abbastanza semplice da un punto di vista concettuale: se l’attrazione lunare causa maree e spostamenti sulla Terra, immaginiamoci di cosa può essere capace l’attrazione esercitata dal Sole, congiunto alle posizioni particolari di alcuni pianeti.
Queste fortissime attrazioni sarebbero in grado di spostare le masse semiliquide ubicate nelle profondità terrestri.

Bendandi morì nel 1979 e i suoi studi non furono mai accettati dalla scienza ufficiale, anche se nell’ambiente molti scienziati ebbero modo di elogiare gli studi del Bendandi.
Infatti molti eventi sismici furono in effetti previsti dal Bendandi, con precisione impressionante per quanto riguardava la data (quasi sempre indovinava il giorno esatto).
Meno precisa, invece, era la collocazione dell’evento che veniva previsto dentro un’area troppo vasta per poter rendere utili ed attendibili tali predizioni.

Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto un terremoto devastante per la città di Roma e aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, e un altro di dimensioni ancora più apocalittiche per 5-6 aprile 2012, quando parecchi terremoti colpiranno a macchia di leopardo tutta la terra.
In questa ultima predizione, tra l’altro, molti vedono anche le catastrofiche profezie Maya.
Il geniale scenziato faentino riusciva a prevedere con dei calcoli basati sull’astronomia quando un terremoto doveva verificarsi. La sua teoria però fu criticata dalla comunità scientifica, ma nonostante ciò le sue previsioni spesso si avverarono: il 23 novembre 1923 davanti al notaio di Faenza fece scrivere che il 2 gennaio dell’anno successivo si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Esso si verificò, ma due giorni dopo.  Molti particolari riportano, pressapoco, a Giampaolo Giuliani che aveva predetto il terremoto a L’Aquila e anche lui aspramente criticato. Quando si dice la storia si ripete...

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09.09.09

Posted by admin On settembre - 9 - 2009 1 COMMENT

ineIl 06.04.09 e’ stato solo un prologo della fine? Alla 3:33 (3×33=99) della fatidica data L’Aquila era una città stravolta.
Il 99 numero, magico per il capoluogo d’Abruzzo, secondo i numerologi viene indicato come la data della fine del mondo. Forse non sarà così ma intanto nel globo accadono molte cose strane: eccone alcune
Oltre al Millennium Bug il cambio di secolo ci sta regalando un altro fenomeno tutto numerico e il 9 settembre 2009 ne è un esempio. Che ve ne pare della data 09.09.09? O 9.9.9 se preferite.

Per cominciare, è la data scelta per l’uscita del film ‘District 9′ in America e in diversi Stati europei. Non è la prima volta che il cinema adotta questo trucchetto per un lancio: il precedente è ‘Omen’, l’horror costruito intorno alla figura dell’Anticristo, uscito il 6 giugno 2006, 666 in breve. Quando ‘tempismo’ è sinonimo di ‘marketing’. Soprattutto perché la prossima occasione di trovare uno 09.09.009 sul calendario si ripeterà tra 1000 anni, il 9 settembre del 3009.

Si tratta insomma di una giornata in cui potrebbe succedere di tutto e infatti la fantasia dei nostri simili non ci delude: cosa succede nel mondo il 9.9.9?

In Russia ne approfittano per sposarsi. 1036 coppie convoleranno a giuste e scaramantiche nozze nella sola Mosca, contro una media di 251 matrimoni celebrati in una giornata normale. Perché proprio in questa data? Forse in memoria di Pitagora che attribuiva al 9, tra l’altro multiplo del perfetto 3, significato di completezza e giustizia. Per ora ignorati gli appeli dei numerologi che ricordano la simmetria tra 999 e il nefasto 666: basta non capovolgere la data insomma.

Qualcuno vuole invece capovolgere un must del Web: Per lo 09.09.09 è stata proclamata la giornata (non ufficiale) senza gatti su Internet. A qualcuno l’invasione di dolci batuffoli di pelo miagolanti non piace. Troppi video, foto, immagini varie e storie con protagonisti felini insomma. E’ ora di dire basta.

Non solo i film sfruttano le coincidenze del calendario: la Apple ha scelto questa data per il suo evento che – dicono le previsioni – potrebbe lanciare sul catalogo digitale cui attingono tutti gli iPod e iPhone del mondo la musica dei Beatles. Un gruppo che su numerologia e misteri ha qualcosa da dire.Certo è che la musica dei Fab 4 da oggi avrà una marcia in più e Yahoo! Musica vi spiega perché.

I malesi invece hanno pensato a qualcosa di socialmente utile: è la giornata della sicurezza sulla strada. Tanti gli eventi che come questo sfruttano la coincidenza, basta dare un’occhiataonline: se ne trovate qualcuno di interessante segnalatecelo!
Non mancano nemmeno le campagne sociali: sono molti i siti che consigliano a chi ha un vizio di scegliere questa data simbolica per smettere. Fumatori, siete avvisati, e anche chi rimanda quella dieta da tempo potrebbe approfittarne…

Tornando ai must, inutile dire che tantissimi numerologi hanno svelto questa data per la fine del mondo: come a dire che se per il 6 giugno 2006, 666, si erano sbagliati questa volta è proprio vero. Vedremo.

Intanto buon 09.09.09 a tutti.

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Esce il “72” sulla ruota dell’Aquila

Posted by admin On agosto - 31 - 2009 1 COMMENT

Avevo dei numeri, delle date, degli eventi, dei personaggi, un fenomeno assiale ed una basilica, ma continuavo a brancolare nel buio più assoluto dei miei perché e soprattutto, il mio vivere quotidiano aveva subito un sostanziale contraccolpo, da ciò che ormai stava diventando una ragione di vita.

Fig. 7 – Il solstizio a Collemaggio - Cerchio di luce concentrica riflesso dal rosone centrale sul pavimento del labirinto

Fig. 7 – Il solstizio a Collemaggio - Cerchio di luce concentrica riflesso dal rosone centrale sul pavimento del labirinto

Il solstizio a Collemaggio Finalmente, dopo mesi di affannose letture, spesso senza un’apparente logica, mi resi conto di come quel rosone, avesse una ragione d’esistere, direttamente collegata al Sole. Il 21 Giugno, infatti, al Solstizio (Fig. 7) “esso” veniva riassunto e riflesso all’interno di una zona della basi- lica definita impropriamente “Labirinto”, presente fra la navata ed il transetto.
Pensai quindi che, forse, il senso della presenza precessionale nel rosone potes-
se essere compiutamente ”capito”, studiando ed interpretando in qualche modo quella zona in cui il suo riflesso veniva ospitato.
“Era giunto il momento di entrare nella casa di Celestino”.
Dovete sapere che da tempo possedevo una foto del Labirinto (Fig. 8), che osti- natamente avevo dimenticato in un cas- setto, ma trovarsi realmente di fronte a quei 6 “cerchi” intimamente uniti e bicolori, nell’assoluto ed assordante si- lenzio di Collemaggio vi assicuro è un’e- sperienza inattesa, intensa, quasi sof- ferta.

Fig. 8 - Il Labirinto di Collemaggio

Fig. 8 - Il Labirinto di Collemaggio

Quei quasi cinquanta metri qua- dri, contraddistinti solo da cerchi con- centrici, (almeno così mi apparivano in quel momento) sapevo che erano la Culla del mio rosone, ma non sapevo che tipo di significato potessero avere nell’economia conoscitiva dell’evento solstiziale. Dovetti quindi, anche questa volta, trattenermi a lungo sulle panche che occupavano quel luogo, prima di capire come e cosa avrei fatto per portare avanti i miei futuri studi, fino a quando, quasi disperato, decisi una “mossa”, anche per me, incomprensibile: volli a tutti i costi “misurare“ il Labirinto.
Ero conscio di fare qualcosa di assurdo, poiché, sicuramente, il sistema utilizzato per edificare la basilica non avrebbe potuto coincidere con il “metro”, la cui storia si era conclusa, come unità di misura universalmente condivisa, solo nel 1969, ma sentivo di non avere altre strade per giungere a qualsivoglia conclusione. Riuscii nell’impresa di spostare le sempiterne panche, grazie all’aiuto del direttore delle Belle Arti locali, il quale condivise le mie accurate misurazioni con lo sguardo accondiscendente di chi esaudisce l’ultimo desiderio di un “condannato” alla follia pura.
Come se avessi rubato alla storia stessa qualcosa di terribilmente importante, giunsi a casa trafelato e senza indugio cercai di dare logica alla mia azione, analizzando le misure prese con così tanta caparbietà. Il risultato mi lasciò a dir poco basito, poiché tutti e 6 i Cerchi presenti nel Labirinto, presentavano un diametro di 2 metri e 88 centimetri, mentre tutti gli spazi intermedi riportavano una misura di 1 metro e 44 centimetri.
Com’era possibile?
In quel momento la cosa mi sconvolse, ma, documentandomi, venni a sapere che molte sono le cose inspiegabili sulla Terra quando ad essere coinvolte sono le frazioni o i multipli del numero ”72.”
Per esempio: migliaia di anni prima che l’uomo “riscoprisse” la Longitudine, qualcuno aveva disposto su tutto il globo opere enigmatiche come Giza, Stonhenge, Angkor, ecc. ecc. secondo riferimenti longitudinali rappresentanti multipli o frazioni di 72. Come se non bastasse, sempre multipli o frazioni del valore in questione apparivano in tutti i testi sacri del mondo, mentre, come il professor Santillana aveva ipotizzato nel suo libro ”Il Mulino d’Amleto” (1969), gli stessi potevano essere “un modo” per ricordare terribili eventi occorsi alla terra ed al suo illustre ospite, nell’alternarsi delle ERE Precessionali. Se poi si aggiungeva il fatto che la fisiologia stessa dell’uomo è numericamente precessionale (26000 sono, in media, gli atti respiratori al giorno, sostituiamo il tessuto epiteliale intestinale in 72 giorni, nasciamo con un peso medio neonatale di 2 chili e 600 grammi, l’ampiezza massima di un gesto atletico non può superare il 72 gradi, ecc. ecc.) il quadro Solstiziale del mio rosone all’interno del Labirinto, poteva delinearsi in quel momento, semplicemente “CAOTICO”.

Fig. 9 - Le rovine di Collemaggio dopo il  Terremoto del 6 Aprile 2009

Fig. 9 - Le rovine di Collemaggio dopo il Terremoto del 6 Aprile 2009

Oggi, quando ripenso alla bellezza scompaginata di quelle ricerche, mi rendo conto di quanto esse fossero felici e fortunate, soprat-tutto ora, che metri e metri di detriti occupano quel meraviglioso luogo, ricettacolo sferico di un sapere senza tempo (Fig. 9).
Lo so, sicuramente tutti questi numeri potranno procurarvi un malcelato disappunto, se non un chiaro malessere, ma vorrei sapeste che uno dei modi con cui i Crop ”parlano”, sono proprio i “Numeri,” spesso celati da meravigliose geometrie.

Fig. 10 Concedetemi un esempio, quello della foto numero 10.
Anche voi state osservando 18 cubi avvolti dalle spire concen-triche di 144 triangoli? Ebbene scomponete ancora questa imma-gine in lati: avrete 216 lati per i cubi e 432 lati per i triangoli. Nuovamente osservate i dati ottenuti: non vedete forse lo stesso processo numerico pari ad 1\3 e 2\3 applicato per il Rosone aquilano? Ebbene, in questo caso le Braccia ed i Mezzibusti, sono diventati palesi riferimenti temporali alle Ere Precessionali, con un frazionamento ben 10preciso. Volete sapere perché? Per un semplicissimo motivo: nel “sapere” dei Crop nulla può esistere, compreso il TEMPO, senza una chiara suddivisione frazionaria di tipo maschile e femminile.

Lo so, le vedo le occhiate; avete quasi la tentazione di lanciare la “vostra” rivista il più lontano possibile da voi. Non fatelo, vi prego, perché tutto ciò che ora ostinatamente è numero, vedrete diventerà geometria, suono, luce, tempo, DNA, ma, soprattutto “sentire”, un sentire in grado di giustificare uno straordinario Universo ordinato, figlio di un DIO stupendamente androgino, capace di ospitare molte più intelligenze di quante siamo abituati solo ad immaginare.
Passato il fastidio numerico? Lo spero, perché la mia corsa conoscitiva avrà anche un’andatura sostenuta, ma del tutto simile a quella dei gamberi, in quanto la Lista dei RE ci sta ancora aspettando per aprirci le porte del mondo dei Crop.

LA GOCCIA del SAPERE

I dati in mio possesso cominciavano a diventare rilevanti. Fra questi mi colpiva il fatto che secoli prima di Einstein, qualcuno, e sappiamo chi, era stato in grado di unire il tempo Precessionale allo spazio costruttivo di un luogo sacro come il Labirinto. Restava, comunque, il problema di stabilire di cosa effettivamente mi stessi occupando con tanta frenesia indagante, poiché effettivamente in “mano” avevo solo una sequenza numerica. Questa volta venne in mio aiuto la Cimatica.
Come molti ormai sapranno, con questo nome viene designata un tipo di scienza semiufficiale, la quale, ormai da tempo, studia come il SUONO sia in grado di interagire con la Materia. Lo stesso Leonardo da Vinci, condusse esperimenti in merito, sottoponendo la sabbia a determinati suoni ed osservando come essa fosse in grado di disporsi, spesso interpretando un repertorio geometrico presente in molti simbolismi esoterici. Vero era che tali studi erano passati di mano in mano, perfezionandosi nei secoli, fino ad arrivare al 1969, anno in cui, Hans Jenny, riuscì ad ottenere dei risultati sperimentali estremamente significativi, tanto da costringere anche il mondo accademico a considerarli. In tale ambito, anche l’acqua fu sottoposta a determinate frequenze appartenenti a note musicali ben precise.
In quel contesto apparvero alcune foto riguardanti la reazione di “una“ goccia d’acqua esposta ai cicli di un DO (Fig. 11).

Fig. 11 – La goccia d’acqua              Fig. 12 - Precessione degli Equinozi

Fig. 11 – La goccia d’acqua Fig. 12 - Precessione degli Equinozi

Una di quelle foto mi colpì terribilmente, in quanto, nettamente, si poteva desumere che la conformazione assunta dall’acqua, in quell’occasione, rispettava fedelmente la struttura di un Rosone. Anzi, esattamente come il Rosone che avevo codificato, poteva essere scomposta, ottenendo gli stessi riferimenti numerico-temporali dell’Asse Terrestre. A quel punto dedussi che, molto probabilmente, non era la congiunta attrazione luni-solare a dettare l’ellisse assiale del nostro pianeta (Fig. 12), ma qualcosa di diverso, forse qualcosa di simile più ad un suono o più suoni, inoltre, era ormai chiaro che i Rosoni tutti e senza tema, oltre a parlare numericamente, potevano rappresentare con chiarezza, delle ”frequenze” sonore ben precise, in un momento del sapere umano, universalmente accreditato come uno dei più oscuri.
Chiaramente dentro di me si fece strada l’idea che la progressione numerica a cui tanta passione conoscitiva stavo dedicando, forse poteva indicare una sorta di scala vibrazionale in Hertz; forse tutti quei numeri non erano altro che dei “suoni”; forse il piccolo Eremita aveva nascosto nelle sue date qualcosa di estremamente importante per l’umanità.

DAL PIANOFORTE DI CELESTNO ALLE TRE OTTAVE DI PITAGORA

Per la prima volta potevo dirigere il mio intuito, come la mia ferrea volontà, verso un argomento ben preciso e non tardai a scoprire altri aspetti “musicali” degni di nota. Riuscii, infatti, ad entrare in possesso di uno studio vibrazionale capace di decifrare gli Hertz emessi da ogni tasto di un pianoforte classico.
Ancora una volta, una sola immagine mi chiarì mesi e mesi di letture ed elucubrazioni. Da essa infatti si evinceva come i 68 tasti appartenenti alle OTTAVE fra i Bassi e gli Acuti, avessero un livello in cicli ben preciso. Potete immaginare quale fu la mia meraviglia quando constatai che il RE della prima OTTAVA fra gli Acuti era in grado di palesarsi a 288 Hz ( Fig. 13), mentre un altro RE, nella seconda OTTAVA, fra i bassi,

Fig. 13 - Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti

Fig. 13 - Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti

Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti era in grado di vibrare a 72 Hz. Ora potevo avere le prove di come tutto ciò che Celestino V aveva fatto durante il suo Papato era stato dettato da un sapere strettamente collegato alla codifica di un “suono” dalle caratteristiche, come ap-purai, camaleontiche. Ma in questo conte-sto vibrazionale quale era l’effettivo peso conoscitivo del Labirinto? Cosa poteva rappresentare quella multipla simbologia sferica, visto che era stata scelta per ospitare un matrimonio solare d’eccezio-
ne? Non tardai, sincronicamente, ad esaminare vari testi dedicati alla figura, anche esoterica del grande Pitagora. Appresi quindi che centinaia di anni prima di Cristo il maestro si rivolgeva ai suoi adepti, i più stretti e leali, proponendo una “spiegazione” alla nascita dell’Universo e quindi della materia, che nulla aveva da invidiare alle più moderne teorie quantistiche, proponendo una vera e propria TEORIA del TUTTO fatta di vibrazioni o suoni ben precisi.
Egli infatti, in terra calabrese, in quel di Crotone, affermava che DIO aveva CREATO tutto ciò che vediamo, attraverso pochissimi intervalli musicali, esattamente “CINQUE” e tutti di QUINTA (Fig. 14).

Fig. 14 - L’intervallo di Quinta

Fig. 14 - L’intervallo di Quinta

Divorato dalla curiosità dovetti in fretta e furia documentarmi sul mondo del “suono” per poter capire cosa sia un intervallo di Quinta. Data una corda vibrante e divisa in TRE parti uguali, pari a 1\3, 2\3 e 3\3, l’intervallo in questione ne rappresenta esattamente i 2\3.

Se si applica tale intervallo ad un’OTTAVA, avremo un salto di QUINTA calcolando la distanza posta fra il DO e il SOL. Di conseguenza, CINQUE intervalli da 2\3 erano, secondo PITAGORA, la matrice creativa di tutto, un tutto che, sempre il mondo della musica, agevolmente sintetizza attraverso un numero di OTTAVE ben preciso, TRE, così graficamente riassunte: 888.
Volendo essere corretti, musicalmente parlando, CINQUE QUINTE non sono esattamente TRE OTTAVE, ma la simbologia utilizzata nella descrizione del sapere pitagorico, mi permise di vedere ciò che fino ad allora avevo solo “intuito”. Ore e ore trascorse spesso seduto sulle panche di quel Labirinto, non mi avevano dato la giusta visione d’insieme, che ora come un fulmine, attraversava la mia mente. Raggiunsi immediatamente Collemaggio, attraversai lentamente la navata centrale, fino a quando le RIVIDI, dopo averle guardate, ignaro, migliaia di volte, le rividi immobili, splendidamente silenziose, pronte a riparlare, dopo centinaia di anni, di una Scienza solo apparentemente dimentica dall’uomo.

Fig. 15 - Il Labirinto

Fig. 15 - Il Labirinto

Quei 6 CERCHI intimamente uniti non erano altro che TRE OTTO: TRE OTTAVE (Fig. 15) offese per secoli, da quegli ingombranti sedili. TRE OTTO rappresentanti la

Il Labirinto testimonianza, falsamente muta, di una scienza in grado di dare alla Creazione, una spiegazione praticamente sconosciuta al nostro sapere ufficiale. Pitagora, probabil-mente, doveva il suo sapere alla stessa radice conoscitiva che io stavo riscoprendo. Non che le cose a quel punto mi fossero più chiare, ma almeno, certe simbologie, come quelle dell’ OTTO avevano ora più senso, soprattutto ri-
pensando ai vescovi eletti da Celestino, o al cuore del Rosone centrale di Collemaggio. Era come se il piccolo Eremita avesse voluto sottilmente dire a tutti, che DIO era, probabilmente, un grande direttore d’orchestra capace di utilizzare un’OTTAVA fatta di note speciali, in grado di vibrare fino a TRE OTTAVE, per darci tutto ciò che vediamo. Sembrava essere una spiegazione “sonica” del creato, che comunque non mi soddisfaceva, volevo di più, intuivo che molto ancora mi era oscuro, mentre osservavo incantato le meravigliose geometrie del pavimento di Collemaggio.

Sapete cosa mi ha scosso di più nel momento in cui sono rientrato nella basilica di CelestinoV a poche ore dalla Grande Scossa?
La POLVERE, una polvere ottusa, pesante, ingombrante, inattesa, posatasi ovunque, e la LUCE, meravigliosa, abbagliante, quasi dimensionale, che oggi penetra direttamente da tutta la zona posta sul Transetto, crollata completamente sulle TRE OTTAVE.
Come se Inferno e Paradiso si fossero dati appuntamento in un unico luogo.
Scusatemi a volte quei momenti ritornano prepotenti nella mia memoria.

cerchi-nel-granoOra ritorniamo a noi, al motivo per cui, giustamente, avete fatto il vostro acquisto, integrando quest’ultima parte descrittiva con un’operazione piuttosto pratica in grado di porre a disposizione quello che ora è anche il “vostro” sapere.
Osservate, quindi, la foto numero 16. E’ un Cerchio, apparso alcuni anni fa a Nuerstead in Inghilterra, tenendo sempre presente che i solchi paralleli che vedete attraversare lo stesso, sono quelli lasciati da un trattore, giusto per rendersi conto della sua grandezza e della stupidità di chi, per anni, ha detto e dice, che i Cerchi sono indubbiamente falsi, per i più svariati motivi. Fatto?
Benissimo, ora penso riusciate a vedere TRE OTTO congiunti, secondo DIREZIONI ben precise.

Fig. 16 Ora, nuovamente andate con la memoria al momento in cui il ROSONE centrale di Collemaggio si sposa, al Solstizio, con il Labirinto. Perfetto.
In quel momento le TRE OTTAVE potranno ospitare un SETTIMO CERCHIO.
Ora, osservate il Cerchio inglese, ha Sette Cerchi e quello centrale è caratterizzato da un Fiore particolare di cui parleremo più avanti.
Benissimo, da questo momento state osservando il Solsti-
zio di Collemaggio, consumato all’interno del Labirinto, riproposto in un prato inglese attraverso un Cerchio nel Grano definito ancora oggi un mistero.
State osservando la creatività delle TRE OTTAVE completata da un settimo cerchio, le cui caratteristiche sferiche ben si potrebbero riassumere attraverso sette semplici note: ”DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI”.
State osservando il sunto simbolico di una scienza in grado di descrivere la creazione in modi e sistemi completamente differenti dai “Nostri”. State osservando e di conseguenza, utilizzando, una parte del vostro cervello capace di apprendere “senza ufficialmente sapere”. Forse, vi state rendendo conto di come da più di Settecento anni da “noi” si facessero i Cerchi, non nel Grano, ma nella pietra solstiziale di un Labirinto, all’apparenza sonico.
Ora potete capire perché “probabilmente” un semplice aquilano potrà dire la sua sui Crop ed essere ascoltato, in un mondo di pseudo esperti, a volte piuttosto discutibili.
Volendo riassumere il tutto, storicamente potremmo dire che, se Carlo D’Angiò avesse proposto l’immagine di Nuerstead a Pietro da Morrone, lui forse avrebbe sorriso e con il cuore colmo di felicità avrebbe detto:
“Gioisci figlio mio, il sapere della CREAZIONE è di nuovo fra noi“
Beh, se non proprio così, qualcosa di simile.

Michele Proclamato
Tratto da: I misteri di Hera – Agosto 2009

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DOPO 3 ANNI LE IMMAGINI NON INGIALLISCONO...



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