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May , 2012
Friday

L’Aquila, Earthquake, Capoluogo d’Abruzzo, Terremoto, Perdonanza, Porta Santa, Celestino V, Federico II, Giubileo, G8 L’Aquila 2009

Non è forte chi non cade, ma è forte chi cade e si rialza. L’Aquila alzati e torna a volare – RBE ’78

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Archive for the ‘MISTERI AQUILANI’ Category

IL ROSONE DI SANTA GIUSTA

Posted by admin On gennaio - 18 - 2010 1 COMMENT

f1La pimitiva chiesa di Santa Giusta è in massima parte ancora presente nonostante tre fortissimi terremoti e dopo quest’ultimo , ci auguriamo che il prossimo restauro sia un ripristno liberatorio delle sovrastrutture soffocanti in grado di seguire i dettami del grande architetto ,Gustavo Giovannoni. Questa chiesa, nel progetto Federiciano di una città costruita sulla pianta di gerusalemme, occupa il posto del Tempio di Salomone . Infatti è costruita come chiesa capoquarto. La parte più stupefacente è il meraviglioso rosone che è sicuramente opera degli stessi maestri che adornarono molte chiese aquilane nella metà del tredicesimo secolo. Vièppiù il dettaglio strabiliante di cui parleremo, dei Telamoni, nello stile artistico dimostrano essere opera della bottega di Benedetto Antelani. Considerando il rosone nella sua totalità, come organismo preso nel suo insieme , che ristabilisce un’equilibrio energetico, siamo davanti ad un arcobaleno di pietra , che indiscutibilmente arriva all’anima di ognin osservatore, cosciente che sia. Osservando i Telamoni, dodici, tutti in pose contempletive, sovviene l’idea dell’antica sapienza taumaturgica, delle miracolose guarigioni ottenute dall’imposizione delle mani su un corpo malato. Un potere che ebbe Gesù, i Santi, ma anche i grandi asceti delle altre religioni. Dai Telamoni partono dodici ramificazioni che convergono in un centro floreale, il punto da dove partono queste ramificazioni in stile gotico è interessantissimo, in sette di queste Figfure, sorge da sopra la testa, dal vertice della spiritualità, cioè aleggia dal punto che nella cultura orientale è tramandato come Chakra Corona. ” Come sotto così sopra” dicevano gli alchimisti, ed infatti i Cinque Telamoni superiori nello stesso concetto dei Chakra, cioè quello basale situato alla base della colonna vertebrale, hanno sorgente l’ennesima ramificazione verso il centro del rosone. Il significato di questo simbolismo è nel rapporto dell’umano col divino, a creare dentro di sè un vuoto puro distaccato dalla realtà terrena e dagli assilli quotidiani verso un risveglio delle capacità superiori che quasi sempre neppure sappiamo di avere. Dalla realizzazione di questo capolavoro scultoreo, sono passati otto secoli, e non ha perso il suo valore d’invito all’essenza spirituale tramite l’energia vitale. Bisogna rammentare che mentre oggi i vescovi fanno proclami contro il sincretismo; il Cristianesimo fu una sincretizzazione assoluta delle religioni comprese nel Regno Romano. Oggi la verità usa l’implacabile mezzo, che è internet, per imporsi ed è la penosa fine di chi atteggiandosi ad uomo di studio non è stato nè giusto nè obbiettivo.

Paolo Cautilli

IL ROSONE DI SANTA GIUSTA A L’AQUILA

La chiesa di Santa Giusta danneggiata dal terremoto

La chiesa di Santa Giusta danneggiata dal terremoto

Quando leggo di Rosoni devo dire che difficilmente riesco a stare in silenzio. Quando poi di Rosoni parla il sapiente Paolo è per me impossibile rinunciare ad un doveroso commento in questo caso sinteticamente più una postilla che un articolo per rispetto al succitato. Vedere in un Rosone “TUTTO” come successe a me cinque anni fa, ve lo assicuro è la cosa più semplice di questo mondo se, e ripeto se, la “nostra” anima ” non è completamente ottenebrata da un quotidiano, quello aquilano oggi ne è una quint’essenza, fatto solo di ” BIECO MATERIALISMO”. Eppure millenni fa, in ritardo già di millenni, vi erano maestri del pensiero, oggi non più nostri maestri, in grado di spiegare come proprio l’animo umano fosse capace, durante le sue trasmigrazioni, di avvicinarsi al quel “cielo” della perfezione, dove, tutto è immobile e uno, ma da cui tutto deriva infinitamente molteplice. Quell’Iperuranio di memoria Platonica è il vero responsabile di quell’afflato cosmico, posto giustamente in tutti noi da un DIO meravigliosamente immanente e panteista, che ci affascina attraverso un’ opera come il rosone di Santa Giusta. Un opera capace, come molti dei rosoni cittadini, di ricordarci come una Monade possa creare forme infinite, musicalmente definite da una docecafonia oggi Telamonica. E per quanto tutto ciò possa sembrare l’inutile retaggio di un sapere ormai altrettanto inutile, “vorrei informare”, voi, miei concittadini aquilani, che da alcuni anni ormai una “certa” scienza astronomica ( vedi Battaner) ha stabilito come la materia galattica si disponga rispettando geometrie specularmente simili a quelle di un semplice, dimenticato, ed inutile rosone.Vorrei dirvi che lo sviluppo spiralico del nostro DNA è perfettamente complementare al Chakra citato. Potrei aggiungere che lo stesso non è altro che una serie di frequenze in pietra ben precise provenienti proprio da quel “cielo” greco tanto perfetto e ignorato da essere oggi, guarda caso, ufficialmente spacciato come ” TEORIA delle STRINGHE”. Capisco che questo non sia esattamente il momento giusto, come il luogo più adeguato, ma continuo a domandarmi perchè un passato ricco di una scienza spiritualmente perfetta come quella dell’OTTAVA abbia donato tante ricchezze conoscitive ad un posto magico come l’Aquila costretto da molti , ma non tutti, a diventare oggi, dopo ciò che è successo,ancora luogo di indifferenza e superficialità.

Dalla città che custodisce il segreto della creazione, un novello “Dormitantium Animorum Excubitor” vi saluta.

Michele Proclamato


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IL CAPOLUOGO CONTINUA A SVELARE I SUOI MISTERI: ECCEZIONALE RITROVAMENTO A COPPITO

Posted by admin On dicembre - 7 - 2009 ADD COMMENTS
clicca sull'immagine per ingrandire

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L’Aquila, 07 Dic 2009 – Eccezionale ritrovamento di valenza storico culturale all’interno della chiesa di San Pietro a Coppito. Durante i lavori di restauro di una parete danneggiata, dovuti al sisma del 6 aprile, è venuto fuori uno splendido affresco risalente ai primi del 400 e, molto probabilmente, attribuibile a Saturnino Gatti. L’affresco di eccezionale fattura, anche se mancante di alcune parti, ritrae la natività. “Il nostro intento è quello di aprire la chiesa per Natale” – è quanto dichiara l’ingenier Luciano Marchetti commissario delegato alla tutela del patrimonio culturale -  Dopo di che dovrà essere fatta una variante al progetto – conclude Marchetti – per mettere in sicurezza e restaurare questa scoperta che è uscita fuori”.

MOLINARI UN REGALO NATALIZIO - “Prendiamo questo ritrovamento come un regalo natalizio. Mi auguro che si possa restaurare bene questo affresco e, da incompentente, mi domando se in questa chiesa e nelle altre chiese aquilane non si nascondano altre bellissime sorprese. Un pensiero forte, con l’avicinarsi del Natale, va appunto a tutte le nostre splendide chiese sperando che possano essere presto restituite agli aquilani ed al mondo“!

dscn1185IL TERREMOTO TOGLIE E RESTITUISCE – “Durante i lavori di sistemazione e restauro – spiega l’architetto della sovrintendeza Marcello Marchetti – abbiamo notato una serie di lesioni e nell’arco delle operazioni di rinforzo delle murature, con le classiche operazioni di cuci e scuci,  ci siamo accorti delle tracce di colore e abbiamo proceduto ai lavori necessari per riportare alla luce il ritrovamento. Molto probabilmente l’affresco era stato murato a seguito del terremoto del 1703 e il 6 aprile la tamponatura si è praticamente staccata. In poche parole quello che il terremoto ha tolto il terremoto ha restituito..”.

SATURNINO GATTI – La storica Bianca Maria Colasacco azzarda la datazione dell’affresco e addirittura la mano. “E’ databile tra l’ultimo decennio del 400 e l’ultimo decennio del 500. La qualità del frammento che ovviamente costitusce una parte dell’insieme, è talmente esplicativa che mi spinge ad azzardare che il tutto riconduca ad un Saturnino Gatti di alta qualità. Quel Saturnino Gatti che è stato il pittore più rappresentativo dell’arte rinascimentale a L’Aquila e in Abruzzo. Questa scoperta si colora di connotati particolari soprattutto se si pensa che le opere di Saturnino Gatti sono assai rare“.

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NUOVO RITROVAMENTO ARCHEOLOGICO TRA LE MACERIE

Posted by admin On novembre - 9 - 2009 1 COMMENT

L’Aquila, 09 Nov 2009 – Ancora un eccezionale ritrovamento di un reperto storico a L’Aquila a seguito del sisma del 6 aprile. L’occhio esperto e attento di Paolo Cautilli ha individuato una finestra (seminascosta dalle impalcature di sostegno), presumibilmente risalente alla prima metà del XIII secolo, vale a dire all’epoca della fondazione federiciana della città. L’arco acuto della finestra, dalle evidenti fatture cistercensi (riscontrabili ad esempio presso l’abbazia di S. Clemente a Casauria) è venuto alla luce dopo il distaccamento dell’intonaco che lo ricopriva, per singolare coincidenza in un palazzo di Corso Federico II.

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“L’ultimo G8 all’Aquila l’hanno voluto i Rosacroce. Non ci credete? E invece…”

Posted by admin On ottobre - 10 - 2009 ADD COMMENTS
Simbolismi massonici nel centro storico aquilano

Simbolismi massonici nel centro storico aquilano

L’Aquila batte Dan Brown? Così parrebbe secondo un articolo scritto da Sigismondo Panvini tratto da ItaliaInformazioni.com. L’ultimo libro dello scrittore statunitense, “Il simbolo perduto” (in uscita dal 23 ottobre) è incentrato infatti sulla massoneria. Il quinto lavoro di Dan Brown è ambientato a Washington, città pervasa di simboli massonici,  proprio come L’Aquila.  Perché mai – scrive Panvini –  il recente G8 è stato tenuto all’Aquila? Esistono della ragioni occulte dietro la scelta del capoluogo abruzzese quale sede del summit internazionale degli 8 grandi del mondo? L’area dell’Aquila era sacra, probabilmente fin dalla fine del Pleistocene. L’Aquila si trova intorno ai 42° di latitudine, proprio dove vi è uno dei più importanti nodi magnetici terrestri. Una delle linee che lo attraversa parte da Giza (Egitto) , passa per Castel del Monte in Puglia (dove Federico II – il fondatore di Aquila – ha edificato il suo castello ottagonale), attraversa il Gran Sasso (sede dell’Istiituto Nazionale di Fisica nucleare), prosegue per Chartres (grande cattedrale gotica) e Stonehenge fino ad arrivare a Terranova.

La zona fu abitata durante il Neolitico dalla tribù di Liburni una popolazione di ceppo Cro-Magnon originaria dell’area adriatica dell’Istria e della Dalmazia, che ha popolato anche la costa italiana fino alla Puglia prima di cedere il passo ad altri popoli di stirpe indoeuropea.

Le piante delle due città messe a confronto

Le piante delle due città messe a confronto

Il loro nome originario era Libui chiamati Libu dagli Egizi. Essi facevano parte dei cosìdetti popoli del mare una lega che invase l’Egitto intorno al 1750 Ac stabilendovisi e governando il basso Egitto da una città chiamata Avaris. Il fondatore della città dell’Aquila, come è noto fu Federico II re di Sicilia, ultimo re latino di Gerusalemme, imperatore del Sacro Romano Impero, nonché monaco cistercense. Federico II nel 1233 (9), decise di costruire l’Aquila ad immagine di Gerusalemme  “come simbolo del suo governo universale, ‘per regnare sul piano esoterico e temporale grazie alla realizzazione della Grande Opera’. Il simbolismo che ne è derivato, è confluito integralmente nell’Esoterismo e nella Massoneria.
La similitudine con Geusalemme risiede nell’orientamento dell’impianto urbanistico della città lungo una direttrice che ha origine sul Monte degli Ulivi, attraversa per lungo il tempio di Salomone , forma l’arteria principale di Gerusalemme e punta diritta verso Aquila (la “Nuova Gerusalemme” voluta da Federico II) per poi in appresso attraversare una località nei pressi di Toronto, dove nacque la massoneria del nuovo continente. ed una australiana denominate “King Stone” (Pietra del Re):
Si tratta del famoso asse messianico da cui il Messia secondo tradizione farà la sua attesa comparsa alla fine dei tempi ? Tale linea invisibile intende richiamare la “Strada della Vacca”, che il sacerdote percorreva per raggiungere il Monte degli Ulivi dove aveva luogo il sacrificio rituale della giovenca rossa.
0000009121Durante il rito Il sacerdote spargeva sette volte il sangue della giovenca dinanzi la tenda del convegno, che era allineata con la porta principale del Tempio di Salomone.
Secondo il giudaismo tradizionale,la purezza originaria poteva essere recuperata soltanto con il sacrificio di una giovenca rossa (“Dì ai figli d’Israele che ti menino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti, che non abbia mai portato il giogo”, Numeri 19:1-10). I profeti affermano che in corrispondenza dell’avvento della giovenca rossa, la Nuova Gerusalemme dell’Apocalisse di Giovanni aprirà le sue porte.
L’Aquila è il trionfo del numero 9, la città infatti per la tradizione fu creata dall’unione di 99 (18=9)villaggi e possiede 99 pozzi, 99 castelli, 99 piazze, 99 chiese (che a dire il vero sono una sessantina) che effettuano 99 rintocchi. Il cuore di tutto è rappresentato dalla Fontana delle 99 Cannelle, un incredibile piazza di forma trapezoidale in cui da 93 mascheroni e da sei bocche separate fuoriescono 99 getti d’acqua. Costruita nel 1272, la fontana ebbe inizialmente solo una trentina di bocche da cui scaturiva purissima acqua sorgiva. Nel 1580 furono aggiunte le altre sessanta bocchette, a cui alla fine dell’800 si aggiunsero le ultime sei cannelle senza mascherone per completare il numero sacro. Questo era il “Locus Accula”, il centro su cui sorse la città: ma la Fontana delle 99 Cannelle ha la sua peculiarità per essere la copia esatta di un’importantissima fonte gerosolimitana, la Piscina di Siloe situata ai piedi del Monte Ophel, citata tanto da Isaia nella Bibbia quanto presente nei Vangeli (Gesù vi curò un uomo cieco dalla nascita bagnando i suoi occhi con quell’acqua sacra). Straordinaria per questa fonte è la forma della vasca, trapezoidale, richiamando in tal modo un simbolismo antichissimo legato alla Madre Terra. I principali antichi monumenti aquilani riproducono, i luoghi santi e mitici di Gerusalemme , specchiati e capovolti.
L’Aquila fu edificata non solo secondo la pianta di Gerusalemme, ma con la disposizione dei principali monumenti sacri volti a ridisegnare in terra la costellazione della costellazione dell’Aquila. La corrispondenza è stupefacente, la costellazione si specchia sulla città, e le sei stelle principali combaciano perfettamente con le cinque chiese più importanti e la Fontana delle 99 cannelle.
Il filo invisibile che congiunge L’Aquila a Gerusalemme è legato al timone dalle otto braccia, significativo riferimento al numero che indusse Federico II di Svevia ad applicarlo nelle sue costruzioni. Al timone della barca c’è una giovenca rossa che la manovra attraverso una ruota con otto raggi verso un “nuovo mondo”, rigenerato su cui svetta radiosa, imperiale, Aquila; la costellazione Aquila, la stella e segna l’approdo della linea spirituale e messianica, un attracco catartico della giovane sacra vacca rossa.
Anche le misure architettoniche del Tempio di Salomone a Gerusalemme, erano ricavate da un codice cosmico trasformato in rapporti geometrici e proporzioni. Il tempio, quindi, era il compendio dell’edificio iniziatico, anzi era esso stesso una forma di iniziazione, grazie ai misteriosi contenuti simbolici, la valenza cosmica, l’espressione di potenza, l’aspirazione di rigenerazione e di salvezza. Il tempio era un libro di pietra, il luogo di conservazione dei codici di interpretazione biblica sigillati all’interno dell’arca, assolvendo allo stesso ruolo del complesso delle piramidi d’Egitto nonchè per la celebrazione di riti antichissimi di fertilità, e creazione dell’uomo. Esso era un ricevitore capace di captare la potenza e l’energia dell’universo. E non solo. L’edificio attraverso l’appropriato utilizzo dei materiali edilizi e la loro corretta disposizione, accostamento e decorazione, dalla pietra al mattone e al vetro, per mezzo di disegni evocatori con simboli magici, diventava capace di amplificare le reti fittissime di correnti energetiche che percorrono la Terra,trasferendole agli uomini.
Il Tempio di Salomone era la riproduzione di quello dedicato a Iside in Egitto, il quale a sua volta era la copia di quello consacrato a Ishtar e a Ur in Sumeria; ne aveva le stesse arcane funzioni e i medesimi significati simbolici. Il tempio, con i suoi misteriosi rituali, era stato eretto a culto della Madre Terra e del Tempo, la cui rappresentazione numerica è il NOVE.
Non casuale appare il nome dato al convegno delle superpotenze mondiali “Dalla Maddalenna all’Aquila” con un chiaro richiamo Leonardesco (il cenacolo) ed ad un epigono del genio proveniente da Vinci: l’inventore Nicola Tesla ,scopritore della possibilità di creare terremoti.
Il richiamo Leonardesco rimanda alla figura di Giovanni Evangelista che chiude il tempo, così come Giovanni il battezzatore l’aveva aperto. Ciò significa che l’intera impalcatura sociale il cui equilibrio era stato fondato sulla religione e sulla legge deve a questo punto vacillare.
Deve essere ridotto in modo considerevole il numero degli abitanti del pianeta. Questo presuppone una vasta ecatombe cui seguirà un nuovo inizio. Ecco il significato della scelta di Aquila terremotata e semideserta quale sede dell’importante incontro dei giorni scorsi. Ma c’è di più. Lo spaventoso cataclisma che ha interessato l’area potrebbe essere stato portato a termine proprio per lanciare tale messaggio, sia utilizzando una tecnologia segreta messa a punto da Tesla o quella dei laboratori di fisica nucleare più grandi al mondo ,come è noto situati nelle viscere della terra poco distante dai luoghi del sisma.
Non tutti poi sanno che è partito l’11 settembre 2006 (data simbolica) dall’acceleratore del Cern di Ginevra, il fascio di neutrini diretti verso i laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (http://www.lngs.infn.it/) del Gran Sasso d’Italia. Hanno impiegato 2,5 millisecondi, viaggiando nel tunnel sotterraneo scavato , in linea retta sotto la superfice tra la città elvetica ed i laboratori del Gran Sasso per raggiungere il gigantesco rilevatore Opera, distante ben 732 km.
I neutrini sono le particelle elementari più difficili da studiare, ma il loro ruolo è fondamentale per la comprensione della natura sia su scala microcosmica sia su scala cosmica. La teoria attuale delle particelle elementari è basata sull’ipotesi che tutti i neutrini abbiano massa nulla.
La ricerca sarebbe in grado di generare nuovi tipi umani grazie ad un trasferimento particolare di energia termica.
Un ultimo richiamo simbolico: Il G8 richiama alla mente i capi degli otto grandi ordini mondiali della cavalleria che in Pactio Secreta (Patto Segreto) una Tavola Rotonda della Cavalleria mondiale allora composta da Templari, Ospedalieri, Teutonici, Fàlas saraceni, Turchi, Batinyah (Assassini o Hassaniti), Rabiti di Spagna chiamarono nel 1228 a S. Giovanni d’Acri Federico II (ed i suoi discendenti) alla suprema carica di imperatore del mondo, di un mondo senza conflitti e senza gerarchie religiose.

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09.09.09

Posted by admin On settembre - 9 - 2009 1 COMMENT

ineIl 06.04.09 e’ stato solo un prologo della fine? Alla 3:33 (3×33=99) della fatidica data L’Aquila era una città stravolta.
Il 99 numero, magico per il capoluogo d’Abruzzo, secondo i numerologi viene indicato come la data della fine del mondo. Forse non sarà così ma intanto nel globo accadono molte cose strane: eccone alcune
Oltre al Millennium Bug il cambio di secolo ci sta regalando un altro fenomeno tutto numerico e il 9 settembre 2009 ne è un esempio. Che ve ne pare della data 09.09.09? O 9.9.9 se preferite.

Per cominciare, è la data scelta per l’uscita del film ‘District 9′ in America e in diversi Stati europei. Non è la prima volta che il cinema adotta questo trucchetto per un lancio: il precedente è ‘Omen’, l’horror costruito intorno alla figura dell’Anticristo, uscito il 6 giugno 2006, 666 in breve. Quando ‘tempismo’ è sinonimo di ‘marketing’. Soprattutto perché la prossima occasione di trovare uno 09.09.009 sul calendario si ripeterà tra 1000 anni, il 9 settembre del 3009.

Si tratta insomma di una giornata in cui potrebbe succedere di tutto e infatti la fantasia dei nostri simili non ci delude: cosa succede nel mondo il 9.9.9?

In Russia ne approfittano per sposarsi. 1036 coppie convoleranno a giuste e scaramantiche nozze nella sola Mosca, contro una media di 251 matrimoni celebrati in una giornata normale. Perché proprio in questa data? Forse in memoria di Pitagora che attribuiva al 9, tra l’altro multiplo del perfetto 3, significato di completezza e giustizia. Per ora ignorati gli appeli dei numerologi che ricordano la simmetria tra 999 e il nefasto 666: basta non capovolgere la data insomma.

Qualcuno vuole invece capovolgere un must del Web: Per lo 09.09.09 è stata proclamata la giornata (non ufficiale) senza gatti su Internet. A qualcuno l’invasione di dolci batuffoli di pelo miagolanti non piace. Troppi video, foto, immagini varie e storie con protagonisti felini insomma. E’ ora di dire basta.

Non solo i film sfruttano le coincidenze del calendario: la Apple ha scelto questa data per il suo evento che – dicono le previsioni – potrebbe lanciare sul catalogo digitale cui attingono tutti gli iPod e iPhone del mondo la musica dei Beatles. Un gruppo che su numerologia e misteri ha qualcosa da dire.Certo è che la musica dei Fab 4 da oggi avrà una marcia in più e Yahoo! Musica vi spiega perché.

I malesi invece hanno pensato a qualcosa di socialmente utile: è la giornata della sicurezza sulla strada. Tanti gli eventi che come questo sfruttano la coincidenza, basta dare un’occhiataonline: se ne trovate qualcuno di interessante segnalatecelo!
Non mancano nemmeno le campagne sociali: sono molti i siti che consigliano a chi ha un vizio di scegliere questa data simbolica per smettere. Fumatori, siete avvisati, e anche chi rimanda quella dieta da tempo potrebbe approfittarne…

Tornando ai must, inutile dire che tantissimi numerologi hanno svelto questa data per la fine del mondo: come a dire che se per il 6 giugno 2006, 666, si erano sbagliati questa volta è proprio vero. Vedremo.

Intanto buon 09.09.09 a tutti.

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Esce il “72” sulla ruota dell’Aquila

Posted by admin On agosto - 31 - 2009 1 COMMENT

Avevo dei numeri, delle date, degli eventi, dei personaggi, un fenomeno assiale ed una basilica, ma continuavo a brancolare nel buio più assoluto dei miei perché e soprattutto, il mio vivere quotidiano aveva subito un sostanziale contraccolpo, da ciò che ormai stava diventando una ragione di vita.

Fig. 7 – Il solstizio a Collemaggio - Cerchio di luce concentrica riflesso dal rosone centrale sul pavimento del labirinto

Fig. 7 – Il solstizio a Collemaggio - Cerchio di luce concentrica riflesso dal rosone centrale sul pavimento del labirinto

Il solstizio a Collemaggio Finalmente, dopo mesi di affannose letture, spesso senza un’apparente logica, mi resi conto di come quel rosone, avesse una ragione d’esistere, direttamente collegata al Sole. Il 21 Giugno, infatti, al Solstizio (Fig. 7) “esso” veniva riassunto e riflesso all’interno di una zona della basi- lica definita impropriamente “Labirinto”, presente fra la navata ed il transetto.
Pensai quindi che, forse, il senso della presenza precessionale nel rosone potes-
se essere compiutamente ”capito”, studiando ed interpretando in qualche modo quella zona in cui il suo riflesso veniva ospitato.
“Era giunto il momento di entrare nella casa di Celestino”.
Dovete sapere che da tempo possedevo una foto del Labirinto (Fig. 8), che osti- natamente avevo dimenticato in un cas- setto, ma trovarsi realmente di fronte a quei 6 “cerchi” intimamente uniti e bicolori, nell’assoluto ed assordante si- lenzio di Collemaggio vi assicuro è un’e- sperienza inattesa, intensa, quasi sof- ferta.

Fig. 8 - Il Labirinto di Collemaggio

Fig. 8 - Il Labirinto di Collemaggio

Quei quasi cinquanta metri qua- dri, contraddistinti solo da cerchi con- centrici, (almeno così mi apparivano in quel momento) sapevo che erano la Culla del mio rosone, ma non sapevo che tipo di significato potessero avere nell’economia conoscitiva dell’evento solstiziale. Dovetti quindi, anche questa volta, trattenermi a lungo sulle panche che occupavano quel luogo, prima di capire come e cosa avrei fatto per portare avanti i miei futuri studi, fino a quando, quasi disperato, decisi una “mossa”, anche per me, incomprensibile: volli a tutti i costi “misurare“ il Labirinto.
Ero conscio di fare qualcosa di assurdo, poiché, sicuramente, il sistema utilizzato per edificare la basilica non avrebbe potuto coincidere con il “metro”, la cui storia si era conclusa, come unità di misura universalmente condivisa, solo nel 1969, ma sentivo di non avere altre strade per giungere a qualsivoglia conclusione. Riuscii nell’impresa di spostare le sempiterne panche, grazie all’aiuto del direttore delle Belle Arti locali, il quale condivise le mie accurate misurazioni con lo sguardo accondiscendente di chi esaudisce l’ultimo desiderio di un “condannato” alla follia pura.
Come se avessi rubato alla storia stessa qualcosa di terribilmente importante, giunsi a casa trafelato e senza indugio cercai di dare logica alla mia azione, analizzando le misure prese con così tanta caparbietà. Il risultato mi lasciò a dir poco basito, poiché tutti e 6 i Cerchi presenti nel Labirinto, presentavano un diametro di 2 metri e 88 centimetri, mentre tutti gli spazi intermedi riportavano una misura di 1 metro e 44 centimetri.
Com’era possibile?
In quel momento la cosa mi sconvolse, ma, documentandomi, venni a sapere che molte sono le cose inspiegabili sulla Terra quando ad essere coinvolte sono le frazioni o i multipli del numero ”72.”
Per esempio: migliaia di anni prima che l’uomo “riscoprisse” la Longitudine, qualcuno aveva disposto su tutto il globo opere enigmatiche come Giza, Stonhenge, Angkor, ecc. ecc. secondo riferimenti longitudinali rappresentanti multipli o frazioni di 72. Come se non bastasse, sempre multipli o frazioni del valore in questione apparivano in tutti i testi sacri del mondo, mentre, come il professor Santillana aveva ipotizzato nel suo libro ”Il Mulino d’Amleto” (1969), gli stessi potevano essere “un modo” per ricordare terribili eventi occorsi alla terra ed al suo illustre ospite, nell’alternarsi delle ERE Precessionali. Se poi si aggiungeva il fatto che la fisiologia stessa dell’uomo è numericamente precessionale (26000 sono, in media, gli atti respiratori al giorno, sostituiamo il tessuto epiteliale intestinale in 72 giorni, nasciamo con un peso medio neonatale di 2 chili e 600 grammi, l’ampiezza massima di un gesto atletico non può superare il 72 gradi, ecc. ecc.) il quadro Solstiziale del mio rosone all’interno del Labirinto, poteva delinearsi in quel momento, semplicemente “CAOTICO”.

Fig. 9 - Le rovine di Collemaggio dopo il  Terremoto del 6 Aprile 2009

Fig. 9 - Le rovine di Collemaggio dopo il Terremoto del 6 Aprile 2009

Oggi, quando ripenso alla bellezza scompaginata di quelle ricerche, mi rendo conto di quanto esse fossero felici e fortunate, soprat-tutto ora, che metri e metri di detriti occupano quel meraviglioso luogo, ricettacolo sferico di un sapere senza tempo (Fig. 9).
Lo so, sicuramente tutti questi numeri potranno procurarvi un malcelato disappunto, se non un chiaro malessere, ma vorrei sapeste che uno dei modi con cui i Crop ”parlano”, sono proprio i “Numeri,” spesso celati da meravigliose geometrie.

Fig. 10 Concedetemi un esempio, quello della foto numero 10.
Anche voi state osservando 18 cubi avvolti dalle spire concen-triche di 144 triangoli? Ebbene scomponete ancora questa imma-gine in lati: avrete 216 lati per i cubi e 432 lati per i triangoli. Nuovamente osservate i dati ottenuti: non vedete forse lo stesso processo numerico pari ad 1\3 e 2\3 applicato per il Rosone aquilano? Ebbene, in questo caso le Braccia ed i Mezzibusti, sono diventati palesi riferimenti temporali alle Ere Precessionali, con un frazionamento ben 10preciso. Volete sapere perché? Per un semplicissimo motivo: nel “sapere” dei Crop nulla può esistere, compreso il TEMPO, senza una chiara suddivisione frazionaria di tipo maschile e femminile.

Lo so, le vedo le occhiate; avete quasi la tentazione di lanciare la “vostra” rivista il più lontano possibile da voi. Non fatelo, vi prego, perché tutto ciò che ora ostinatamente è numero, vedrete diventerà geometria, suono, luce, tempo, DNA, ma, soprattutto “sentire”, un sentire in grado di giustificare uno straordinario Universo ordinato, figlio di un DIO stupendamente androgino, capace di ospitare molte più intelligenze di quante siamo abituati solo ad immaginare.
Passato il fastidio numerico? Lo spero, perché la mia corsa conoscitiva avrà anche un’andatura sostenuta, ma del tutto simile a quella dei gamberi, in quanto la Lista dei RE ci sta ancora aspettando per aprirci le porte del mondo dei Crop.

LA GOCCIA del SAPERE

I dati in mio possesso cominciavano a diventare rilevanti. Fra questi mi colpiva il fatto che secoli prima di Einstein, qualcuno, e sappiamo chi, era stato in grado di unire il tempo Precessionale allo spazio costruttivo di un luogo sacro come il Labirinto. Restava, comunque, il problema di stabilire di cosa effettivamente mi stessi occupando con tanta frenesia indagante, poiché effettivamente in “mano” avevo solo una sequenza numerica. Questa volta venne in mio aiuto la Cimatica.
Come molti ormai sapranno, con questo nome viene designata un tipo di scienza semiufficiale, la quale, ormai da tempo, studia come il SUONO sia in grado di interagire con la Materia. Lo stesso Leonardo da Vinci, condusse esperimenti in merito, sottoponendo la sabbia a determinati suoni ed osservando come essa fosse in grado di disporsi, spesso interpretando un repertorio geometrico presente in molti simbolismi esoterici. Vero era che tali studi erano passati di mano in mano, perfezionandosi nei secoli, fino ad arrivare al 1969, anno in cui, Hans Jenny, riuscì ad ottenere dei risultati sperimentali estremamente significativi, tanto da costringere anche il mondo accademico a considerarli. In tale ambito, anche l’acqua fu sottoposta a determinate frequenze appartenenti a note musicali ben precise.
In quel contesto apparvero alcune foto riguardanti la reazione di “una“ goccia d’acqua esposta ai cicli di un DO (Fig. 11).

Fig. 11 – La goccia d’acqua              Fig. 12 - Precessione degli Equinozi

Fig. 11 – La goccia d’acqua Fig. 12 - Precessione degli Equinozi

Una di quelle foto mi colpì terribilmente, in quanto, nettamente, si poteva desumere che la conformazione assunta dall’acqua, in quell’occasione, rispettava fedelmente la struttura di un Rosone. Anzi, esattamente come il Rosone che avevo codificato, poteva essere scomposta, ottenendo gli stessi riferimenti numerico-temporali dell’Asse Terrestre. A quel punto dedussi che, molto probabilmente, non era la congiunta attrazione luni-solare a dettare l’ellisse assiale del nostro pianeta (Fig. 12), ma qualcosa di diverso, forse qualcosa di simile più ad un suono o più suoni, inoltre, era ormai chiaro che i Rosoni tutti e senza tema, oltre a parlare numericamente, potevano rappresentare con chiarezza, delle ”frequenze” sonore ben precise, in un momento del sapere umano, universalmente accreditato come uno dei più oscuri.
Chiaramente dentro di me si fece strada l’idea che la progressione numerica a cui tanta passione conoscitiva stavo dedicando, forse poteva indicare una sorta di scala vibrazionale in Hertz; forse tutti quei numeri non erano altro che dei “suoni”; forse il piccolo Eremita aveva nascosto nelle sue date qualcosa di estremamente importante per l’umanità.

DAL PIANOFORTE DI CELESTNO ALLE TRE OTTAVE DI PITAGORA

Per la prima volta potevo dirigere il mio intuito, come la mia ferrea volontà, verso un argomento ben preciso e non tardai a scoprire altri aspetti “musicali” degni di nota. Riuscii, infatti, ad entrare in possesso di uno studio vibrazionale capace di decifrare gli Hertz emessi da ogni tasto di un pianoforte classico.
Ancora una volta, una sola immagine mi chiarì mesi e mesi di letture ed elucubrazioni. Da essa infatti si evinceva come i 68 tasti appartenenti alle OTTAVE fra i Bassi e gli Acuti, avessero un livello in cicli ben preciso. Potete immaginare quale fu la mia meraviglia quando constatai che il RE della prima OTTAVA fra gli Acuti era in grado di palesarsi a 288 Hz ( Fig. 13), mentre un altro RE, nella seconda OTTAVA, fra i bassi,

Fig. 13 - Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti

Fig. 13 - Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti

Un RE della prima OTTAVA fra gli Acuti era in grado di vibrare a 72 Hz. Ora potevo avere le prove di come tutto ciò che Celestino V aveva fatto durante il suo Papato era stato dettato da un sapere strettamente collegato alla codifica di un “suono” dalle caratteristiche, come ap-purai, camaleontiche. Ma in questo conte-sto vibrazionale quale era l’effettivo peso conoscitivo del Labirinto? Cosa poteva rappresentare quella multipla simbologia sferica, visto che era stata scelta per ospitare un matrimonio solare d’eccezio-
ne? Non tardai, sincronicamente, ad esaminare vari testi dedicati alla figura, anche esoterica del grande Pitagora. Appresi quindi che centinaia di anni prima di Cristo il maestro si rivolgeva ai suoi adepti, i più stretti e leali, proponendo una “spiegazione” alla nascita dell’Universo e quindi della materia, che nulla aveva da invidiare alle più moderne teorie quantistiche, proponendo una vera e propria TEORIA del TUTTO fatta di vibrazioni o suoni ben precisi.
Egli infatti, in terra calabrese, in quel di Crotone, affermava che DIO aveva CREATO tutto ciò che vediamo, attraverso pochissimi intervalli musicali, esattamente “CINQUE” e tutti di QUINTA (Fig. 14).

Fig. 14 - L’intervallo di Quinta

Fig. 14 - L’intervallo di Quinta

Divorato dalla curiosità dovetti in fretta e furia documentarmi sul mondo del “suono” per poter capire cosa sia un intervallo di Quinta. Data una corda vibrante e divisa in TRE parti uguali, pari a 1\3, 2\3 e 3\3, l’intervallo in questione ne rappresenta esattamente i 2\3.

Se si applica tale intervallo ad un’OTTAVA, avremo un salto di QUINTA calcolando la distanza posta fra il DO e il SOL. Di conseguenza, CINQUE intervalli da 2\3 erano, secondo PITAGORA, la matrice creativa di tutto, un tutto che, sempre il mondo della musica, agevolmente sintetizza attraverso un numero di OTTAVE ben preciso, TRE, così graficamente riassunte: 888.
Volendo essere corretti, musicalmente parlando, CINQUE QUINTE non sono esattamente TRE OTTAVE, ma la simbologia utilizzata nella descrizione del sapere pitagorico, mi permise di vedere ciò che fino ad allora avevo solo “intuito”. Ore e ore trascorse spesso seduto sulle panche di quel Labirinto, non mi avevano dato la giusta visione d’insieme, che ora come un fulmine, attraversava la mia mente. Raggiunsi immediatamente Collemaggio, attraversai lentamente la navata centrale, fino a quando le RIVIDI, dopo averle guardate, ignaro, migliaia di volte, le rividi immobili, splendidamente silenziose, pronte a riparlare, dopo centinaia di anni, di una Scienza solo apparentemente dimentica dall’uomo.

Fig. 15 - Il Labirinto

Fig. 15 - Il Labirinto

Quei 6 CERCHI intimamente uniti non erano altro che TRE OTTO: TRE OTTAVE (Fig. 15) offese per secoli, da quegli ingombranti sedili. TRE OTTO rappresentanti la

Il Labirinto testimonianza, falsamente muta, di una scienza in grado di dare alla Creazione, una spiegazione praticamente sconosciuta al nostro sapere ufficiale. Pitagora, probabil-mente, doveva il suo sapere alla stessa radice conoscitiva che io stavo riscoprendo. Non che le cose a quel punto mi fossero più chiare, ma almeno, certe simbologie, come quelle dell’ OTTO avevano ora più senso, soprattutto ri-
pensando ai vescovi eletti da Celestino, o al cuore del Rosone centrale di Collemaggio. Era come se il piccolo Eremita avesse voluto sottilmente dire a tutti, che DIO era, probabilmente, un grande direttore d’orchestra capace di utilizzare un’OTTAVA fatta di note speciali, in grado di vibrare fino a TRE OTTAVE, per darci tutto ciò che vediamo. Sembrava essere una spiegazione “sonica” del creato, che comunque non mi soddisfaceva, volevo di più, intuivo che molto ancora mi era oscuro, mentre osservavo incantato le meravigliose geometrie del pavimento di Collemaggio.

Sapete cosa mi ha scosso di più nel momento in cui sono rientrato nella basilica di CelestinoV a poche ore dalla Grande Scossa?
La POLVERE, una polvere ottusa, pesante, ingombrante, inattesa, posatasi ovunque, e la LUCE, meravigliosa, abbagliante, quasi dimensionale, che oggi penetra direttamente da tutta la zona posta sul Transetto, crollata completamente sulle TRE OTTAVE.
Come se Inferno e Paradiso si fossero dati appuntamento in un unico luogo.
Scusatemi a volte quei momenti ritornano prepotenti nella mia memoria.

cerchi-nel-granoOra ritorniamo a noi, al motivo per cui, giustamente, avete fatto il vostro acquisto, integrando quest’ultima parte descrittiva con un’operazione piuttosto pratica in grado di porre a disposizione quello che ora è anche il “vostro” sapere.
Osservate, quindi, la foto numero 16. E’ un Cerchio, apparso alcuni anni fa a Nuerstead in Inghilterra, tenendo sempre presente che i solchi paralleli che vedete attraversare lo stesso, sono quelli lasciati da un trattore, giusto per rendersi conto della sua grandezza e della stupidità di chi, per anni, ha detto e dice, che i Cerchi sono indubbiamente falsi, per i più svariati motivi. Fatto?
Benissimo, ora penso riusciate a vedere TRE OTTO congiunti, secondo DIREZIONI ben precise.

Fig. 16 Ora, nuovamente andate con la memoria al momento in cui il ROSONE centrale di Collemaggio si sposa, al Solstizio, con il Labirinto. Perfetto.
In quel momento le TRE OTTAVE potranno ospitare un SETTIMO CERCHIO.
Ora, osservate il Cerchio inglese, ha Sette Cerchi e quello centrale è caratterizzato da un Fiore particolare di cui parleremo più avanti.
Benissimo, da questo momento state osservando il Solsti-
zio di Collemaggio, consumato all’interno del Labirinto, riproposto in un prato inglese attraverso un Cerchio nel Grano definito ancora oggi un mistero.
State osservando la creatività delle TRE OTTAVE completata da un settimo cerchio, le cui caratteristiche sferiche ben si potrebbero riassumere attraverso sette semplici note: ”DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI”.
State osservando il sunto simbolico di una scienza in grado di descrivere la creazione in modi e sistemi completamente differenti dai “Nostri”. State osservando e di conseguenza, utilizzando, una parte del vostro cervello capace di apprendere “senza ufficialmente sapere”. Forse, vi state rendendo conto di come da più di Settecento anni da “noi” si facessero i Cerchi, non nel Grano, ma nella pietra solstiziale di un Labirinto, all’apparenza sonico.
Ora potete capire perché “probabilmente” un semplice aquilano potrà dire la sua sui Crop ed essere ascoltato, in un mondo di pseudo esperti, a volte piuttosto discutibili.
Volendo riassumere il tutto, storicamente potremmo dire che, se Carlo D’Angiò avesse proposto l’immagine di Nuerstead a Pietro da Morrone, lui forse avrebbe sorriso e con il cuore colmo di felicità avrebbe detto:
“Gioisci figlio mio, il sapere della CREAZIONE è di nuovo fra noi“
Beh, se non proprio così, qualcosa di simile.

Michele Proclamato
Tratto da: I misteri di Hera – Agosto 2009

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PERDONANZA: BONIFACIO VIII VOLEVA DISTRUGGERE LA BOLLA DEL PERDONO

Posted by admin On agosto - 28 - 2009 ADD COMMENTS

L’Aquila, 28 ago. – La pergamena che reca il testo dell’indulgenza plenaria (la bolla del perdono) donata da papa Celestino V alla citta’ e al mondo e’ conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Civico (solo quest’anno e’ stata spostata in altro luogo per motivi di sicurezza legati al post terremoto) ancora a ricordo del ruolo svolto dalla popolazione e dalle autorita’ civili di L’Aquila: essi protessero il prezioso documento dal tentativo di distruzione operato da papa Bonifacio VIII, che in tal modo voleva cancellare uno strumento tanto rivoluzionario nel suo valore politico e religioso, prodotto dal suo inviso predecessore.
L’autenticita’ della Bolla del Perdono, piu’ volte messa in discussione nel tempo, fu confermata da papa Paolo VI che, nel 1967, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, annovero’ quella di Celestino V al primo posto dell’elenco ufficiale.

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L’Aquila, il G8 e le profezie di Nostradamus

Posted by admin On luglio - 5 - 2009 ADD COMMENTS

Disse un giorno Voltaire, il grande filosofo illuminista francese: “Neppure a un astrologo è concesso il privilegio di sbagliare sempre“. Intendeva dire ovviamente che, in mezzo a centinaia di previsioni errate, prima o poi è fatale trovarne una casualmente esatta.

Il mausoleo (in fondo) di Celestino V sotto le macerie del crollo di Collemaggio

Il mausoleo (in fondo) di Celestino V sotto le macerie del crollo di Collemaggio

Nonostante gli esperti abbiano ribadito ripetutamente l’impossibilità di prevedere i terremoti, il popolo di internet e la gente col passa parola o gli sms, continua ad abbandonarsi ad un’insana ed infondata paura collettiva. Le voci si rincorrono con cadenza mensile e si propagano dall’Aquila alla costa abruzzese, dove sono ospitati oltre trentamila aquilani, e viceversa. E’ il tam-tam via internet, specie su social network come Facebook, ad amplificare la voce di una possibile scossa e ad alimentare la psicosi collettiva di un nuovo terremoto “E’ prevista una forte scossa” – dicono i messaggi. Ma come nelle classiche leggende metropolitane queste voci profetiche sono considerate vere da chi le racconta pur non essendo state in alcun modo verificate. Vengono generalmente trasmesse di bocca in bocca e il protagonista delle vicende in esse narrate è solitamente «l’amico di un amico» I “vocefondai”, dopo la grande scossa del 6 aprile 2009, hanno annunciato l’imminenza di un secondo violento terremoto. La fonte della predizione, a seconda dei casi, giunge a volte da fonti scientifiche, a volte militari, dai Vigili del Fuoco o dalla Protezione Civile; altre volte persino da estasi religiose, durante le quali il Santo di turno sarebbe apparso in un sogno premonitore ad una sua anziana devota.

Nostradamus

Nostradamus

La psicosi – come avvenne dopo il terremoto del Friuli – ha generato anche timori di incombenti sconvolgimenti geografici quali il formarsi di vulcani e laghi dalle acque ribollenti. Tutte queste previsioni sono venute meno, eppure il grandissimo fascino che le profezie esercitato sulle legioni di studiosi che tentano di scoprire quali fatti aspettano l’umanità nel futuro, non accenna a far desistere le voci. Tutt’altro, gli ostinati “vocefondai” adesso tirano in ballo nientemeno che il più temuto e famoso profeta: Michel Nostradamus. In questi giorni prossimi al G8 dell’Aquila, infatti, si sta spargendo la voce di una oscura quartina profetica che il medico e astrologo francese del Cinquecento avrebbe scritto, facendo riferimento al giorno in cui i potenti del mondo si riuniranno nella città in cui è sepolto Papa Celestino V. Abbiamo esaminato praticamente tutte 942 quartine che compongono le Centurie di Nostradamus e non c’è traccia di simili presagi. A dire il vero, abbiamo scovato alcune quartine che lasciano supporre un più o meno chiaro riferimento ai fatti accaduti a L’Aquila.

Nella quartina 66 della Centuria VI è scritto:
Alla fondazione della nuova setta,
Saranno trovate le ossa del grande Romano,
Sepolcro di marmo apparirà coperto,
La terra tremerà in Aprile, mal sotterrato (sarà).

Scettici o meno, non si può fare a meno di notare come la quartina faccia riferimento ad un ritrovamento avvenuto nei giorni scorsi sotto la Basilica di San Paolo a Roma: i resti mortali dell’apostolo Paolo (le ossa del grande Romano il cui sarcofago non è stato mai aperto in tanti secoli). Nostradamus, che al posto delle date usava criptici riferimenti, data questo eccezionale ritrovamento nell’anno in cui “la terra tremerà in Aprile” e qualcuno resterà “mal sotterrato”. (il mausoleo di Celestino V è rimasto sotto le macerie dopo il crollo del transetto della Basilica di Collemaggio).

Una seconda quartina, alquanto ermetica, la 93 della Centuria I, dice:
Terra Italica presso i monti tremerà,
Leone e Gallo non troppo alleati,
al momento del timore l’un l’altro si aiuteranno,
Solo Catulon e i Celti moderati
.
Il primo verso è facilmente identificabile con il terremoto dell’Aquila, ma i successivi fanno riferimento con tutta probabilità all’Inghilterra (Leone) e alla Francia (Gallo).

Un altro riferimento, questa volta diretto, all’Aquila (intesa come città) lo scoviamo nella quartina 78 della Centuria VI:
Si griderà vittoria per la mezzaluna del grande Selin
Dai Romani l’Aquila verrà acclamata
Ticino, Milano e Genova consentiranno
Poi loro stesse reclameranno grandemente il Re.

L'Aquila è disseminata di simboli massonici

L'Aquila è disseminata di simboli massonici

Indubbiamente, secondo le nostre ricerche, il grande Selin sarebbe il diminutivo usato più volte da Nostradamus per fare riferimento a Re Salomone, quindi alla Massoneria (L’Aquila è piena di simboli massonici; inoltre, il sigillo di Salomone si trova sul mausoleo di Celestino V). L’Aquila (città, e non l’animale simbolo degli austriaci o dei tedeschi) sarà acclamata dai Romani, cioè dai capi dello Stato e della Chiesa. Ticino, Milano e Genova, stanno a simboleggiare il potere economico e politico. Ma l’intrepretazione più plausibile di questa quartina potrebbe essere L’Aquila è intesa come Impero, e l’unico impero di oggi e l’America. Si griderà vittoria per le crociate sui popoli Arabi (oppure si faranno crociate per i popoli arabi – guerra Iraq ecc.). Il potere (romano) italiano sarà alleato dell’America. Il Nord Italia (le città della Lega) sarà contrario agli extracomunitari arabi
ma poi loro stessi reclameranno (il grande re) cioè quei paesi arabi, quella gente.

L’ultima quartina che prendiamo in esame è quella che, a nostro parere, più si avvicina ad una ipotetica profezia sul Summit del G8 dell’Aquila:
Popolo radunato per vedere un nuovo spettacolo,
Principi e Re con molti assistenti,
I pilastri cadranno, e i muri, ma come per miracolo
Il Re e trenta degli astanti si salveranno.

Il G8 dell’Aquila sarà innegabilmente un “nuovo spettacolo” a cui assisteranno in molti. Per la prima volta, infatti, tutti i capi di stato (Re e Principi) parteciperanno ad un Summit “low-cost” – a basso costo – in una caserma, abbellita quanto si vuole, che fa pensare ad una casa popolare, ai margini di una città quasi totalmente devastata e disabitata. Un G8 solidale, privo di sfarzi e ostentazioni, nel rispetto della sofferenza degli aquilani e quindi della povertà nel mondo. Quanto di meglio le nazioni di tutto il mondo potevano auspicare per un futuro migliore e dignitoso. A ben pensarci una “Rivelazione dell’Aquila” esiste, ed è straordinaria: la città fu edificata – come abbiamo dimostrato nel nostro libro – per progetto di Federico II di Svevia (l’anticristo delle profezie di Gioacchino da Fiore) nella forma urbica simile a Gerulemme, al centro della ley-line che collega Giza a Stonhenge, nella posizione geografica la cui somma della latitudine e della longitudine dà il numero 99, con le chiese disposte specularmente alla costellazione dell’Aquila che anticipa e simboleggia l’imminente ingresso nell’Era precessionale dell’Acquario: il tempo della pace e della spiritualità, in un mondo governato da uomini e donne dotati di saggezza.

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ATLANTIDE COME L’AQUILA

Posted by admin On maggio - 27 - 2009 1 COMMENT
La distruzione di Atlantide

La distruzione di Atlantide

L’Aquila, 27 Apr – Un terremoto di magnitudo e intensità simile a quello che ha raso al suolo L’Aquila potrebbe aver cancellato, millenni fa, la mitica Atlantide. A rivelarlo è uno studio condotto da l’istituto di geofisica di Melbourne (Australia). Nel fascicolo vengono descritti i particolari di un sisma che avrebbe dapprima sgretolato alcune grotte nascoste nel sottosuolo e poi, riempitesi d’acqua, risucchiato in un violento vortice tutta l’isola provocando onde alte svariati metri. Il sisma, in questo modo, ha rotto un equilibrio statico che permetteva a l’isola di rimanere grazie ad una solidità. Il sistema di rottura sembra molto simile a quello di una volta a mattoncini che cede improvvisamente facendo franare tutto al suo interno.

Curioso l’avvicendamento con il lago Sinizzo sito in San Demetrio ‘Ne Vestini; a quanto pare anche il lago, definito la spiaggia degli aquilani, avrebbe anch’esso delle grotte sotterranee che stanno praticamente franando risucchiandosi metri e metri di spiaggia. Le similitudini continuano con il reale grado del sisma: A distruggere Atlantide sarebbe stato un sisma di duplice movimento, ondulatorio e sussultorio di lunga durata di magnitudo 6,3 della scala richter; quello abbattutosi su L’Aquila, secondo l’istituto, sarebbe stato un terremoto di magnitudo compreso tra il 5,9 e il 6,6 della scala Richter di movimento non ben definito della durata di 24 secondi circa.

Le immagini del lago Sinizzo di San Demetrio ‘Ne Vestini

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DOPO 3 ANNI LE IMMAGINI NON INGIALLISCONO...



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6 Aprile 2009 3.33 Reset - Sito ad aggiornamento aperiodico ai sensi della Legge n. 62 del 07.03.2001 pertanto lo stesso non puo' considerarsi un prodotto editoriale ma un aggregatore di notizie su L'Aquila e sulla sua ricostruzione - Le fotografie firmate contenute nel sito sono di proprieta' degli autori, per il loro uso e la loro pubblicazione e' necessario chiederne espressa autorizzazione. Alcune delle foto presenti sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Email: info@laquilanuova.org

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